11.8.06

InGHING

Immaginate un piccolo imprenditore di qualche genere , un uomo che per una vita ha lavorato con i salumi, che tratta carne all’ingrosso oppure che ha una fiorente ditta di idraulica, scegliete voi il genere, non ha importanza.
Quello che è importante che sappiate è che quest’uomo non ha MAI letto un fumetto, non ha MAI trattato libri , né si è occupato di editoria di alcun genere.
Ora avviciniamoci alla sua casa e con una lunga carrellata entriamo fino in camera da letto. Immaginatevi il tranquillo imprenditore che dorme nel suo giaciglio e ora entriamo nel suo cervello proprio come se fossimo in un episodio di CSI.
Zoomiamo sul suo orecchio, sfumiamo all’interno ed ecco che ci ritroviamo in mezzo a sinapsi e impulsi elettrici vari… all’improvviso l’energia crepita , i neuroni vibrano.
Che sia un aneurisma!?
Forse il piccolo imprenditore sta per lasciarci?
E invece no! All’improvviso tutto si illumina, le sinapsi scintillano , il cervello risplende come una lampadina e l’imprenditore si sveglia tutto eccitato.

“UN FUMETTO!” grida entusiasta. “VOGLIO FARE UN FUMETTO!”.

Il mattino dopo l’Editore “fai da te” si attiva ed inizia a cercare il suo staff.
Contatta il nipote , mette un annuncio in pizzicheria e chiede al bar ,ma dopo vari tentativi deludenti è costretto a rivolgersi ad un’agenzia pubblicitaria per chiedere aiuto.
All’agenzia pubblicitaria la situazione viene presa in pugno con serietà e determinazione.

Giovani rampantini project manager strusciano ripetutamente le loro antennine, viene indetto un "briefing" e dopo viene fatto un "brainstorming" pian piano, si individua il "target" e si delinea un "concept", infine (dopo 12 ore) uno di loro esce dal bagno sventolando un Topolino in mano.
“Fumetto!” grida entusiasta e tutti gli altri applaudono.
Individuato l’obiettivo i creativi si consultano con quelli del marketing , viene fatto un altro briefing ed infine un preventivo.
Il giorno dopo l’Editore “Fai da te” legge il preventivo , si fa una grossa risata e li manda a quel paese.
A questo punto il nostro eroe ha un’altra grande folgorazione , agguanta le pagine gialle e cerca la parola magica: “SCUOLA DI FUMETTO”.

Il giorno dopo ancora il Direttore della scuola di fumetto entra tutto eccitato nell’aula del terzo anno di fumetto (sì...per diventare fumettista ce ne vogliono TRE…) ed esordisce tutto soddisfatto:
“Ragazzi abbiamo un’interessante opportunità di lavoro”
I ragazzi esultano.
I migliori allievi si battono fino all’ultimo sangue per ottenere l’incarico, vengono ripescati vecchi disegni con cui si è vinto il secondo posto alla Fiera Regionale di Magellano, vengono preparati costosi portfoli con copertine in pelle nera e infine UNO (ed UNO SOLO) viene prescelto.


Egli è L’ELETTO.

“Mi raccomando…” , gli dice il Direttore stringendogli la mano.
L’ELETTO annuisce consapevole della responsabilità, non solo il suo futuro ,ma anche l’onore della scuola è in gioco, uscendo dalla porta si sente come Achille il grande.
“Mi raccomando…” esclama la segretaria fighetta della scuola mentre l’allievo si avvia con la certellina sotto mano.
“Non ti preoccupare! Farò onore alla scuola!” risponde Achille tutto convinto.
“No, dicevo mi raccomando domani porta la rata della scuola, perché sei già in ritardo.” replica la segretaria fighetta sorridendo.

L’Editore “fai da te” accoglie il giovane creativo dopo avergli fatto fare un’attesa di due ore e si presenta vestito simile ad un gangster anni 20, ha un completo nero, una camicia bianca , capelli impomatati da pappone ed una cravatta rosso sangue che è inquitentemente ipnotica.
Un penetrante odore di acqua di colonia da due soldi impregna la stanza.

L’Editore “fai da te” spiega al giovane fumettista che cosa vorrebbe per il suo “giornaletto” e descrive una via di mezzo tra GEPPO, TIRAMMOLLA , I TRANSFORMERS e TEX (Tex c’è sempre…).

“Ma non come quelle cose giapponesi che mi vanno schifo!” escalama il piccolo imprenditore e non usa la parola “schifo” ,ma un’altra che evitiamo per eleganza.

“I manga!” suggerisce timidamente il giovene disegnatore.

“Eh?! Che ti Manga? Vuoi bere?” grida il piccolo imprenditore improvvisamente e versa al giovane un bicchiere di grappa.
Ben presto il giovane si accorge che il piccolo imprenditore non sente niente di quello che lui timidamente tenta di dire.
L’Editore fai da te in realtà si muove su una dimensione tutta sua , parla mentre i suoi occhi iniettati di giallo spaziano per la stanza ed intarcala il tutto con grosse boccate di sigaro mescolato ad un odore di alcol etilico.
Ogni tanto risponde ad una telefonata ,tratta affari per centinaia di migliaia di euro, tira un paio di bestemmie e poi torna a fissare il nulla.

“Insomma quanto mi costa questa roba?” chiede alla fine.

Il giovane disegnatore gli spiega i costi, le modalità , il procedimento ed infine la cifra che ritiene essere adeguata.

“Cosa?!” urla l’editore “fai da te” sputacchiando residui di sigaro in aria.

L’editore si adira…no, meglio: si offende e ci rimane male. Quasi piange.
“Sono una piccola azienda, sono poveri, non hanno una lira e lui non lo fa per denaro ,ma per dare un’opportunità ai giovani , lo fa…PER PASSIONE.

Il Giovane disegnatore si commuove…quasi vorrebbe dargli i 5 euro che ha in tasca e soprattutto sa che fuori ci sono altrettanti disegnatori più giovani di lui (alcuni hanno 12 anni) che farebbero tutto il lavoro per un pacchetto di figurine…

Il disegnatore accetta le condizioni dell’ Editore “fai da te”.

“E insomma quanto ci vuole!?” chiede il piccolo imprenditore ora che ha ritrovato il buon umore.

Il giovane disegnatore gli spiega le dinamiche, gli illustra il processo creativo e poi gli dice il tempo che secondo lui è necessario.

“Non per domani?!!!” urla l’Editore “fa da te” e stavolta non solo è deluso ,ma incredulo!
(Anzi: è quasi un po’ incazzato!)
“Non le fate con le macchine?” chiede sospettoso come temendo di essere preso in giro.

Il giovane disegnatore non sa di quali macchine stia parlando l’imprenditore.

“LE MACCHINE, LE MACCHINE! LE MACCHINE CHE LI STAMPANO I COMPUTES!"
(“Computes” non è un errore di battitura è la pronuncia dell'Editore "fai da te").

Il giovane disegnatore spiega che alcune cose si possono fare al computer ,ma che nonostante tutto è sempre l’uomo che fa il lavoro…le matite, le chine, il colore…

“InGHING!” esclama il piccolo impenditore improvvisamente rubicondo e il giovane pensa:

“Ecco. Ci siamo. Ora gli piglia un infarto e il mio primo lavoro va a puttane!”

Ma l’Editore”fai da te” sta bene è solo che il suo database ha beccato una frase sentita per caso da qualche parte e ora la esibisce tutto contento.

“InGhing! Inghing!”.

Dopo tre minuti buoni il disegnatore capisce che Inghing significa INKING…
“Le chine! L’inchiostratura! Sì certo!”

“No.” Lo corregge serio l’Editore “lei mi insegna che l’Inghing è quando SI FA IL FUMETTO TUTTO, no?”
Il giovane disegnatore esita …poi annuisce sorridendo pensando ai suoi concorrenti di 12 anni.
“Inghing!” gli risponde come se fosse una sorta di parola magica dai poteri miracolosi.

Vengono definiti gli accordi scritti. L’imprenditore non darà neppure un euro al giovane disegnatore che però avrà una cospicua percentuale sui ricavati della vendita.
Il fumetto verrà distribuito in tutti i negozi di idraulica o nelle salumerie e costerà 10 euro a copia.
Il tempo a disposizione del giovane disegnatore sarà di due settimane e dovra fare una fumetto di 94 pagine perché l'Editore gli ha chiesto : “cel’ha come TEX no?!”

“Ce l’ha come TEX” non è un allusione sessuale ,ma nel linguaggio dell'Editore "fai da te" vuol dire: “Lo facciamo dello stesso numero di pagine di un Bonelli, vero?
“Sì, ce l’ho come TEX.” annuisce il giovane disegnatore che ormai ha compreso il linguaggio di quello strano personaggio.

Alla fine viene scelto il nome della serie che sarà “Agente Gimmy” , (il nome lo ha scelto
l’editore dopo che il disegnatore gli ha spiegato che non era il caso di chiamarlo “Agente Tex”).
AGENTE GIMMY avrà il volto di Geppo, le fattezze fisiche di Tirammolla e le trame saranno permeate di un’onirica visione alla Neil Gaiman (questo è il contributo del giovane creativo).

“Soprattutto mi piace questa storia del cantante!” conclude l’ Editore “fai da te” mentre da la sua mano sudata al giovane disegnatore.

“Quale cantante?” chiede il giovane confuso.

“Quel Gaiman. Mia figlia c’ha tutti i dischi.

InGhing!

11-08.2006


Nota dell' AUTORE:

l'episodio dell' InGHING è assolutamente vero ed anche l'esistenza di Editori "Fai da te" è reale e confermata da fonti autorevoli.

Piero ed Alberto Angela hanno documentato l'esistenza di molte razze ,ma a tutt'oggi ancora non si conoscono le ragioni che spingono i piccoli imprenditori selvatici a voler fare un fumetto.
Per quanto discutibil essi siano l 'autore ci tiene a sottolineare che gli Editori "fai da te" sono necessari all'equilibrio dell'ecosistema del fumetto e g
razie ad essi si può iniziare a sopravvivere nella giungla del lavoro.
Seppure nutrendosi solo di bacche...

Possa un grido d'incoraggiamento aiutare tutti coloro che vogliono fare questo lavoro: InGHING!



7 Comments:

Anonymous Putipù said...

Gesù, quanto è vero...
ho rivisto tante cose...
inghing, brainstorming, trend, brand. Poi gli parli di tavola o vignetta e ti guardano come se scendessi dalla luna.
Soldì, per favore, non parliamo di soldi, sono sporchi (come se si campasse d'aria).
A proposito di soldi, dovresti parlare dei vari "equivoci" che si creano quando si va a riscuotere...

anche il post sui Dei fumetto...
ho visto che quello qualcuno l'ha commentato, ma non ha capito nè lo spirito, nè la situazione. Strano, essendo del giro... Forse perchè sono dei senti ma, ma non ne sono consapevoli, o dicono che il mondo del fumetto non è pieno di divismo, perchè sono lì che adoranti (ma non lo ammetteranno mai) aspettano quello o quell'altro autore...

4:30 AM  
Anonymous Jack said...

Ah! Ah! Ah!
Azzeccato in pieno, complimenti, mi ha fatto venire in mente una buona mezza dozzina di "editori" che girano nell'ambiente!!

3:13 PM  
Blogger MAX GUADAGNI said...

Il bello è proprio questo, Jack... Ognuno sta proiettando il nome del proprio Editore nel racconto e vi posso assicurare che il protagonista di "inGhing" esiste come summa di tutti loro...(con qualcosina di uno in particolare...).

MAX

5:11 AM  
Anonymous Anonimo said...

Mamma mia quanto ho riso! mi sà che dovrò smettere di frequentare il tuo blog...altrimenti morirò strozzato dalle risate!
d'ora in avanti, quando mi proporrano un lavoro urlerò "InGHING!" e se mi risponderanno cn un sorrissetto annuendo felici...allora significa che è meglio skappare!

Alex

10:51 AM  
Blogger MAX GUADAGNI said...

Quando vi sedete e fissate il vostro editore ve lo dovete chiedere in silenzio:

Questo sarà un InGhing?

E il dubbio vi tormenterà per sempre...

MAX

12:08 PM  
Blogger Dalmatius said...

Confermo l'esistenza di tutto, purtroppo.

2:01 AM  
Blogger Emi said...

questa dell'INGHING mi ha fatto venire le lacrime agli occhi... mi fai morire

2:34 AM  

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