16.10.09

INDICE DEI POST

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IL FONZ
"IN memoria del mio Amico Marco Fonzoli"



IL POSTICINO DOVE SI MANGIA BENE
"Ragazzi che ne dite di andare a mangiare un boccone?!!!"


DOPO LA VACANZA
NERI!

IL "SENTI MA"
Vivono tra di noi...

IL TUNNEL
"Bentornatooo...!"

IL B-MOVIE
Sono giovani, belli ed addestratissimi e si stanno per infilare in un cunicolo buio e pericoloso...

IL SUPERMERCATO
Tutti in fila...nel Tempio Pagano del nostro secolo...

PRIMA E DOPO
Dalla Cima della Collina dove tutto è perfetto...e poi nella Valle dove tutto cambia...

LUI, LEI E IL SESSO
Ovvero quando arriva il GRANDE MOMENTO....

VFP
"Ommioddio è enorme! E' immenso! E' SENZA FINE!...!

IL COMPLOTTO
Quando la Spectre e Gambadilegno cospirano ai danni degli Autori con la A maiuscola...

L'INAUGURAZIONE
Quando viene aperto un nuovo negozio di fumetti e....i predatori arrivano...

INNAMORATI
"...nell'universo esistono milioni di cose che si possono avere e milioni che non avremo mai...".

IL PERMALOSO
Ovvero la vocetta stridula e indignata che vive nel nostro cervello e che si sveglia ogni volta che veniamo criticati...

LA FESTA RIONALE
Ogni paesino o frazione di campagna ne ha una tutta sua, dove si mangia, si ascolta musica e si fa buona conversazione...o quasi.


IL CICLO
Quando Lei vi dice tutto...ma proprio TUTTO.

L'OSPITATA
Ovvero: l'innata capacità dei Disegnatori Selvatici di sopravvivere...

DOWNLOAD
Il sottile piacere di fregare il sistema...

ELOGIO ALL'UOMO
L'uomo...in tutto il suo splendore...

L' EMAIL
Quando il controllo della posta diventa un ossessione...

I PESCI BRANCO
IL favoloso mondo marino degli studi creativi...visto dal punto di vista di uno SQUALO.

IL FORUM
Ovvero: "Ciao raga!". Il mondo dei FUMETTOFILI in rete e la loro curiosa percezione della realtà...


L'AMICA

Analisi scientifica del rapporto con la femmina che vi capisce meglio di chiunque altro...finchè un giorno...

IL NATALE
La festa più importante dell'anno in compagnia dei parenti...

IL CENTRO COMMERCIALE
Odissea natalizia in un centro commerciale alla ricerca di in LETTORE DVX che legga tutto...ma proprio TUTTO.

LA FIERA DI LUCCA
La flora e la fauna della più bella mostra mercato di fumetti d'Italia.

GLI DEI DEL FUMETTO
Una panoramica a 360° sulla gerarchia che governa il mondo del fumetto:
gli autori,i discepoli, i lettori e i casi clinici.

INGHING
Agghiacciante viaggio nella psiche di un EDITORE FAI DA TE che decide da un giorno all'altro di pubblicare un fumetto.

IL COLLEZIONISTA
Uno sguardo dentro il tunnel del collezionismo che accomuna tutti gli appassionati del fumetto e non solo...

IL NEGOZIO DI FUMETTI
Vita ed abitudini della fauna del negozio di fumetti.

VITA DI COPPIA
Ovvero cosa accade quando la compagna di un appassionato di fumetti dice BASTA!

L'ESPERTO DI FUMETTI
Profilo tragicomico del sedicente esperto di fumetti che imperversa sugli editoriali e anche in TV. (Realmente esistente!).

LA CENA A FUMETTI
Cronaca di una tipica cena per fumettisti ed appassionati del settore.

IL SOTTOBOSCO
Un accurata descrizione della fauna che popola il sottobosco del fumetto.
Gli autori di serie B, quelli di serie C e i satelliti impazziti.

IL VECCHIO ED IL NUOVO
Due generazioni a confronto: il vecchio ed il nuovo editore di fumetti.

LA SCUOLA DI FUMETTO
Più interessante di una puntata di Quark, un inquietante sguardo alle tipologie che popolano le scuole di fumetto.

IL DISGUIDO
Problematiche di riscossione per il lavoro che avete fatto ,ma che non vi vogliono pagare.

E' PIU' FORTE HULK O LA COSA?
Il quesito che tutti i lettori di supereoi si pongono da anni e molto altro ancora...

IL COLORISTA
Il lavoro di un colorista di fumetti sotto stress.

LA LIBRERIA PERFETTA
Il collezionista di fumetti alle prese con i problemi di spazio: mensole e librerie.

SPAZIO 1999
Uno sguardo ad una delle più amate serie di fantascienza degli anni settanta...ed alle sue piccole assurdità...

IL BLOGGER
Un dettagliato profilo della forma di vita denominata Blogger...

IL FAN DI STAR TREK
Un identikit impietoso dell'appassionato di Star Trek nella sua fase terminale.

LA SCADENZA
Il creativo alle prese con le scadenze che non riesce MAI a rispettare.

DAL BARBIERE
Quando il vostro barbiere vuole per forza parlarvi di cose di cui a voi non frega NULLA!

LA SBRONZA
Cronaca di una serata a base di alcol per tentare di rimorchiare la bellissima di turno.

ANATOMIA DI UNA CENA
Tragico resoconto di una cena pianificata per farla CEDERE...

COLUI CHE E'
A colloquio con un pezzo grosso...un pomeriggio buttato via in sala d'attesa.

L'IDEA GENIALE
La fantastica ed originale IDEA che tutti noi abbiamo avuto almeno una volta...

GLI UOMINI A RIGHE
Vivono tra di noi. Amano le camicie a righe e i codici a barre...

5.1.09

IL FONZ...



La prima volta che Marco mi rivolse la parola eravamo ad un incontro a Prato… Castellini (all’apice del suo successo) sfornava disegnini e firmava pile di Nathan Never mentre tutti noi eravamo lì…in fila come pecorelle febbricitanti in attesa della sua attenzione.
Marco lo avevo visto infinite volte, era onnipresente ad ogni mostra ed incontro, per i miei parametri era un “Senti ma”… un appassionato e sfegatato del settore, ma mai mi sarei immaginato che negli anni mi sarei ritrovato tante volte a chiacchiera con lui o a dividere un caffellatte preparato da me su un fornellino elettrico, in una stanza di un albergo di Lucca…

Non mi ricordo che cosa mi disse quella prima volta, non mi ricordo di che cosa parlammo oltre il fatto che (ovviamente) si trattava di fumetto…

Quello che ricordo è che dopo quel primo incontro il tempo sfuma… si dissolve e l’istante dopo siamo a Lucca…

Siamo seduti ad un tavolino nella zona bar del vecchio palazzetto dello sport… io sto mangiando una brioche col cappuccino e lui è seduto davanti a me…
Si ride, si scherza… si parla di fumetto e amenità.

Uno di quei pochi momenti PERFETTI che ricordo della mia vita…

Lo rivedo anche in piedi di fronte a me… con in mano un albo… è quella che chiamiamo la foto de “IL FONZ CONSIGLIA”…

Ne abbiamo scattata una ogni anno…io, lui e il mio amico Pier.
Ogni anno lui arrivava con in mano una copia di questo e quello e ci descriveva e decantava le doti di qualche autore.

Quest’anno ce l’eravamo quasi dimenticata… poi, all’ultimo momento, ne abbiamo scattata una col cellulare… al volo…
e appena in tempo.

Mi piace pensare che l’ultima volta a Lucca Comics di tempo assieme ne abbiamo passato abbastanza… eravamo sempre a quel bar a prendere un caffè o a mangiare un panino… ma per quanto mi sforzi non riesco a ricordare un discorso… una conversazione intera…
L’unica cosa a cui penso invece è che l’ultima volta che mi ha mandato un messaggio io gli ho risposto “ci sentiremo con calma la prossima settimana”…

E’ così terribilmente banale la sensazione che provo in questo momento che non cercherò neppure di descriverla… è quel momento in cui ti rendi conto che tutti i film e libri che parlano del “carpe diem” sono veri… e che tu hai appena sprecato l’occasione di rivedere un amico…

Vorrei tanto poter riuscire a mettere assieme due parole che diano un senso a quello che sento,ma l’unica cosa che la mia coscienza mi dice sono le parole “lacrime di coccodrillo”.


Marco aveva un disperato, esagerato bisogno di amici e non sempre NOI (io) siamo stati all’altezza di questo ruolo.

Troppo presi dalle nostre piccole, maledette cazzate… troppo occupati dai nostri smisurati ego…
Gli stessi ego che appena finita questa pagina reclameranno attenzione…

La sua fragilità, la sua vulnerabilità era un imbarazzante specchio di ciò che sarebbe potuto capitarci se fossimo stati un po’ meno fortunati e ammetto con vergogna che non sempre avevamo il coraggio di rifletterci in quell’immagine…
e ora non ci saranno più mostre di Lucca con lui…

Niente più capatine al bar…
Niente più “ci si vede allo stand di questo o quello”.

E soprattutto niente più “il Fonz vorrebbe fare una cena”.

Marco sapeva tutto sul fumetto… Marco amava, adorava il fumetto…

…e a me (per una volta) mancano le parole…

Mi mancano perché termini come “ingiustizia” e “spreco” sono banali…scontati…

Però so che mi mancherà la sua presenza a Lucca… ci saranno altre mostre e la vita andrà avanti…come sempre…

Ci perderemo nel nostro odioso quotidiano e quasi sicuramente non impareremo niente neppure da questa perdita… perché alla fine siamo piccoli e piccoli restiamo.

Ma mi mancheranno i caffè al bar, mi mancheranno le chiacchiere… e so che avrò per sempre la consapevolezza di non aver fatto per lui tutto quello che potevo.

Mi dispiace Marco… Mi dispiace Fonz…


Dedicato al mio amico Marco Fonzoli.
5 Gennaio 2008

22.12.08

IL POSTICINO DOVE SI MANGIA BENE

Ogni evento fumettistico che si rispetti ha una precisa e delineata scaletta: si parte dal raggiungimento dell’ameno luogo in cui si svolge la riunione (di solito un punto indefinito in una nebbiosa landa) fino ad arrivare all’immancabile cena finale in cui fumettisti e accoliti sfogano i loro peggiori istinti… il tutto passando attraverso la conferenza , la presentazione o in generale l’evento stesso a cui si va ad assistere.


L’ARRIVO.

IL luogo dove tali eventi vengono tenuti varia a seconda della situazione e dell’occasione…
Può essere nel palazzo comunale di una grande città o nella più remota delle stanzine del circolo ARCI-CAZZO-QUALCOSA di provincia…in ogni caso la serata prescelta per tale evento sarà immancabilmente FREDDA, NEBBIOSA e sottolineata da un uggiolare di lupi affamati in sottofondo.
La collocazione di tale evento verrà puntualmente dissimulata e in qualche modo resa il meno chiara possibile… dalle indicazioni stradali a quelle fisiche una volta dentro l’edificio, i partecipanti si troveranno di fronte a svolazzanti volantini e frecce vergate a mano che dicono “Per Quello che Parla di Giornaletti Andate di Là…”.

Superfluo dire che NESSUNO (nemmeno coloro che hanno partecipato fisicamente ad organizzare l’evento) sapranno dare indicazioni dettagliate di dove si trovi… o di dove si trovino essi stessi in quell’istante.

“Non mi vedi?” chiede colui che Guida gli altri via cellulare.
“Non la vedi una COOP?” (c’è sempre una COOP)….

Determinante in tal senso anche l’apporto degli indigeni che (anche se voi abitate sul pianerottolo di fronte a casa loro) vi guarderanno come se foste esseri alieni provenienti da un’altra galassia.

“Mi scusi…sa mica dove si tiene la conferenza sull’OLO-SPERIMENTAZIONE-VISIVA-DELLA MULTIMEDIALITA’-FUMETTISTICA?” chiede timidamente Colui che Vaga…(stando attento a ricalcare esattamente la corretta dicitura dell’evento…).

“Che cazzo vuoi?” chiede l’anziano indigeno osservando il suo interlocutore come se gli avesse appena stuprato la nipote.

“Sa mica dove parlano dei giornaletti?” replica Colui Che Vaga con rassegnazione…

“Ah…” annuisce l’anziano partigiano mentre sputa per terra… “quei COSI… sono nell’ex ospedale degli Spastici…” e se ne va scuotendo la testa ed inveendo contro la Madonna e il bambin Gesù…

Giunti finalmente all’ex Ospedale Per gli Spastici, (un incoraggiante ambiente con vecchie impronte di manine insanguinate sulle pareti…) dovrete decifrare le criptiche indicazione alla Esher che vi segnalano che dovete percorrere la scala Nord per poi giungere alla Sala B, conferenze C e in fine al Vecchio Mattatoio dei Diversi…. Luogo dove (nella più adeguata delle cornici) si svolge la conferenza.

E lì…entrando in punta di piedi (l’autore di turno sta già parlando) vi trovate di fronte (o di fianco) ai vostri simili, colleghi, appassionati e tifosi vari del genere.

“Deh! Hai visto quanto è fica la su’ donna?!” Commenta uno che non avete mai visto in vita vostra dandovi una gomitata.

E subito riconosciamo:

IL VOLGARE.

Onnipresente e simpaticamente GREZZO, il volgare vi individua scegliendovi tra mille altri e vi fa gestacci di penetrazione indirizzati alla donna dell’autore, alla VOSTRA donna o alla piantana di una luce a stelo della sala (per lui non fa differenza)…

“Boia deh!” esclama mentre mima immaginarie scopate con l’aria e ride da solo.


A pochi metri da voi ( in perpetuo movimento) individuiamo poi:

IL FOTOGRAFO.

Misteriosa entità che si materializza dal niente ad ogni evento (mai realmente accreditato) egli è Colui Che Documenta il tutto per LA FANZINE di SPASMO-COMICS.COM o altre altisonanti associazioni.

Il fotografo zampetta o rotola letteralmente dinnanzi all’autore e fotografa compulsivamente scorci e inquadrature, del tutto dimentico delle cosce della donna dell’autore poiché (quasi sempre) ASESSUATO.

Leggermente defilati ai lati troviamo le nuove leve che sono giunti da Ogni Dove per SUZZARE la conoscenza dell’autore di turno.
Tra essi distinguiamo quelli piccoli e timidi, quelli obesi e ingombranti, quelli bellocci che non disegneranno mai e faranno i commessi a vita, quelli alti, smunti, timidi e sognatori che (se Dio vorrà) non raggiungeranno la primavera.

In mezzo a tutto ciò (con aria altrettanto defilata ed enigmatica) riconosciamo i colleghi dell’Autore e tra essi:

IL FINTO BUONO.

Socievole, sempre disposto a dare una pacca sulla spalla e una sorriso a chiunque , elargisce strette di mano al suon di “ Ciao Caro, ho visto le tue cose e mi sono piaciute molto…”.

L’ARTISTA

Che non si separa mai dal suo cappotto per paura che glielo rubino e dal suo berretto (perché sotto nasconde una combinazione vincente di colori che rivoluzionerà la creatività…ed anche un uovo sodo…).

IL MARCIO DENTRO

Silenzioso e cupo, invidioso dei suoi colleghi ed autori di maggior successo prende nota mentalmente per ciò che trascriverà poi nel suo dissacrante e misero BLOG… il tutto mentre esibisce un sorriso simile ad un ictus-infartante.


Ed infine l’Autore…

Di medio, MEDIO ALTO o ALTISSIMO livello, sfoggia una calma serafica, un incondizionato buon umore e una bella TOPOLONA Bionda al suo fianco…

“Deh! Chissà che gli fa quella!!!!!” sibila IL VOLGARE in un angolo della sala.

Introdotto quasi sempre da un Piccolo Uomo Umile e Spelacchiatino (si somigliano tutti) l’autore di turno espone il suo pensiero…illustra che cosa è per lui il FUMETTO ed in particolare la SPERIMENTAZIONE… il tutto con una passione ed un trasporto votivo che smuove ed anima anche il più cinico degli ascoltatori…

“DEH! Ma l’hai viste le COSCE-BOIA-DEH?”

Lei… (timida CERBIATTONA BIONDA) annuisce silenziosa e composta , interviene al momento giusto, illustra la sua prosa, il suo pensiero e le sue filosofie esistenziali, mentre l’Autore la sostiene ed appoggia nel…

“DEH LO SO IO CHE GLI APPOGGEREI!” sghignazza il VOLGARE mentre alita su quello che gli sta accanto.

Ciò che colpisce maggiormente è la candida, sincera e PURA convinzione dell’Autore in ciò che dice: il Fumetto è Comunicazione…

Il Fumetto non è necessariamente Arte, ma la Sperimentazione è DOVERE… e…

“Sì, ma senti: E’ PIU’ FORTE HULK O LA COSA?!” esclama ad un certo punto un butterato ed inguardabile NANO (maschio o femmina non si sa ) di età indecifrabile…


Alla conferenza vera e propria segue quello che è definito il “CAPANNELLO”… gli aspiranti disegnatori si avvicinano all’autore uggiolando (e spesso urinando sul pavimento per l’emozione) e ne leccano il portfolio.
L’autore ricambia elargendo loro disegnini e SUZZANDO un pugno in euro (o direttamente in sangue) in cambio di una copia del loro ultimo lavoro.

E’ dopo questa fase intermedia di scambio di informazioni, tecniche e amenità varie che l’autore si fa strada tra i discepoli e punta direttamente verso i suoi colleghi esordendo con un :

“Ragazzi si va a mangiare qualcosa in un posticino che conosco io?”



L’ACCODAMENTO

Alla proposta dell’Autore scatta il meccanismo di “accodamento” che rende ardita la massa e che fa crescere esponenzialmente il numero dei partecipanti alla cena…
All’autore e donna allegata si aggiungono i colleghi, i fans, gli aspiranti disegnatori, gli occasionali e un paio di pazienti dell’ex Ospedale degli Spastici.

“DEH! FICAAA!!!!” esclama il volgare mentre parla con una bacheca.

“Hai una buona mano!” esclama il FINTO BUONO mentre relaziona con Il Giovane Aspirante Disegnatore Che Non Raggiungerà Primavera.

“Davvero…grazie!” replica lui con i lucciconi agli occhi e le costole sporgenti…
E se poteste guardare negli occhi del FINTO BUONO vedreste distintamente la scena di lui che lo investe con la sua Punto Bianca…

“Allora ragazzi…” esordisce l’autore…
“…che ne dite se si va con una sola macchina e poi voi lasciate qui la vostra e prendete la mia e poi andiamo a prendere la vostra e si lascia quell’altra così si va con una sola delle macchine vostre e non la mia?”.

C’è sempre questa proposta…. È una sorta di meccanismo perverso che OBBLIGA la mente umana a scartare a priori la cosa più ovvia: ognuno va per i cazzi suoi.

E tutti invece annuiscono…

Così…l’allegra brigata si STIPA in diciotto nella stessa auto (ma non la sua, quella di un altro che ha lasciato la sua perché poi la riprende dopo con quella di lei che va da lui…).

E parte alla ricerca del POSTICINO DOVE SI MANGIA BENE.

“Ma… non si spenderà TROPPO?” si chiede il MARCIO DENTRO… che mangia PANE UMIDO solo per risparmiare e che ha le braccina talmente corte che non gli arrivano nemmeno alle ascelle…

“Bè…quanto vuoi che possa costare una pizza?” commenta il Finto Buono mentre stringe la mani a destra e a manca …

IL POSTICINO DOVE SI MANGIA BENE si rivela essere generalmente posizionato in un’angolo buio, semidiroccato e inaccessibile il cui raggiungimento implica la perdita di due ore e che termina con la presa di coscienza che “oh ..l’hanno chiuso? Non lo sapevo”…

Al che i nostri eroi ripartono alla ricerca del POSTICINO DOVE SI MANGIA BENE N.2 e continuano fino a che arrivano (alle 22 e 30) in una apparentemente dimessissima Trattoria Denominata “LO SPENNONE”.

“Ah…” esordisce un’acida cameriera con gli occhi inettati di sangue…
“..voi siete quelli che hanno prenotato all’ultimo momento del mio giorno di ferie-che-cho-pure.il ciclo, eh?”

“Eh sì…” annuisce l’Autore sfoggiando un sorrisone…”è mica un problema?”.

“no, no…” stride l’acidula mestruata…
“Solo che mangiate quello che diciamo noi, bevete quello che vi diamo noi e quando avete finito vi levate dal cazzo, okay?”.

“Io comunque stimo molto il vostro lavoro…” replica il FINTO BUONO stringendole la mano.

Una volta seduti i gruppi si dividono e frazionano…
L’Autore ad un tavolo con la sua donna-allegato.
I colleghi disposti ad ala a mò di ultima cena e gli aspiranti disegnatori accucciati a terra con delle ciotole di pastone.

IL MENU’.

Sfogliato da alcuni, decrittato da altri ed ignorato da alcuni si rivela essere l’INCUBO personale del MARCIO DENTRO che (compulsivamente) comincia a fare i conti di quanto gli costerà la cena e di quanti ALBETTI patinati avrebbe potuto comprare al suo posto.

“VINO DEH! ALTRO VINO!!!!” grida il VOLGARE mentre tracanna vino e parla di tette da solo.

Durante l’attesa e la degustazione degli antipastini (misti, scarni e miseri) prendono vita anche le prime conversazioni spontanee e si attivano le varie MINE VAGANTI e TRITACOGLIONI DI TURNO.

Tra essi riconosciamo:
quello che vuole organizzare dei corsi ma nessuno glieli fa fare ed ha pensato a voi perché avete la faccia da PIRLA che gli ispira fiducia…

Quelli che chiedono consigli su come entrare nella scuderia di Johnny Pulpo …
“Ma non è che il mio segno è troppo AVVENTATO…?!!!” (chiede timoroso Quello Che Non Raggiungerà Primavera..).

Ed infine gli ESISTENZIALISTI-DI-STOCAZZO-A-FUMETTI che ti espongono le loro teorie cercando di guardarti negli occhi e succhiarti l’anima…

E se il MARCIO DENTRO non corre nessun pericolo (perché l’anima non ce l’ha..) ecco che il FINTO BUONO rimane imbrigliato ed ipnotizzato dal meccanismo perverso della conversazione.

Annuisce (beve), interviene, (beve di nuovo) , commenta che i ragionamento del coglione che è valido (mentre beve ancora) e poi si rivolge verso il MARCIO DENTRO e gli sussurra “ma il vino non lo hanno riportato ancora?”…

E mentre le portate (miste, scarne e poverine) si avvicendano, la conversazione si infervora su chi ce l’ha più lungo tra Star Trek e Guerre Stellari o se è meglio Miyazzakimelo o Mazzumotamelo ecc. ecc. il tutto annaffiato da Limoncelli, Caffè, ammazzacaffè e ammazzalimoncelli col caffè….
(Alcolici e amari vari che fanno LETTERALMENTE rabbrividire il MARCIO DENTRO che
febbrilmente fa i conti col suo cellulare cercando di capire quanto spenderà.

Ed infine arriva anche questo piacevole momento … la cameriera acida si presenta con un Tampax nella mano e il conto nell’altra e vi guarda con aria di disprezzo: “viene 28 euro a testa!”, bofonchia digrignando i denti….

“ommioddio!” esclama il MARCIO DENTRO che si accascia al suolo stringendo al seno il suo portafoglio.

IL pagamento avviene in silenzio….come una sorta di marcia funebre…
Nessuno ammetterebbe mai che quella spesa significherà mesi e mesi di astinenza da qualsiasi attività dispendiosa.

“Niente più carta igienica… niente più acqua calda…” borbottano i creativi…

“Che vi dicevo…? Vi ho portato o no in un posticino buono?” esclama l’Autore agitando le mani…


IL POSTICINO DOVE SI MANGIA BENE.
Dedicato ai miei compagni di merende…

IL vostro Amabile: Marcio Dentro.

2.9.08

DOPO LA VACANZA

Tornano.

Tornano dopo le vacanze, tornano con i loro camper, tende, auto strapiene di sedie a sdraio ed abbronzanti, tornano con i loro figli, con le loro donne/uomini, tornano con le loro auto sportive, di seconda mano, pregiate, familiari e scassate.

Tornano dalle vacanze e sono TUTTI incazzati.

Sono incazzate le mamme bruciate e irrugosite dal sole.
Sono incazzate le fighette, spalmate di creme per mantenersi color cioccolato.
Sono incazzati i mariti, i compagni, le nonne e gli zii.

Sono incazzati tutti e lo sono subito, il giorno stesso, appena arrivano e forse anche prima.

Lo vedi quando parcheggiano e s’incazzano come bisce tra di loro.

Lo vedi quando sei al supermercato e la bruciata-rugosa ti frega il posto alla cassa e ti guarda con odio mortale.

Lo vedi quando camminano ed hanno tutti una faccia ingrugnita e arrabbiata.

Sono incazzati!

E vorrei dirvelo con altre parole,forse potrei anche farlo,ma la verità è che la frase giusta è solo questa:

SONO INCAZZATI NERI.

Incazzati coi loro capi-ufficio, incazzati col governo (che non è mai quello giusto). Incazzati con quel coglione del vicino di casa perché….perché…

Bè, non lo sanno nemmeno loro PERCHE’..sono INCAZZATI e basta.

E’ la vacanza…

E’ la vacanza che fa questo effetto…

E’ la vacanza che ti rilassa, ti tonifica e poi ti fa …

INCAZZARE quando finisce.

Certo…

Non lo ammetteremmo mai..

Non si può dire: “sono talmente ACIDO che corroderei il mondo e vorrei battere i piedi e conficcare un PIOLO nella testa di quello che mi ha bloccato l’auto in DOPPIA FILA!”

No.

Non è politicamente corretto.

Quindi si SORRIDE.
Ci si saluta…ci si scambiano convenevoli mentre si pensa “se mi rifreghi il posto macchina t’infilo un fustino del DIXAN dove dico io!”.

Ma esternamente si è corretti, irreprensibili e SOLARI.

Moglie insoddisfatte.
Mariti annoiati.
Coppie scoppiate col cartellino della scadenza attaccato dietro la schiena…ma non importa…

Non importa perché c’è sempre un televisore al plasma che ci aspetta.
Una poltrona ergonomica e un auto nuova col lettore ultima generazione di mp3 su cui poggiare il sedere…

Non importa perché finchè ricomincia il campionato vuol dire che TUTTO VA BENE…

Stasera c’è il Derby….domani si vedrà…

1.9.08

IL "SENTI MA"

Esperto cinefilo, fine musicofilo ed abile biografo dei suoi personali miti, il Senti Ma è la quintessenza del collezionista, votato anima e corpo alla celebrazione di ciò che egli venera.

Il Senti Ma conosce a memoria il titolo di tutti gli episodi di tutte le serie di Star Trek, ricorda esattamente CHI ha disegnato COSA in qualsiai fumetto e conosce news e anticipazioni ancora prima che le stesse Case Editrici le pensino.

Appassionato di film di fantascienza, di horror, di pupazzetti, di libri rari e dischi in vinile, il SENTI MA spazia in modo mostruosamente TRASVERSALE spalmandosi su tutte le categorie di appassionati clinici.

E’ esperto conoscitore di tutti i film di nicchia che solo lui ha visto.
Ha visto Guerre Stellari 478 volte in tutte le sue versioni rimasterizzate, digitalizzate, inedite, integrali e macrobiotiche…

La sua definizione scientifica deriva dalle sue abitudini sociali e dal suo tipico modo di esordire.

Timido di natura, ma al tempo stesso privo di freni inibitori, il SENTI MA infatti ragiona spesso completamente scollegato dal suo cervello…
La sua mente semplicemente si disattiva quando è preda dei suoi istinti compulsivi e questo lo fa LANCIARE senza alcun controllo nelle più ardite esternazioni.

Il Senti Ma è colui che dinnanzi all’ IMMENSO John Buscema esordisce con:

“Senti ma è vero che tu usi foto per i tuoi disegni?”
(Che è un po’ come chiedere a Leonardo da Vinci da quale rivista prendesse le sue idee…).

Esistono Senti Ma Passivi ed Attivi.

I PASSIVI sono coloro che si limitano a comprare, archiviare e disquisire all’infinito su ciò che amano.
Sono il popolo dei forum, la linfa vitale dei negozi di fumetti e collezionismo in generale e sono i fruitori di convention e mostre varie.
Sono coloro che, (contrariamente alla stessa definizione), sono OVUNQUE, presenziano OGNI evento e parlano.
Parlano.
Parlano.

Hanno sempre visto per primi la prima visione di questo o quello.
Hanno acquistato in esclusiva un numero rarissimo patinato e serigrafato a mano da un monaco tibetano della Marvel.
E sono disposti a vendere un rene per avere un fottutissimo filmatino in anteprima in cui si vedono 30 secondi del prossimo film di Bat-Man.

GLI ATTIVI (molto più caratteristici) sono invece coloro che non solo amano determinati generi,ma vogliono LAVORARVI.

I Senti Ma Attivi frequentano ogni corso possibile e immaginabile.

Corsi di regia.
Corsi di videomontaggio, doppiaggio, recitazione e giù, giù fino a corsi di tarocchi e cardio-chirurgia di emergenza , il tutto organizzato da sedicenti imprenditori stranieri che (apparsi dal nulla come per magia) ammaliano le sventurate vittime con la loro parlantina.

“Se voi te faccio fare un corso che te fa diventare quello che voi!” esordisce il vampiro di turno mentre ondeggia ipnoticamente davanti al Senti Ma.

E il Senti Ma firma.
Accetta.
Compra e frequenta corsi di disegno, di animazione, di 3D, di multimedialità quantica, impollinazione vaginale (no…questa proprio no) ecc. ecc. ecc.

Il Senti Ma Attivo partecipa ad ogni lezione sgranando i suoi piccoli ed avidi occhietti occhialuti.
Scrive tutto, annota maniacalmente ogni dettaglio (incluso il colore delle tovaglie della moglie di Buscema..sì, sempre lui),ma raramente è interattivo…

La massima espressione di comunicazione del Senti Ma è ….il sudore.

Sudore …quando davanti a lui si APPALESA il grande autore di turno che dispensa disegnini.
SUDORE quando gli passa per le mani una rara copia del numero 13 di "Johnny Pulpo e le Brigate del Monte di Venere".

E sudore è anche ciò che viene spremuto alle famiglie dei Senti Ma (Attivi e Passivi)…

Sì, perché raramente il Senti Ma è autonomo…nella maggior parte dei casi egli vive ancora in famiglia o percepisce la pensione della madre morta e imbalsamata che tiene in soffitta.

“No, Mamma, non ho intenzione di vendere i primi numeri di Alan Ford!” dice ondeggiando su una sedia a dondolo con una parrucca in testa …

Naturalmente non si deve generalizzare ed esistono anche Senti Ma che lavorano…

Impiegati, operai, liberi professionisti , insegnanti di lingue che ti spaccano i coglioni sottolineando la pronuncia esatta ed il doppiaggio sbagliato dei telefilm ecc. ecc.

Tutti lavorano e tutti al sabato si ritrovano in questo o quell’altro negozio di fumetti…
Tutti intenti a discutere (e a volte a scannarsi) su quanto sia bello l’ultimo episodio di GALACTICA o quanto sia INCOMMENSURABILE la SAGA di Guerre Stellari.

Ed ovviamente nessuno di loro, fa mai sesso con una donna (se si escludono le pugnette con le foto di Carrie Fisher...).

Intendiamoci…la castità dei Senti Ma non è scientificamente provata.
In primo luogo perché ne esistono a milioni (il che significa che in qualche modo si riproducono) ed in secondo luogo perché molti di loro riescono ugualmente a trovare l’anima gemella…

Appassionata come loro.
Tossica di input come loro e spesso incasinata mentalmente PIU’ di loro.

Le caratteristiche fisiche dei Senti Ma sono molteplici…

Ci sono quelli apparentemente anonimi, quelli vistosi che sfoggiano magliette di Superman e accessori Manga, ci sono quelli perennemente marchiati dal loro zainetto, ci sono quelli DEVASTATI che non si cambiano da 34 anni e vagano con la stessa polo e lo sguardo da pazzo.

E poi ci sono quelli complessati, che sfoggiano improbabili riporti che sfidano le leggi di gravità, i bassetti e canuti simili ad teneri orsacchiotti , i grassi e pingui obesi, i magri ed emaciati ecc. ecc. ecc.

L’aspetto fisico del Senti Ma non è da ignorare.

Una NON eccezionale bellezza è il motivo scaturente di una forma di compulsiva compensazione.

Il Senti ma NON vive…COMPENSA.

Ma naturalmente non tutti i Senti Ma vivono alla luce del sole…mescolati a quelli conclamati e dichiarati ci sono gli ALTRI.

I PORTATORI SANI.

I Senti Ma Portatori Sani sono individui il cui aspetto è quasi “normale”.
Vivono, hanno relazioni sociali più o meno regolari (ogni tanto fanno perfino sesso…) e sono consapevoli di ciò che sono….ma…(nel profondo) sono peggio di tutti gli altri messi assieme.

Compulsivi peggio dei loro ignari simili i Senti Ma imbustano, spolverano, archiviano e sbavano davanti a tutto ciò che amano o bramano.

Sono capaci di rinunciare ad una vacanza al mare per una rara collezione di Urania…
Sono capaci di fare venire un’insolazione alla propria donna per assistere ad una mostra all’aperto di fumetti.
Sono capacissimi di non offrire MAI un caffè o una cena pur di potersi permettere di comprare TUTTO quello che vogliono in un edicola.

Passivi ed Attivi si riuniscono infine in club, gruppi vari e forum.
Si scambiano informazioni strusciando immaginarie antennine ed amano SGARRUFFARSI tra di loro (leggi “litigare” in modo buffo) per motivi del cazzo che solo loro sanno.

“Tu non devi più parlare con Lui perché Lui ha detto che Lucas ce l’ha corto!”
esclama l’appassionato di Guerre Stellari col riporto, aggredendo il Morlok dai capelli bianchi…

E così via.

I Senti Ma…con le loro tenere passioni e i loro sogni mai nati sono… il Non vissuto.
Sono i bambini del passato che non venivano mai scelti per giocare a calcio.
Sono gli indifesi che venivano picchiati…i soli che non hanno mai baciato e che si rifugiano in un mondo fatto di colori…

Ed ognuno di noi…è un po’ Senti Ma.

Dedicato a tutti i miei simili…

29.8.08

IL TUNNEL

Nella vita di ogni collezionista ossessivo-compulsivo arriva prima o poi il momento della redenzione…quel momento cioè in cui i suoi neuroni superstiti gridano “BASTA!”.
I motivi che inducono tale evento possono essere i più disparati:

l’esaurimento dello spazio disponibile per l’archiviazione del materiale, l’esaurimento delle finanze disponibili ad alimentare l’insano dilapidare o l’esaurimento nervoso della vostra compagna di letto che (in perfetta sintonia con i vostri pochi neuroni) grida “BASTA!”.

Quale che sia la ragione scaturente il fatto epico e significativo è che a un certo punto una parte sana (e fino ad ora dispersa) del vostro Amico Cervello improvvisamente vi chiederà:
“Che cosa stai facendo? Ti rendi conto di quanti soldi stai buttando via ogni settimana in edicola? E nemmeno li leggi più! Cresci una buona volta!”.

Questo grido giungerà nella vostra coscienza inaspettatamente….vi coglierà di sorpresa proprio mentre state scartando l’ennesimo ovetto kinder nella trepidante speranza di trovare il pupazzetto che vi manca.
Vi sorprenderà mentre state posizionando la vostra gigantesca action figure costata quanto un ospedale in Burkina Fasu e vi sarà sentire … piccoli, inadeguati e sciocchi.

Il collezionista non smette gradualmente di farsi di collezioni…non ci sono cure o terapie tipo un cerotto da applicare o una progressiva disintossicazione…
Il collezionista INTERROMPE bruscamente la sua scellerata passione.
Si ferma. Si arresta. Si blocca sul numero 460 dell’Uomo Ragno e ogni giorno che passa perde qualcosa.
Perde il redazionale di STRALE DI DIO che parla delle ultime novità in casa editrice.
Perde le news sui disegnatori cool del momento, perde la cover variant con filino di bava dell’autore di punta incorporata in vetrino e soprattutto….
Perde la CONTINUITY!

La continuity…la più geniale invenzione delle case editrici dopo i personaggi con super problemi che si fanno seghe mentali su un tetto appiccati ad un camino….(oltre alla droga sintetica che viene sparsa tra le pagine dal 1969…ma questa è un’altra storia…).
La continuity…che permette in ogni singolo istante di sapere chi ha rapito la Zia May, chi conosce l’identità segreta dell’Uomo Ragno e chi è un Cylone a bordo del Galactica.
E quello che ogni utente ossessivo-compulsivo sa è che se perdi un episodio…perdi TUTTO!
Per questa ragione il collezionista pentito si ferma di colpo, salta un numero, ne salta due…rallenta nell’acquisto settimanale e all’improvviso si ritrova in piedi (generalmente nudo e con un rivoletto di saliva che gli cola dalla bocca) ad osservare le pareti rivestite di fumetti (da notare l’incredibile assonanza visiva con una cella imbottita).
E all’improvviso si chiede “perché?”.

Ed ecco che due giorni dopo siete lì (stavolta vestiti…quanto meno con un kilt…) che avvolgete ed imballate amorevolmente uno per uno i vostri preziosi numeri…
Il numero zero di Nathan Never (quello che vale , non l’altro che hanno tutti e che non vale un cazzo)…il numero speciale di Dylan Dog in cui non si scopa nessuna, il numero speciale dei Fantastici Quattro in cui la Cosa perde i poteri, il numero speciale in cui li riacquista e quello in cui li perde di nuovo. La versione serigrafata ed autografata con copertina cartonata e rilegata con crine di cavallo di Druuna (in cui lei viene scopata da un robot assassino dotato di fallo rotante) ecc. ecc.

Li avvolgete con deferenza assoluta lo fate con amore, con dedizione e gli occhi lucidi perché una parte di voi li ha amati e li ama più delle tette della vostra donna…(bè…quasi…dipende dalla donna…),ma la verità…l’assoluta sconvolgente verità è che il momento è passato…

“E’ tempo di crescere.” Dice quella autorevole e quasi sconosciuta parte sana del vostro Amico Cervello.

“Per cominciare oggi butti via quel brutto zainetto e ti compri una giacca come si deve”
Vi comunica Amico Cervello Sano.
“Basta con quei foglietti pieni di numeri!” borbotta strappandovi di mano la MANCO LISTA.
“E basta anche con quegli stupidi pupazzetti che hai ammucchiato dentro a quella vetrinetta!”
grida avventandosi sulle vostre action figure…
E voi annuite…passivi, catatonici…impotenti fate di sì con la testa perché…

“E’ tempo di crescere”.

Per la prima volta vi ritrovate ad avere in tasca un pugno di euro che potete utilizzare in modo diverso dal solito.
Per la prima volta potete mangiare cibo VERO e (occasionalmente) offrire una cena alla vostra donna.
Per la prima volta non provate l’irrefrenabile desiderio di acquistare ogni puttanata che reca in copertina il numero 1.

E così la vostra casa respira per la prima volta aria fresca e non l’odore di carta vecchia.
Per la prima volta avete spazio sulle mensole per mettere le foto di parenti e dei simpatici e buffi peluche che la vostra ragazza vi rifila ogni mesiversario.
Per la prima volta non vi fate di buste per imbustare i fumetti e per la prima volta usate il Domopak per quello che è stato realmente creato: imbustare il cibo.

E per la prima volta …siete quasi come tutti gli altri.



O almeno lo siete PER UN PO’…

I primi sintomi arrivano inaspettatamente.
Le passate accanto come tutti i giorni, a malapena la percepite con la coda dell’occhio e all’improvviso la vedete… L’EDICOLA…

Sussurra il vostro nome, vi chiama come un’invitante sirena…
Voi la ignorate scuotendo la testa e correte a casa vostra.

Qualche giorno dopo vi svegliate nel cuore della notte , un ghigno sorridente sul volto e la vostra compagna che vi chiede “tesoro hai sognato che facevamo sesso?”.
“Certo” rispondete voi mentendo e pensate al vostro sogno: voi, in mezzo ad una pila di arretrati, tutti in ordine cronologico e in perfette condizioni.

Il giorno successivo siete dentro all’edicola, confusi e esitanti venite avvolti dall’odore di carta , dal profumo dell’inchiostro fresco e dal desiderio di sfiorare, toccare ed aprire quelle copertine patinate.

“Che cosa le do?” chiede l’edicolante.

“FOCUS!” esclamate voi sudando.
“Leggo solo cose da GRANDI IO!”

Dopo un mese avete una mensola strapiena di riviste scientifiche, Famiglia Cristiana e quotidiani vari…
E in piedi (a torso nudo) oscillate davanti alla libreria e canticchiate sigle di cartoni animati…gli occhi pallati, una scatola da 12 di Pangoccioli del Mulino Bianco in mano e qualcosa che vi turba…
Perché le dimensioni NON TORNANO…le copie dei quotidiano non stanno SU BENE e quando le aprite e sfogliate non trovate nulla che somigli a ciò che cercate.

“Prova La Repubblica!” suggerisce Amico Cervello Sano.

I giorni successivi vi aggirate nervosi per casa, gli occhi iniettati di sangue e una scatola da 32 di Pangoccioli in mano.

“Tesoro stasera andiamo al cinema?” chiede la vostra donna con un tempismo perfetto.

“Fanno quel nuovo film tratto da uno dei tuoi Giornaletti…come si chiama ?”
“Gli ineffabili 4?”
“Gli imprescindibili?”
“Gli enfatizzabili…?”
“Tesoro forse erano Gli ANESTETICI 4?”


“FANTASTICI, cazzo!”
“FANTASTICI 4 e Silver Surfer! Un film tratto dal più classico episodio dell’omonima saga creata dal grande maestro Stan Lee e dall’incommensurabile Jack Kirby!

E per un attimo immaginate di avvolgere una copia di Focus e infilargliela in bocca stile Ash di Alien.

Le allucinazioni arrivano dopo due mesi.
All’inizio solo uditive…vi pare di sentire i personaggi della vostra soap opera che discutono in cucina su chi abbia ucciso Capitan America…
Poi le visive…in principio solo piccole cose…(vi pare di vedere L’Uomo Ragno che pende dall’angolo della stanza in cui dormite e il vostro capo somiglia stranamente al Dottor Destino…)…la faccenda diventa preoccupante quando vi svegliate e vedete Pippo seduto sul vostro letto che vi dice “Yuk, Yuk!”

E’ a questo punto (quando siete nella fase più critica della disintossicazione) che l’amico premuroso vi dice “io vado al NEGOZIO…perché non vieni anche tu? Ti distrai!”

IL NEGOZIO è lo shangri-la del tossicollezionista.
Rivenditore autorizzato di fumetti, dvd, pupazzetti e di qualsiasi altra cosa di cui vi facciate.

Ogni proprietario di NEGOZIO che si rispetti riconosce subito un drogato in crisi di astinenza.
Lo vede dalla mani sudate, dai tic nervosi o semplicemente dall’odore da malato.

I più scaltri non cercano di invitare il tossico a farsi di nuovo…al contrario lo ignorano concentrandosi sugli altri drogati presenti del negozio, ma è proprio questa indifferenza che fa aumentare in voi il desiderio di farvi di nuovo.

Il cofanetto di dvd in legno di ciliegio di Spazio 1999….
La raccolta completa di AKIRA in edizione brossurata…
E la maledetta copia autografata di Pippo contro tutti…”yuk, yuk”

E poi un giorno succede…
La vostra mano scivola nella tasca e trova un foglio…su di esso una serie di numeri scritta con la vostra calligrafia.
“Ma non sono stato io!” grida una parte del vostro cervello.
“Tranquillo..” vi dice Pippo la vostro fianco aggiustandosi il cappellino…
“ Va tutto bene. Yuk, yuk!”

La manco lista (compilata da voi in stato di trance ) scivola sul tavolo del proprietario del negoziante…lui non dice nulla…non vi proferisce parola ,ma si limita a protendere una mano verso di voi…. E prima che ve ne accorgiate voi gli state dando il vostro bancomat…

"Grazie… " vi dice abbozzando appena un’ombra di sorriso.

Ed un istante dopo siete immersi nei fumetti…
Ce li avete sul tavolo, in mano, sparsi sul corpo (qualcuno se li infila nelle mutande e gode)…
Mentre cercate disperatamente il numero 463 dell’uomo Ragno che avete perso , mentre ordinate tutte le uscite arretrate di Star Trek in dvd con custodia di pelle di Shatner.

Mentre vi rotolate per terra grufolando in mezzo ai Bonelli finalmente vi sentite di nuovo voi stessi.

E quando state per uscire dal negozio con una carriola (spinta dal vostro amico traditore che è stato pagato dal negoziante per riportarvi lì…) ecco che il proprietario vi chiama per nome un’ultima volta.
Voi vi girate con una copia rara di Little Nemo in bocca e lui (oscillando simile ad un cobra vi canta… ”bentornatooooooo...”

Dedicato a tutti coloro che dal tunnel non riescono ad uscire e che ormai lo stanno ARREDANDO.

IL B-MOVIE

Tra i tanti generi di film esistenti ve ne è uno in particolare che merita menzione ed attenzione, quello horror/fantascientifico pieno di fighetti e fighette varie.

Si parte con un antefatto di cui non ci frega niente.

Una maledizione.
Un meteorite.
Un neurone impazzito nella mente di uno sceneggiatore di Hollywood…

La ragione per cui i protagonisti andranno a cacciarsi in qualche buco buio e appiccicoso è quasi sempre vaga, poco convincente e scarsamente importante.

Non importa il PERCHE’...quello che conta è che il posto dove i nostri eroi si ritrovano è sempre maledettamente sinistro e fottutamente BUIO.

La squadra (perché c’è sempre UNA SQUADRA) è sempre il TOP del TOP.
Che siano sub,speleologi, archeologi, militari o idraulici …sono sempre IL MEGLIO DEL MEGLIO.

IL gruppo è equamente composto da bei ragazzoni e belle puledrine appena sfornate (età media 20/25 anni. Nessuna smagliatura e zero cellulite).
Tutti sono atletici, muscolosi e ognuno di loro si comporta in modo incredibilmente RISOLUTO.

C’è il capo bello e responsabile, quello tenebroso, ma determinato, quello vigliacco (c’è sempre un VIGLIACCO) che nasconde qualcosa e lo scienziato di turno dall’aria colta e competente.
Più due o tre ragazze che si dividono in more, bionde e con le tette rifatte o naturali.

Il tutto è condito e caratterizzato con una serie di “contentini etnici”, ossia personaggi di varie origini che si riconducono però a due categorie madre: gli afro-americani e gli orientali.
Tutti e due molto scaltri, molto affidabili ed entrambi con scritto in fronte. “MUOIO PRESTO”.

LA SQUADRA è SEMPRE specializzatissima!

Che si tratti di un’esplorazione subacquea, di una spedizione speleologica o di una vacanza fuori porta per fare un pic-nic, tutti parlano un gergo altamente hi-tech (che solo loro capiscono) e sfoggiano una tecnologia della madonna che però non gli servirà mai a un cazzo.

Tra i già citati membri della squadra va sottolineata la figura di “Colui che sa”, lo scienziato, o più in generale: L’ESPERTO.
L’unico che ha una vaga (vaghissima) idea di dove cavolo si stiano dirigendo e del perché ci vadano.
Il tipo di solito è quello meno atletico, ha un filino di pancetta e non si depila come gli altri.
(Cosa che ad Hollywood significa: AVERE UNA LAUREA).

La squadra ha navigatori satellitari, display ,palmari e computer vari infilati anche nelle mutande, nonché un numero più o meno vario di armi che vanno (a seconda della trama) da grossi coltelli fino a fucili mitragliatori d’assalto…
Tutte cose che comunque non gli serviranno a niente contro la cosa innominabile che stanno per incontrare.

Approssimandosi alla zona di ricerca i nostri eroi cominceranno a trovare sibillini segnali di pericolo:
antichi disegni sulle pareti di grotte raffiguranti scene di stragi…
Sculture ed incisioni più o meno dettagliate di figure umane agonizzanti e rappresentazioni più o meno realistiche di innominabili CREATURE con grandi, GRANDI DENTI.
Talvolta perfino un cartello con scritto in perfetto inglese: “PERICOLO! SE ANDATE AVANTI CI RIMETTETE LA PELLE!”.

“Che cosa significherà?” chiede Jack, il capo della spedizione, con aria perplessa.
“Non so…” risponde l’esperto con aria rapita “l’unica cosa è andare avanti, infilarsi in quel cunicolo buio e umido da cui giunge quel fetido odore di morte e scoprirlo.”

“Ottimo! Buona idea!” risponde Jack entusiasta e fa uno di quei segni VERAMENTE FIGHI da Task Force….quelli fatti con le mani , che vogliono dire:
“Due di voi: avanti. Uno dietro a sinistra, un altro in posizione di copertura e tu, Katy, fammi vedere le tette.”.

Il tutto espresso senza dire una parola.

E così la squadra s’infila nel cunicolo…gli uomini intenti a fare battute da machi e le donne che si s’inventano pretesti per mostrare cosce e seni allo spettatore.


“Jack mi ricevi?” chiede l’addetto alle comunicazioni

“Forte è chiaro!” risponde Jack (mentre dietro di lui Jenny si fa la brasiliana con una gilette…).

E questa è l'unica cosa che l’addetto alle comunicazioni dice o farà…
Perché da lì in poi la radio sarà DISTURBATA.
Il segnale DISTORTO.

“Qualcosa riflette le comunicazioni e …OMMIODDIO è ENORME…ARGGHHH!

(Ultima frase pronuncata poco dopo dall’addetto alle comunicazioni).

Perso il contatto con il mondo esterno la squadra incontra altri segni non molto rassicuranti:

ossa umane sparpagliate ovunque, pile di teschi ordinatamente accatastati e lo scheletro di uno che si è fatto saltare le cervella da solo.

“Non siamo i primi a passare di qui”. Commenta brillantemente l’ESPERTO.

Chiaramente NESSUNO di loro (MAI) dice “Okay. Facciamo dietro front e torniamo a casa”.

No. Non gli passa manco per la testa.

“Tim , Ray! Voi andate avanti in quel tunnel pieno di resti umani pullulanti di scarafaggi!” esclamerà invece il capo carismatico del gruppo (mentre sullo sfondo Katy e Jenny si spalmano a vicenda crema sui seni …).

E mentre vediamo per l’ultima volta Tim e Ray allontanarsi trotterellando felici, il resto del gruppo avanza, stando bene attento ad infilarsi sempre di più in quel cazzo di trappola oscura.

“Forse è meglio se ci dividiamo” suggerisce a questo punto Jack e tutti annuiscono …inclusa quella cosa innominabile che li segue nell’ombra che non crede alla sue squamose orecchie.

Ed eccoli che si sparpagliano e si infilano in ogni passaggio stretto e mucillaginoso chiamandosi ogni tanto per nome.

“Sei tu Josh?” chiede Frank mentre sguazza nei liquami.


Ma ovviamente non è Josh, ma bensì un qualcosa di raccapricciante di cui vediamo(sempre) soltanto i DENTI.

“OMMIODDIO è ENORME…ARGGHHH!” ultime parole di Frank.

Quando l’urlo arriva agli altri le tipette smettono immediatamente di scambiarsi i perizoma, Jack si immobilizza brandendo il suo coltello d’assalto e ascolta trattenendo il fiato.

“AIUTOOOO MI MANGIA VIV…….”…

“Credo che sia un puma…” commenta l’affidabile esperto.

“MORIREMO TUTTI” grida strappandosi i capelli il vigliacco che repentinamente perde la calma e si mette a piangere.

“ Andrà tutto bene!” esclama il capo carismatico mentre lo mena di santa ragione per riportarlo in se.

“Ma con che cosa abbiamo a che fare?” si chiede finalmente qualcuno e tutti guardano lo scienziato, l’esperto, insomma COLUI CHE SA…

“Qualunque cosa sia è ostile” dice lui mentre si gira in mano un teschio umano.

Sticazzi! Pensano gli altri.
Quest’uomo è davvero ESPERTO!

Chiaramente neppure il ritrovamento dei loro compagni fatti a pezzi dissuade i nostri eroi dal continuare e così vanno avanti.

Katy confida a Jack che è ancora vergine e Jack le dice “L’ho sempre saputo dal modo in cui mi guardavi”.
Il tutto mentre il VIGLIACCO si mangia di nascosto tutte le merendine al cacao e perfino il lato di cioccolata di una pacchetto di Ringo (il lato bianco lo lascia….PERFIDO…).

Vagano per un'altra mezz’oretta (durante la quale un numero imprecisato di loro svanisce, muore o da di matto) dopodiché si trovano finalmente di fronte a qualcosa che di solito è un nido, un’alcova o cose del genere.

“Che ne dite se prendiamo un po’ di queste uova appiccicose e le rompiamo a casaccio?” chiede l’esperto…e gli altri annuiscono….

(Certo. Come farebbero senza di lui…?)

Ed ecco che appare Lei (l’innominabile e comprensibilmente incazzata creatura ) che si avventa su di loro menando zampate e morsi a destra e a manca.

Fuggi, fuggi generale.
Armi che neanche la scalfiscono.
Tecnologia all’avanguardia che si rompe. (funi che non tengono, bombole che finiscono ossigeno, tute che si lacerano ecc. ecc.)….fino a che uno di loro (di solito l’affidabile CAPO) viene ferito prima che la creatura svanisca di nuovo.

“Tutto okay?”
chiedono preoccupatissime le tipette toccandosi il clitoride per l’emozione.

“E’ solo un graffio”
risponde lui indicando uno squarcio di 30 centimetri da cui cola un liquido verde.

A questo punto i nervi cedono: qualcuno si accorge che il vigliacco si è mangiato le merendine e scoppia il CAOS.

“Ne avevo bisogno!!!!” grida IL VIGLIACCO in lacrime.
“SONO IPOGLICEMICOOOO!!!!”

E da lì in poi diventa catatonico e non lo sentiremo più parlare fino a quando non farà la fine più orribile che si possa immaginare.

SVENTRATO.
APPESO A TESTA IN GIU’
FECONDATO E DIVORATO VIVO…il minimo che possa capitare ad un ipoglicemico vigliacco.

E quando jack comincia a sbavare e ringhiare qualcuno si chiede “ma starà davvero bene? Non è quello squarcio che ha sulla schiena gli sta facendo male…?”.

“Tutto bene, Jack?” gli chiedono le tipette.

“SSSSSSSSSIIIII’ SCHLLGHHHHH!” risponde Jack sibilando ed agitando la sua coda.




Proseguono seguendo le indicazioni dell’esperto che di tanto in tanto se ne esce con cose tipo:
“l’aria fredda è più leggera , il vento soffia da ovest, il muschio cresce a nord…andiamo a destra…”

Tutte cazzate ovviamente (lui in realtà è un odontotecnico) ,ma tutti gli danno retta.

Vanno a destra, le tipette finalmente con gli abito a brandelli, l’orientale unico superstite che si tocca ripetutamente le parti basse in segno di scaramanzia e poi la creatura che se lo agguanta al volo….

All’etnico tocca sempre una morte a rate.
Prima lo mutilano.,
Poi lo spalmano…
Poi se lo risucchiano.

“OMMIODDIO è ENORME…ARGGHHH!”


“Ma andrà davvero tutto bene?”
si chiede la tipetta ormai vestita solo con la saliva del pubblico mentre osserva il cadavere del povero Chao-Ling.

Ma soprattutto Jack…ha sempre avuto le BRANCHIE?

Ed è quando questa domanda diviene imperativa che l’esperto avanza un’ardita teoria:

“Credo che Jack abbia la mononucleosi….”

“Mi scusi Dottore…” commenta una delle tipette…
“Non è che magari Jack è stato infettato da una qualche forma di vita parassitaria che ora, agendo a livello genetico, sta rapidamente modificando il suo DNA trasformandolo in una creatura mostruosa?”.

“Ah…sì, sì.! Questa è anche meglio!” risponde entusiasta l’esperto.

E a quel punto JACK da di matto.

Gli escono le ali, dimena le branchie , animella le sue SQUALE smandrappa le sue RAMAGNE….

(Tutte cose che fanno i mostri incazzati).

E finalmente (DIO TI RINGRAZIO) stacca la testa all’esperto facendola volare via.

(Non una gran perdita)…

Rimane solo lui con le due tipette….

Carino sarebbe fare una cosa a tre,ma Hollywwod non lo consentirebbe e così perdiamo repentinamente Jenny…impalata dalla coda di Jack (morte vagamente fallica) dopodiché resta solo Katy, bloccata in un angolo con in mano una bombola di ossigeno con scritto sopra “ALTAMENTE INFIAMMABILE – USARE SOLO CONTRO MOSTRI SQUAMOSI”.

Jack la guarda perplesso…

“VERGHINESSSSSSSS….?” Sibila ricordandosi di lei.

Lei lo guarda con aria compassionevole…poi gli spara la bombola dell’ossigeno dove non batte il sole e lo fa saltare in aria.

Jack si dimena, la getta a terra colpendola e poi esplode.

Epilogo.

Tutti hanno tirato il calzino eccetto Katy che si aggira lacera, umida (TUMIDA) e TURGIDA fuori dalla grotta.

Il pubblico tira un sospiro di sollievo.

Grazie a Dio è finito tutto bene e sono morte solo 12 persone….ma….

Nell’ultima scena Katy si volta verso il pubblico, apre la bocca e ci mostra una lunga, lunghissima LINGUA tentacolata….

SSSSSSSSHHHHHHHHHHH!

Sibila Katy e lo schermo diventa nero.

FINE.



(Come? Siete ancora lì? Non riuscite a trovare la forza di alzarvi dalla poltrona del cinema perché il vostro cervello è colato a terra? Non vi preoccupate…prendete il tempo che vi serve…tra un po’ comincia il secondo spettacolo…).

Dedicato ai miei amici Pier e Dibe…compagni di visioni di film inenarrabili…

17.8.08

IL SUPERMERCATO

Si ergono simili a monumenti del cattivo gusto, pullulanti di gente che entra , esce o semplicemente sbatte contro le vetrate simili a zombie, si stagliano contro il torrido caldo estivo offrendo riparo dalla canicola abbacinante e dentro…

dentro c’è il paradiso alimentare che ogni bulimico o casalinga tossica abbia mai desiderato…sono I SUPERMERCATI.

Stracolmi di prodotti di ogni genere e per ogni tasca…prodotti di marca, di lusso, biologici, ecologici, macrobiotici e analgesici.

Prodotti patinati per famiglie benestanti, per quelli che fanno colazione in un mulino bianco sempre sorridenti e biscotti senza gusto per quelli che invece si alzano incazzati neri in un monolocale senza luce.

Ci sono confezioni a basso contenuto di tutto che ti rendono più bello e vitale e merendine senza marca che ti uccideranno lentamente facendoti affondare nel diabete.

Ci sono tipo di pane senza glutine che evaporano solo ad aprirle e pagnotte talmente piene di conservanti che vivranno più di voi.

Ci sono salse, salsine, confetture e piatti già pronti per ogni tipo di single, o disadattato cronico.

Ci sono varianti infinite di cibi etnici con cui fare i fighi con la tipa di turno da rimorchiare, 85 tipi diversi di pasta , (tutti uguali…) con varianti di percentuale di grano che sfidano la capacità di ragionamento di un matematico e ci sono migliaia di oggetti , tegamini, cosmetici , detersivi, spugnette e utensili per riempire il VUOTO infinito che avete dentro.

Ci sono carrelli con 12 tipi diversi di tipi di monetine da infilare (ma solo le vecchi 500 lire vanno bene per TUTTI) e un nugolo di casalinghe dopate che li spingono arrancando tra gli scaffali.

E ogni oggetto…ogni cartellino…è stato studiato e posizionato da una congrega di scienziati-pubblicitari-nazisti che studia il vostro cervello e che vi dice “cosa vedere prima” e “cosa dovete assolutamente AVERE”.

Ecco perché nessuno vede mai i fagioli a 25 centesimi, ma solo quelli di marca a 1 e 50…

(Eccetto gli studenti e i disegnatori…loro li trovano lo stesso…li sentono all’ODORE!).

E la gente… che barcolla, vaga o si scapicolla per arraffarsi l’ultima scatola di cereali al Muesli (e Dio solo sa come CAZZO si scrive!)…
A volte catatonici, a volte rapiti…osservano estasiati un cartellino dei prezzi come se vedessero la Madonna…
A volte giovani e scattanti, a volte anziani e ormai andati…
Coppiette con lui tatutato e lei scazzata, bambini teneri e simpatici che ti sfasciano e palle giocando a palla e nonne e nonni col catetere in mano.



Ci sono quelli che semplicemente fanno la spesa e quelli per cui ogni scelta è un parto gemellare e che soppesano amleticamente un barattolo di pelati da 250 grammi ed uno da 500…

“Quale dei due conviene di più…?”
“Quale dei due mi cambierà la vita o mi aprirà la mente?


E poi tutti che convergono, fluiscono verso le casse… prima lentamente, poi sprintando per fottere un posto a qualcuno e chissenefrega se è una donna incinta o un anziano col bastone….

La spesa.
La fretta e i cazzi di ognuno…questo prima di tutto.

Di corsa! Tutto frenetico per poi PIANTARSI in una delle più geniali invenzioni umane:

LA FILA.

La fila che puntualmente non scorre un cazzo …
La fila … che si smuove solo quando voi ne scegliete un’altra…(semplicemente per rallentare appena la cambiate)…

La fila …in cui incontrate tutta una serie di simpatici personaggi.


LA DECEREBRATA.
Che non pesa mai la frutta…
“Ma perchè la dovevo pesare?” …e a cui cacceresti volentieri la sua lattuga dove non batte il sole.

LA MAMMA PERFETTA

Che all’ultimo istante si è ricordata di non aver preso i cotton fiocc e ti molla il carrello, la borsa e il figlio nel passeggino dicendo “torno subito!”


IL PALEONTOLOGO
Che dispone ogni cosa nelle buste come se fossero resti di ossa del paleozoico…

LA SIGNORA “BENE”
Che fa la spesa coi soldi contati (non perché gli mancano,ma solo perché se ne sbatte di chi lavora) e che alla fine molla sul piano scorrevole metà cose…
“Questi li lascio…” squittisce con le sue labbra a canotto.

A alla fine di tutte ciò … l’altare del consumismo…accudito dalle
Sacre Vestali del Culto del Fustino…


LE CASSIERE

Che ti guardano e scrutano senza mai vederti e che con fare meccanico ti chiedono:

“Hai la tessera?”.


“Fai parte della nostra confraternità?”
“Hai ricevuto il sacro dono dei punti che tutto nobilitano donandoti vita lunga e prospera?

(Nonché una batteria da cucina antiaderente…).

E ci sono quelle giovani e scazzate (con grossi grumi di Eyliner agli angoli degli occhi e rossetto amaranto da dark depresse)…

Ci sono le glorie appassite, inacidite da 150 anni lavoro alienante (che ti guardano con occhi stretti e rabbiosi , parlando con voce arrochita dal fumo).

E poi ci sono le comunicative….che ad ogni costo vogliono salutarti, parlarti , chiederti se vuoi una busta, se hai il biglietto del parcheggio e se sei socio, cattolico, ateo o presbiteriano….
Quelle che parlerebbero anche con un muro solo per non impazzire….

E infine le VIGLIACCHE …le più bastarde e viscide che vi dicono
“Dopo di lei ho chiuso!”
E te lo dicono con fare CATTIVO lasciandoti a fare il lavoro sporco di scacciare a pedate la povera pensionata sorda e zoppa che viene dopo di te.

Per non parlare del fattore SFIGA che vi colpirà proprio quando arriverà il vostro turno… facendo inceppare la cassa, finire il rotolo degli scontrini o facendo semplicemente SVANIRE la vostra cassiera …persa nei cazzi suoi.

E quando finalmente arriverà il vostri turno…vi ritroverete alle prese con le bastardissime BUSTINE di plastica che non si aprono…quelle in cui ci soffiate, le stropicciate e maledite (intanto che la cassiera stranamente accelera all’improvviso buttandovi tutta la roba che si accumula davanti a voi…).

Le bustine…le stesse che poco dopo vi mollano a metà percorso ,proprio quando siete quasi arrivati all’auto e SEMPRE quelle con dentro l’OLIO….

E così, alla fine, arrancate nel parcheggio mentre nuovi zombie arrivano…vi date il cambio sorridendo stolidamente alla civiltà moderna….

”Arrivederci…” vi dice la scritta mentre uscite dal parcheggio…

PRIMA E DOPO

Prima di fare sesso esiste un tempo, più o meno lungo, durante il quale ogni cosa è magnifica e stupenda…

E' come stare sulla cima di una Collina e da lì intravedere un'intrigante e misteriosa Valle piena di accattivanti promesse….si può decidere di rimanere lassù, in alto …e godersi lo spettacolo senza viverlo realmente …oppure di scendere e vedere cosa cela la tenue nebbia che avvolge la Valle…


PRIMA

Quando entrano ed escono da un ambiente Lui le tiene sempre la porta aperta, la fa passare per prima , le sistema la sedia a tavola e non smette mai di guardarla.

Al ristorante,quando si avvicina il venditore di rose, il sorriso di Lui si illumina e lo rincorre per compragliene una dozzina.
Lascia la mancia al giovane ragazzetto di colore che gliele ha vendute e gli da un buffetto sulle gote.

Gli occhi di Lei sono pianeti screziati di luce, le sue forme, la sua pelle e il suo profumo una dolce droga di cui Lui non può più fare a meno…(e neppure le sue tette sono male).

Lei lo guarda…persa nei suoi occhi, segue il profilo del suo naso e lo ascolta come se fosse un poema vivente.

Non importa di cosa parlano.
Non importa cosa si dicono.
Lei lo osserva come se fosse la più bella invenzione del mondo dopo l’assorbente interno.
Lui, d’altro canto, annuisce ad ogni cosa che Lei dice ed anche quando non è d’accordo si sente stimolato ed interessato da quella conversazione.

Lei che parla delle sue AMICHE è POESIA.
Lei che parla delle sue vacanze, del suo lavoro o della sua borsetta nuova è vero STRUGGIMENTO.

Il suo lavoro, i suoi interessi, le sue amiche (di nuovo) e perfino il suo gatto/cane/criceto/Ara e la sua passione per una certa musica , filosofia o hobby di vario genere….
Ogni singola cosa (per quanto ALIENA) è bella, interessante e coinvolgente …
(Come le sue tette.)

C’è in Lui una strana sensazione che all’improvviso lo fa interessare ad abbigliamento vintage e tipi di creme, così come si sorprende che interi brani di canzoni, recitati da lei a memoria, lo commuovano così tanto…(a Lui…il cui massimo delle ricettività è qualche vecchia sigla di cartoni animati…) eppure è così .

E Lei,a sua volta, lo osserva con occhioni infiniti e gli passa le mani teneramente tra i capelli (il tutto mentre Lui pensa “Mio Dio speriamo che non mi sciupi quei pochi che mi rimangono !”



Ed ogni cosa è perfetta.

E’ perfetto il gioco di luce che è stato creato nella stanza, sono perfette le candele che sono state disposte e sparpagliate intorno a voi.
E perfetta la depilazione di Lei e il modo in cui Lui sei è fatto la barba (a SANGUE!) per non irritarle il mento quando la bacia.

Perfetta la scelta della musica, dei piccoli dolcetti e stuzzichini vari che sono stati selezionati tra mille combinazioni e varianti colorate.

Tutto…tutto è perfetto… (come le sue tette).

Ed in un certo senso sono proprio questi dettagli,(assieme al sedere, le labbra e così via) che tutto muovono e animano….

Sia per Lui che per Lei…sono gli ORMONI… impazziti, eccitati e arrapati come ricci nel periodo dell’accoppiamento che vi fanno dire cose come “Dio quanto sei bello/a vorrei perdermi in te”.

“E nelle tue mutande.” Aggiungono spietati gli ORMONI che, unici tra tutti, sanno esattamente cosa vogliono…


E poi arriva il grande momento, arriva l’attimo in cui ci si concede e fonde…
Arriva il sesso…arriva IL PIACERE

Una, due…duemilacinquecento volte ….e poi…
poi, col tempo... arriva il dopo….



DOPO

La prima cosa che lui sente quando si sveglia sono le gambe ispide di Lei nel letto...
Il primo pensiero “oh cazzo sono di nuovo sveglio”.

“Hai delle mutande che non ti si possono vedere..” commenta lei quando Lui si alza.

Lui non le apre più le porte per farla passare…è tanto se Lei non fa volare Lui attraverso le finestre.
Lui non sistema più la sedia di Lei...è tanto se non gliela sfascia in testa...
E Lei (appena può) gli finisce apposta il caffè…

“Non me ne hai lasciato nemmeno un goccio.”, commenta lui con odio mentre cerca la pagina dei fumetti sul giornale.
“COMPRATELO” replica Lei lapidaria sfogliando GIOIA e mostrando il medio.


Al ristorante Lei si chiede se quel CAFONE con cui dorme le farà di nuovo dividere la cena a metà…
Lui si mimetizza, immobile come un camaleonte quando passa in venditore di rose.

“Ma perché non se ne tornano al loro paese…?” commenta Lui mentre scarica suonerie dal cellulare.

Non si guardano più negli occhi.
Non parlano più.

Lui cammina 5 metri avanti a lei ascoltando la partita alla radio (un vecchio modello a transistor che lo fa sembrare un pensionato).
Lei mastica chewing gum e manda sms alle sue amiche in cui dice quanto lui è stronzo.

A casa…

Lei si strucca all’istante….come se si sciogliesse, si trasforma in una ciabatta masticata…
Lui pletorico e con la barba ispida…si butta sul divano a pulire un carburatore …

Nessun commento sulle tette di Lei (e comunque toccano terra...).

“Domani esco con le mie amiche” comunica Lei mentre fa pipì in bagno con la porta aperta.

“Sai quanto mi frega!” replica lui mentre beve birra davanti a SKY…

Lei gli passa davanti seminuda…Lui a malapena ne registra la presenza mentre osserva le veline in Tv…

Per un attimo gli sguardi si osservano…un guizzo di ORMONI?

Solo uno…
Si accasciano nel letto matrimoniale…in posizione rigorosamente missionaria.
Lei mastica ancora il Chewing-gum, Lui sbircia con la coda dell’occhio la partita degli Europei…

E quando hanno finito Lei (apocalitticamente spallata e delusa) ha un’idea brillante per come rilanciare il loro rapporto…

“Voglio un figlio. Ho smesso di prendere la pillola un mese fa…”


E Lui urla nella fredda notte …e il suo grido si mescola con quello di infiniti suoi simili….

L’Italia ha segnato…

LUI, LEI E IL SESSO...

Comincia con il corteggiamento…un numero imprecisato di e mail, sms, bigliettini vari e inviti a cena.
Comincia con un incontro, con titubanti conversazioni e teneri balletti…comincia piano , piano e va avanti fino a che non arriva il GRANDE MOMENTO.

Teneramente imbarazzati eccovi la…nella stessa stanza …
Lei timidamente arrossata, Lui scandalosamente eccitato…
Candele aromatiche che scaldano l’ambiente (tipo cripta), musica d’atmosfera per creare il giusto stato spirituale (Rock duro per lui, Celtica per Lei…), l’invitante letto che chiama a se e gli ORMONI…Che FINALMENTE gridano TORA, TORA, TORA!

E la prima cosa di cui Lui si rende conto è che non ha LA MINIMA idea di come farla sgusciare fuori dal delizioso vestitino che indossa…

IL VESTITINO….un groviglio di lacci e laccetti che avrebbe fatto morire annegato anche il Grande Houdini…
Ne tiri un capo e se ne stringe l’altro e mentre voi vi AMMAZZATE per scioglierne un lembo Lei ondeggia romantica , ad occhi chiusi, mormora il vostro nome e col cazzo che vi da una mano, dice solo “mi piace quando mi spogli…”
“Piacerebbe anche a me” pensate voi “se non ci volesse una laurea in nodi della marina…”
E quando finalmente siete riusciti a tirarla fuori dal primo strato ecco che arriva l’impenetrabile reggiseno che si divide in:

FACILE
Con un gancetto semplice gestibile con una sola mano.

MEDIO DIFFICILE
Con chiusura ad incrocio, che implica l’utilizzo di entrambi gli arti più una mano chiesta ad un vicino di casa.

FORT KNOX.
Reggiseno a DOPPIA MANDATA con ANTIFURTO e BLOCCASTERZO che richiede fiamma ossidrica e tronchesone.

Ma alla fine di questo estenuante calvario lei resta soltanto con un delizioso perizoma…quell’adorabile FILO interdentale che ogni uomo vorrebbe che gli restasse tra i denti.

Ed ecco che Lui è pronto per farla SUA…o meglio lo sarà non appena Lei lo avrà spogliato…

“Lascia fare a me” dirà lei con voce sensuale mentre vi strizza i vostri gioielli di famiglia nel vano tentativo di aprire la cintura …

E dopo molti, (MOLTI) minuti sarete entrambi finalmente NUDI, VOGLIOSI e tutti protesi a cercare di nascondere i vostri difetti.

La cellulite di lei.
La pancetta di lui.
Le smagliature di lei.
Le maniglie dell’amore di lui e i portelli di ATTRACCO di lei…

E arriveranno i dubbi dell’ultimo momento che faranno chiedere a Lei:

Gliela dovrò dare?
Se gliela do penserà che sono facile?
Se non gliela do penserà che sono difficile.
Come mi giudicherà?
Che cosa penserà?
E soprattutto: mi sarò depilata bene?

E a Lui:

Ma avrò messo in registrazione la partita?
E la macchina…? Non è che stasera c’è la pulizia della strada e me la portano via?
E se mi mettono le GANASCE?


Ed in questa coinvolgente e rutilante situazione emergeranno anche le varie tipologie di uomo e donna…


LUI

L’INNAMORATO
Che tra un bacio e l’altro le dice “ti amo”, “ti rispetto” , “ti adoro”.
Destinato ad essere scaricato per la prima testa di cazzo in BMW che lei conosce.

IL MANIACO.
Appassionato di aritmetica , che le continua a chiedere se le piacerebbe farlo in tre, in quattro, in 12 o con tutto il condominio che guarda.

L’INESPERTO
Che ha bisogno di un navigatore satellitare per trovare dove infilarlo.

IL FETICISTA
Che non perde occasione per rubare il perizoma di lei che poi archivia in ordine di colore.

L’ALLERGICO AL LATTICE
La cui unica preoccupazione è di tenerlo all’aria…

L’INSICURO
Che ogni due secondi le chiede “Ma ti piace?”

E per finire

LO SCETTICO.
Che chiede con aria diffidente “ma davvero sei venuta?”


LEI

LA NEOFITA
Che maneggia lo strumento di lui come si potrebbe maneggiare un ordigno nucleare innescato.

LA NAVIGATA
Che maneggia lo strumento di lui come se gonfiasse la ruota di una vecchia bicicletta.

LA PORCA
Che ha fatto e visto cose che voi umani neppure immaginate e che per ogni cosa ha un aneddoto di un ex dotatissimo soprannominato “baguette”.

LA PORCA PUDICA
Che vorrebbe avere 12 orgasmi multipli a più riprese ,ma lo trova vagamente sconveniente e vi dice: “Sì….no. Sì…sì…Oh no. NO! Oh Sì…SI’! MA NO! NO!!

LA ROMANTICA
Che vi chiede se l’amate e che vi dice “dimmelo…”mentre voi pensate “DAMMELA”.

E infine…

LA COMPLICATA…
Quella che per farla venire serve un manuale di istruzioni.
Quella che durante le operazioni vi dirige e vi dice:
“di più… di MENO”
“Oh no…DI PIU!”
“oh NO…di MENO!”


La complicata…
quella che arriva fino al limite estremo del piacere e quando voi (spompati e sull’orlo dell’infarto) pensate: “Dio ti ringrazio è finita!” , vi dice:
“FERMATI. Non voglio che finisca SUBITO…”

La complicata…che a metà del rapporto vi stringe le gambe di colpo dicendovi “così sento di più”
E anche voi sentite…
UN MALE CANE!

La complicata… che quando state finalmente per venire si ferma e vi dice
“Oh,ma non trovo più il mio piercing…!”
E si mette a cercarlo convinta che voi abbiate nel vostro apparato riproduttivo anche la funzione Stand by.

La complicata….. che ogni 5 secondi si ferma perché ha “un capello nella bocca…”
“Ma è mio o tuo?” chiede mentre sfodera un ‘espressione alla CSI….


Ma alla fine, nonostante tutto, ogni sofferenza e sacrifico viene ripagato dall’estremo piacere, dell’attimo finale e dalle sue infinite varianti.



QUELLO DI LUI


RUMOROSO.
Urlo finale con inarcamento della schiena seguito da cedimento strutturale su di lei.


SILENZIOSO.
Moderata vibrazione della testa di lui seguita da cedimento strutturale su di lei.

INSESISTENTE.

Cedimento struttuale… su di lei.


QUELLO DI LEI.


DINAMICO.
Caratterizzato da una doppia o singola sforbiciata di gambe.
Colpo laterale di mano sul materasso e inarcamento della schiena.

STATICO.
‘Na morta!

APOCALITTICO.
“OH sì! SI’ !!! SI’ DIO INNIPOTENTE SI’!!! MI FAI IMPAZZIRE!!! ESPLODO, MUOIO ! AVVAMPO!

LAMENTOSO
Mugolante e accompagnato da un acuta emissione di ultrasuoni avvertibili solo dai canidi.

COMMOVENTE

Pianto liberatorio accompagnato da singhiozzi e disperazione per le foche monache in via d’estinzione.

MALINCONICO.
“Robert però lo faceva meglio”.

Ed alla fine del rapporto…
Ci si coccola, ci si stringe , ci si tiene incredibilmente , teneramente e SUDATICCIAMENTE STRETTI.

Mentre Lei immagina campi in fiore e animaletti colorati che corrono e lui pensa “Ma il pc avrà finito di deframmentarsi?”

Si dorme così…
Teneramente avvinghiati…
Con lei attaccata tipo bradipo ad una coscia e lui che cerca disperatamente di recuperare l’uso di almeno un braccio.

Il giorno dopo ci si lascia con un tenero bacio…
“Mi chiami?”, chiede lei con gli occhioni ricolmi di luci.
“Appena ho finito di deframmentare il pc …” replica lui mentre pensa alla partita a calcetto che lo aspetta.

E i due si allontanano…ognuno col suo ricordo di emozioni…
Ognuno con i suoi bei momenti catturati nel cuore…a volte eterni…a volte destinati a svanire…

“…come lacrime nella pioggia…”

4.6.08

VFP

Ogni settore o ambiente ne ha uno.
Non importa la categoria, la qualifica o il ruolo,ma solo quanto è bravo, abile e “creativo”.

Il venditore di fumo non ha una preparazione specifica…non è un esperto qualificato di questo o quello,ma ha una capacità di adattamento inaudita.

Non è laureato,ma sembra esserlo.
Non è colto,ma lo risulta...
Non sa niente ,ma si “spaccia” bene…

A onore del vero molti venditori di fumo risultano essere più in gamba di tante altre persone qualificate e sopravvivono proliferando in una società dove, non sempre, "laureato o titolato" significa "preparato"...a volte (ed è bene chiarirlo)i datori di lavoro BRAMANO ed AGOGNANO il FUMO e spesso è necessario dargli ciò che vogliono...

Ma…(in mezzo a tanti e tanti tipi di venditori di fumo) ecco spiccare una tipologia speciale…pregiata (dalla LIVREA variopinta e dal portamento guizzante)…

IL VENDITORE DI FUMO POLEMICO o in breve: VFP

Ibrido incrociato tra IL PERMALOSO e la vittima de IL COMPLOTTO, l’Homo Sedicentis Creativus è particolarmente interessante perché non vive di sua Luce Propria,ma delle Ombre che egli stesso proietta.

E’ vittima di intrighi di corte che gli impediscono di lavorare nel settore a cui ambisce.
E’ castrato da un’associazione segreta denominata
“I PARRUCCONI”
(individui che si riuniscono in cunicoli sotterranei indossando toupè stile Luigi XIV .. ) ed è vittima di una cospirazione poiché egli è il PIU’ BRAVO di tutti coloro che esistono e respirano.

Ma la cosa veramente interessante è che il VFP non mostra il suo vero volto, non si appalesa, non produce, non esibisce e di fatto NON esiste…

“Voi non avete ancora capito con che cosa avete a che fare…” direbbe Ash…l’androide di Alien (mentre suda goccioline di yogurt di tensione…).

“Un organismo PERFETTO”.

Ed è questo che è il VFP.

E’ PERFETTO.

Non produce niente.
E sopravvive in qualsiasi ambiente.

Ha solo bisogno di una cosa : attenzione.

Un VFP mollato a se stesso si estingue…
Avvizzisce affogando nella propria inutilità proprio come una mozzarella lasciata frollare nel proprio sughetto, MA…

Se gli si da SPAGO…se lo si ALIMENTA….

Egli prospera e prolifera nel suo VUOTO COSMICO.

Ed ecco così che si scrivono blog (proprio come questo sì…perchè no!).
E da lì si pontifica e si emettono dubbie sentenze.

Tizio non vale un tubo.
Caio non mi lega nemmeno le scarpe.
Sempronio poi ha pure un male incurabile!!!!

Si va sul personale…
Ci si sbilancia in qualsiasi modo e gli altri (puntualmente) abboccano.

Abboccano perché il VFP te le tira fuori.

Ti saltella davanti come un cagnolino affettuoso e vuole che tu lo travolga con la tua auto…

Ti si butterebbe tra le ruote se potesse…solo per poi dirti: “AVETE visto? Avete visto tutti?! Mi ha schiacciato!”

Ma il vero problema non è questa piccola forma di vita parassitaria (per lo più innocua),ma le altre forme di vita che lo nutrono.

Perché,…insomma diciamocelo chiaro…con ‘sta menata dei blog e delle paginette internet e dei siti , forum e gingillino vari…nessuno (incluso il sottoscritto) ce la fa a stare zitto.

Certo…

Ci piacerebbe vedere la testolina del VFP spiaccicata su un muro.

(Non per cattiveria ma solo per un interesse scientifico alla CSI…)

O semplicemente i più brutali di voi vorrebbero riempirlo di cazzotti nei denti.

(Sì…sì.non fate i buonisti……chi di noi non lo vorrebbe fare almeno con una persona nella sua vita…?!)

Ma non si può.

Primo perché è moralmente sbagliato.
Secondo perché illegale.
E terzo perché un Buon VFP non è così fesso da dirvi dove abita.

Pertanto …imparate a conviverci, imparate ad accettare il suo corso e la sua evoluzione…

Magari (per assurdo) un domani potrebbe rivelarsi essere anche qualcosa di più e forse non vi ha mai mentito…

Forse Lui è veramente il protagonista Assoluto del settore a cui si dedica…

O forse è solo un povero malato di mente che scrive con una bic in bocca perché ha le braccia legate da una camicia di forza…

In ogni caso…

Egli aleggia…è ovunque e in nessun luogo…
Il protagonista assoluto del niente.

Gran Maestro dell’aria fritta,
Gran Visir della Fuffa cosmica…

Aspettate lo vedete…?
Laggiù…!

“Ommioddio! E’ enorme, è immenso…è Senza Fine!”



Dedicato a tutto coloro che fanno...qualcosa.

12.11.07

IL COMPLOTTO

Contrariamente a quello che si crede il mondo del fumetto non è un paradiso…non è un “paese dei balocchi” come molti si immaginano pensando ad un simpatico lavoro creativo.

Nossignore.

Il Mondo del fumetto è spesso una vera e proprio giungla, un luogo ostile dove si lotta per lavorare, emergere o anche solo sopravvivere…un luogo in cui dietro ogni sorriso può nascondersi una katana nascosta nelle mutande.

In realtà ciò che la maggior parte della gente ignora è l’esistenza di serpeggianti segreti e diaboliche macchinazioni per danneggiare l’Autore di turno.
E sottolineo la lettera A (maiuscola)…perché non stiamo parlando dei soliti autori con 30 o 50 anni di lavoro alle spalle …non parliamo di coloro che si sono fatti il mazzo per secoli senza mai comparire in un forum o essere mai stati riconosciuti in pubblico, non stiamo parlando degli infiniti, seri, silenziosi autori , (spesso definiti con vaga ironia “artigiani del settore”) che hanno continuato a lavorare nell’ombra per decenni (spesso con pseudonimi e senza mai essere abbinati ad un volto o ad un nome) BENSI’…
Stiamo parlando dei Nuovi, Pregiatissimi., Scattosi e ed Onnipresenti Autori…con la A maiuscola…

Non solo A come Autori…ma anche A come Avveniristici, Apocalittici e in una parola:

ARTISTICI.

Creativi perennemente presenti su ogni BLOG, Forum o sito specializzato ed intenti a scrivere, commentare , illustrare , puntualizzare, denunciare ed enunciare al cacofonico grido di:
“Ehi Raga! Vorrei sottolineare che…”

Artisti-Creativi maledetti, segnati dal destino e vittime dei più sinistri ed imprevedibili complotti che mente umana abbia mai tramato.

Le loro promozioni non funzionano o non vengono ben organizzate dai rispettivi editori?

C’è un complotto.

Il loro ultimo prodotto alternativo e innovativo non è stato compreso premiato o esaltato adeguatamente?

C’è un complotto.

Quella dello stand col culo bello non gliela da nonostante il loro indubbio sex appeal?

C’è un complotto.

E queste oscure trame non sono certo improvvisate o messe su a caso,ma ordite e pianificate mesi, anni e decenni prima…
Non è contemplabile che le organizzazioni segrete (La SPECTRE, Cosa Nostra e Gambadilegno) abbiano di meglio da fare.
Non è credibile.
Non è accettabile.

No. Tali organizzazioni tramano nell’ombra e mandano pizzini dai loro bunker sotterranei con scritto:
“Questo guaglione nu n’ha da vince o Guinigi”.

E del resto il vero Autore è ELIOCENTRICO per natura e tutto gira intorno a lui…
E’ alternativo quando si presenta con la testa rasata a forma di logo della testata per cui lavora.
E’ creativo quando si dipinge un sopracciglio di colore diverso dall’altro.
E’ trascendentale quando sbevazza alle cene ufficiali vino in tetrapak facendo veder quanto è “maledetto” , dissacrante o semplicemente incurante delle regole.

E’ figo…ma non in modo “figo”…è figo in modo alternativo-non figo…
Perché essere figo non fa figo.

E quando il complotto viene svelato.
Quando qualcun altro vince il premio, quando l’articolo a lui dedicato non è abbastanza lungo o quando il suo pseudonimo non è stato scritto nel catalogo con la giusta tonalità di colore…

S’incazza.

O meglio: si risente.

E scrive.
Scrive.
Scrive.

Scrive ed esterna affacciandosi dal balcone virtuale che ognuno di noi ha ed esprime la sua sorpresa:

“Sono basito…” commenta dolente mentre scrive sul suo blog.
“Quando ho visto che non sono persona gradita mi sono reso conto di quanto il settore sia compromesso…” afferma con tono addolorato, quasi commovente.
“Il fatto di non aver vinto io il premio è indice di quanto l’inquinamento abbia compromesso l’ecosistema, il mondo è sull’orlo di un baratro verso il quale tali decisioni come questa ci spingono.
Moriremo tutti e voi vi renderete conto troppo tardi di ciò che avete fatto.
ME LO DOVEVATE DARE A ME MEDESIMO!”

Perché il semplice fatto di Non piacere o di stare anche un po’ sul cazzo (perché no….può capitare) non è contemplato!

Non è accettabile, credibile. Ipotizzabile!

Insomma …diciamocelo francamente:
Davvero pensate che sia credibile che il lavoro di qualcun altro sia migliore?

NO!

La verità è che c’è un complotto finalizzato a screditare il loro pensiero figo e le loro opere fighe (ma fighe in modo non figo).

E’ colpa generalmente degli americani.
E’ colpa della recrudescenza nazista o (se preferite) dei comunisti mangia-bambini, è colpa di Berlusconi o delle sinistre che non sono più tali.
Scegliete voi la collocazione politica…ma l’importante è che sappiate che è in atto un complotto.

E allora partono i fiancheggiatori.
I sostenitori.
I compagni delle resistenza che esternano la loro solidarietà.

“Siamo sempre in meno ,ma non ci fermeranno…” esclama Amelia…l’autore che ha fatto del suo impegno ad essere figo (ma non figo in modo figo) una vera arte.

“Eh! Eh! EH!” replica Strale Di Dio, sedicente editor di fumetti in manco di attenzione.

“Siamo il duo MALEDETTO RAGA!” .
Perché sono sempre “RAGA”…anche se hanno quasi 40 anni , capelli bianchi e pancetta calata…
Sempre “EH! EH! EH! Raga!”.

“Siamo maledetti” esclamano all’unisono e si rivedono come nostalgici partigiani di un improbabile resistenza fumettistica.
E gli piacerebbe…gli piacerebbe davvero un casino essere sul serio maledetti, banditi, ghettizzati o messi al bando…
Ma la verità è che spesso (per quanto incredibile a dirsi) nessuno se li fila…
O meglio: se li filano il giusto, nell’appropriato contesto perché (diciamocela tutta) non è che disegnare fumetti (o disegnare in generale) sia proprio come fare interventi a cuore aperto o aprire ospedali in Africa…

Non è che Amelia (l’autore che Ammalia…) sia proprio come Gino Strada e il Santo Padre (quello vecchio…non l’Imperatore Palpatine che ha preso il suo posto…).

Eppure per loro disegnare è una MISSIONE….un voto finalizzato a creare un mondo migliore…

“Sono a tavola 26…questo MIO fumetto fatto da ME medesimo darà nuovo impulso all’animo umano e potremo usarlo anche come propellente ecologico!”.

E voi…(poveri mortali che guardate l’Isola dei Famosi) non volete, NON POTETE capire ciò che loro (gli Artisti) sanno e pensano mentre si litigano l’ultimo crostino alla cena ufficiale di turno.

Quindì…se siete autori di fumetti con la A maiuscola…
Se i vostri fumetti vendono il giusto o non vendono un cazzo.

Se vi premiano ogni tanto ma non ogni 108 minuti come secondo vi spetterebbe di diritto…

State in guardia perché potrebbe essere colpa dell’organizzazione della mostra di cui siete ospiti.
Potrebbero essere gli americani e il mossad.
Potrebbe essere Odessa, o Macchia Nera che si è alleato con il Dottore destino…

Ma non in ogni caso non abbiate dubbi: è UN COMPLOTTO.

30.10.07

L'INAUGURAZIONE

La notizia arriva via E Mail, per posta (tramite invito formale) o attraverso il consueto “tam-tam” della giungla fumettistica.
L’amico, (stimato professionista e compagno di infiniti eventi predatori) , vi comunica il luogo e la data in cui un nuovo negozio di fumetti apre i battenti nella vostra città e lo fa come se vi stesse rivelando un incontro segreto con gli alieni dell’Area 51.
“E’ per Domenica..” vi dice afferrandovi il gomito a mò di stretta massonica…
“Alle 17. Io ci vado con la mia ragazza…” aggiunge come per sottolineare la portata dell’evento.
Voi lo guardate negli occhi, lo tirate da parte e lo fissate bramoso.
“Ci sarà del cibo?” gli chiedete sgranando gli occhi.
“Certo…” replica lui … “perché credi che porti la mia ragazza? Così poi risparmio sulla cena”

Pochi giorni dopo (quando l’odore del cibo gratuito si è sparso per tutta la città..) vi ritrovate nei pressi dell’anonima viuzza , davanti all’anonima vetrina dell’anonimo negozietto in compagnia di altri 715 vostri simili.
“Ciao? Io sto scrivendo una storia per Roddy Vulva.” Esordisce il creativo di turno mentre si lecca freneticamente le labbra spaccate dal sole e dell’arsura (le inaugurazioni avvengono sempre in giorni di calura estiva , con il sole al picco nel bel mezzo di Agosto).
“Vulva è storia vecchia…” replica l’altro mentre annusa nervosamente l’aria.
“Io lavoro a PULPO.”
“Pulpo?” Replica l’altro incredulo.
“Sì. Johnny Pulpo. Una storia nuova che hanno chiesto di fare SOLO a me. Scritta DA ME e che verrà distribuita in edicola solo DA ME.”
“Da te MEDESIMO?” chiede incredulo il primo.
“Sì.” Annuisce l’altro grattandosi un’orecchio con la zampa.

Per un attimo i due si guardano fissamente nelle vuote palle degli occhi… poi (come obbedendo ad un atavico comando mentale) esclamano all’unisono:

“Il guaio è che da noi non ci sono editori seri!”.

E il confronto è finito.

Tra il folto pubblico accorso all’inaugurazione (oltre ai suddetti professionisti) si distinguono:

LE DONNE di quest’ultimi (tutte assolutamente fuori posto e con lo sguardo VACUO perso nel nulla) .

I SIMPATIZZANTI (amici degli amici degli amici), pesci pulitori, abitanti del sotto-sottobosco creativo muniti di UNA matita e Un blocco da disegno con le loro storie fatte da LORO (medesimi).

Ed infine la carne da cannone, il propellente biologico del settore fumettistico:
GLI ALLIEVI DELLE SCUOLE DI FUMETTO.

Questi (totalmente afflitti dalla sindrome di Stoccolma) seguono e venerano i loro giovani e sedicenti “professori”, gli insegnanti delle molteplici scuole STRIZZA PORTAFOGLIO che permettono ai suddetti professionisti di sbarcare il lunario e pagarsi le cure mentali.

Tra questi andiamo ad individuare:

QUELLO VESTITO DA IMBECILLE.
L’unico che in pieno Agosto (incurante della disidratazione incombente) sfoggia una pessima imitazione del cappotto di Capitan Harlock (e si è fatto pure uno sfregio VERO sulla faccia per essere più realistico).

QUELLO CHE NON SI SA SE E’ VESTITO DA IMBECILLE.
Amico intimo del primo , non si riesce a stabilire se sia vestito da qualche anonimo personaggio che solo lui conosce o semplicemente vestito a cazzo.

LA PRESUNTA TOSSICA
Non necessariamente tale ,ma di indubbie sembianze.
Ricoperta di piercing all’inverosimile, tatuaggiata nei punti strategico- erotici e con un’aria da NAVE SCUOLA nonostante i suoi 17 anni.

LA GRASSONA INTRAPRENDENTE
Ingorda di merendine , molesta l’insegnante della scuola dall’inizio del corso solo perché lui le ha detto “Buongiorno cara!”

IL GAY INTRAPRENDENTE.
Ingordo di doppi sensi e piccanti allusioni, molesta lo stesso insegnante dall’inizio del corso solo perché lui gli ha detto “il lapis devi appuntarlo meglio!”.
(Da allora mugola ogni volta che lo vede).

Tutti sono ovviamente ed indistintamente rapiti da un insano buonumore e si scambiano bacini sulle guance , strizzatine di gomiti , pacche sulle spalle e ameni convenevoli ,ma …

NESSUNO perde di vista il bouffet!

IL NEGOZIO.
Angusto, spoglio, arredato tristemente in puro stile IKEA è situato nella zona meno strategica della città, rintanato generalmente in un androne, in un antro o in un punto OMBRA nel quale nessuno lo vedrà MAI.
Sfoggia nomi altisonanti tipo “L’ARALDO A FUMETTI” , “L’EDEN DEI BALOON ” e così via… ma in realtà potrebbe tranquillamente chiamarsi “NATO MORTO”….stando alle possibilità di sopravvivenza che ha nel mondo reale.

A tale riguardo gli scommettitori sono agguerriti e spietati, secondo alcuni l’attività non arriverà ad un anno di vita.
I più cinici non gli danno un mese e più esperti sanno che a fine settimana il negozio sarà in perdita.
A questo riguardo alzando la testa si possono osservare grosse ombre nere che volteggiano sopra l’evento.

I vecchi predatori del settore (coloro che hanno un’attività in piedi da secoli e che sanno come sopravvivere nella giungla) sono del resto già allertati e quando il negozio fallirà piomberanno dall’alto per acquistare tutto il materiale al prezzo di un panino.

I PROPRIETARI DEL NEGOZIO.
Teneramente giovani e coccolosamente ingenui si strusciano tra di loro, si fanno scattare foto ed elemosinano disegnini …inconsapevoli che tra un paio di settimane si azzanneranno alla gola per un tozzo di pane.

Tra questi ritroviamo ed individuiamo alcune tipologie:

L’HARRY POTTER.
Con simpatici occhialini e l’arietta saccente da maghetto mancato, è la mente del gruppo.
Colui che ha concepito come e perché rovinare l’esistenza di lui e dei suoi amici.
Artefice di memorabili iniziative propagandistiche tra cui “la consegna a domicilio del fumetto” nel caso che (come dice il testo sul depliant) “abbiate un improvviso bisogno di leggere nella notte…”.

LE GRASSONE AMICHE
Coppia di balene over size, sono caratterizzate dalla simpatica e tenera timidezza di chi non ha la più pallida idea di cosa le aspetta. Verranno spolpate e divorate fino all’osso dall’Harry Potter durante il tracollo finale.

LE ANIME PIE
Genitori e parenti vari che (dissanguandosi) hanno finanziato questa scellerate attività…IGNARI per lo più di cosa esattamente il negozio venda o tratti.
Hanno ipotecato almeno una casa firmando misteriosi fogli ad un nervoso e sudato Harry Potter.

IL NEGOZIO.
Come già illustrato si presenta piccolo, angustamente opprimente e spoglio.
“Molto materiale non è ancora arrivato” mente spudoratamente una delle timide grassone…
Quel poco che è esposto tradisce la limitata lungimiranza imprenditoriale dell’Harry Potter.
Poche vetrinette popolate di statuette di tipine POPPUTE manga, soldatini Pupazzotoidi MANGA e scatoloni di ROBOTTONI MANGA.
Alla faccia della strategia di marketing il piccolo genio di turno applica il semplice concetto del
“vendo quello che piace a me…MEDESIMO”.

MA…

Ecco che in mezzo a tutto questo desolante panorama di FINE imminente …affiora l’unica concreta ragione del copioso afflusso di invitati…. IL CIBO.

Consistente di solito in una o più tavolate di tartine e sotto prodotti alimentari vari, IL CIBO emana un eccitante odore di PROTEINE e CARBOIDRATI che fa impazzire gli affilati nasi dei GIOVANI professionisti.
Tra i manicaretti più richiesti ed ambiti distinguiamo LE PIZZETTE, i BIGNE’ e le bibite varie ad alto contenuto di zucchero (i professionisti ne sono attratti come mosche).

Da segnalare in tal senso la cosiddetta DANZA DI AVVICINAMENTO…ovvero il balletto che i seri professionisti mettono in atto per guadagnare la pole position della tartina.
Tale balletto si compone di eleganti piroette , strette di mano, strizzatine di occhio e conversazioni irrilevanti per guadagnare (centimetro dopo centimetro) una buona angolazione verso il tavolo delle vivande.
Ovviamente in tale balletto conta anche l’eleganza.
Fiondarsi direttamente sul cibo è segno di cattiva educazione.
Arrivarci scivolando dolcemente tra gli altri affamati è invece indice di quanto smaliziato sia il predatore.
Ed ovviamente è lecito anche giocare sporco…come quando per liberarsi di un pericoloso concorrente si esclama “ora Lui vi fa un BEL disegnino!” e lo si mette fuori gioco per una buona oretta.

Una volta guadagnata la posizione ottimale inizia la fase di immagazzinamento.
La loquacità dei professionisti è inversamente proporzionale alla vicinanza del bouffet.
Una volta arrivati alla fatidica posizione X i professionisti smettono di parlare e perfino di PENSARE….e mangiano.

Anche l’assunzione del cibo ha modalità particolari ed individuali.
Ci sono coloro che preferiscono un ritmo serrato e costante di divorazione.
(Una pizzetta ogni 0,56 secondi).

I sostenitori della tecnica a piramide (che impilano più pizzette e tartine in una sola megalitica costruzione).

E i FREE STYLE che mescolano le due tecniche non disdegnando di infilarsi il cibo anche nelle tasche della giacca.


In questo senso è da notare una particolare conformazione anatomica dei professionisti ossia le cosiddette SACCHE ALIMENTARI.
Posizionate esattamente a metà lunghezza del collo.
Tali sacche si sviluppano generalmente negli esemplari adulti con almeno dieci anni di attività professionale nel settore ed hanno l’unica funzione di IMMAGAZZINARE il cibo per i periodi più difficili dell’anno per affrontare il lungo inverno.

“Affermati disegnatori “ di successo possono arrivare ad immagazzinare fino ad un terzo del loro peso nelle suddette sacche e riuscire a dissimulare i tutto con frasi tipo:
“Ho la gola un po’ infiammata.”

Questa distinzione tra giovani e vecchi predatori è molto significativa e diventa ancora più evidente allorché gli esemplari IMPLUMI ,di poca esperienza si avventano sul cibo con sacchetti di plastica dell’esselunga , grugnendo e ululando mentre si ingozzano di tramezzini.

Alla fase di procacciamento cibo si accompagna quella di documentazione storica , consistente nell’immancabile scatto di foto ricordo.
In queste i professionisti posano abbracciati (avvinghiati) dalle grassone timide ed esibiscono grandi sorrisi con resti di cibo tra i denti briciole sugli abiti e sguardi da PAZZI.

Terminata questa fase si passa alla successiva, ovvero i rito dei disegnino, piccolo prezzo da pagare per una sana scorpacciata di schifezze ad alto contenuto calorico.

I professionisti si prestano pazienti e disponibili a tale rituale mentre le loro ragazze li guardano con occhi pieni di amore e pensano:
“Dio ti ringrazio.Oggi ha mangiato. Forse stasera si degna di darmi una ripassata e non si mette a chattare sui soliti forum!”.

E l’evento sfuma e volge così lentamente verso la sua conclusione..mentre il sole si appresta a tramontare i professionisti riprendono una parvenza di compostezza e si abbandonano alle loro conversazioni brillanti.

“Così disegni PULPO da te MEDESIMO?”
“Sì. E mi danno anche due TOZZI di pane per farlo.”

“Pane umido?” chiede incredulo l’altro mentre tasta con la mano destra il panino secco che si è infilato in tasca.

“Umidissimo.” Replica il primo.

Per un attimo i due si guardano, poi telepaticamente concludono all’unisono:

“Ma il futuro è in Francia.”

7.9.07

INNAMORATI

PARTE PRIMA: MALATI D’AMORE.

Il primo sintomo arriva al mattino.

Se la sveglia suona e voi non imprecate, se vi stiracchiate beatamente e quando vi alzate dal letto avete un sorriso idiota stampato sul viso nonostante vi aspetti un’altra giornata del cavolo…esistono buone possibilità che siate INNAMORATI.

Il vostro corpo è pieno di endorfine benefiche, la serotonina è alle stelle, i vostri ormoni hanno probabilmente uno sfogo sano e l’universo vi pare un posto bellissimo in cui vivere.

Vi alzate dal letto pieni di energia e quando vi guardate allo specchio vi trovate fottutamente belli nonostante vi siate appena alzati.

Quando si è innamorati è bello fare colazione mentre la Tv vi racconta di gente che si ammazza, viene ammazzata o si fa ammazzare per qualche stupido motivo.
E’ bello quando vi comunicano che i biscotti che state inzuppando sono pieni di metalli pesanti ed è bello quando vi si spappolano nella tazza o vi cascano per terra (sempre dal lato imburrato…)…

E’ tutto BELLO , POSITIVO e SOLARE perché siete INNAMORATI e vedete ogni cosa attraverso occhi che non vi appartengono.

OCCHI meravigliosi…occhi pieni di pianeti, di mondi e di stelle in cui vi siete persi quasi per caso…
Occhi che avete dato per scontati per anni e in cui all’improvviso siete caduti e che ora vi guardano, vi attraversano e vi riempiono….

E se mentre pensate (o scrivete) frasi come queste (degne di una scatola di baci Perugina) vi rendete conto di essere a rischio DIABETE da quanto siete zuccherosi…bè…NON ve ne frega proprio niente…perché siete INNAMORATI.

Così quando controllate la posta e scoprite che il vostro datore di lavoro/editore o chicchessia vi ha chiesto di RIFARE tutto il lavoro delle ultime settimane voi annuite senza scomporvi perché in mezzo a 20 E mail di spam (che vi invitano a comprare viagra) trovate quella di Lei che vi dice “ZAO!” o qualche altra buffa parola che solo voi due usate.

E tutto si scioglie!
Tutto scivola e scorre meravigliosamente perché
VOI
SIETE
INNAMORATI.

Quando quella grandissima testa di cazzo (di turno) per cui lavorate vi chiede di dare “più corpo cromatico” o più “spessore lineare” non vi viene l’impulso irrefrenabile di spaccargli quell’inutile e disabitato cranio contro tutti gli spigoli della casa editrice ,ma al contrario gli sorridete e annuite.
FELICI!



Siete felici mentre piove e voi pedalate nel traffico.
Felici mentre finte bionde cercano di schiacciarvi al volante dei loro inquinanti SUV metallizzati e FELICI mentre pagate l’affitto e stupide tasse del cazzo a gente che vi succhia anche l’anima.

E tutto questo perché siete INNAMORATI.

E quando non vi pubblicano, non vi pagano, non vi ascoltano o semplicemente NON vi vedono…voi ve ne FOTTETE perché avete accanto a voi la migliore LETTRICE, EDITRICE e MOTIVATRICE del mondo che semplicemente vi dice:
“mi piace come scrivi…mi piace come disegni, mi piace come respiri.”.

Per la prima volta l’orologio biologico di una donna NON vi spaventa e ogni tanto vi sorprendete a pensare a che nome dare al vostro primo figlio o che tipo di cane adottare.
La guardate dormire e pensate che Lei sia la cosa più bella che esista al mondo…più bella perfino della vostra collezione di KAMANDI…


Quello che più vi stupisce è che per la prima volta state con una persona che vi piace SEMPRE E COMUQNUE e non vi importa che si metta minigonne vertiginose o tacchi a spillo, non la volete truccata o in tiro…perché Lei è BELLISSIMA e vi piace appena svegliata, con gli occhi stanchi dopo essere stata ore al computer e con i capelli arruffati che lei si ostina a lisciare di continuo…
Liscia, riccia , mossa o incasinata…

Non importa.
Sei bellissima.
Sei perfetta….

E se arriverete a pensare e a scrivere queste cose…allora sarete davvero fregati e innamorati.

Il vostro cuore diventerà ARITMICO, avrete le caldane come una matura signora in menopausa e andrete i fibrillazione per uno suo sms che vi dice “SMAK!”

E ogni cosa sarà finalmente GIUSTA…e PERFETTA.
Per un po’ almeno…





PARTE SECONDA: MALATI DI MENTE

Il primo sintomo arriva al mattino.

Se la sveglia suona e i vostri occhi sono ancora sbarrati nel buio, se avete un groppo alla gola e gli occhi disseccati dalle troppe lacrime… esistono buone possibilità che siate stati SCARICATI e non nel senso che qualcuno ha usato E Mule per avere una vostra versione in MP3 ,ma nel senso che siete stati MOLLATI dalla persona che amavate.


Il vostro corpo è svuotato di energia, il vostro cervello è una sorta di festival della replica del “come eravamo felici assieme” e da sempre lo stesso spettacolo.
Dalla mattina alla sera.

Scendete dal letto sbavando come una lumaca fatta di DEMEROL e strisciate davanti allo specchio dove trovate un alieno che ha preso il vostro posto e che vi osserva con aria catatonica da quando Lei una sera vi ha detto
“Dobbiamo parlare”.

Scivolate in preda al secondo spettacolo di “quanto era bello alzarsi con lei al mio fianco” e andate in cucina dove è pronto il remake di “fare colazione con lei era stupendo” solo per accorgervi che il vostro stomaco è bloccato, chiuso per ELABORAZIONE DEL LUTTO e a voi non resta che abbracciare una scatola di Pangoccioli….le merendine piene di metalli pesanti che lei vi dava sempre.

E mentre alla televisione vi vengono propinate scenette idilliache di famigliole felici che consumano pranzi in candidi mulini campagnoli….una parte malsana di voi desidererà solo di scaraventare il fottutissimo televisore fuori dal terrazzo.

Solo per avere un po’ di silenzio.
Solo per rimanere cinque minuti in compagnia di voi stessi e cercare di capire che fine abbia fatto il vostro fidatissimo AMICO CERVELLO…

Dunque…dov’è che lo avete visto l’ultima volta?

E allora vi ricordate di quella sera…Lei seduta accanto a voi…gli occhi incredibilmente belli e una voce aliena che dice: “io non posso stare con te”.

E non era forse il vostro fidatissimo Amico Cervello che faceva i bagagli e si allontanava in punta di piedi?

Oh sì.

E da allora voi siete rimasti soli…

Bè…non proprio SOLI…perché ogni cervello umano maschile (o femminile) che si rispetti ha la sua Unità di Crisi personale….la sua FARNESINA se preferite!

Una specie di nutrito nucleo di topolini impazziti che si aggira nel vostro cervello e che vi dice:

“Va tutto bene! La possiamo far tornare!”

Che Lei vi abbia detto “non posso stare con te” non significa nulla.
Che Lei vi abbia fatto un disegno esplicativo, una stampa laser con caratteri giganti che esprima lo stesso concetto o che vi abbia fatto una serigrafia a tiratura limitata con scritto :

“NON VOGLIO PIU’ VEDERTI! NON TI AMO! VATTENE”! STO CON UN ALTRO!”

Non significa nulla….

Perché al nucleo operativo della Farnesina hanno sempre una soluzione, un’ipotesi o una versione alternativa…

“Hmmmm…che sia confusa? Che abbia paura di amarti?” suggerisce l’immancabile voce mentale che ha preso il controllo della vostra testa.

“Ma…mi ha detto NON MI ROMPERE PIU’ I COGLIONI…”…..” Replica il barlume di buon senso che è rimasto nel nostro cervello..


“Ah…quindì probabile che tenga ancora a te! La faremo tornare!”

Ed è a questo punto che se non appartenete alla gloriosa categoria degli Uomini (o Donne) che non Devono Chiedere MAI che siete pronti per entrare nel magico e pirotecnico mondo de …

LO SPUTTANAMENTO.

Ogni uomo scaricato che si rispetti prima di lasciarsi andare a questa fase ha un ultimo, ma significativo rigurgito di (finta) dignità…
E’ quell’attimo da FILM in cui tutto sembra andare veramente in vacca e una semplice, ma ABILE mossa risolve tutto a suo favore…

E’ il colpo d’ala dell’Uomo Che Non Deve Chiedere Mai quando dice alla sua amata:

“Allora vai! Vola lontana come una farfalla! E sii libera! Io ti amerò per sempre!”

E non è che menta perché in quel momento ci crede davvero!
Il fatto è che a quel punto nei film Lei (colpita da quel gesto) si rende conto di quanto lui la ami e torna indietro.

NEI FILM

Nella realtà Lei dice “okay” e se ne va.

Ed è a questo punto che la realtà si discosta dalla fantasia e a voi viene voglia di dire:

“Allora vado?”
“Sto andando? Non mi vedrai più….?”


Perché proprio non vi entra nella testa che è proprio quello che sta accadendo.

Sì. Non la vedrete più.
Sì. Se ne sta andando e sì. Non vi ama. Magari vi ha voluto bene , magari ve ne vuole ancora,magari sta pure male a vedervi così ,ma (PERDIO!) : NON VI AMA!


“Hmm….credo che lei ti ami ancora….la faremo tornare!” commenta la Farnesina nel vostro cervello.

E allora partono gli sms…le E mail e nei casi più gravi, le poesie, i racconti e giù, giù fino a scendere nei meandri dei casi clinici…fino a quelli che mettono su perfino un BLOG solo per Lei…
Dove le parlano, le scrivono, le raccontano di quanto sentono la sua mancanza.

Oh sì…. Ci sono anche quelli (gente malata!).

E le parole scorrono, si accumulano, miste ad emozioni,ricordi e lacrime….tonnellate e tonnellate di lacrime che scivolano su di Lei, rimbalzano o che forse la fanno pure stare male, facendola in ogni caso sentire in un unico possibile modo:
INCAZZATA NERA.

E attraverso questo infinito calvario arriva il momento in cui voi vi rendete conto che è ora di condividere questo vostro dolore con qualcuno.

GLI AMICI.

Categoria molto vicina alla beatificazione in quanto a buona volontà e martirio, gli amici entrano in funzione dopo che il reattore nucleare è già esploso, sono gli angeli del fango o i consulenti inascoltati che hanno detto “non credo che quella diga possa tenere”.
Gli amici sono coloro che sia aggirano tra le maceri e dispensano due sole cose:
spalle su cui piangere e consigli inascoltati.

A nessuno di voi fregherà MAI veramente di ascoltarli, ma in compenso avrete TANTE TANTISSIME cose da raccontare loro.

Gli racconterete di quanto era bello stare con Lei.
Di quanto vi manca e di quanto era bello stare con Lei ,ma anche di quanto vi manca e di quanto era bello stare con lei.
A ancora: daccapo.
Glielo racconterete molte, moltissime volte e lo farete (nei casi peggiori) intervallando il tutto con pianti a dirotto …anche perché dopo un po’ scoprirete che piangere funziona meglio se lo fate direttamente ADDOSSO ai vostri amici, ai vostri parenti, conoscenti e passanti.
Incluso il vostro perplesso ed umidissimo CANE.

E mentre farete tutto questo,mentre vi calerete in questo insulso delirio di sofferenza …la cosa peggiore è che saprete sempre ciò che state facendo… sempre.

Ma in qualche modo e per qualche motivo una parte di voi vi obbligherà a fare ugualmente un cazzata dietro all’altra… forse per elaborare il lutto…forse per porre la parola FINE che altrimenti non arriverebbe o forse solo perché è la vostra natura.

E piano piano corromperete , corroderete anche il resto e manderete al diavolo anche i bei ricordi i bei momenti e gli attimi stupendi di un amore o di un’amicizia che andrà perduta…
“…come lacrime nella pioggia…”.

(Sì , è una citazione…lo so che l’avete presa tutti quanti… BRAVI.).

E quando alla fine anche l’ultimo degli irriducibili della Farnesina si sarà arreso…
Quando lo vederete ammettere che “sì. Forse non tornerà…”.

Non vi resterà che scrivere una pagina come questa e dedicarla a quella strana , bellissima primavera del 2007…e a quegli occhi meravigliosi.

“…nell’universo esistono milioni di cose che si possono avere…e milioni che forse non avremo mai…” se voi avete la più importante di queste cose …tenetevela stretta.

SMAK.

Nota dell'autore: su questo post non è possibile lasciare commenti.

28.8.07

IL PERMALOSO

Simpatico, intelligente, politicamente allineato e socialmente attivo , il Permaloso conduce una vita assolutamente normale e regolare, si mescola alla popolazione, interagisce quotidianamente con spigliata risolutezza ed è membro produttivo della comunità.
Talvolta è anche alternativo, eccentricamente originale, pittorescamente caratteristico o in altri casi anonimo, silenziosamente pacato e quasi invisibile….tutto ciò fino a quando qualcuno o qualcosa ne pesta inavvertitamente la lunga e procionesca coda …di paglia.

Il Permaloso è infatti sempre in prima linea…
Che si tratti di difendere l’integrità dei propri bimbi davanti alla tv, o di sentirsi offesi davanti ad esternazioni che lo toccano dal vivo su qualsiasi argomento (sesso, politica, fecondazione artificiale o impollinazione delle azalee) il Permaloso ha un opinione in materia ed è INDIGNATO…
Di come voi NON la condividiate.

Il Permaloso ama salire in cattedra , sventolare la sua compiaciuta superiorità e scende nel dettaglio sottolineando quanto siate coglioni (voi tutti) che non la pensate come lui…

Al tempo stesso NON si sofferma minimamente a pensare che NON tutti gli attacchi, non tutti i pensieri e NON tutte le considerazioni siano rivolte a LUI.

Il Permaloso è Eliocentrico….tutto gira intorno a lui….

Potrebbe prendere atto di ciò con cui non concorda e proseguire facendosi quello che in Toscana viene volgarmente definito “un tegamino di cazzi suoi”…ma proprio non ci riesce.

E’ più forte di lui.

Il Permaloso deve intervenire, commentare, risentirsi ed indignarsi, poiché è LUI e solo LUI per primo che è stato offeso, attaccato e provocato.

Che si parli dell’estinzione della foca monaca o di quanto sono pallose le convention dei partiti politici (indistintamente di destra o di sinistra) il Permaloso scende in piazza.

“Io non ho MAI ucciso foche monache!” grida sui post dei blog, scrive sui redazionali delle riviste o esterna al bar con gli amici.

Se i cartoni animati nelle fasce protette sono TROPPO violenti lui s’indigna e protesta, se le donne portano pantaloni a vita troppo bassa lui s’indigna e protesta, se la satira sul Papa o sulla chiesa è troppo pesante lui pontifica e di nuovo s’indigna…

Ci piace immaginarcelo con occhialetti tondi e camicia di flanella da impiegato di banca,ma la verità è che il Permaloso è…TRASVERSALE…

E’insospettabile, è polimimetico e può essere …CIASCUNO DI NOI…

Il Permaloso è quella vocetta stridula che serpeggia nel nostro cervello e che affiora sconsideratamente quando qualcuno le pesta la coda…

Spunta quando il vostro migliore amico vi dice “guarda che quei personaggi che hai disegnato sono corti!”

Affiora quando qualcuno vi dice che il Wolverine che avete disegnato fa pietà…e diventa una checca isterica e urlante quando vi criticano il BLOG sui cui scrivete!

Il Permaloso è una simpatica vecchietta che se ne sta sulla sua sedia a dondolo tipo MAMMA di Norman Bates….dondola e canticchia canzoncine da malato di mente…fino a quando non si schiaccia la coda da solo…

LA CODA DI PAGLIA…ovviamente.

Che riguardi la politica.
La dubbia moralità della vostra ragazza o il modo in cui disegnate…

Che si parli di come si cucina il pesce al cartoccio o di come vi piace fare sesso…

Il Permaloso si sente tirato in causa, offeso, toccato e stimolato sul vivo e salta in groppa, lancia in mano a condurre la sua crociata …

Anche perché il Permaloso è spesso uomo d’ingegno ed ha tanto….tanto TEMPO LIBERO che gli permette di replicare, cavillare, sottolineare, citare e militare…ma sempre con scarsa ironia.

Non perché non ne abbia…ma perché per qualche misterioso meccanismo…anche il più simpatico e allegrone di NOI…la finisce …quando si sente chiamato in causa…

E’ quella specie di PARESI progressiva che si sente nascere dall’angolo della bocca e procedere verso il cervello mentre il vostro sorriso diviene un ghigno (beota…), è quel calore che vi sale al cervello mentre desiderereste dire al vostro interlocutore che (CAZZO!) nessuno disegna Wolverine come voi!

E’ quell’afflusso incontrollato d sangue che vi farebbe agguantare volentieri chi vi ha contrariato, offeso, criticato o semplicemente…pestato la coda…di paglia…

IL Permaloso…vive in tutti noi…e si dondola nella sua cigolante sedia….in un angolo del nostro cervello…

Dedicato a tutti i permalosi che mi leggono e che mi leggeranno…
Perché io sono il peggiore di tutti…

4.7.07

LA FESTA RIONALE

Ogni comune, paesino o frazioncina di campagna che si rispetti ha la sua sagra, una sua festa rionale o “happening” locale che dir si voglia.
Tali eventi si svolgono sempre in prossimità di più o meno rinomati ruderi (rocche , castelli e torri varie) e sono puntualmente sponsorizzate e finanziate da sindacati, partiti politici e ammennicoli vari che le deturpano con le loro bandierine colorate (CISL , WIL, CGIL, BMP, TIFF E JPG), nonché rallegrate dalla presenza di nostalgici cantautori (per lo più imbalsamati) politicamente orientati a sinistra che commemorano e rimpiangono i “bei tempi andati “con le loro deprimenti ballate sugli anni 60 ( "c'eran le bombe! C'eran le bombe..." ).

Voi, (arruolati dall’amico di turno) arrivate implotonati nella solita auto dopo aver fatto una coda di 3 ore sull’autostrada , bloccati nel traffico da simpatiche famiglie felici che rientrano, partono o semplicemente stazionano nel bel mezzo della A11 con cani, bambini e mutuo a seguito e la prima cosa che vi riproponete quando giungete in loco è trovare la famigerata Rocca (o Torre/castello che sia) confidando sulla solerte segnaletica locale.

Superfluo dire la suddetta segnaletica parli più o meno di tutto (del bar di Gigi, del benzinaio e dell’immancabile Centro commerciale STEFANEL…) ,ma non della Gloriosa e storica ROCCA.

Ricorrete pertanto alla proverbiale gentilezza e disponibilità locale e vi recate a acquisire informazioni dagli indigeni locali.

Appena scesi dall’auto notate che il luogo è letteralmente desolato, e che (eccetto gli sporadici cespugli di erba del deserto stile western) non si vede anima via.
Vi inoltrate quindi per strade e viuzze finche incontrate nell’ordine:
le vecchine stordite dal caldo a passeggio in compagnia della calura e del Marchese Parkinson.
Gli anziani signorotti locali che vi scrutano in compagnia di Lord Alzheimer e l’immancabile slavo che è l’unico in possesso delle sue facoltà mentali ,ma non sa un cazzo del posto.

Le vecchine fuggono alla vostra vista gridando “PENITENZIAGITE!”.
Gli anziani del luogo vi scrutano sputando sull’asfalto incandescente e in generale vi rispondono dicendovi: “La Rocca? Qual Rocca?”

Il che considerato che il paese conta 345 anime ed è grande quanto un campo da calcio è quantomeno curioso.

Ecco quindi che vi ritrovate a spiegare con dovizia di particolari la presunta ubicazione della rocca e le sue valenze storiche.
“Ma quella Vecchia o quella nuova?” vi chiede l’anziano indigeno aggiustandosi i cappello di paglia e guardandovi con aria diffidente.

Per identificare la Rocca giusta vi occorrono i successivi 40 minuti, una buona parte del vostro equilibrio mentale , nonché l’ascolto di circa 20 minuti di aneddoti sulla figura di Sgozzagallo (signorotto medievale del posto) e sulla leggenda del pozzo maledetto, la torre incantate o qualsiasi altra leggenda del posto.
Dopodichè vi arrampicate su improbabili sentieri fino ad arrivare alla famigerata costruzione medievale.
La ROCCA si presenta imponente, massiccia nella sua granitica consistenza e tutta colorata da bandierine rosse e bianche con la scritta CGIL che ne umiliano e sviliscono la bellezza.
La fauna locale in compenso è ancora scarsa ,ma già distinguibile in:

famiglia e parenti vari di matrimonio di turno.
Con lei già incinta e sudata e lui con aria spallata da “chi cazzo me lo ha fatto fare” che si arrampicano sulle mura per foto ricordo che bruceranno tra due anni in tribunale.

Bambini sudaticci indigeni che corrono e si arrampicano sulle suddette mura cercando di disarticolarsi braccia e gambe nell’impresa.

Amici e colleghi del vostro amico che sono intervenuti a dargli man forte nell’evento che lo riguarda.

Ogni sagra, festa o ricorrenza locale ha infatti la peculiarità di ospitare un autore, un creativo o derivati vari che si adopererà per pubblicizzare il suo libro, racconto, fumetto, saggio sulle leggende locali di Sgozzagallo o raccolta di foto commemorative della mietitura dl ’42.

Nel caso specifico (ovviamente) il vostro amico rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare della fascia creativa ed è (udite , udite) un autore e disegnatore di fumetti.

Ed ecco quindi che per la prima volta non vi è imbarazzo o indecisione alcuna nel trovare la strada giusta poiché già a 300 metri di distanza individuate la fauna tipica adi tale patologia.

Quello obeso con ragzza obesa.
Quello brutto con ragazza inguardabile, quello vecchio che si veste come un dodicenne con la magliettina del proprio personaggio preferito ed in generale la processione tipica che può condurre solo a Lourdes o ad un incontro di fumetto.

Appena arrivati scatta il consueto scambio di convenevoli.
Baci sulle guance (per i più espansivi) stette di mano mascoline (o mollicce a seconda dei tpi), pacche sulle spalle e irrilevanti conversazioni della serie:
“come stai?”
“come te la passi?”
E il sempre inossidabile “come è stato il viaggio, ci hai trovato facilmente?”

A cui segue la meticolosa descrizione dell’odissea dell’intervistato che ( a memoria d’uomo) non ha mai compreso il concetto di “domanda retorica”.

A ciò segue il vortice delle inutili e superflue presentazioni che il vostro limitatissimo Hard disk tende subito a cancellare in temporale, mentre la vostra (squallida ) mente si dedica a guardare il culo dell’unica carina che si aggira come se fosse un’aliena precipitata nell’isola del dottor Moreau.

Finita questa inevitabile fase si creano i tipico capannelli individuali , all’interno dei quali ognuno espone ad altri le sue verità, le sue opinioni e le sue idee su cose a cui (di solito)al l’altro non potrebbe fregare di meno.

Tale fase è definita : “FASE DELL’ANNUIZIONE”

Poichè osservando tali capannelli si nota subito che uno parla e l’altro annuisce ,mentre sullo sfondo le reciproche compagne iniziano lentamente ad avvizzire e a scivolare verso il suolo.

Tale fase di conoscenza e reciproco studio (detta anche ANNUSAMENTO) prosegue anche per mezz’ora, i tutto mentre scazzati addetti al suono e facchini vari montano il palco per il nostalgico e narcolettico cantautore che (con l’ausilio di un catetere) vi rallegrerà la serata in cambio di un fiasco di vino.

E se udrete una voce dall’alto che dirà “sa, ssa, SAAAA!” non starete avendo una rivelazione divina ,ma è solo l’emaciato e scarno tecnico del suono che sta provando il microfono.

A questo punto (proprio quando vi siete conquistati un fottutissimo posto all’ombra di un ulivo , comodamente seduti su una poltroncina di plastica) il vostro agitatissimo e comunicativo amico esclamerà:

“che ne dite di andare a vedere la mostra?”

Perché che si tratti delle presentazione di un libro, di un fumetto o della celebrazione della 1564 ricorrenza di ‘sticazzi, c’è sempre una mostra.
Organizzata gentilmente da Pinco, con il patrocino, di Tizio e sponsorizzata dalla Cassa di Risparmio di Sempronio, più bandierine varie cgil , cisl ,wil, bmp ecc. ecc.

E dopo 4/5 esortazioni del vostri amico (a seconda di quanta adrenalina ha in corpo e di quando sono abbacinati dal caldo gli altri) ecco che l’allegra comitiva si muove…
Pigramente, lentamente, per lo più trascinandosi, sotto l’implacabile canicola estiva, con le ragazze al seguito che arrancano sul terreno acciottolato o con quelle (poche) carine tenute prudentemente “sotto mano” dai fortunati “proprietari.

La mostra è sempre allestita nel locale principale della Rocca stessa , nella sala dello Sgozzagallo e qui , (guidati dall’orgoglioso organizzatore locale) si può ogni volta assistere alla peggiore esibizione di senso estetico ed espositivo.

La “Mostra” consta generalmente in povere riproduzioni sbertucciate già utilizzate in infinte sessioni precedenti, fotocopie ingiallite appuntate con puntine e originali ritagli di giornale dell’epoca.

I visitatori si addentrano con aria fintamente entusiastica mentre si scambiano reciproche occhiate in bassa frequenza.

Lei: “dove cazzo mi hai portata. Te lo avevo detto che era meglio il mare”
Lui: “tanto in costume stai di schifo e poi ti bruci sempre.”

La visione della mostra (accompagnata dal rito delle foto e delle moderne riprese cineamatoriali digitali) prosegue nel rinnovato scambio di futili informazioni (“è vero che i fumetti li fate a mano?") e nella celebrazione dell’immancabile finto giornalista (che pubblica sul Giornaletto della Coop) che scodinzola intorno all’autore tipo barboncino gay.

E’ a questo punto che (grazie a dio e alla fisiologia umana) la natura fa il suo corso e le pance reclamano il loro meritato tributo e qualcuno grida “andiamo a cena!”

La "Cena” (così eufemisticamente definita dagli organizzatori gemellati cisl ,wil ,cgl) è ovviamente in pizzeria , dove si viene intruppati in una tavolo da 50 persone, collocati nel bel mezzo della tavolata, con l’immancabile gamba del tavolo che vi beccate, una invadente pianta urticante alle spalle e una vecchia rincoglionita al fianco che borbotta “io non ne capisco di queste cose …pensavo che li facessero a mano”.“Eppure tu all’epoca di cose fatte amano te ne dovevi intendere” pensate mentre guardate i menù.

La fantastica offerta che la cgl vi propone per 5 semplici e miseri euro è una mirabolante combinazione PIZZA , coca cola/birra , coperto + acqua.
La scelta della pizza è ovviamente individuale ed ecco apparire l’immancabile cameriere psicotico che sfoggia una folta capigliatura da divetta di cui smuove e aggiusta ciocche con fare nervoso.

“Allora?!” squittisce il cameriere come una visagista impazzita.
“Che cosa vi portoooo?” chiede starnazzando e qualcuno giurerebbe che si stia aggiustando il tanga sotto i pantaloni con l’irreprensibile piega.

Segue il delirio di ordinazioni che come sempre spazia dai BANALI A VITA (per cui il massimo dello sballo è la mozzarella di bufala) agli ORIGINALI O MORTE quelli cioè che devono prendere per forza l’immancabile pizza strana che ogni sagra e sagretta ha sempre.

La stracciaformaggi con senape.
La Quattro regioni con trifolato di VANADIO PALLADIO.
Il Calzone di Sgozzagallo.
E (data la situazione) la pizza CGIL fatta (parola del cameriere visagista)con un po’ di tutto.
(Leggi: gli avanzi).

A queste categorie se ne aggiungono due perniciosisime:

I CURIOSI che devono sapere per forza se la pizza è cotta nel forno elettrico o a legna, se è fatta a mano o surgelata e se il pizzaiolo è cancro o Vergine…

GLI “ A PARTE” che non vogliono una pizza qualunque ,ma personalizzata…
col crudo ,ma senza mozzarella, con la rucola, ma solo ai bordi, con salamino ,ma non piccante, col cotto ,ma solo se di produzione propria, non ammazzato con un chiodo in testa ,ma indotto al suicido volontario.

Il che ci porta alla VEGETARIANA/O che non mangia carne e che prende la pizza solo a patto che gliene facciano una di plastica senza glutine o al NON POSSO MANGIARLA , colui/lei cioè che sta male, è malato , non si sente, e quindi :

A)non può mangiare pasta.
B)Non digerisce pasta.
C)Non può bere acqua se non piovana.
D)Odia il pomodoro e se tocca la mozzarella esplode.

Per quest’ultima categoria il cameriere visagista prepara un piatto a parte, preparato per la bisogna con fette di melone e prosciutto fresco su cui (ci potete scommette) sputa prima di portagliela.

Il tutto annaffiato da abbondanti bevande annacquate all’inverosimile all’insegna del “la cgl tutela i lavoratori ,ma non stasera.”

E nell’attesa (interminabile)che vostra sudata pizza arrivi si fa conversazione.
Si guarda le compagne dei vari commensali accasciarsi e svenire sulla tavole e si ascoltano aneddoti e storie vissute di disegnatori, scrittori, pittori ed altri morti di fame vari che non supereranno il prossimo inverno.

Poi (dopo circa57 minuti di attesa) arrivano la tanto attese pizze.
Margherite, 4 stagioni, Napoli, cgil ecc ecc. ,variopinte e profumate , nonché tutte appartenenti alla categoria Pizze veline e con uno spessore infieriore agli 0,003 millimetri, talmente friabili ed inesistenti che perfino le vegetariane anoressiche di turno non ne eliminano il bordo esterno facendo improbabili ricami.

Le pizze vengono divorate con feroce velocità, dopodiché i commensali restano ad osservarsi mandandosi messaggi in bassa frequenza di questo tipo “ci sarà almeno il dolce o il caffè?".
Inutile dire che non c’è i dolce e manco il caffe e che perfino la sconsiderata proposta di farsi portare un’altra pizza (pagandola s’intende) viene accolta dal cameriere visagista come una sorta di attacco mestruale di stizza .

I commensali si rialzano quindì pigramente dal tavolo e già il vostro amico (come una metresse impazzita) è a capo della comitiva esortandoli a seguirlo “al nostro STAND!!!!”

Sì. Perché ogni fiera e festa rionale che si rispetti ha i suoi stand.

TRIBALI.
Del terzo mondo con la vendita di pezzi di legno storti colorati la cui vendita sarà a favore delle popolazioni per scavare un pozzo non si da dove.

IMPEGNATI.
Comelo spazio libro con titoli avvincenti “l’avventura del giovan Mumbutu” e “impollinazione artificiele delle begonie”.

CASERECCI l’angolo del tortello si Sgozzagllo (il più gettonato).

NOSTALGICI dove i bambini fissano attoniti riproduzioni di giochi arcaici fatti in legno , con cavi e funi ed altro oggetti di provenienza paleolitica (ma che fa tanto trandy…).

Ed infine CREATIVI.
Dove ovviamente trovate il vostro amico che intrattiene il pubblico commentando il proprio libro, elargendo poesie o (nel caso specifico) disegnando per il pubblico acclamante.

Superfluo dire che in ogni caso il pubblico acclamante è formato per lo più da parenti, amici, colleghi e casi clinici vari che seguono l’autore e lo tampinano da anni per avere copie autografate, disegni originali, stralci di lettere, ciocche di capelli e campioni di dna.

E mentre la sera cala e la festa si riempie ecco che sul palo compare il cantautore nostalgico di cui abbiamo già parlato ,che comincia ad imbonire il pubblico narrando quanto era fico ed impegnato vivere negli anni sessanta/settanta e quanti invece gli sta sulle palle mediaset.

Ovviamente gli aneddoti scivolano anche sul sociale, sul creativo e su ogni altra cosa purchè targata rigorosamente ’68 o giù di lì e nello specifico della serata si parla di fumetto e quindi :

di quanto era figo Pratt. Di quanto era alternativo Bonvi e di quanto era bravo Pazienza .


Tutti fighi e anche un po’ morti.

Due requisiti indispensabili , dopodiché si fa una bella cantatina in coro su qualche allegra musichetta impegnata con cui ci stanno strucidando le balle da 30 anni…

“c’eran le bombe, c’eran le bombe…”

Dopodiché il nostalgico sessantottino rimonta sul suo SUV ad alto inquinamento e se ne torna nella sua nella villa ricavata dal convento di suore scalze che si è lavorato bene ben per avere a buon prezzo , il tutto col benestare del governo di destra che cera in quel periodo.

“c’eran le bombe, c’eran le bombe”.

E la festa?

Volge al termine….

Mentre le ragazze scivolano definitivamente a terra diventando humus per la stanchezza e mentre gli improbabili partner mal vestiti (tutti con camice a quadri tipo tovaglie) succhiano l’ultma sorsata di perle di saggezza del loro idolo/autore e mentre ogni altra cosa scivola nel limbo della notte….ognuno ritorna alla propria auto con il suo hard disk pieno di foto e di teneri ricordi che un giorno rivedrà al suono di…

“c'eran le bombe, c'eran le bombe….”.

18.4.07

IL CICLO

La prima volta che la vedete il vostro cuore salta un battito, la vostra sudorazione impazzisce, i vostri ormoni gridano “TORA! TORA! TORA!” e per le successive settimane, mesi e a volte anni fate di tutto per conquistarla.
Durante tutto il corteggiamento (breve o lungo che sia) imparate a conoscere i suoi interessi, i suoi gusti, le sue piccole manie e ogni altra cosa.
Come un magnifico libro illustrato la sua vita vi si spalanca in tutto il suo splendore ed in breve divenite partecipe di tutti gli aspetti più reconditi della sua esistenza.
Conoscete il nome dei suoi genitori, le date di nascita di conoscenti e parenti, il numero della targa del cognato di lei e le serie di cartoni animati preferite dal nipotino e quando alla fine lei cede e vi si dona completamente entrate a far parte anche della sua sfera più intima scoprendone sogni e fantasie inconfessabili ed è allora (quando davvero credete di sapere TUTTO su di Lei) che comincia.

“Domani è 20 e mi deve venire il ciclo”
vi dice lei mentre cercate di recuperare un biscotto che si sta decomponendo nella vostra tazza di caffellatte e per un attimo vi chiedete di cosa stia parlando ,ma solo per un attimo poiché voi siete un Uomo Moderno…
Guardate Quark, seguite Cecchi Paone (mai troppo da vicino…) e sapete tutto sul fenomeno femminile a cui la vostra compagna fa riferimento.

“Okay…” esordisce Amico Cervello nella vostra mente.
“Ciò di cui Lei sta parlando sono le MESTRUAZIONI…ti ricordi? Le avevano anche le altre…ora annuisci in silenzio e cerca di recuperare quel biscotto prima che diventi una poltiglia”.

Inizialmente queste comunicazioni sono quasi esclusivamente nel vostro interesse…
“Domani no, tesoro …” vi dice mentre vi abbraccia…”ho IL CICLO…”.

E ogni volta voi avete un attimo di cecità mentale…un microsecondo in cui il vostro piccolo cervello deve tradurre : HA IL CICLO. MESTRUAZIONI. NIENTE SESSO!

E poi annuite e la coccolate pieno di amore perché in fondo a voi importa davvero poco e potete aspettare perché siete pazzi di lei…(ed anche perché avete almeno una o due ideine alternative…).

Poi (man mano che il tempo passa) e che il rapporto diviene più confidenziale , Lei aumenta la frequenza dei resoconti…

“Il CICLO mi verrà tra 28 giorni, 8 ore e 45 minuti…”scandisce ogni tanto con voce metallica tipo autodistruzione.

E voi annuite sorridendo.

“Il CICLO….” Borbotta Lei mentre vi gustate la scena clou del thriller al cinema.
“Cosa…?” chiedete voi mentre cercate la sorpresa nel sacchetto delle patatine.
“Il CICLO. Mi sta per arrivare…ho i seni terribilmente gonfi..”

E questi comunicati stampa col tempo aumentano, si fanno più dettagliati, più intensi, più meticolosamente descrittivi…

Il mal di pancia. Il giusto dosaggio di antidolorifici in percentuale , la consistenza mammellare…
Tutto ciò vi viene comunicato con certosina precisione e voi annuite…sentendovi sempre un po’ in colpa e al tempo stesso ripetendovi “ma che culo essere uomo!”

Il perché tale tipo di telecronaca mensile vi venga totalmente risparmiato PRIMA e vi venga totalmente esternato DOPO è un mistero.

I più ritengono che sia una sorta di atto di amore…di comunione e di intimità tra la coppia…

ALTRI…(una setta clandestina di uomini che celano la loro identità per timore di ritorsioni) pensano che si tratti di una sottile vendetta delle donne.

“Sai che questo mese il FLUSSO DEL MIO CICLO è stato particolarmente COPIOSO?”

Vi chiede mentre leccate il vostro gelato al lampone davanti ad un negozio di giocattoli.


Col tempo poi alle normali comunicazioni di servizio si aggiungono quelle di emergenza.

“Il MIO CICLO è in ritardo.” Esordisce lei mentre si da lo smalto ROSSO sulle unghie.

“Va bene…” parte Amico Cervello… "va tutto bene… “ rivediamo la Moviola insieme…”

E subito parte il filmino:
voi che la spogliate. Voi che la veicolate sul letto.
Voi che liberate il Tigre che dorme nei vostri pantaloni, voi che prendete la scatola dei preservativi,voi che lo infilate a rovescio (DUE VOLTE) . Voi che finalmente lo APPLICATE e voi che…

“Okay.” Dice Amico Cervello. “Basta così. Vedi che è tutto okay?

Ovviamente il fatto che voi abbiate messo veramente il preservativo non significa nulla.
Ed anche il fatto che voi abbiate veramente fatto sesso o meno è irrilevante perchè la verità è che il vostro Amico Cervello è un bastardo Revisionista che nega qualunque realtà storica e che se i primi cinque minuti vi tranquillizza dicendovi “va tutto bene”… ecco che poco dopo vi dice:

“Ma è proprio sicuro che il preservativo ce lo siamo messi?”
“Ma guarda che quella sera abbiamo solo pomiciato…” replicate voi sicuri di essere andati in bianco quella volta…

“Hmmm…” replica Amico Cervello… “Ma le mani? TE LE ERI LAVATE LE MANI?”

Ben presto il calendario della camera da letto si trasforma in una meticolosa agenda in cui ognuna annota le sue date in maniera differente, ossia scrivendo "VENUTO", facendo cerchietti con la penna ROSSA , disegnando simpatici SMILE ROSSO VERMIGLIO o (nei casi clinici più gravi) scrivendo l'inquitante nome del MARCHESE...

Perchè poi non il CONTE o il DUCA non ci è dato per ora saperlo (nemmeno su Wikipedia...) ,ma certo è che (per quanto termine arcaico) c'è stato un tempo e un luogo in cui un contadino ha chiesto alla sua sposa "che hai? Stai male?"
E lei(guardandolo con aria mesta) : "No. Ho IL MARCHESE..."

(Brrrrrrrrrrr)

Col passare del tempo tutto ciò si intensifica e Lei comincia a parlarvi di assorbenti come se parlasse di caramelle e vi chiede di passarglieli, di prenderglieli,di sfilarglieli (dalla scatola per carità…dalla scatola!) e così via fino a che ovviamente vi chiede di COMPRARGLIELI.

E voi non gli potete dire “eh no cazzo!”
Perché fondamentalmente la amate e siete ancora pazzi di lei proprio come il primo giorno...solo che a volte vorreste strozzarla.

E così le chiedete: “di che tipo?”

Perché ci sono quelli a pannolino, quelli a forma anatomica per lo slip, quelli quelli setificati, interni col filino, fatti apposta per i tanga , per flussi leggeri, copiosi, quelli modello VAJONT….e quelli con le ali.

No. Non fate quella faccia e non fate battute.
Quelli con le ali esistono. Dio solo sa a cosa cazzo servono LE ALI,ma esistono.

E mentre lei si prepara per uscire (bella come sempre) voi la seguite con un blocco notes e nervosi come non mai le chiedete informazioni, dettagli ed un accurata planimetria del supermercato per poter fare un lavoro RAPIDO, PULITO E INDOLORE.

“Dove li trovo esattamente?” le chiedete sulla soglia della porta e lei vi risponde “là….vicino ai surgelati e casomai chiedi…”.

E quando voi tornate a casa con un pacco da venti di Rotoloni Regina trovate Lei , che vi osserva con disprezzo in mezzo ad una pila di bustine di Antalgin sibilando:

“TU non mi hai MAI capita !”

E voi (nella vostra sconfinata ingenuità) non vi gettate al suolo rotolando verso l'uscita ,ma le dite l’unica cosa che può farla veramente incazzare:

“Tesoro…forse sei un po’ nervosa perché hai il CICLO…”

E lei.

“IO. NON. SONO. NERVOSA!”
“IO IL CICLO NON LO SENTO NEPPURE! NON SONO UNA DI QUELLE CHE SI LAMENTA! IO!”


...grida mentre piegata morde il bracciolo della poltrona…

E piano piano anche voi imparerete l’importanza dei calendari…degli impegni di lavoro, delle visite ai parenti lontani o degli impegni improrogabili che (come per magia) compariranno sul calendario SEMPRE un giorno prima dell’inquietante arrivo del MARCHESE…

1904.07

27.3.07

L'OSPITATA

In principio è una luce nella notte.
Un oasi nel deserto, un remo a cui aggrapparsi, una fune sul vuoto....

Al Disegnatore Selvatico giunge un invito.

Via E mail. Tramite l'amico di un amico più fortunato (che si dice che abbia perfino un telefono fisso!) il Disegnatore Selvatico solleva il muso dal cassonetto in cui sta mangiando, si lecca i baffi soffiando ad un gatto randagio che gli contende una lisca di tonno e poi risponde sul suo cellulare perennemente senza credito.

"Sì. Sono io. Se sono disponibile a venire per un incontro con i lettori? Certo." esclama con tono gioviale e convincente mentre s'infila avanzi di hamburger nelle tasche della giacca.
"Mi darete del cibo?" chiede tradendosi ,ma recuperando immediatamente con un "voglio dire: è contemplato un GETTONE di presenza?".

E comincia così...con una delle ennesime dimostrazioni della grandezza della Natura, nel momento in cui il fragile Disegnatore Selvatico (Grafolicus Nebule Selvaticus) entra in contatto con predatori più grandi (Imprenditoris Agiatus Fumettifilis Titolaris) si crea quello stupendo prodigio chiamato SIMBIOSI basato sul reciproco scambio: tu mi dai un piatto di minestra calda e io ti faccio 12 ore di disegnini.

E così partono...
I più fortunati e limitrofi sgusciano da sotto i sassi in cui vivono e s'incamminano a piedi , gli altri si fiondano felici su treni Eurostar con prenotazione obbligatoria, brandendo assegni con scritto sopra "RIMBORSO SPESE".
Seduti (avvinghiati sarebbe meglio dire) su costosi posti (rigorosamente di seconda classe ,ma per loro sempre da sogno) i Disegnatori Selvatici ridacchiano mentre si AVVENTANO su cioccolatini omaggio o mentre cercano di rosicchiare altri gadget omaggio (le cuffie) fino a che un gentile vicino mostra loro che devono mettersele nelle orecchie e non in bocca.
E naturalmente si incontrano, si riconoscono, si parlano e si AGGREGANO.

"Quante copia ha venduto il tuo GATTAMELATA REVENGE?" chiede uno mentre s'infila in tasca rotoli di carta igienica che ha fregato in bagno.
"Guarda." replica l'altro che si gioca la carta dell'alternativo agitando le dita laccate di smalto nero .... "io non ne faccio una questione di copie o di soldi , per me il fumetto è ARTE solo così posso esprimere me stesso..." e poi lecca il finestrino per abbeverarsi alla brina.
"Il problema sono gli editori." interviene un altro ancora che per l'occasione si è infilato dodici magliette diverse di personaggi che disegna (una sopra l'altra) il tutto nel tenero tentativo di compiacere i propri lettori.
"Io non mi preoccupo degli Editori" replica Unghie Laccate "per me conta il messaggio...quello che trasmetto e non lavoro certo per il denaro..."
"Scusa ..." chiede quello delle 12 magliette " posso avere un pezzo di quella gomma da masticare che è attaccata sul lato del tuo tavolo"

"No. E ' mia. " risponde Unghie Laccate mentre e se la caccia avidamente in bocca.

All'arrivo nelle località prestabilite i Disegnatori Selvatici vengono prelevati dai vari emissari dei mecenate locali , caricati tipo bestiame su carri merci piombati e deportati verso le zone delle convention e incontri vari.

"Io disegno Roddy Vulva!" mormora uno mentre lo spingono con il manico di una scopa dentro il carro.
"Movete ORCO ZIO!" gli gridà dietro un energumeno con una vanga in mano.

Scaricati nelle rispettive mostre, fiere e fumetterie varie i Disegnatori Selvatici si ricompongono, spolvarano le loro inseparabili cartelline, valigette e accessori vari dopodichè incominciano ad informarsi sulle questioni serie.
"Quando mi date del cibo?" chiedono più o meno tutti mentre vengono spinti con pungoli eletterici verso i vari stand.

Giunti finalmente in loco i Disegnatori individuano i loro mecenate, gli organizzatori degli incontri che gli garantiranno una notte al coperto ed in segno di riconoscimento gli nuotano incontro, (come pesci PAGLIACCIO impazziti che si lanciano tra gli accoglienti tentacoli della loro ATTINIA) e di lì a poco (dopo avere scroccato un paio di cappuccini e tre brioche) eccoli seduti, pronti a disegnare e ad ottemperare al loro dovere.

"Ciao. Tu sei quello che disegna Roddy Vulva?" chiede un "ragazzo" di 45 anni , grasso, brufoloso e con lo sguardo spento da impiegato di banca vestito da Jeeg Robot D'acciaio.
"Sìììììììì!" Risponde il disegnatore esibendo la sua maglietta con disegnato Vulva che sorride "che cosa posso fare per te?"
"Ho letto Roddy Vulva e gli alieni di Clitoride e secondo me io sono uno di loro, posso avere un disegnino di Roddy che combatte contro un mostro di Tampax?"
"Cerrrto! E se mi dai il tuo bancomat con scritto il codice PIN sopra io te la autografo! Che ne dici?" replica il disegnatore.
"Figata!" esclama l' Alieno di Clitoride dandogli il bancomat.
"Fantastico! Ripassa dopo che te la rendo quando ho svuotat...FINITO il disegno del Tampax."
Per le successive 4 ore i Disegnatori Selvatici continuano a disegnare, mangiare, bere birre e cappuccini, cazzeggiare e guardare il sedere alle standiste.
Per le ulteriori successive otto ore rispondono ad imbarazzanti domande sulle metodologie riproduttive dei paperi di Paperopoli, su dove lo porti Diabolik (a destra o a sinistra ) in quella sua attillata tutina , su che tipo di pelo di roditore si usi per inchiostare e se è vero o no che se si disegna con la parte destra del cervello viene tutto meglio...
(quest'ultima domanda arriva da uno che per provare si è sparato con la spara chiodi nella parte sinistra della testa.

"L'ho letto in un libro...adesso faccio i bisogni in un un sacchetto di plastica e mi riempio di morfina ,ma disegno molto meglio".

"Fantastico!" replica il deisgentore di Roddy Vulva. " Lasciami la prescrizione della morfina che ti ci faccio un disegnino sopra!"

E tra una seduta e l'altra ci si incontra, ci si conosce e presenta a vicenda il tutto nella tipica modalità dei Disegnatori Selvatici.
"Ciao. Questo è Leo ! E questo è Roby..." dice il disegnatore di Roddy Vulva , il tutto senza specificare cosa cazzo faccia l'uno e cosa cazzo faccia l'altro , dopodichè si scheggia via mentre insegue uno a cui ha puntato il libretto degli assegni...
"Ti ci posso fare un disegninooooooo!!!!!?"

E Leo e Roby restano come due imbecilli a guardarsi perchè tutti e due sono convinti che l'altro faccia più o meno lo stesso lavoro ,ma nessuno dei due sa esattamente QUALE e nessuno osa dire niente senza sapere di preciso quante copie ha venduto l'altro...

E mentre al bar si da il meglio delle pubbliche relazioni tra Selvatici (soprattutto nel balletto del "ti posso offrire un caffè" in cui vince chi ne scrocca di più senza offrirne neanche uno...) è al BAGNO che vengono trattati gli affari più scottanti.

"Abbiamo in cantiere un nuovo progetto..." dice uno mentre si riempie le tasche di bustine di zucchero che ha fregato al bar.
"Davvero?" replica l'altro facendo la scarpetta sul fondo del cappuccino.
"Sì. Roba grossa." e lo tira in disparte verso gli orinatoi a muro per non farsi sentire...
"452 pagine a colori serigrafate con copertina olografica con filino di bava".
"Accidenti e pagano bene!"

"Shhhhhh! ZITTO!" sibila attirandolo dentro l'orinatoio.... " La storia è della Rabarbara e pare che ci daranno TOZZI DI PANE a testa per tutto il lavoro".
"Pane secco?"
"Guarda non posso sbilanciarmi ,ma pare che prima di darcelo ce lo intingeranno nell'acqua."
"PANE UMIDO???!!!"
"SHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH! Davvero è confidenziale. Non lo dire a nessuno."



E al termine della lunga e faticosa giornata di lavoro i Mecenate raggiungono i ripettivi talenti e a seconda del proprio livello di agiatezza li collocano per la notte in posti coperti e riparati.
Pane UMIDO e una tenda canadese in bagno per alcuni (i meno fortunati con una tiratura di vendita inferiore alle 12 copie) e (udite , udite):

ALBERGO VERO CON MURI DI CEMENTO per i Selvatici di lievello superiore.

"Salve! Sono il Disegnatore di Roddy Vulva e ci dovrebbe essere una stanza con i muri veri risevata per me".

Anche nel pernottamento la differenza si fa notare e se alcuni selvatici dormono ammuchiati l'uno sull'altro per tenersi caldi, altri usufruiscono di camere singole con TV color ULTRAPIATTA, frigorifero ricolmo, doccia con acqua VERA UMIDA e chiave magnetica di acesso...
Le reazioni a tale munificenza spaziano...
Si va dal Selvatico che tenta di infilarsi lo schermo ultrapiatto nelle mutande , a quello che si fa vere docce (di ACQUA UMIDA) per tutta la notte, a quello che semplicemente si chiude fuori pechè NON sa usare la carta magnetica e dorme sullo zerbino fino all'alba.

E naturalmente quello che si asserraglia dentro e che al mattino non vuole più uscire.

E al risveglio (ripuliti ed ingrassati di diversi chili) , i Disegnatori Selvatici vengono rimessi sui rispettivi mezzi di trasporto, gli viene dato il cosiddetto GETTONE DI PRESENZA e gli viene chiesto con aria seria:
"Adesso non andrai a spenderli subito in fumetti vero?"
"Non butterai questi soldi in quella roba sporca e inutile dicendoti che lo fai per DOCUMENTAZIONE, VERO?!"

E loro mentendo annuiranno e sorrideranno facendo finta di salire sul treno, per poi sgattaiolare di nuovo nella prima fiera a spararsi un cartonato in vena....



Dedicato a tutti i miei compagni di viaggio , di fiera e al Mecenate che ci ha sfamato NON con PANE UMIDO , ma con ogni ben di Dio ,in un favoloso albergo con MURA VERE.
E se se lo sta chiedendo : "sì...ho io lo schermo ultrapiatto della stanza 202...".

30.1.07

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La prima volta capita sempre inaspettatamente e per vie traverse ,al bar, dal barbiere o dal vostro negozio di fumetti di fiducia , l’amico dell’amico di un vostro amico a un certo punto vi dice:
“Vuoi che ti porti l’ultimo film di (nome dell’attore di turno molto figo e molto bravo)?”
“Ma se è al cinema adesso?” rispondete voi ingenuamente.
E il vostro Amico sorride, vi strizza l’occhio con quella inconfondibile aria da “Uomo Furbo Che LA Sa Lunga” e vi risponde “sì ,ma io li SCARICO”…
“Ma non è illegale?” replicate voi distrattamente e lui quasi si altera e vi guarda un po’ irritato.
“E la guerra in irak? La fame nel mondo? Preoccupiamoci di cose importanti e poi io in casa mia posso fare quello che voglio no? O NO?”, replica stizzito.
E voi annuite subito un po’ perché quel tipo lo conoscete appena e sembra un invasato , un po’ perché non ve ne può fregare di meno dell’argomento.
Il giorno dopo lo ribeccate nello stesso posto e lui vi da il CD col film in questione.
Voi lo ringraziate calorosamente , gli chiedete quanto gli dovete e lui scrolla le spalle ritraendosi quasi offeso.
“Ma figurati!” esclama dandovi un pacca sulla spalla e subito aggiunge “magari la prossima volta mi porti qualcosa tu…”.
E la frase rimane sospesa lì…pesante come un oscuro presagio…

La sera arrivate a casa dimentichi del piccolo dischetto argentato che avete in tasca , vi sparapanzate in poltrona e guardate un po’ di TV spazzatura, ascoltate un po’ di notizie spazzatura e infine (presi dalla disperazione) state per spegnere la TV e leggervi un buon libro quando all’improvviso il CD si rifà vivo nella vostra testolina…quasi lo sentite che vi chiama e trilla da dentro la tasca della vostra giacca e voi pigramente vi alzate, lo prendete , ve lo rigirate a lungo in mano e poi svogliatamente lo infilate nel vostro computer…
Scomodamente seduti sulla vostra seggiolina con le ruote, osservate il computer che assaggia il file, se lo rimpalla un paio di volte accompagnato da scritte incomprensibili ed infine lo apre .
Per un attimo lo schermo rimane nero e poi s’illumina di coloroni e musiche da sogno.

E la vostra vita cambia.

Il primo film piratato, scaricato ed avuto gratuitamente è sempre il migliore…
E’ come il PRIMO BACIO o la prima busta paga… non si scorda mai.
La qualità del video, il livello di compressione, l’audio digitale…tutte quelle cose di cui al momento non capite nulla , (ma che un domani diverranno la vostra personale ossessione) sono ASSOLUTAMENTE perfette!

Perfino la scritta iniziale contro la pirateria è BELLISSIMA!
Ma la cosa in assoluto più piacevole, più gratificante e più goduriosa è che quel film non vi è costato NIENTE.

Il giorno dopo siete al lavoro e non vedete l’ora di rendere partecipi i vostri colleghi del fantastico film che avete visto (a sbafo).
Trotterellate come Pony felici, evitate il vostro ufficio e vi FIONDATE subito alla (SANTA) macchinetta del caffè dove si trova il Tempio delle Dea Calcio ; Motori e (pardon per le signore) Fica.
Qui (mentre è in corso il summit sul più bel culo dell’ufficio spedizioni) entrate a forza nella conversazione buttando lì il vostro “ieri sera ho visto l’ultimo film di (nome dell’attore figo e socialmente impegnato ,ma strafatto di turno)”.
“Ah sì.” Replicano gli altri non molto stupiti e in realtà quasi annoiati.
“Io l’ho già visto la settimana scorsa.” Risponde uno.
“Io ho la copia sottotitolata che mandano agli studios per visionarla.” Replica un altro.
“E io guardo solo roba in originale perché la recitazione è tutta un'altra cosa.” conclude il terzo noto docente a tempo perso di lingua del Bardo ed accanito filogo della Trullera (accademia di boriosi spocchiosi del cazzo).

Sorpresi e un po’ delusi venite avvicinati dal più tecnologico fra tutti che subito vi chiede:
“In che formato lo hai visto? Mpeg? Avi? Era un DVD? Che compressione aveva? Quanto pesava?”

“Era leggero…”rispondete voi …” …peserà qualche grammo…”

Lui vi guarda con aria di commiserazione, poi vi prende sottobraccio e vi porta verso il suo computer.

“Senta ,senta! Io sono due ore che aspetto qui in coda?!” chiede una signora di ottant’anni con un bastone che aspetta in fila da tre ore.

“Signora NOI qui stiamo lavorando!” replica il Tecnologico con un tono che non lascia spazio a repliche e poi sparite entrambi dietro una scrivania.

“Ora ti faccio vedere qualcosa” dice pazientemente il Tecnologico e subito comincia ad aprire una sequela infinta di programmi, siti e cartelle varie che chiude molto velocemente tutte siglate “XXX” a volte “MATURE”, “TEEN” o “NAKED WOMEN”…

“Documentazione.” Borbotta quando voi lo guardete un po’ perplessi.

La vostra iniziazione dura circa due ore (giusto il tempo di passare dalla pausa caffè a quella pranzo…) e al suo termine avete ufficialmente perso la vostra verginità informatica.

Ritornati in tutta fretta a casa siete rapiti da termini come “server”, “adsl”, “masterizzazione “ e ancora “decrittazione”, “Compressione” e “conversione”.

Quando la vostra moglie/ragazza/partner vi dice “ciao Amore” cercando di farvi intravedere le sue calze a rete sotto la gonna , voi le rispondete “devo connettermi”.
E quando lei vi chiama per la cena strusciandosi alla porta voi le rispondete “STO SCARICANDO”…

Ed è così che comincia…

Nei successivi giorni (settimane , mesi) scoprite che TUTTO può essere, trovato e scaricato grazie ad una fantastica cosa chiamata “PEER TO PEER” che altro non è che l’equivalente informatico del
“Io ti faccio vedere il mio Birillo e tu mi fai vedere la tua Pippotta”
Sullo stesso principio più utenti condividono cartelle in rete all’interno delle quali sono contenuti file di musica , video , dati e quant’altro, dando il via ad un florido scambio di ogni ben di Dio.

Il tutto ovviamente al limite della legalità ed in barba alle grandi case discografiche e cinematografiche che protestano e gridano al disastro da anni ,ma che ovviamente si guardano bene dall’abbassare anche di qualche centesimo i loro esosi e spropositati prezzi.

Tutte queste considerazioni vi provocano uno stato di prolungato orgasmo ogni volta che fate il raffronto tra un CD , DVD comprato in un negozio ed il costo relativo della copia scaricata…
Ecco così che vostra moglie/ragazza/partner vi osserva con aria perplessa mentre trascorrete pomeriggi interi daavnti al computer ad osservare la pagina chiamata “TRASFERIMENTI”…

Il perché vi inchiodate lì davanti , immobili e catatonici a fissare i numeretti che oscillano pigramante non lo sapreste spiegare neppure voi , fatto sta che a stento riuscite a distaccarvene per fare alcunchè…
Quindì non vi meravigliate se un giorno la vostra moglie/ragazza/partner vi scioglie due pasticche di viagra nel vino…

Tutto procede bene fintanto che il vostro senso critico si evolve e si affina oltre i ragionevoli parametri del NORMALE, oltre quel punto il vostro Amico Cervello Tecnologo ( lobo particolare addetto alle funzioni di giudizio della qualità digitale) inizia a farvi le pulci su ciò che scaricate…

La compressione non è buna.
Si vedono i pixel.
Non gira sul lettore DVX.
S’incanta.

"E dove mi hanno messo i contenuti speciali?”

Ed è a questo punto che scatta la solita molla compulsiva.
Dimentichi della funzione originale del Download (ossia vedersi un film o ascoltare un cd senza spendere una centesimo) precipitate nel meccanismo ossessivo dello SCARICATORE MANIACO a cui non frega nulla di vedere ciò che scarica ,ma solo che il prodotto finale sia IDENTICO a quello originale.

Ed ecco quindì CODEC sempre più avanzati, programmi di compressione , sigle inintelleggibili di Dio solo sa cosa e scansioni di copertine, stampe laser da alta risoluzione , custodie patinate di plastica brunita e DVD serigrafati con appositi masterizzatori ad alta precisione.
Il tutto per cercare di avere una copia pirata perfetta…

Che questo tortuoso processo vi costi alla fine (in termini di soldi e tempo) quasi più che comprare l’originale è un dettaglio trascurabile….
Anche perché nel frattempo l’Amico dell’Amico , dell’amico si è rifatto vivo e pretende il saldo del suo iniziale dono…

“Hai qualcosa per me?” chiede sibillino quando lo rivedete.
Ed ovviamente essendo in debito con lui gli fate una copia dell’ultimo film che avete scaricato.
Lui ricambia e gioca al rilancio facendovi un disco edizione doppia.
Voi siete costretti a fargli una miniserie e lui vi arriva con un cofanetto…

In breve tempo metà della vostra giornata trascorre a fare copie su copie per tizio e caio che (come ingorde spugne) le assorbono e copiano a loro volta per altri che le passano ad altri e ad altri ancora…il tutto in un interminabile giro ossessivo/compulsivo.

E mentre questo vortice vi avvolge e risucchia ecco che arrivano a farvi compagnia altri casi clinici come quelli che SOTTOTITOLANO tutte le cose ancora Non tradotte, quelli che SPROTEGGONO e copiano l’INCOPIABILE e più in generale tutti coloro che hanno già visto una rarissima edizione dell’ultimo film di Spielberg che nessuno (neppure LUI) ha ancora mai visionato.

In mezzo a tutto questo delirio prosperano ovviamente le grandi aziende di servizi di comunicazione che (intuito il businnes) offrono pacchetti sempre più convenienti, a tariffa ridotta, smilza, magra , sottile , sottilissima quasi piatta con le quali potrete stare CONNESSI fino alla tomba senza pagare un cazzo.

Cosa che non è poi mai del tutto vera perché se ti CONNNETTI lo fai per la vita e c’è sempre qualche clausola, clausoletta o codicillo per cui tu devi qualcosa a loro…
Tasse, tassette, tessettine piccine, piccine o semplicemente strani contratti per cui non paghi nulla se ti scarichi il Duomo di Milano ,ma ti cavano il sangue se chiami al telefono il vicino di casa.

Le grandi case di produzione ovviamente protestano ,ma (per una ragione o per un’altra) non riescono ad impedire che la cosa continui…forse per reale incapacità di fermare il fenomeno o forse per qualche oscuro meccanismo che vi sfugge…
Come quando anni fa TUTTI (ma proprio TUTTI) erano riusciti a farsi fare una scheda PIRATA per scroccare la TV satellitare…
Il fenomeno era talmente diffuso che perfino il più sfgato dei disadattati (domiciliato sotto un ponte) aveva una parabola pirata…e poi (come per magia) il sistema CAMBIO’…
In qualcosa di MOLTO più difficile da decodificare o quanto meno molto meno diffuso e centinaia di migliaia di utenti pirata (in totale crisi di astinenza) si ritrovarono in fila per comprarsi un bel decoder regolare…

Chissà come mai?

Ma NIENTE di tutto questo vi tocca minimamente , né sfiora vostro caro Amicocervello che anche adesso (mentre osservate stolidamente lo schermo davanti a voi) sta pensando “quanto manca al Download?”….. mentre un piccolo rivoletto di saliva vi cola lungo il mento…

3001.07

Dedicato alla popolazione dei Downloader di tutto il mondo…

26.1.07

ELOGIO ALL'UOMO

In principio l’uomo era ottuso, ricurvo ed aggressivo.
Il suo unico interesse era procurarsi cibo, accoppiarsi selvaggiamente ululando alla luna e riprodursi senza criterio.

Col tempo l’uomo si elevò , camminando eretto rivolse il suo sguardo alle stelle e vide l'cchio di Dio posarsi su di lui.
La consapevolezza lo rese grande e gli permise di imparare e crescere.

Per costruirsi capanne rase al suolo le foreste.
Per procacciarsi cibo ed indumenti rase al suolo bisonti e foche monache.
Per accoppiarsi più agevolmente scoprì il petrolio , rase al suolo l’ecosistema ed inventò l’auto per poter limonare più comodamente.

La scissione dell’atomo lo avvicinò a Dio e gli permise di radere al suolo tutto più velocemente.

I primi calcolatori gli insegnarono che si poteva giocare con due stanghette a ping pong più agevolmente che con due racchette.
I primi personal computer gli mostrarono come era facile spararsi per finta nelle pause pranzo in attesa di poterlo fare sul serio in strada.
La connessisone internet rese tutti più vicini alle pornodive della propria infanzia.

I cellulari permisero di comunicare in ogni istante e in ogni dove…l’uomo non fu più solo ,ma in grado di trasmettere in ogni parte del mondo le immagini dei figli che picchiano un compagno portatore di handicap o il filmino della primogenita che la DA durante un’assemblea di classe.

A turno.
Democraticamente.
A tutti eccetto che al portatore di Handicap.

Grazie alla tecnologia l’uomo riuscì a stipare infinite quantità di dati in piccolissimi file, a concentrare miliardi di informazioni convertite poi nelle note musicali di Gigi d’Alessio e se da un lato regredì quasi al seminalfabetismo, dall’altro riuscì finalmente nel suo più grande intento:

appendere un televisore al muro.

I tubi catodici furono banditi e gettati a Natale insieme ai frigoriferi obsoleti, agli aspirapolveri superati e ai parenti troppo anziani.
Nella nuova società non vi era più posto per ciò che era lento, sbiadito o sgonfio.
La chirurgia estetica e il silicone rese l’uomo simile ad una camera d’aria: gonfio e lieto.

Le arcaiche metodologie di comunicazione furono superate grazie alle e mail, agli sms e alle web cam che permettavano alle studentesse fuori corso di arrotondare titillandosi il seno via adsl.

La vita sociale mutò radicalmente aprendosi a nuove forme di scambi culurali, le barriere etniche caddero quando ci si accorse che i vicini di casa connazionali potevano entrare in casa e spaccare la testa a sprangate in modo molto più efficiente dell’extracomunitario del piano di sotto.

La natura stessa si piegò al volere dell'uomo abdicando al suo stile di vita. L'estate divenne inverno, l’inverno estate e la primavera divenne argomento da trattare solo in ascensore.
Gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci e gli tsunami non turbarono mimimamente l’uomo che per tutta risposta li riprese col suo cellulare ultima generazione per mostrarli poi orgogliosamente agli amici al bar.

La medicina, la ricerca scientifica e la sperimentazione fecero passi da gigante in tutti quei luoghi in cui vi era qualcuno sufficientemente ricco da poterselo permettere e lasciarono all’estinzione tutti gli altri dimostrando ancora una volta che la natura DOVEVA fare il suo corso.

Le menti dei giovani si aprirono a nuove prospettive , più grandi, più veloci e tutte marcate playstation.

I politici di ogni parte del mondo smisero di fare finta di essere qualcosa di diverso da ciò che erano e si dedicarono al loro personale e comune interesse.
Bombardarono, miitragliarono e sterminarono chirurgicamente sotto il solerte sguardo dei media e suscitando l’unanime sgomento delle famiglie modello approvate dal Vaticano.

I reality show permisero alla collettività di entrere dentro luoghi spaziosi, immensamente grandi ed ariosi e tali luoghi si rivelarono essere le stesse teste degli spettatori.

L’uomo smise di ambire a raggiungere le stelle ,ma rese il fango in cui sguazzzava estremamente comodo e nel rispetto dell’unico vero Dio Denaro innalzò torri di spazzatura cosparse di diamanti che raggiunsero il cielo.

Alla fine ai suoi figli promise di lasciare in eredità un mondo migliore fatto sempre di fango...ma DI MARCA.

2601.07

25.1.07

L'EMAIL

La prima volta che vi convincono a farvene una siete scettici, critici e assolutamente reticenti ad usarla.
Da sempre accaniti “papirofili” siete convinti che NIENTE sia meglio di una lettera scritta a mano.
“La sostanza della carta…l’odore dell’inchiostro…il contatto col francobollo…”, anche se in realtà il massimo della vostra attività epistolare è stato mandare una lettera di protesta all’ufficio delle tasse scritta su carta da pacchi con una biro spuntata e imbucata imprecando contro il governo.)
A rimangiarvi tutte le vostre teorie reazionarie impiegate pochissimo tempo e in un attimo vi ritrovate dall’altra parte (a rinnegare tutto quello che avete detto prima ) cercando di fare proseliti tra gli irriducibili cartomani.

“Ma quanto è comoda!
“Come si comunica facilmente!”
“Che bello non dover stare a perdere tempo alla posta” ecc. ecc. ecc.

All’inizio la usate quasi sempre per lavoro, sporadicamente per svago, poi sempre più facilmente per puro trastullo, l’E mail vi rende tutti meno timidi, più sociali e tira fuori il meglio di tutti quanti stimolando la vostra creatività con messaggini di auguri, catene di S.Antonio a cui nessuno crede (ma che tutti inoltrate prudentemente) , reciproci avvisi di pericolosi virus ed in più un’infinita serie di faccine spiritose, animazioncine sfiziose con pupazzetti carini, animaletti buffi, notiziole curiose e simpatiche nonché test, foto di cani vestiti da pompieri, gatti appesi al filo dei panni e miracolose raccolte di fondi per trapiantare il cuore di un Bambi in una bambina cieca che vive in Ucraina.

L’E mail vi rende in breve tempo tutti quanti più buoni, più felici e meno soli ed è fonte di relax e divertimento…almeno fino a quando non si trasforma nella vostra ossessione.

L’assuefazione da E mail ( subdola e silenziosa) scivola dentro il nostro PC strisciando come un serpente, risale lungo il vostro mouse (rigorosamente ottico, anatomico e senza filo) e si arrampica sul vostro braccio raggiungendo quella cosa in mezzo alle cuffiette dell’auricolare del cellulare chiamata eufemisticamente CERVELLO…

All’inizio il vostro piccolo Amicocervello vi tranquillizza dicendovi:
“E’ per lavoro. Controlla la posta”.
E voi obbedite , esattamente come quando vi dice “Oggi te lo sei meritato svuota pure quel barattolo di Nutella formato gigante che hai nella dispensa”.
Oppure quando vi consiglia: “credo che tu debba assolutamente sbirciare dentro la scollatura di quella ragazza.” mentre siete al funerale di un vostro parente.

Il vostro Amicocervello sa sempre cosa è meglio per voi e così voi eseguite solerti, felici e contenti come bambini, trotterellate verso il computer col vostro sacco di patatine (che il vostro Amicocervello vi ha suggerito di svuotare esattamente prima di cena) e vi sedete sulla vostra fantastica poltroncina ergonomica sbriciolando colesterolo su tutta la tastiera.

Già appena vi sedete Amicocervello rilascia una moderata quantità di endorfine che va leggermente ad aumentare quando posate la mano sulla rassicurante concavità del mouse , per ricompensarvi definitvamente quando ciccate sul pulsante del controllo posta: CLI-. CLIK.

Per un attimo non succede niente. I criceti che vivono dentro il vostro computer (più o meno scattanti a seconda del costo del processore) devono avere il tempo di svegliarsi, lavarsi la faccia e montare sulla ruota girevole…) poi ecco il familiare scricchiolio ed infine la comparsa delle care e tanto familiari scritte di rito.

RICERCA HOST IN CORSO (Host…misterioso Capo criceto che vive nella valle di Topus…)
CONNESISONE AVVENUTA (Dimostrazione che tutto fila nel modo giusto e che i criceti sono ancora tutti vivi!)
CONCESSIONE AUTORIZZAZIONI IN CORSO (e vi immaginate i suddetti roditori indaffarati a passarsi fogli con sopra il vostro nome…).
CONNESSIONE AVVENUTA (“Ci siamo!” esclama Amicocervello preparandosi al suo piccolo orgasmo telematico…).

E poi arriva lei…la scritta più odiata in assoluto da ogni drogato da E mail:

NESSUN MESSAGGIO NUOVO.

E per un attimo avete di nuovo 7 anni e siete di fronte all’Uovo di Pasqua con dentro una sorpresa del cazzo…

Naturalmente esistono tutta una serie di spiegazioni per cui non vi sono arrivati messaggi ,ma prima che possiate formularle il vostro Amicocervello avrà già impartito 12 volte consecutive il comando di ciccare al vostro indice della mano… Clik. CLI-CLIK…

RICERCA HOST IN CORSO , connessione avvenuta, bladi- bladi BLA…

NESSUN MESSAGGIO NUOVO.

“Possibile che nessuno mi abbia scritto?” si chiede il vostro Amicocervello che comincia ad analizzare l’ ipotesi più ovvia ,ma anche la più inaccettabile e così si passa subito alle alternative plausibili:
ci sono problemi sulla linea (che cazzo significhi non si sa, ma suona bene…).
Il provider è a terra (chi si sia azzoppato!).
Il server non risponde (e il vostro Amicocervello vi fornisce l’immagine di un grossissimo Cricetone che ansima riverso su un fianco…).

Ora da persone sagge quali sicuramente siete voi avete due possibilità:
spegnere il computer, alzarvi dalla vostra poltroncina ergonomica, uscire , fare sport, vedere il sole, correre e socializzare oppure…CLICK, CLICK, CLI-CLIK…fa il vostro indice decidendo per voi.



La condizione patologica si aggrava ulteriormente quando l’ EMAIL attesa non è una qualsiasi ,ma riguarda l’oggetto dei vostri desideri amorosi, affettuosi o addirittura sessuali.

Le reazioni inconsulte del vostro Amicocervello in questo caso raggiungono vertici insospettabili facendovi letteralmente sbavare ogni volta che sul computer compare la scritta:

RICEZIONE DI 1 DI 1 MESSAGGIO IN CORSO.

(Perché poi il computer si esprima come se fosse dislessico non vi è dato saperlo.
Perché dirvi 1 di uno?
E’ come se andando dal fornaio gli diceste “mi da 1 pezzo di 1 di pizza, per favore?
Probabilmente penserebbe che siete 1 di 1 malato di mente).

E’ superfluo dire che il messaggio che sta arrivando sarà SICURAMENTE quello di LEI e che non esiste neppure la remota possibilità che possa essere qualcos’altro e già vi pregustate le 78 pagine che LEI ha amorevolmente scritto per voi stanotte, riempiendole di parole come “ti penso, mi manchi, ti desidero” ecc. ecc. ecc.
Da qui una leggera perplessità quando leggete:

“VIAGRA 2, 35 euro”
Buy ASTROGH. AMICI Red CIRILLOCO.
BUY. CREDIT CARD.
PENIS?”.

Chiaramente per il vostro Amicocervello la parola SPAM non ha alcun significato e l’unico acronimo che vi suggerisce se glielo chiedete è : SUPER PIPPO AMICO MIO.

L’alternativa più ovvia è quindi:

“Che cosa stai cercando di dirmi Amore mio?”
Perché è ovvio che questa e mail proviene da lei anche se ha come mittente “GREG BIG PENIS” , come oggetto “SIFILIDO.Ciao. APRIME*” e il fatto che l’antivirus si stia sgolando da un’ora è per voi assolutamente irrilevante.

Per comprendere che stanno cercando di vendervi del viagra e che in cambio vogliono i codici della vostra carta di credito Amicocervello impiega due ore buone dopodiché incomincia a chiedersi CHE COSA le possa avere impedito di scrivervi…

Controllate che non siano passi uragani nella zona in cui lei vive (peraltro a 5 chilometri da casa vostra) controllate il bollettino sulle slavine, i meteoriti e poi capite che probabilmente ci sono problemi anche sul SUO server ( di nuovo l’immagine di un grosso criceto riverso su un fianco…che sia un ‘epidemia?)

Le possibilità che Lei NON vi abbia scritto perché:

A) Ha di meglio da fare con l’idraulico.
B) Non le è passato manco per la testa.
C) Non vi fila proprio.

Non vi passa nemmeno per l’anticamera del vostro Amicocervello.
Al contrario si aggiungono ipotesi più credibili e ragionevoli che il vostro ufficio stampa vi comunica in tempo reale.

A) A terra con una semiparesi non riesce a raggiungere il mouse da una settimana…
B) Per questioni razziali non le permettono di entrare negli internet point.
C) Sta facendo il funerale al grosso criceto del server…

Clik. CLI-CLIK, CLIK…
(Rumore del vostro indice impazzito che nel frattempo sta titillando senza freno il mouse…).

Arrivati a questo drammatico punto Amicocervello analizza il problema dal punto di vista scientifico e si convince che il problema possa essere davvero tecnico.
Scaltro e risoluto vi fornisce quindi la sua interpretazione della rete internet ed ecco che vi appare una sorta di grosso TAPPO proprio sulla vostra linea…una sorta di ostruzione aortica (il vostro cervello vede sempre Doctor House) un coagulo che deve essere in qualche modo rimosso.

E per questo si rende conto che la cosa migliore da fare è scriversi un paio di E mail da soli e mandarsele al proprio indirizzo…

Tale operazione avrà due funzioni:

1) premerà sul coagulo di E mail forzandole a sbloccarsi… (?!)
2) verificare lo stato di salute del Criceto server.

L’ E MAIL (fantasiosamente intitolata PROVA PIPPO) viene inviata e subito compare la scritta
RICEZIONE DI 1 MESSAGGIO DI 1.

“ECCOLA! MI HA SCRITTO! MI AMA!” esclama Amicocervello immediatamente dimentico di essersi scritto da solo…

Quando Amico cervello si rende conto dell’errore ne intravede subito le potenzialità e impiega il resto della giornata così… gratificandosi con E mail autoinviate o scrivendo a persone di cui non ve ne potrebbe fregare meno..solo per garantirsi ogni volta che arriva un messaggio una piccola dose di endorfine…
Clik. CLI-CLIK. CLI-CLI-CLIK…

CLIK…

2501.07

P.s.
LA VERITA'...( e la verità è SEMPRE estremamente Semplice ) è che lei non vi ha scritto e basta...

“e questo perché il suo vicino di casa è uno ZOMBIE ATOMICO, le cui radiazioni interferiscono con la sua linea adsl…”

Cli.clik…

14.1.07

I PESCI BRANCO

Nel settore creativo esistono varie tipologie di professionisti che potremmo paragonare alla fauna marina

Abbiamo LO SQUALO (o mercenario creativo) cacciatore solitario che si aggira instancabilmente per non morire soffocato e che farebbe le scarpe anche a sua madre (se non se la fosse già mangiata).

I DELFINI. Gli amici di tutti che non disdegnano di passarvi un lavoro e in cambio chiedono solo che gli tiriate ogni tanto la palla per farli giocare , sono socievoli, giocherelloni e sopravvivono solo perché hanno 5 appartamenti dei ganitori da affittare.

I CORALLI. Quelli che non si spostano mai dal proprio studio, che fanno tutto attraverso internet e che si cristallizzano fino a scivolare molto rapidamente in altre attività (metteno su un server, un internet point e poi si sposano con una donna brutta e grassa).

I POLIPI. Sono quelli che si danno da fare in mille direzioni diverse e che brigano, combinano,fanno cose, vedono gente e friggono l’acqua per sopravvivere.

Ed infine I PESCI BRANCO.

I Pesci branco sono quei creativi che (come dice il nome stesso) incapaci di cacciare da soli si riniscono in branchi all’interno dei quali non esiste una gerarchia ben definita ,ma solo una specializzazione ittica…
C’è il pesce Art Director, il Pesce Matita, il Pesce Pennello, il WebPesce e così via.
I Pesci Branco adottano per i loro studi nomi altisonanti o ruzzosamente divertenti (rifacendosi generalmente a vecchi cartoni animati e amenità simili) e sono tra di loro solidali, zuzzureloni e alternativi quanto basta per avere tutti lo stesso orientamento politico e ideologico.

I Pesci Branco cacciano ovviamente in gruppo , prendono contemporaneamenete 419 lavoro diversi e si affidano spesso a terze persone poiché la loro specializzazione è tale che spesso NON sanno fare un cazzo…

Capita così sovente che il collaboratore esterno li molli, muoia, si sposi, impazzisca o semplicemente li mandi a Ramengo (amena località caraibica) e quando ciò avviene i Pesci Branco (presi dal panico) incominciano a nuotare in tutte le direzioni, strusciando le rispettive pinne caudali e stimolandosi a vicenda nella ricerca di qualcun altro che li levi dai casini… e qui ritroviamo il nostro amico SQUALO…

Lo Squalo è un cacciatore solitario, nuota costantemente per non rimanere soffocato e si nutre di qualsiasi cosa che si muova , commestibile o no.
Pertanto prende qualsiasi tipo di lavoro che gli venga offerto che lo sappia fare o meno.
Lo Squalo è affidabile , freddo ed è come il Signor Wolf di “Pulp Fiction” …” risolve problemi.

Ciò nonostante capita che anche allo Squalo capitino lavori che proprio NON ha voglia di fare.

Tenete presente che i lavori che i Pesci Branco rifilano sono generalmente casi di emergenza, scarti o in generale grandi rotture di palle.



Il pesce Art Director chiama lo Squalo (generalmente mentre questo nuota dormendo) e gli dice.

”Ci serve per ieri” divertente modo di dire che tradotto dal linguaggio dei creativi significa

“Siamo di nuovo nei casini. Il disegnatore ci ha mollati e noi (per quanto siamo fighetti , sinistrorsi alternativi e comunicativi ) non sappiamo cosa cazzo fare…”.

Questo tipo di lavoro è una grande rottura di scatole SEMPRE.
Perché è di solito un lavoro già iniziato, perché il CLIENTE (con cui voi Squali non avrete mai nessun contatto) è sempre un rompicazzo di prima qualità e perché i Pesci Branco pur non essendo in grado di portare a termine il lavoro non rinunceranno a tritarvi le parti basse fino alla dimensione del plancton marino.

A niente servirà il vostro latente desiderio di NON accettare quel lavoro…questo perché (seguendo i principi delle leggi di Murphy) per quanto cercherete di NON farvelo i Pesci Branco insisteranno per affibbiarvelo.

Voi gli chiederete un anticipo (sicuri che loro svaniscano nel nulla come sempre accade nominando qulla parola ) e loro accetteranno.

Voi chiederete il pagamento alla consegna (sicuri che loro vi denunceranno per molestie sesuali) e loro ve lo concederanno.

E a nulla serviranno le vostre lamentele su quanto siate pieni di lavoro oberati dai problemi familiari e sopraffatti dagli impegni…i Pesci Branco vi lusingheranno e vi “impaneranno” in vasellina ed altri lubrificanti fintano che non accetterete.

Una volta preso l’incarico il Pesce Art Director inizierà a mandarvi stringate e mail con chilometrici allegati in cui vi indica tutte le fastastiche tempistiche e metodologie varie richieste …nonché un profilo dettagliato del disegnatore (del cazzo) che li ha mollati.
Tenete presente che tali disegnatori sono tanto inaffidabili quanto BRAVI ed incommensurabilmente insuperabili…
Quindì a voi non verrà permesso di fare il lavoro come se fosse vostro ,ma dovrete (Sempre) cercare di imitare lo stile della testa di cazzo che vi ha preceduti…

Tale stile sarà sempre il frutto di incredibili "pippe mentali" del suddetto disegnatore , nonché tecnicamente irriproducibile perché Dio solo sa come ha fatto a farle…

E alla suddetta domanda “Ma almeno sapete come ha fatto a farle?”
I Pesci Branco risponderanno “Con Photoshop”…

Che più o meno è come dire “l’uomo è fatto di carne” ad un chirurgo alieno per spiegargli come fare un trapianto di cuore tra due terrestri.

E va bene! Lo SQUALO non si tira indietro e si mette al lavoro, ovviamente NON riesce a ripetere perfettamente lo stile del compianto testa di cazzo che lo ha preceduto ,ma riesce ugualmente ad ottenere un lavoro dignitoso.

“OTTIMO, BUONO, BELLO…”
replicano i pesci Branco nuotando intorno allo SQUALO…
“Non perfetto ,ma più che sufficiente …” (notate come la valutazione scenda rapidamente verso il basso…) ..

“Ora …” continua il pesce Branco Art Director “ a noi andrebbe benissimo così…ma vedi…il cliente lo vuole un po’ diverso…”.

“E come cazzo sarebbe un po’ diverso?” vi chiederete voi…

“Un po’ più … luminoso, vivido, illuminato, d’impatto, scuro, marcato, soffuso …” e la sempre attuale “ PIU’ DECISO…”.

Che cosa tutto ciò significhi ovviamente non è dato saperlo ,ma alla fine di questa discussione vi viene mostrata un‘illustrazione ,generalmente la stessa con cui vi stanno tritando le palle dall’inizio , (e di solito anche stampata male, sfocata e sbiadita…).

“Purtroppo abbiamo solo questa…” commentano dispiaciuti i Pesci Branco maneggiando il fottuto pezzo di carta come se fosse una reliquia religiosa.

E di nuovo vi trovate a fissare il disegno o l’illustrazione che il vostro predecessore (testa di cazzo) ha realizzato in cinque minuti prima di decidere di mollare il lavoro ed andarsene in vacanza.

“Io posso farvelo con il mio stile.” Direte voi sottolineando che già vi stanno fumando e che quelli con l’aqua alla gola (pesci o no) sono loro e NON voi…

E tutti gli altri prenderanno anuotare come impazziti dicendo “Sssìììì, lo sappiamo! Nessuno ti chiede di fare una cosa uguale! Non vogliamo importi schemi o stili, non devi sentirti obbligaro…ma di fatto lo vorremmo così…”.

Voi annuite prendendo la reliquia che confidate di cacciare nel Water alla prima occasione e ve ne andate consapevoli che farete come cazzo vi pare a voi e che loro accetteranno qeullo che farete o si attacheranno al primo Pesce Tram che passa…

A questo punto qualcuno di voi potrebbe pensare che per il buon proseguimento del rapporto professionale sarebbe meglio essere prudenti remissivi e disponibili…

Niente di più sbagliato.

L’errore di fondo che molti commettono (ma non gli SQUALI) è la convinzione che i Pesci Branco in seguito si rivolgano di nuovo a voi…. ERRATO.
ERRATISSIMO.

I Pesci Branco già vi odiano per il semplice motivo che hanno dovuto ammettere di non sapere fare un cazzo.
Vi odiano perché gli siete stati segnalati da altri e vi odiano perché hanno dovuto accettare le vostre condizioni…inoltre vi odiano (più di ogni altra cosa) perché non siete come loro e NON siete LORO.

Quindì appena finito questo lavor vi diranno “ci sentiremo presto per altre collaborazioni!”. Metteranno il vostro biglietto da visita nel loro raccoglitore, la vostra e mail nel loro database dopodichè svaniranno nel nulla dimanticando di avervi mai conosciuti…

Ecco perché ogni pesce SQUALO che si rispetti deve sempre (un po’ per un personale codice e un po’ per il gusto di farlo…) cercare di metterlo sotto la coda ai PESCI BRANCO…

SEMPRE.
E’ un imperativo morale.

Per fare questo esistono molti modi , alcuni definitivi ,ma anche troppo devastanti (come prendere l’anticipo e poi raggiungere il vostro predecessore in vacanza…) , altri più equilibrati e civili…

Il più diffuso è quello del cosiddetto “TEMPOREGGIAMENTO”…La dinamica è semplicissima e già affrontata in altri post (come LA SCADENZA) il concetto è che voi dovete fare il lavoro nel meno tempo possibile , infilarlo in un cassetto e poi inviarlo un pezzettino per volta…(molto lentamente) in modo tale che alla fine i vostri committenti non siano più preda di ansia o agitazione ,ma di vero TERRORE…

Per aumantare l’effetto drammatico di tutto ciò inviate ogni tanto qualche file danneggiato, con dicitura errata o meglio ancora sbagliato ,ma apparentemente corretto…
Lentamente vedrete riaffiorare la già citata Sindrome di Stoccolma…e se all’inizio vi avranno ROTTO LE PALLE per ogni virgola ,man mano che passa il tempo osserverete un aumento della loro disponibilità , nonche della loro umiltà…
Verso la fine accusate malori , depressioni e sconforti…ponetevi in una posizione di totale disarmante sconfitta….e intanto ovviamente continuate a fare i vostri veri lavori…quelli che vi danno da vivere sul serio e che vi vengono commisionati da persone serie, responsabili, oneste e soprattutto NON boriosamente piene di se come i fottuti Pesci Branco in questione.
Quando poi (alla fine) avrete quasi ultimato il lavoro tenetevi una piccola garanzia…tenetevi un file o comunque qualcosa di minimo ,ma essenziale che consegnerete solo al saldo finale.
Fatevi pagare…dopodichè a seconda della vostra indole potrete anche salutarli da amici con un amichevole colpo di pinna o togliervi la soddisfazione di mandarli tutti quanti a quel paese…

Non vi preoccuate se tutto ciò sembra essere terribilmente POCO professionale…non temete se qualcuno vi dirà che così li perderete come clienti…perché in realtà non lo sono mai stati…

Non abbiate paura perchè... E'BELLISSIMO NUOTARE LIBERI…

13.1.07

IL FORUM

In un tempo in cui i cellulari non esistevano ancora (e il massimo dell’informatica casalinga era un commodore 64 ) la distanza che separava gli Autori del mondo del fumetto dai suoi lettori era incredibilmente grande, a volte così incolmabile da non riuscire neppure a sapere che aspetto essi avessero…talvolta se ne intravedevano rare foto (rigorosamente in bianco e nero) che comparivano in redazionali (dalla dubbia qualità cartacea) dove si riferiva di lontane ed elitarie convention a cui solo pochi fortunati abitanti locali riuscivano a partecipare.
Erano i tempi di Alan Ford, di Luciano Secchi e di altri infiniti autori, addetti ai lavori e professionisti del fumetto in generale la cui voce affiorava al massimo da poche rubriche , nelle quali per altro ognuno parlava dei fatti suoi, intraprendendo di volta in volta discussioni con questo o quello (più che altro con se stessi) per sfogare personali insoddisfazioni o questioni varie.
Memorabile il periodo in cui Max Bunker furoreggiava sul suddetto Alan Ford , esasperato, perché non ne poteva più dei lettori che rimpiangevano il grande Magnus…
Erano tempi a loro modo “bui” , in cui il rapporto tra autori e lettori era inesistente , ma al tempo stesso era anche un tempo MIGLIORE…
In parte sicuramente per il fattore nostalgico che accompagna tutte queste cose ,ma un po’ anche per un’oggettiva diversità nella qualità del rapporto con i propri miti, perché all’epoca nessun autore si sognava di dare spiegazioni su questa o quella storia e i disegnatori stessi erano figure leggendarie che operavano nell’ombra e di cui si sapeva solo nome e cognome…a volte addirittura solo uno pesudonimo.

Per molti anni tutto ciò continuò così e pur mutando nei dettagli (le convention si fecero più numerose, gli aventi più pubblicizzati) la sostanza non variò tantissimo…

E poi arrivò INTERNET…

All’inizio non accadde niente….non ci furono grandi esplosioni immediate o proliferare di siti e banche dati… i “SENTI MA” (leggi il post GLI DEI DEL FUMETTO per saperne di più…) erano ancora primitivi , la loro postura (non ancora del tutto eretta) aveva ancora la forma delle sedie su cui avevano letto tonnellate di fumetti e i loro cervelli (seppur già mutati nei secoli) non avevano ancora sviluppato le loro capacità internautiche…
L’approccio fu lento e in alcuni casi perfino diffidente perché così come il DVD era (secondo molti) più “freddo” del VHS , INTERNET era un mezzo bizzarro, costoso e inizialmente alieno.
Poi , lentamente, ( simili a pesci che piano, piano abbandonano l’acqua e si incamminano verso la terraferma ) i SENTI MA si avvicinarono a queste nuove tecnologie…
Inizialmente ad avvicinarsi al nuovo mezzo furono quelli con un retaggio TECNOLOGICO … gli ingegneri, gli elettronici ,i fruitori degli Istituti Industriali di mezzo mondo furono i primi a mettere le mani su un modem ,ma anche quando ciò avvenne il risultato non coinvolse immediatamente il settore del fumetto, a dire il vero (conoscendo la natura dei SENTI MA e dei maschi in generale) è ipotizzabile che la prima cosa in assoluto che ogni utente abbia cercato in rete sia stato un sito PORNO….

Tuttavia ben presto una variante specifica del SENTI MA si imbatte in internet…gli scienziato anni dopo chiamarono questo soggetto zero SENTI MA FUMETTOFILIS…

Il Fumettofilis si avvicinò timidamente alla tastiera del computer…probabilmente l’annusò diffidentemente e poi si guardò intorno…
Osservò le pile e pile di fumetti che affollavano le sue librerie e il suo primitivo cervello stabilì il primo collegamento possibile : FUMETTO- TASTIERA- INTERNET- COMPUTER…
I primi tentativi probabilmente furono disastrosi…magari cercò di infilare i fumetti dentro la presa del modem , forse grugnì parole magiche prive di senso (KLATU VELATA NIKTO!) agitando il mouse …ma poi qualcosa cambiò (molti sostengono che gli apparve un monolito nero nella sua stanzetta…)…
Il Fumettofilis si battè il mosuse sul pettò e lo scagliò in alto (verso il modellino del Millennium Falcon appeso al lampadario) e niente fu più lo stesso…

MOLTI ANNI DOPO… (se vi fa piacere potete immaginarvi anche lo “zarathustra” di Strauss in sottofondo…).

I SENTI MA si sono evoluti ed ora hanno un aspetto quasi umano, nonostante abbiano ancora una postura leggermente inclinata (dovuta per lo più agli zainetti con cui vivono in simbiosi) ne esistono adeso infiniti modelli ,di infinite età ed infinitamente specializzati.
Ci sono SENTI MA cinefili, collezionisti, miniaturisti, audiofili, fetisciti, pornofili (questo quasi tutti) ed ovviamente FUMETTOFILI…
Dagli albori della nascita di INTERNET i SENTI MA FUMETTOFILIS hanno costruito un intero universo di dati che in qualunque parte del globo fornisce infinite informazioni su TUTTO ciò che riguarda il mondo del fumetto.
CHI ha disegnato COSA, in che numero l’UOMO RAGNO perde i poteri per la prima volta, quante golette avvista Corto Maltese nelle prime opere di Pratt, quante volte Druuna si fa violentare da alieni iperfallici, e l’intera linea genalogica di Paperino & co.
Qualsiasi tipo di informazione è ora disponibile ed oggetto di scambi, di analisi e valutazioni continue ed ossessive.

“Perché nel numero 118 dei Fantastici 4 la Torcia Umana ha il costumino rosso anziche blu?”
“Perché i personaggi della Disney portano i guanti?”
“Quanti sono i film realizzati dall’intramontabile animatore nipponico Okuto Stikazzi?”


E così via….

Fatto sta che a un certo punto anche questo tipo di comunicazione non fu più sufficiente…
I normali telefoni prima e le E mail dopo non erano più adeguati a smaltire la quantità industriale di informazioni che i SENTI MA dovevano trasmettersi… e poi accadde qualcosa di nuovo.

Nessuno sa esattamente come ed è probabile che non fu un solo individuo ,ma per comodità gli storici preferiscono identificare il primo accesso ad un solo ,immaginario, SOGGETTO X.
E così, un oscuro giorno di un oscuro anno un SENTI MA prese coscienza delle potenzialità dei nuovi mezzi a disposizione e diede vita ad UN FORUM…

La leggenda dice che lo schermo un attimo prima fosse nero come le profondità dello spazio e che un istante dopo una timida scritta verdastra apparve dal nulla…la scritta diceva:

“Ciao RAGA!”

I primi approcci furono come sempre timidi e confusi…
I primi SENTI MA FUMETTOFILIS FORENSI entrarono nel forum presentandosi con nome e cognome…

“Salve! Sono Giovanni Gambaldi…Senti ma è vero che mi sentite di là?”

Ma ben presto gli utenti si resero conto che potevano abbandonare le loro banali esistenze e volare come splendide falene verso la LUCE.

Arrivano i nickname…

LOGAN 78, FENICE85, XAVIER 98 (Gli x Men avavano fatto più vittime dell’eroina…).

In pochissimo tempo i FORUM si moltiplicarono, si diffusero e raggiunsero quantità inimmaginabili.

Se un tempo personaggi come i sopracitati Magnus , Max Bunker , Jack Kirby, Stan Lee e tutti gli altri erano irraggiungibili e quasi mitici oggi l’unico limite era quello dalla MORTE.
Perché a parte quelli già schiattati TUTTI gli altri erano finalmente raggiungibili almeno dal punto di vista delle news e degli aggiornamenti vari.

Volevate sapere quanto pesava Sclavi?
Il forum lo sapeva.
Chi colorava gli spazi neri delle vignette di Magnus?
Che tipo di vino preferiva Bonvi?
Come si chiamava l’infermiera di Charest dopo il suo incidente?

Il FORUM, IL FORUM e ancora il FORUM lo sapeva. SEMPRE.


E la cosa più bella era che non era un’entità astratta a saperlo (o un dato proveniente da chissà quale database) ,ma sempre un informazione DIRETTA e personale da qualcuno che lo sapeva per certo.

“Bonvi preferiva i lenzuoli di lino” asserisce convinto Bomboniera 71.
“Lo so perché conosco un disegnatore che gli cambiava le federe.”

“Scusami se ti contraddico” replica CASTAGNETTA 75 “conosco il disegnatore a cui ti riferisci perché è mio cognato ed è qui accanto a me. Erano lenzuoli di cotone”.

“Ehi raga! Guaradate che (non posso dirvi come) ma io ho qui dentro una provetta il cervello di Bonvi e mi comunica mentalmente che a lui piacevano lenzuola di seta!” CERVELLOPRIMARIO.

Ben presto però i FUMETTOFILIS FORENSI (per altro dotati di un limitato senso dell’umorismo) scoprirono che NON sempre riuscivano a capirsi del tutto.

Se LOGAN 78 faceva una battuta, FENICE 85 se ne risentiva perché pensava che gli avesse offeso la mamma.
Se OTTOPALLE replicava stizzito che lui ce l’aveva DURO (il cartonato), Daniela Beta ci rimaneva male perché lei non ne aveva trovato ancora uno (di cartonati…).

Allora un uomo tra la folla si alzò , si fece avanti camminando sulle acque ed inventò le FACCINE…

“Ehi Raga! Oggi mi sono sparato in vena un’intera serie di Julia!” esordisce Bomboniera 71.
Silenzio tra gli altri forensi… è davvero possibile liquefare ed iniettarsi una dose di fumetti?
Immaginateveli lì mentre valutano come infilare i fumetti dentro al frullatore e già ce ne è uno che risponde in rete

“Ma così non si sciupano gli albi?”

“Ah , scusate…” replica BOMBONIERA 71 e riscrive la prima frase aggiungendo la FACCINA che ride.

“Ahhhh…” esclamano all’unisono tutti i connessi.
Quindì quando c’è la FACCINA scherza!
E ‘ una BATTUTA…come quando Ben Grimm prende in giro la TORCIA UMANA o come quando l’Uomo Ragno scherza con Goblin durante gli scontri come ad esempio nel nmero123 in cui Gwen Stacy muore.

E da lì in poi è una vera festa!

Le FACCETTE si moltiplicano e arrivano quelle che strizzano l’occhio, quelle arrabbiate, quelle furenti, quelle che arrossiscono,quelle che fanno la linguaccia, che strabuzzano gli occhi, che s’incazzano e che si masturbano.
I SENTI MA impazziscono per queste cose e nei FORUM più evoluti compare anche la moda di inserire una propria immaginetta, un’avatar e un motto che contraddistingua la psicologia dell’utente.

CICCIO PAGLIAZZI – Dio ci odia e in culo alla balena.
TENERA MAMMOLA – Le stelline di Dio ci guardano dall’alto e resistere è inutile ai Borg.
LOGAN 78 - SNIKT!

E giù immaginette varie! Vignette copiate da fumetti, disegnate alla meglio, o foto incollate in cui non si vede mai un cazzo…
Stranamente nessuno o quasi OSA mettere una propria e reale foto…perché si chiedono alcuni?

Le correnti più estremiste ( e razziste) sostengono che ciò avvenga perché i FUMETTOFILI non amino la propria immagine ed in generale perché vivano incollati alle loro sedie , fusi con la plastica delle poltroncine girevoli e che al massimo si mostrino alle convention di Star Trek una volta all’anno…(due se c’è una reunion) vestiti da Klingon.

“Perché cos’hai contro quelli vestiti da Klingon?” scrive indispettito GILDESTERNE , amante dei vampiri e cultore della piccola e succintamnte gustosa Buffy.

Ma la verità (libera dalla pregiudizi dei NON SENTI MA) è che ai FUMETTOFILI piace semplicemente sognare, ed essere liberi dai vincoli della propria immagine.

“Non ci trovo niente di male a vestirmi da Klingon…”
(Okay. Ora però datti una calmata GILDESTERNE e vai a giocare con la baklavvakazzo si chiama Klingon!)

L’incessante evoluzione dei forum si sposta rapidamente nell’iperinformazione di settore e in breve tempo non si parla più di chi è più forte tra Hulk e la Cosa (retaggio ormai superato delle menti ingenue degli anni settanta) ,ma su CHI disegna COSA, QUANDO e COME…

Gli autori un tempo leggendari e irraggiungibili divengono oggi alla portata di tutti e di loro si sa OGNI COSA.
Che tipo di pennarello usa Jim Lee, l’E mail , di Alan Silvestri , l’indirizzo di Cavazzano e che misura di reggiseno ha la donna di Serpieri.

SI SA TUTTO e si discute DI TUTTO.
Dalle storie che sono state scritte ,a quelle che verranno scritte a quelle che probabilmente alcuni autori hanno intenzione di scrivere ,ma che non lo sanno ancora.
E si sa tutto DI PRIMA MANO.
Dall’amico del cugino di UNO che lavora alla Bonelli o da una ragazza ragazza che fai i pompini al maggiordomo di Manara.

Sono infomazioni SICURE certe , da non mettere in discussione e che suscitano apprensione e stupore.

“WOAA ragaz! Ma davvero faranno un Texone cartonato con copertina di pelle di daino?”
chiede BAMBIOTTUSO 78.

“Sì, lo so per certo perché mio padre vende daini. Pare che lo disegnerà il Parmigianino.”
Risponde BIGABALLS 69.

“Scusate sono nuovo. Sapete dirmi cosa devo fare per andare in bagno?
Posso disconnettermi senza perdere il filo del discorso o devo farla qui davanti al computer?
Siete troppo forti ragaz! Che bella discussione! Il Parmigianino è quello che ha fatto la miniserie dei Vendicatori, vero?”
VOLPONE 76.

“Proprio lui. Pare che per fare una tavola ci metta 105 anni e pensa che disegna con la bocca perchè ha perso gli arti nella guerra in Vietnam” BIGBALLS 69.

L’escalation di informazioni è talmente FUORI CONTROLLO che a un certo punto tra la massa di FUMETTOFILI qualcuno sente il bisogno di intervenire e di rimettere le cose a posto e così ecco che all’improvviso una nuova voce si fa avanti e dice:

”Salve ragazzi. Sono Levito Burtolini. Alcuni di voi si ricorderanno di me come l’autore delle storie numero 12 , 45 , 67, 89,. 106 , 450, e 789 di Roddy Vulva. si solito non entro nel merito di queste discussioni e non intervengo se non è proprio necesasario ,ma guardate che vi sbagliate…
La pistola di Roddy non ha il calcio in madreperla ,ma in MADREBURLA…ricordate che gliel’hanno date gli alieni MANDRIVORI del pianeta AGAZZZ’SLOT?”


E cala il silenzio…

Per un attimo tutti tacciono perché costui non è un COGLIONAZZO qualsiasi ,ma è UN AUTORE.
UN DISEGNATORE.
UN DIO DEL FUMETTO incarnato in rete…

Le prime reazioni sono timide.

“OMMIODDIO RAGAZZZ. Non ci posso credere! Non ero così emozionato da anni!”
SOLOLIKEADOG 66

L’autore all’inizio se la tira un po’…nicchia, si fa pregare per rivelare informazioni assolutamente riservate, corregge il tiro delle discussioni, rivela trucchetti ed anticipazioni e poi ci prende gusto…

Dopo il suo esordio cominciano ad apparire i suoi emuli…colleghi, concorrenti, autori del sottobosco, raccontaballe e impostori vari tutti presi della frenesia della fama in rete.

E se all’inizio le informazioni vengono letteralmente estorte agli autori BEN PRESTO il meccanismo di celebrità crea assuefazione e questi fanno di tutto per essere ascoltati e seguiti.

“Ciao RAGAZZI. Sono Levito Burtolini. Avete visto la mia ultima storia? Eh, l’avete vista?
Questo mese ho usato 20 chli di retini anziché i soli 18, volete sapere dove li compro? No, perché io non uso il computer , li metto a mano, vi interessa?”


“Ciao Berto. Scusa ,ma sei storia vecchia. Ehi RAGAZ avete visto le nuove WINXS?”
SCAZZOBOY 91

“Ehi ragazzi , sono sempre Levito burtolini, io ho anche disegnato le Winxs …per i miei figli…ve ne ho mai parlato?”

“Scusa Berto ,ma io sapevo che voi disegnatori eravate sterili! °___°”SCAZZO BOY 91.

Quello che ben presto diviene evidente è che un eccesso di presenza crea un effetto di DEMITIZZAZIONE… e gli stessi lettori cominciano a smontare le sceneggiature dei loro idoli, a criticare i disegni e suggerirne gli sviluppi.

“Certo che quella storia dei vampiri sarebbe stata meglio se c’erano pure degli zombie atomici , no? Voi che ne dite? VOTATE A FAVORE?” chiede CERVELLOPRIMARIO.

E da questa semplice frase scaturisce un importante e geniale trovata…

IL VOTO…

In effetti qualche migliore modo di esprimere il proprio giudizio se non quello di dare un voto su TUTTI i nostri beniamini del fumetto?

E così nasce il miglior Fumetto.
Il miglior autore.
Il miglior personaggio femminile.
Il miglior personaggio maschile.
Il miglior comprimario di serie femminile, per pubblico maschile di avventura a copertina rigida colorata a colori col lettering fatto a mano del cazzo.

E loro votano.
Votano.
Votano.

Votano con una dedizione ed un trasporto senza uguali.
Si scapicollano e si AMMAZZANO per fare in tempo a votare perché se fai tardi sei FUORI e sei FUORI potesti anche fermarti a pensare a cosa cazzo stai facendo e decidere di uscire a prendere una boccata d’aria…magari a correre o incontrare qualcuno che ti salvasse da questo delirio…

“CIAO RAGAZZZZZZZzzzzzz. Pietà. Ho fatto un incidente , bacino rotto, ucciso un pedone (FACCINA) ,ma faccio in tempo a votare?
Secondo me miglior fumetto Roddy Vulva! Ecchecavolo avete visto che retini?!”


Votano, discutono, si scambiano informazioni , si parlano , scrivono e la loro presenza è inversamente proporzionale agli impegni nella loro agenda e quando il sabato, e la domenica tutte le E mail tacciono (perché la gente esce, e VIVE) loro scrivono, scrivono, e scrivono ancora…

“EHI RAGAZZ!” esclama una voce impalpabile che arriva dal nulla e quella voce non ha un volto,ma ne ha mille…a volte felici o comunque sereni…molto più spesso un po’tristi, un po’ soli…persi dietro ad un modo che non c’è…eppure così vero e ospitale…da accoglierci tutti.

“Ragazz…c’è nessuno la fuori?”

“RAGAZZ?!”

12.1.07

L'AMICA

Esistono due tipologie fondamentali di amiche.
Le amiche con cui non avete mai desiderato fare sesso e quelle che vorreste farvi da una vita senza avere mai avuto il coraggio di provarci.

L’AMICA CHE NON AVETE MAI DESIDERATO FARVI.

Nel primo caso la questione determinante non è che lei sia impegnata, sposata, metodista, lesbica , o fatta di plastica gonfiabile ,ma che in qualche modo NON risponde ai vostri canoni estetici.

E’ troppo bassa, è troppo corta, cellulitica, cubica, sdentata , somigliante ad un tostapane o semplicemente il guardarla vi stimola quanto fissare un termosifone…
Tutte considerazioni tristi perché al tempo stesso nessuno vi capisce come lei.


Ride alle vostre battute ,ritiene che voi siate un genio, non vi giudica, vi apprezza per ciò che siete, condivide i vostri hobby e passioni (tollera perfino che leggiate fumetti ) e più in generale non vi rompe MAI le palle.
La vostra AMICA è esattamente tutto quello che avreste voluto trovare nella donna con cui state …eccetto (OVVIAMENTE) l’aspetto fisico…
Questo vi ha fatto fantasticare più di una volta su improbabili TRAPIANTI di cervello tra l’una e l’altra , senza rendervi conto che però tutto ciò sarebbe estremamente complesso e forse inutile.
Non tanto per le difficoltà tecniche (la chirurgia fa progressi ogni giorno) quanto perché la vostra AMICA smetterebbe di essere così affine a voi nel momento stesso in cui diviene la vostra compagna…

Fatto sta che, prima o poi ,arriva sempre il momento in cui farete un pensierino anche sulla vostra amica…

Forse capiterà a quella noiosissima cena a cui vi hanno costretto ad andare.
Forse succederà la sera in lui lei vi raccontava in lacrime le “cose sporche” che il ragazzo le chiede di fare… o magari succederà la sera che voi le racconterete le “cose sporche” che la VOSTRA ragazza NON vuole fare…

In ogni caso c’è sempre un momento in cui una semplice ,ma significativa parola vi compare in testa : “CHISSA’?”

Chissà come starebbe in tacchi alti.
Chissà cosa nasconde sotto quei golfini deformanti.
Chissà se è bionda dappertutto ecc. ecc.


Ora …prima di passare dalla fantasia all’attuazione pratica di questi vostri capricci è bene che teniate presente che esiste un PRIMA ,ma (ahimè) anche un DOPO ed è bene che ricordiate che la vostra cara amica è pur sempre colei che il vostro cinico occhio giudica troppo corta, troppo tonda, poco lunga, ecc. ecc. nonché è necessario ricordare che purtroppo la vita non è munita di sedili eiettabili che all’occorrenza vi permetteranno di espellere nel vuoto la vostra malcapitata (ex) amica…
Al contrario tenete sempre ben presente che la vostra amica da quel preciso istante (il DOPO) cesserà di essere tale e diverrà UN’ALTRA COSA il cui livello di attaccamento nei vostri confronti sarà INVERSAMENTE proporzionale a quanto poco ve ne importi a voi.

Se il vostro unico pensiero sarà “abbiamo sbagliato” e “Ci si vede domani!” , sappiate che lei sarà già nella fase “Ero certa che sarebbe finita così. Andiamo a vivere insieme.”
A nulla varrà ricordarle quanto era bello il vostro rapporto PRIMA e ancora meno servirà maledirsi per essersi voluti togliere lo sfizio di vederla in mutande.
La triste verità è che in brevissimo tempo (istanti) lei si trasformerà nel vostro peggior incubo tempestandovi di sms e usufruendo in più della sua profonda conoscenza dei vostri gusti …cosa che vi rovinerà perfino i più semplici piacerei della vita.

“Ciao. Sono io. Stasera c’è la maratona Star Trek. Pensavo di vestirmi da Klingon e venire da te…”

Quando sarete arrivati a questo punto vi resteranno poche scelte per liberarvi del peso che vi siete legati al collo.
Dirle frasi tipo “io non ti merito” sarà assolutamente inutile perché lei vi amerà ancora di più.
Farvi beccare in pubblico con la vostra ragazza (fica) a slinguazzare potrebbe avere effetti devastanti degni di “Attrazione fatale”.
Pertanto non vi rimane che farla salire sulla vostra auto (ancora vestita da Klingon) imboccare la più vicina autostrada e buttarla fuori dall’auto in corsa.
Certo…per qualche chilometro vi inseguirà ,ma poi la natura farà il suo corso…


Qualsiasi decisione prendiate ricordate però che:

1) avrete perso irrimediabilmente la vostra migliore amica (spesso senza che ne valesse la pena perché gli autoreggenti le stavano di schifo).
2) Dio vi odia e ve la farà pagare per questa vostra ennesima ,immonda azione.

Il secondo punto in particolare (Dio vi odia) è importante quando vi troverete nella condizione esattamente opposta.

L’AMICA CHE AVETE SEMPRE DESIDERATO FARVI SENZA MAI PROVARCI.

La persona in questione la conoscete da anni, è collega di lavoro, amica di amici, sorella del vostro migliore amico o (peggio che mai) amica della vostra ragazza.
Non sempre sapete dire esattamente cosa vi piaccia di lei , a volte è l’insieme , talvolta un dettaglio come gli occhi , la bocca o le mani ,ma più in generale la vostra amica vi fa semplicemente un gran SESSO.
E’ una questione di alchimia chimica, di ormoni o neuroni impazziti, è Dio che si diverte è il folletto skizzato che vive nella vostra testa (o nel basso ventre) ,ma in ogni caso dalla prima volta che l’avete vista avete sentito un pizzicore da qualche parte.

Se l’alchimia è reciproca e funziona nei due sensi basterà scambiarsi uno sguardo e vi passerete più dati in un secondo di quanto possa fare qualsiasi fottutissimo bluetooth , MA…
(ed ecco la cosa veramente divertente) NON sarete MAI del tutto convinti che lei provi la stessa cosa per voi.

Questo porta di solito all’instaurazione di un rapporto solido fatto di reciproca stima, confidenze, collaborazioni lavorative, affinità intellettuali ecc. ecc. ed in più (per legittimare questo strano ed ambiguo rapporto) si tenderà ad allargare tale interazione ai reciproci partner, quasi ad auto legittimarsi (o convincersi) che VA TUTTO BENE e che nessuno desidererebbe aggirarsi nudo nel letto di dell’altro…
Ecco così che ci si ritrova a cene, ultimi dell’anno, aperitivi e cazzate varie il tutto all’insegna del politically correct e della reciproca fiducia…
Certo…prima o poi la vostra compagna vi chiederà qualcosa tipo “Ma tu (nome delle tipa) te la faresti?”Ma per superare tali momenti sarà sufficiente qualche anno di recitazione all’actor studio dei maschi e una risposta veloce: “Ma dai! E’ solo un’amica.!Oh, guarda cominciano i Simpson in TV!”

Tali situazioni tendono ad assumere nel tempo la condizione denominata “DORMIENTE” per cui la vostra vita e quella della vostra amica continueranno a navigare parallelamente senza mai incrociarsi e attraversando reciproche relazioni, separazioni, riavvicinamenti ecc. ecc.
Il tutto intervallato da simpatiche cene, incontri di lavoro, occasionali passeggiate e simili durante i quali voi vi accerterete ogni volta che il di lei sedere sia sempre nell’ottimale condizione in cui lo ricordavate.

Tutto questo può durare anche lunghissimi anni fino a che Dio ,(o chi per lui) prenderà la decisione di dare una brusca sterzata alle vostre rotte di navigazione.

I motivi possono essere i più disparati.

La ospitate a dormire da voi dopo che ha perso un treno.
Inciampate finendole con la testa nel reggiseno.
Un meteorite distrugge la civiltà umana e rimanete solo voi due.


In ogni caso ciò che accomuna tutte le infinite tipologie di situazioni è L’ALLINEAMENTO e
L’ AVVICINAMENTO.

L’ALLINEAMENTO è quando voi e lei vi ritrovate entrambi liberi, feriti, soli o semplicemente arrapati…
L’AVVICINAMENTO è quando entrambi (in conseguenza dell’ALLINEAMENTO) vi ritrovate ben più vicini dei consueti 50 cm di sicurezza che devono SEMPRE dividere un uomo da una donna…

Quando queste due condizioni vengono a presentarsi il resto è automatico e possono presentarsi due situazioni:

il vostro acuto senso maschile ha fallito ancora una volta e quando cercate di baciarla lei urla, vi allontana con una pedata e fugge nella notte per denunciarvi il mattino dopo.…

oppure CI STA…

Se il vostro senso animale non ha sbagliato e vi trovate in questa situazione avete appena fatto BINGO, TOMBOLA e GRATTATO un GRATTA E VINCI VINCENTE perché ci sono buone possibilità che anche la vostra amica abbia sognato quel momento per anni e che vi salti addosso aprendovi in due come un pollo.

MA…finito questo lungo, interminabile e meraviglioso momento dovrete fare i conti con un’altra realtà perché quella che si trova nel vostro letto e che conoscete da una vita non è più la vostra amica , non è neppure la vostra ragazza e non è neanche una che avete rimorchiato in un bar…lei è una cosa tutta diversa di cui voi non sapete assolutamente UN CAZZO!

“E’ stata una storia di una notte?
E’ stato un cedimento occasionale?
Ce ne saranno altri?
La rivedrò domani mai più?
Mi ridarà la collezione di Kamandi che le ho prestato l’anno scorso?”


Tutte queste domande non possono avere risposta e quel che è peggio è che molto probabilmente LEI , in quello stesso istante, se ne starà ponendo altre…

“Mio Dio ma a che ora ho il treno domani?
E il colluttorio l’ho messo in valigia?
Oh accidenti, ma le mutande che mi ha strappato chi me le ripaga?”



E da allora in poi qualunque cosa le direte non sarà più frutto della vostra mente ,ma di quella dell’unità di crisi che si è formata nel vostro cervello…

“Per prima coas dobbiamo cercare di puntellarla per evitare che ci siano cedimenti!” esclamerà il Capo Neurone.
“Abbiamo bisogno di più sedativi per tenerla tranquilla!” replicherà il Dottor Neurone (esperto in psicologia femminile).
“E LE SUE TETTE! AVETE VISTO CHE TETTE?!” urlerà Neurone l’Ormone mentre gli altri lo legano in una camicia di forza.

Per i successivi giorni (settimane e forse mesi) avrete uno strano stolido sorriso sul volto…sorriderete ripensando a Lei e in generale avrete un effetto MORFINA che vi renderà lieti e leggeri e tutto sarò bellissimo, positivo e pieno di prospettive… sarete felici quando la sentirete al telefono, sarete lieti quando le scriverete un e mail e quando finalmente la rivedrete sarete tranquilli e rilassati …e non vi preoccuperete minimamente se un giorno (proprio il giorno in cui vi siete vestito da Klingon) lei vi inviterà a fare un giro in auto, verso l’autostrada…
Salirete felici , metterete la testa fuori dal finestrino e vi godrete l’aria fresca con la lingua di fuori…
(Un consiglio: quel giorno indossate la vostra medaglietta col nome al collo…)

Dedicato all’animatrice dagli Occhi di Gatto.

12.12.06

IL NATALE

A Natale siamo tutti più buoni.
La gente continua ad ammazzarsi, i politici continuano a fregarci e la gente a stressarci, ma tutti ci auguriamo anche “Buone Feste”, e se anche ci scanniamo per un parcheggio poco importa perché ci aspetta l’albero, il presepe e il panettone.
E poi c’è l’atmosfera natalizia : i Babbi Natale spelacchiati agli angoli delle strade, le vetrine piene di cellulari ultimo grido, gli addobbi , le lucine e soprattutto ci sono i parenti che sono la cosa più importante.

Ci sono quelli stretti ,naturalmente, come i genitori, i nonni ecc. e poi ci sono quelli lontani, molto lontani e talmente lontani che per ricordarseli è necessaria una piantina genealogica.
Ci sono i cugini degli zii dei cugini e i nipoti e i prozii dei bisnonni degli zii e un giapponese con la macchina fotografica che non c’entra un cazzo , e che ha sbagliato comitiva.
“Come stai Ciccio ?” , esordisce la zia Beppa (in preda all’artereosclerosi più feroce) rivolgendosi alla pianta dell’atrio.
A ruota seguono tutto il repertorio di frasi celebri :
“Come sei cresciuto !” indistintamente rivolto al nipote di 55 anni e al geranio sul davanzale.
“ Fatti vedere come sei bello !”E la sempre attuale :
“Loro diventano più alti e noi più bassi !”

Non importa la vostra età. Non importa quanti anni di galera abbiate già fatto o se non siete la persona che loro credono…l’amore parentale è proporzionale al livello di Alzheimer dei vostri cari e la cosa più bella è che i geni non mentono MAI e ciò che vedete OGGI sarete VOI DOMANI…

Per i più piccoli il calvario non si ferma al verbale ,ma diviene fisico con abbracci soffocanti, odiose arruffate di capelli e la sempreverde strizzatine di naso con stropicciata di gota.

E non importa se ora state pensando “io non lo farò mai” perché la vita è una ruota e un giorno (se camperete abbastanza) sarete dall’altra parte…con i vostri tatuaggi sbiaditi e i vostri anacronistici piercing a parlare di cose preistoriche.


Completato il rito dei saluti (qualora vi si sopravviva) si passa all’apertura dei fantomatici regali e si ricevono flaconi di bagno Schiuma e bottiglioni di profumo che non useremo mai , vere cinture in finta pelle , golf fatti a mano e interessantissimi libri sull’ impollinazione artificiale.
Per ritorsione ci si vendica con improbabili accessori per cavatappi, sciarpe chilometriche e sgargianti cravatte.
L’intera operazione viene accompagnata dal “reciproco stupore” affidato alle individuali doti recitative dei soggetti.
E arriva così l’ora del pranzo che, preceduto da un immancabile preghierina per i meno fortunati ,consiste in :

antipasti misti con crostini ed affettati.
Primi assortiti con lasagne , gnocchi e maccheroni.
Secondi a scelta con arrosto, lesso , e chi più ne ha ne metta.
Dolce : pandoro, panettone , torrone , panforte e ricciarelli....
Frutta : tutta quella disponibile.
Spumantino , caffè e liquorino sfondatutto !
Il tutto accompagnato dalla consueta discussione sulla politica, o sul calcio.

Alla faccia dei meno fortunati che si dovranno accontentare della preghierina.

Dopodiché, a pancia spropositatamente piena, s’insinua implacabile
l’ abbiocco (o colpo di sonno) che serpeggia inchiodando il parentado davanti agli eterni imbonitori della “Domenica”...i Pippo Baudo della situazione (che saranno ancora vivi tra 2000 anni), mentre i più giovani si ammazzano a vicenda davanti alla playstation ultima versione, gli adolescenti vanno in centro a fare “lo struscio” e gli adulti (sì…proprio voi) meditano su quanto si stanno rompendo le palle.
Il pomeriggio si trascina così...sonnecchiando, con la zia Beppa che innaffia una lampada sul tavolo del soggiorno mentre i cuginetti cercano di far rotolare la nonna paralitica giù dalle scale.....finchè qualcuno riaffiora dal torpore della gestione e un grido si leva nel silenzio :
TOMBOLONE ! !
E il parentado si rivitalizza ! Resuscita e si scatena in impensabili liti per tenere il tabellone !
Alla fine la spunta la zia Teta , completamente cieca e costretta a leggere i numeri al tatto, ma incallita giocatrice d’azzardo (già gambizzata più volte per debiti di gioco).
Le puntate partono da pochi euro e poi salgono vertiginosamente per dare modo alla zia Teta di rifarsi .

In sottofondo i cuginetti riescono finalmente ad impalare la bisnonna sull’albero di Natale finto , quando qualcuno avverte che è ora di cena e a tutti non pare il vero visto che la zia Teta li sta ripulendo per bene.

E tutto ricomincia con gli antipasti, i crostini, gli abbacchi ,ma anche un brodino con tortellini…per digerire meglio…domani in fondo è S.Stefano e bisogna festeggiare…

E mentre gustate tutto questo socchiudete gli occhi ed assaporate ogni goccia, ogni istante anche noioso…perché il tempo passa e non torna più…

Dedicato alle persone a me care ed ai Natali della mia infanzia che non torneranno più …se non nei miei ricordi.

1112.06

IL CENTRO COMMERCIALE

Enorme , colorato e generalmente piantato nel mezzo del nulla della periferia, il centro commerciale si presenta come la mecca del consumismo e come tale ostenta INSEGNONE al neon , ALBERONI di natale posticci e OFFERTONE imperdibili che vi offrono due o tre di qualsiasi cosa voi vogliate (o NON vogliate) al prezzo di una.
Attorno a tutto ciò si accalcano nugoli di famiglie, famigliole, coppie, coppiette e single frustrati, che vagano tutti quanti accomunati da un unico, improrogabile ed assoluto desiderio: comprare, comprare, COMPRARE.
Ma voi ancora non potete beneficiare di tutto ciò , poiché al momento siete ancora nel piazzale antistante dove da 40 minuti girate ossessivamente in cerchio alla ricerca di un parcheggio che non troverete MAI perché ogni posto auto è sistematicamente occupato da colossali SUV metallizzati (che non hanno MAI visto una strada sterrata) che, (guidati da tronfi proprietari che compensano la propria insoddisfazione sessuale con un fuoristrada) occupano il doppio dello spazio.
In compenso l’ameno luogo pullula di bambini che si aggirano da soli, spingendo carrelli addosso alle auto in sosta, mentre le loro (Sante) mamme tentano inutilmente di parcheggiare la loro familiare nel posto riservato ai portatori di handicap.

Dopo 58 minuti di manovre e un numero consistente di imprecazioni a sfondo più o meno religioso scendete dalla vostra auto , vi accertate diligentemente in quale settore/corsia/numero di posto avete lasciato il vostro mezzo, (informazione che il vostro eccezionale cervello provvederà a cancellare immediatamente per ovvi motivi di spazio) dopodiché vi avviate finalmente all’entrata del centro commerciale dove venite immediatamente accolto dalle ossessive musichette natalizie: Jingle Bell , Merry Christmas , più l’ennesima fottuta raccolta dei QUEEN che Freddy Mercury (Dio lo abbia in gloria ,ma è difficile crederlo) ha compilato espressamente per voi dalla tomba.

E dopo pochi passi (inciampando rigorosamente in bambini SCIOLTI che sbavano e sputacchiano frasi senza senso mentre i genitori si scervellano per ritrovare l’auto) potete finalmente entrare nell’atrio dove vi imbattete subito con hostess più o meno discinte che , (lasciando vedere/non vedere) , vi fanno capire che hanno tette e cosce da urlo sotto quei corti abitini attillati.
Ciononostante (e il messaggio è implicito) voi non potrete mai beneficiare di tutto ciò se non acquisterete almeno un’auto a “soli” 24.999 euro.

Come? Non avete quella misera cifra inclusa nella quale vi viene fornito anche un fantastico navigatore satellitare?

Nessun problema perché comunque potrete farvi fare un finanziamento, ipotecare la casa di mamma e papà o vendervi un rene …qualsiasi cosa pur di essere COOL…

“Salve!” vi dice la Deborah di turno fissando un punto indefinito al largo della costellazione di Orieon e il suo sorriso è una cascata di denti al neon.
“Interesssssa?” chiede ambigua oscillando sul suo baricentro ,ma senza spostarsi quasi che fosse inchiodata al suolo.

E quando voi fate per aprire la bocca per spiegarle che col vostro lavoro del cazzo a stento potete permettervi un auto usata ,che state ancora spettando che vi paghino per quella cosa che avete fatto due anni fa , e che in ogni caso non avete un euro… lei è già passata ad un’altra costellazione ed esclama “ssssalve!” rivolta al capofamiglia di una famigliola felice che odora di mutuo.

Così voi ripartite solo per essere fermato tre metri dopo dall’imbonitore di fascia inferiore che , a differenza delle precedenti colleghe, mira ai minorenni/minorati vendendo suonerie e pubblicizzando radio “effemme” fighe per gente figa, figo, Yeahhh!”

“Raga! Su radio 104 Effeemme, tutti fighi ole, ole!” esclama il Dj Albertillo e la folla si agita nei loro improbabili giubbottoni pelosoni (che non hanno mai sentito il vero gelo) , scarponi anfibioni (che non hanno mai assaggiato vero fango) e con i loro sopraffini cervelli (che non hanno mai incontrato un vero neurone).

“Oh, molla!” commenta un fighetto leccato da una mucca rivolgendosi ad un suo simile leccato da una vacca.
“Figo” replica il "vaccato" passandogli il cicchino che (ahimè) non potranno comunque accendere perché viviamo in una società moderna e responsabile nella quale puoi fotterti i polmoni , ma solo se lo fai all’aperto.

E dopo aver superato un bambino obeso che a dodici anni ha già più colesterolo della vostra zia Pina (detta ZIA PINA LA MORTA CHE CAMMINA per i valori dei suoi trigliceridi) potete finalmente arrivare nel VERO e PROPRIO CENTRO COMMARCIALE che si presenta luminoso, variopinto e oscenamente stracolmo di cose di cui nessuno ha realmente bisogno ,ma di cui TUTTI NOI non possiamo fare più a meno.

Il vostro allenato cervello scarta subito il settore abbigliamento (vestite da cani da anni) , quello alimentare (non mangiate decentemente da anni) , arredamento e mobilia (affollato da coppiette gravide che sfornano bimbi a ripetizione) e puntate invece nell’unica VERA e significativa direzione:
HI FI, MULTIMEDIA, TECNOLOGIA , COMPUTERS e TELEFONIA VARIA e LA …(simile ad un labrador in calore ) correte preda di un eccitazione che a malapena i vostri pantaloni contengono.

In mezzo a vostri infiniti simili (prevalentemente maschi dall’occhio pallato e dalla salivazione accentuata) cominciate a muovervi tra scaffali e vetrine che di volta in volta vi propongono schermi piatti, ultrapiatti , talmente fottutamente piatti che potreste infilarveli in posti impensabili e poi monitor, computer , impianti stereo , proiettori a muro e cinque piani di telefonia che vi rallegrerà la vita quando sarete vecchi soli ed arteresclerotici…
Il tutto condito da conversazioni tra competentissimi commessi che cospargono di vaselina sprovveduti ,(ma tecnicamente preparati) clienti.

“Ma questo il sub wafer ce l’ha?” chiede un energumeno di due metri.

E magicamente il commesso non gli dice di andare a prendersi il wafer nel reparto biscotti ,ma gli risponde invece con aria seria e concentrata ,( come se i due si trovassero in una sala chirurgica alle prese con un trapianto di cuore), “Certo che ha il su wafer ed anche il differenziatore sequenziale a curvatura, il connettore I pod per il cordless bluetooth e il cavo usb, wap, rusp, woof! Woff!”

Ma più visibile di ogni altra cosa, troneggiante in mezzo alla sale , ecco la nuova droga tecnologica del 21° secolo , il moderno surrogato dell’affetto e della vita sociale ,ciò che sta all’uomo maschio depresso come lo zucchero alla grassona sfigata…

I DVD

Supporti ipertecnlogici dalla spropositata risoluzione che hanno rimpiazzato le obsolete vhs che per decenni vi hanno propinato a prezzi esorbitanti e che ora (irrimediabilmente sfaldate e sfocate) marciscono sugli scaffali insieme alle costose riprese del vostro primo matrimonio e della comunione dei vostri adorati bambini.


DVD di film recenti, degli anni passati ,rari, rarissimi , edizioni recuperate , rimasterizzate e con aggiunte scene tagliate , scene originali, venute male, o mai girate , nonché commenti degli autori , degli attrezzisti e qualsiasi altra stronzata che vi possa convincere a comprare l’edizione “DOPPIO DISCO” dell’ennesimo cofanetto di Guerre Stellari.

“Ce lo avete quello con i peli di Ciubbecca?” chiede un povero Cristo con un riporto che sfida le leggi della gravità.

Ma tutto questo non vi tange ne sfiora poiché voi siete andati ben oltre questo mero schiavismo consumistico e tramite l’amico ,di un amico , di un amico siete approdati alla ben più conveniente oasi del pirataggio informatico!
Grazie ad una comoda adsl (non è una malattia è un tipo di connessione) siete entrati a far parte dell’immensa comunità di furbi che si scarica l’impossibile da internet.
Dagli indispensabili cartoni animati di quando eravate piccoli (mentalmente si parla di ieri) , passando per gli immancabili porno (che non fanno mai male…) fino ai film appena usciti al cinema, ogni titolo può essere reperito semplicemente digitandone il nome ,ma ciò crea poi il successivo problema:
COME vedere i vostri film piratati comodamente sparapanzati sul divano?

E semplice: acquistando un simpatico ed affidabile LETTORE dvd, dvx, mapeg, mp3, cd,pt, rtrtrtr ecc. ecc. che veda ogni cosa.

Un lettore talmente intelligente da esser in grado di leggere perfino una antica tavoletta sumera se decidete di infilargliela dentro.

I prezzi come sempre variano e si va dai modelli terra terra , che leggono solo dvd di marca per una settimana (se va bene) fino a quelli più costosi ed elitari con trecentododici prese e spinotti dietro e davanti a cui si può attaccare ogni altro elettrodomestico pensabile e immaginabile.
Entrambe le categorie sono ovviamente sprovviste di cavi e cavetti vari ed entrambe costano cifre disparate ,ma che terminano SEMPRE con “,99”….

Anche i manuali d’istruzione variano a seconda del prezzo.
Il succo di quelli economici è più o meno “infila la spina e accendimi. Cazzo.”

Quelli più costosi partono con la biografia dell’autore delle istruzioni, fanno un excursus delle sue esperienze giovanili e poi iniziano a parlare delle funzioni del dvd,dvx con particolare attenzione alle dinamiche dei flussi magnetici di allineamento delle testine laser.
In entrambi i casi è particolarmente d’aiuto la pagina di risoluzione dei problemi.

PROBLEMA
Il vostro Riproduttore X25 non riproduce NULLA.
SOLUZIONE.
Accertarsi che la spina di alimentazione sia ben inserita nella presa.
PROBLEMA
Il vostro Riproduttore X25 si ostina a NON riprodurre NULLA.
SOLUZIONE
Contattate la casa di produzione dellX 25 con sede a TAI WAN in Via Xien Ling 58.

Per un’accurata scelta del miglior prodotto vi rivolgete ad un sedicente commesso che a seconda del costo dell’apparecchio che volete acquistare ha vari livelli di attenzione nei vostri confronti.
Nel vostro caso (acquistando un pregiatissimo X 25 a 39 euro) meritate un cordiale “ne prenda uno dalla pila e vada alla cassa.” Il tutto detto mentre invia messaggini e suonerie a Deborah all’entrata.

ALLA CASSA.

Dopo aver acquistato il pregiatissimo X25 (più 15 DVD di cui avevate ASSOLUTAMENTE bisogno perché erano in offerta a 9,99 euro….) vi recate diligentemente in fila per pagare e qui venite implotonato e scrutato da un addetto alla sorveglianza grande, grosso e nero (di pelle e di umore) che vi scruta come se voi aveste avuto a che fare con piantagioni di cotone , galere varie o altre nefandezze simili.
Man mano che si avvicina il vostro turno ecco riapparire la solita fantasia che vi assilla in queste circostanze: appena passerete voi i segnalatori antitaccheggio cominceranno a suonare e sicuramente vi troveranno in tasca qualcosa che un misterioso individuo vi ha infilato di nascosto.

Superfluo dire che tale fantasia non si realizza mai…eccetto questa volta.

“Mi scusi.” Esclama Kunta kint con aria decisamente incazzata mentre voi vuotate le tasche e già immaginate qualche imbarazzante copia di vido porno tipo “Tutte nane tanto tane” o altri titoli del genere che spunta dalle vostre tasche…
Ma invece non spunta niente…è solo che evidentemente voi piacete al segnalatore antitaccheggio che continua a gracchiare come un aquila impazzita e che solo dopo dieci tentativi si placa facendovi passare.

Naturalmente tutto si risolve bene e dopo un’altra mezz’ora passata a cercar di far prender il vostro bancomat alla cassa (durante il quale la cassiera vi guarda con aria disgustata) siete finalmente fuori , liberi di dribblare tra venditori di auto, testimoni di Jeova , spacciatori di suonerie e babbi natale sbilenchi fino a raggiungere il caro parcheggio per poi chiedervi:

“Ma dove cazzo ho lasciato la macchina?”.

1112.06

18.10.06

LA FIERA DI LUCCA

Ogni anno migliaia di casi clinici provenienti da ogni parte del mondo sentono l’irrefrenabile impulso di recarsi in una città toscana circondata da alte mura , tale fenomeno è chiamato dagli studiosi: l’ADUNANZA.

RISVEGLIO

La notte avete dormito poco e male, eccitati come canguri dopati vi alzate all’alba sogghignando felici: oggi comincia LA FIERA.


ABBIGLIAMENTO.

Variabile a seconda della vostro ceto, del vostro carattere e della vostra etnia sarà uniformato da un unico elemento caratterizzante che vi marchierà per i prossimi 4/5 giorni: LO ZAINETTO.

Alla moda, anarchico, di marca, fatto a mano dagli Inuit, da impiegato statale o da metallaro scoppiato , ognuno sceglierà il suo modello in base alla sua indole e indirizzo politico/sociale.

EQUIPAGGIAMENTO

Viveri per evitare di farsi salassare ai bar della Fiera o nei locali della città che VI ODIA perché gli bloccate il traffico e create confusione, ma che vi SPREMERA fino al midollo se glielo lascerete fare.
Macchina fotografica digitale per immortalare i momenti topici dell’evento.
Blocco per farsi fare disegnini da sedicenti autori e autorucoli (STROLLO e RODDY VULVA!)
E (Udite! Udite!) LA LISTA di tutti i fumetti che vi mancano.

La lista è cosa buona, la lista è vita.

(Ed anche assolutamente INUTILE poiché neppure lei vi impedirà di comprare almeno due volte lo stesso albo).


Dulcis in fundo (per i più sfigati non automuniti) biglietto del treno comprato tre mesi prima.


LA STAZIONE

Appena arrivati non avrete alcun dubbio nell’individuare il binario giusto poiché tra gli altri lo riconoscerete subito grazie alla presenza di una moltitudine di vostri simili.

La fauna è multiforme e variopinta : bambini brufolosi con zainetti ricoperti di scritte.
Pre e post adolescenti con piercing , tatuaggi e zainetti con l’effige del Che.
Attempati trentenni con pochi capelli e zainetto dell’invicta.
Distinti signori con pancetta , capelli bianchi e zainetto tattico delle guerre puniche.

In mezzo a tutto ciò spiccano: Dylan Dog, la Morte, un orco, e un imprecisato numero di ragazzine vestite da elfi, fatine, principesse, guerriere e cellulitiche varie, il tutto all’insegna del cosiddetto “cosplay”, la mania di vestirsi come i propri personaggi preferiti.

Ovviamente tutti hanno qualche piccolo problema che li differenzia dagli originali:
Dylan Dog è calvo, la Morte porta le scarpe da ginnastica , agli elfi si staccano le orecchie e l’orco ha la tinta verde che gli cola sul viso.


Per evitare di rimanere in piedi a bordo del superaffollato treno esistono molte tecniche, ma la più gettonata rimane la disciplina Jedi.

“Dicesi disciplina Jedi l’approssimarsi al bordo del binario e l’esercizio della FORZA per far fermare il vagone con la porta dinnanzi a voi.”

Come un’unica voce senti intorno a te il mantra diffondersi: “fermati qui, fermati qui, fermati qui…”

“Colpo mortale del Minotauro!” urla un quindicenne sudaticcio alle vostre spalle e vi cade addosso spingendovi da parte proprio mentre il treno si ferma.

“Mi scusi signore” rantola sbavandovi addosso e quando vi rialzate il treno è già pieno come un uovo.

In piedi, inchiodati tra un tizio vestito da “rana magica” e una grassona truccata da Lamù, vi sorbite 1 e 20 di conversazioni di alto livello:

“Posso con la mia spada magica uccidere il tuo drago rosso?”
“No perché ho lo scudo purpureo.”

“E se faccio un tiro di avventato sortilegio?”
“No, ho sempre lo scudo purpureo.”

“E se uso un druido con carta speranza del vortice oblio?”
“Con coccardina d’oro?”

“Sì!”
“No, ho sempre lo scudo purpureo.”

“Figata!”

Dopo tre fermate arrivate ad un paesino di provincia ed impiegati statali, commessi , più un numero imprecisato di minatori che sta scavando una galleria salgono a bordo.

Simpatiche facce di genitori che si spaccano la schiena 12 ore al giorno si trovano di fronte a giovani vestiti da spelacchiati Wolverine.

“Ho il potere di EUKANUBA!” urla un grosso ragazzetto di 120 chili vestito da Uomo Blatta con uno spadone di gomma sulla schiena.

Un operaio con 2 centimetri di calli sulle mani lo osserva e rimpiange di non avere con se la sua sega circolare.

Arrivati quasi a destinazione sapete tutto sugli Elfi, sugli orchi, ma anche su tutti i compianti e mai superati autori di cartoni animati giapponesi (ma il termine corretto è ANIME) che parlano di tornei , di battaglie e di un numero imprecisato di orfane che combattono il male.

Alla stazione di arrivo la massa informe si riversa all’esterno del treno, gli indigeni del luogo corrono a chiudersi in casa e appendono fuori dalla finestra aglio e amuleti vari.

I più furbi e scaltri invece corrono a ritoccare i prezzi della merce in vetrina , alterano le bevande e riducono le dimensioni dei panini.

Il tragitto dalla stazione alla fiera è in auto per i più fortunati , in autobus per la massa e a piedi per i meno abbienti.

Voi , entusiasti più che mai, partite con lo zainetto in spalla ed entrate dentro le mura della città che contiene la fiera.

“Che strano…” pensate mentre entrate “Chissà perché tra tante città ne abbiano scelta proprio una che ha ancora LE MURA…”.

E mentre entrate vi pare di scorgere in alto figure armate che vi tengono d’occhio…

“Minotauro con colpo alla rovescia!” esclama il quindicenne sudaticcio mentre vi avviate in fila indiana.

La città è bella , caratteristica e piena di luoghi interessanti …vi guardate intorno mentre la vostra mente si lascia coinvolgere dal panorama:

“Chissà se troverò il numero con L’Uomo Ragno in armatura e la copertina olografica…” pensate rapiti da quello spettacolo.

Dopo 20 minuti di profonde riflessioni arrivate a un sottopassaggio e quando sbucate dall’altra parte la vedete: LA FIERA.

Immensi tendoni bianchi si stagliano contro l’orizzonte.
Cartelloni, locandine chioschi e file interminabili di gente accalcata all’entrata, ma se siete tra i privilegiati NON dovrete fare la fila poiché avete IL PASS.

Prima però dovete ritirarlo al punto accredito…

IL PUNTO ACCREDITO

“Dica” , ti dice Deborah , la bellissima ragazza della reception fissando un punto indefinito alle vostre spalle.

“Dovrei ritirare un PASS…” le rispondete sorridendo.

“Nome?” chiede lei guardando una macchia sul soffitto.
Voi glielo dite e lei batte velocemente sulla tastiera con le sue perfette unghie da gatta.

“Non risulta.” sentenzia con aria stizzita e stavolta i suoi occhi di giada inchiodano le vostre iridi marroni.

“A quale casa editrice appartiene?” chiede mentre il suo sguardo sfuma al viola…

“No, nessuna…vede io…”

“E’ un autore? E’ dello staff? E’ un giornalista?” spara a raffica la bella impiegata e i suoi occhi cambiano tonalità coprendo tutta la gamma dei colori.

“No. No. No.” Rispondete temendo che possa esplodere.

“Sono della STAR…” provate a mentire.

Gli occhi di lei assumono un’aria contrariata.

“Della Play…” tentate ancora e lei comincia ad arrabbiarsi.

“Lavoro alla FREE…!” buttate lì e lei fa una faccia disgustata.

“BONELLI!” Esclamate disperato. “Sono ospite della Bonelli!”

E lei scoppia a ridere come una pazza.

“Ce ne è un altro!” esclama ad un microfono mentre preme un pulsante sotto il tavolo e due della sicurezza vi vengono a prendere.

Dopo un’ora di chiarimenti venite prelevati da un amico che lavora nell’organizzazione, lui garantisce per voi e vi fa avere un PASS di carta riciclata con scritto a mano il vostro nome (sbagliato) e con sopra un enorme scritta rossa: IMBUCATO.

DENTRO.

Ringraziato il vostro amico (a cui dovete già un rene per avervi fatto entrare l’anno scorso) , vi guardate intorno e per un attimo rimanete confusi e abbacinati.
Ovunque si dipanano corridoi e spazi infiniti pieni di fumetti , miniature, soldatini d’epoca, DVD, libri, e qualsiasi altra inutile cosa per cui voi sbaviate.

SHANG-RI LA!

L’emozione è tale che per un momento sentite il desiderio di accucciarvi e fare la pipì come un cucciolo, poi riprendete il controllo di voi stessi e vi incamminate tra gli stand.

Per prima cosa dovete comprare un raro numero che vi manca per finire una collezione , poi farvi fare un disegno da un autore che tiene una conferenza e dopo…

“Ciao. Anche tu qui?” vi chiede uno alto, con gli occhialini , l’aspetto generale di uno che non mangia da mesi , abiti sdruciti da fricchettone e un tic nervoso che gli fa battere gli occhi ogni secondo.

“Ciao.” gli rispondete benché non vi ricordiate neppure chi sia …

Guardandolo bene somiglia ad una via di mezzo tra un muflone ed Eduardo de Filippo.

“Sono venuto a cercare il numero 18 di Talpot Boy” gli spiegate più che altro per cortesia.
“Io ce l’ho”, replica lui sbattendo gli occhi.
“Bene. Beato te. Quello rosso è raro.” Replicate sperando che la conversazione finisca lì.
“Io ho quello patinato con la copertina in vinile…” dice lui come se niente fosse…

“Quello con la spilla in omaggio?” chiedete increduli.
“Autografato, con la dedica e biglietto da visita. Ho conosciuto l’autore l’anno scorso a cena e dopo siamo andati a bere insieme…”.

Gli squilla il cellulare.

“Scusa. E’ lui che mi chiama …non trova l’accappatoio …”


All’improvviso non avete più molta voglia di quel numero.
Cercate di scordarvi la cosa e ripartite verso un altro stand.

“Action figures?” vi chiede all’improvviso una vocetta alle vostre spalle.
Vi voltate e a malapena vedete un paio di occhi che affiorano dall’ombra.

Lo stand è piccolissimo, angusto ,ma pieno di oggetti scintillanti…all’improvviso vi sembra terribilmente simile alla tana di un ragno.

“Action Figures…ripete la vostra mente.
Fedeli riproduzioni in scala di supereroi e personaggi dei fumetti , costosissimi BAMBOLOTTI che non esistevano quando eravate bambini e che ora sono qui…a vostra disposizione in infinite varietà.

“No…” sussurrate sicuri… “non ci casco…”

Ne comprate otto.

“Solo questi…” vi ripetete per rassicurarvi e poi ripartite alla volta dello stand degli incontri…la potrete farvi fare un disegnino da qualche autore!

GLI INCONTRI

La casa editrice in questione è la più grande del paese , è sulla breccia da mezzo secolo e voi leggete tutto quello che pubblicano.
Il loro stand è una roccaforte di pannelli di vero legno truciolato (non tendoni di plastica) e ricoperta di stamponi dei vari personaggi.
Qui non ci sono standiste o hostess ,ma “addette alle pubbliche relazioni” in tailleur e cosce sode di alabastro che però non vengono esibite, ma solo intuite.
Il responsabile capo si aggira in giacca e cravatta simile a un consulente finanziario.

“Da questa parte. Adesso no. Più tardi forse. Mi spiace, ma non è possibile….” Sussurra di volta in volta mentre prende gli appuntamenti .

Gli autori che si annidano all’interno della roccaforte sono tra i più rinomati del panorama nazionale , il loro PASS ha il nome scritto giusto ,ma non lo esibiscono MAI perché non vogliono essere riconosciuti .

Il loro aspetto è estremamente eterogeneo: vestono giacca e cravatta, giacca con toppe di camoscio ai gomiti, occhiali al collo alla Bertinotti (i più intellettuali), orecchino (i più trasgressivi) , stivali da cow boys (i più nostalgici).
Tutti loro dicono cose come: “No, non c’è più spazio qui da noi . Il futuro è in Francia.”
Hanno sempre un’aria un po’ sofferente , scazzata …un po’ come dire “non vorrei realmente essere qui ma….mi pagano!” e quando devono incassare un assegno lo fanno con aria sofferente, quasi dispiaciuta.

NESSUNO ha mai saputo cosa vi sia esattamente all’interno della roccaforte.
Se lo chiedete ti diranno che ci sono “un paio di sedie”.
I più fanatici sostengono che invece vi siano frigo bar , geishe , idromassaggio e un pozzo artesiano naturale.

“Comunque il futuro è in Francia” ripete uno di loro mentre il responsabile gli allunga un assegno mimetizzato in una stretta di mano.

La fila per i disegnini è lunga 150 metri (più di quella per visitare il Davide) ed è popolata dalla tipica fauna dei “Senti Ma”.

“Il Senti Ma…” esordisce il tuo personale Piero Angela mentale.
“…deve il suo nome al tipico suono che produce quando esordisce nella conversazione lo si riconosce da vari indizi tra cui i venti chili di fumetti che tiene nello zaino per farseli autografare.

“Senti Ma…” esordisce il Senti Ma di turno.
“E’ vero che tu volevi fare il pittore ,ma non ti è riuscito e ora disegni fumetti?” chiede a uno dei più grandi autori del paese.

“Non credo proprio…” risponde con tono gelido e l’unico motivo per cui non s’incazza è che ha appena preso un altro assegno.

“Senti Ma i lucertoloni pretoriani torneranno nella serie?” chiede un altro Senti ma.

“Chi?” chiede il disegnatore che da anni non legge più la serie che disegna.

“No…non credo…non lo so…e comunque il futuro è in Francia.” commenta mentre si chiede in quale ristorante lo porteranno a mangiare la sera.

La fila scorre lentamente e mentre aspettate vi ripetete il vostro discorsetto …
“Salve signore, io sono un suo grande ammiratore. Ho molto apprezzato la storia con i Lucertoloni Pretoriani e mi chiedevo se torneranno mai…”

Sfortunatamente quando arriva il vostro turno arriva anche la pausa pranzo e l’autore viene rapito dal responsabile che gli borbotta all’orecchio:
“opportunità di pubblicazione…(ASSEGNO)…nuova testata…(ASSEGNO) …percentuale sulle vendite (ASSEGNO) e i due si allontanano seguiti dalla Guardia Imperiale Rossa.

Restate come un imbecille col vostro foglio bianco in mano proprio mentre passa l’Amico Muflone che esibisce un A3 a colori, (acquerellato in diretta) raffigurante I LUCERTOLONI PRETORIANI.
E la dedica: “al mio carissimo amico che sa sempre dove lascio il mio accappatoio…”

Sconsolati ripartite e vi dirigete verso l’area conferenze dove sicuramente potrete ascoltare qualche significativo intervento.

L’AREA CONFERENZE.

Semivuota e utilizzata in gran parte per mangiarsi panini e far riposare i piedi è già occupata dall’autore di serie B di turno.
Di forma vagamente “fiascoide” il sedicente sceneggiatore sta presentando il suo nuovo e originalissimo personaggio “RODDY VULVA”.

“Sì.” Conferma il Fiasco parlante.
“Roddy è proprio un poliziotto ed ha una pistola.”

“Senti, ma la sua pisola emette dei RAGGI MORTALI?” chiede il Senti Ma locale.
“Bè, al momento non posso e non voglio anticipare nulla ma vi assicuro che resterete stupiti, vi dico solo che la sua pistola spara!”

Brusio di sconcertato stupore.

Superato l’emozionante momento vi rimettete in cammino e vi concedete a qualche spesa pazza.

L’ACQUISTO.

Comprate alcuni numeri mediamente rari che qui pagate tre volte tanto, poi passate ad un paio di stand gestiti da vecchie inacidite e befanesche che vi guardano male perché temono che gli rubiate qualcosa, infine andate ai mega stand della grandi case editrici dove giovani dall’aria incazzata vi guardano male perchè temono che gli rubiate qualcosa.

Tra gli oggetti acquistabili trovate giganteschi GOLDRAKE, improbabili Lamù a grandezza naturale, spade laser quasi funzionanti e così via fino ad arrivare ad uno stand dove sono esposte meravigliose riproduzioni di Alien, Predator ed altri personaggi famosi.
Perfetti in ogni dettaglio sono grandi quanto il vostro cane e costano un’ira di Dio.
Osservate con invidia signori dall’aria benestante che se li comprano a suon di carte di credito e allontanadovi lasciate un lungo rivolo di saliva di rimpianto.

LE CHIACCHIERE.

Dopo qualche ora cominciate ad incontrare i vostri simili e conoscenti.
Se siete solo un collezionista troverete il vostro omologo che esibisce gli acquisti fatti, se siete un addetto ai lavori estrofletterete la vostra “PINNA CRANIALE” nella consueta esibizione di “cosa sto facendo io e cosa stai facendo tu”.

“Io lavoro per tizio. Io ho pubblicato con Caio. Sempronio fa una miniserie con me ecc. ecc.ecc.”
Tale fase può essere veloce ed indolore se non gli si da molto peso o può essere INFOGNANTE se si casca nel meccanismo competitivo del chi ce l’ha più GROSSO.

In linea di massima si finisce quasi sempre per uno sconfortante pareggio poiché anche i più accreditati del sottobosco (“io lavoro con Alan Moore”) finiscono per chissà quale motivo per non fare mai un cazzo.

La domanda che tutti si pongono è: “DI COSA CAMPANO?”.



Tra un immersione e l’altra si esce e ci si rigenera fuori dove (se non piove) si può beneficiare di una rinfrescante boccata d’aria e di spettacoli assolutamente unici.

I COSPLAY

I “Costume Players” (persone che giocano indossando i costumi dei loro personaggi preferiti) si aggirano all’esterno simili a formiche impazzite , talvolta si aggregano in improbabili duelli fatti con spadoni di gomma, mentre le loro “donne” arrancano con costumino di carta da cui affiorano le debordanti ciccie.
Per dovere di cronaca è necessario segnalare però che per 10 di tal guisa ve ne sono due discrete che fissano il nulla vestite da Winx.

Tra i cosplay riconosciamo un GOLDRAKE fatto di cartone che si aggira rigido e inteccherito (perché ha dimenticato di farsi le articolazioni alle ginocchia), un Van Helsing che sta morendo soffocato sotto un impermeabile di finta pelle di plastica ed un numero imprecisato di anonimi ed ignoti personaggi MANGA che la vostra scarsa cultura in materia vi impedisce di riconoscere.

“Minotauro rampante!” grida l’UOMO Blatta che ha appena vinto il primo premio mentre i “CARTOON BOY” (attempati signori calvi di 55 anni ) suonano Jeeg Robot d’Acciaio in versione rock.

Tra uno spostamento e l’altro rincontrate ossessivamente le solite persone che vi dicono le stesse cose e con le quali all’inizio vi salutate calorosamente , poi con un cenno della testa e che alla fine fate finta di non vedere.

IL DISLESSICO.

Personaggio ricorrente si ripresenta ad ogni mostra e vi saluta ricordandosi di voi perché 10 anni fa vi ha chiesto di fare un fumetto per la rete.

“Oh, io Fumettolo, Fu…pubblichi, solo lollolo !…Multimedialo Windimmi!”

Da anni lo incontrate puntualmente vestito da uomo manager in compagnia di una bellissima ragazza mono-neuronica che ride al suo seguito.
In più d’uno sospettano che l’affitti solo per l’occasione.

Quando la vostra insaziabile sete di acquisti comincia a placarsi iniziate ad esplorare gli altri padiglioni e finite così in quello per bambini (perennemente deserto), in quello della beneficenza (più che vuoto, letteralmente MORTO) dove vi chiedono 5 euro per aiutare i bambini del terzo mondo (ma voi sfortunatamente avete appena comprato l’ultimo numero di STROLLO che costava appunto 5 euro…) ed infine la zona adibita ai GIOCHI VARI…

LUCCA GAMES.

Un enorme padiglione popolato da plastici, soldatini, schemi di gioco, modellini e quant’altro si possa immaginare vi si presenta davanti.
Gli avventori/giocatori si accalcano lì da giorni (e lo si sente perfino dall’odore) alcuni di loro si sono fatti impiantare un catetere solo per potere evitare di andare al bagno e li vedete assorti, convinti e febbricitanti mentre lanciano dadi su dadi.

“Ho fatto un arcano incantesimo della gattamelata!” esclama uno entusiasta.
“Sì, ma io ho sempre lo scudo purpureo…” replica l’altro.

Alcuni indossano cappelli da mago o strega, altri si sono fatti fare improbabili disegnini sulla faccia con pennarelli e colori tossici ed altri ancora hanno denti finti da vampiro, orecchie finte da elfi e cervelli finti da persone normali.

Tutti accomunati dalla passione per la fantasia , tutti rapiti dai loro sogni , li osservate mentre cercate di immaginarveli tra 50 anni….

(“Scudo purpureo!!!!” grida un vecchio novantenne legato ad un letto di un ospizio).

Piano, piano (passando di padiglione in padiglione) l’ora della chiusura si avvicina, il sole tramonta, gli stand cominciano a chiudersi, gli zainetti strapieni tornano sulle spalle e su tutto e tutti cala un’atmosfera di pesante malinconia…
La festa è finta, l’ora di accomiatarsi si avvicina e mentre tutti si salutano con strette di mani e abbracci vi avviate verso l’uscita.

“Ehi ci si vede domani?” vi chiede il venditore di action figures a cui avete pagato mezzo mutuo.

“Certo! Domani , dopodomani e dopodomani ancora”

Dopotutto non è ancora finita…
1410.06

Nota dell'autore:
per maggiori informazioni sui Senti Ma leggetel'omonimo POST: IL "SENTI MA".

15.10.06

L'IDEA GENIALE

L’idea geniale è quell’intuizione eccezionale che tutti coloro che hanno velleità creative hanno avuto, hanno ,o avranno almeno una volta nella vita.

Anche adesso, (mentre state leggendo), ci sono tra voi aspiranti sceneggiatori, scrittori, disegnatori o semplicemente LETTORI che nel proprio intimo cullano l’idea che gli cambierà la vita.

Agenti segreti, squadre di discinte maghette, ratti volanti, maghi, vampiri , guerrieri, stregoni in giacca e cravatta, troll, insetti simpatici, orsetti buffi, alieni omicidi, cani e gatti mutanti… le idee geniali sono molteplici ed infinite…

Come quei tizi che vi hanno commissionato un personaggio che risolve casi insieme ad una segretaria.
“Sarà la rivelazione dell’anno!” (esclamavano entusiasti prima di sparire nel nulla).

O Come quegli altri che per tre anni vi hanno fatto disegnare animali ovipari a forma di uovo con nomi tipo (FAGIANUOVO, POLLUOVO , COCCODRILLUOVO ecc. ecc.)…

(Sono ancora in edicola. Giuro!).

Ognuno di voi ha le sue idee geniali e quando vi confrontate con Tizio, Caio e Sempronio vi capiterà probabilmente di pensare “la mia idea è migliore…
E’ GENIALE!”

MA per ogni idea geniale che avrete dovrete fare i conti con i suoi DETRATTORI e con coloro che in generale ve la smonteranno non per cattiveria ,ma PER SPORT.

C’è il vostro amico o collega a cui raccontate tutti entusiasti la vostra idea geniale e lui a metà della prima frase vi fa:
“Ah, come in STAR TEK!!”
“Sì…bè, no…può ricordarlo ,ma la scena è diversa…” replicate voi e quando ripartite parlando del protagonista lui vi fa
“Wow! Come Luke Skywalker!” e ve lo dice con aria seria convinto di farvi un complimento.

E voi ridete cortesemente e intanto cominciate a pensare che in fondo il vostro amico è un coglione e non capisce un cazzo.
E dopo un’ora di narrazione , (durante la quale gli avete raccontato tutti i retroscena) lui se ne esce con un : “Bello . Però ‘sta storia l’ho già letta su Martin Mystere , l’hai copiata da li , eh? Che figo Castelli!”
E a quel punto voi vorreste solo vederlo morto.

Il guaio peggiore è che spesso ha pure ragione.
Vi andate a spulciare gli albi di Martin Mystere e vi accorgete sul serio che c’è tutta un parte identica alla vostra.
“Oh cazzo!” eppure non l’avete copiata (Martin Mystere avete smesso di leggerlo da quando non ha più la pistola a RAGGI…).
Ma allora come è successo?
Esistono due possibilità:

1 La vostra idea non era poi così originale (ipotesi assolutamente inaccettabile!)
2 Castelli l’ha copiata da voi.


E già vi sembra di vederlo…
Castelli che si introduce di notte in casa vostra , Castelli che accende il PC mentre dormite, Castelli che si copia su una memoria portatile la vostra idea e che se ne va (uscendo dalla finestra) con un ghigno beffardo appeso ad una Bat Corda mentre fuori lo aspetta una macchina veloce (e truccata) della Bonelli…

E alla guida c’è proprio Sergio che nervoso gli urla:
“L’hai presa?! L’hai PRESA?!”
E castelli gli risponde urlando : “Sì cazzo! Parti PARTIIII!!!!”

E i due sgommano nella notte lasciando metà pneumatici fumanti sull’asfalto…

Il giorno dopo mandate una e mail a Castelli in cui gli dite “ho capito tutto, non ci riprovare ho cambiato la password”.
Poi ritoccate tutta la vostra storia , ciò vi crea tutta un serie di problemi inenarrabili ed avete già perso una buona parte di quelle scene e situazioni che vi avevano fatto avere un orgasmo a scriverle, MA…pur di non esser accusato di plagio avete fatto i tagli volentieri.
Così prendete la vostra storia e mentre siete seduti davanti al computer assorti dalla correzione non sentite il passo felpato della vostra compagna che legge la pagina alle vostre spalle e che di colpo vi dice: “Carino.Come in Harry ti persento Sally! Che bravo che sei amore!”
E se ne va sculettando.

Voi rimanete ghiacciati a fissare lo schermo , rileggete il paragrafo e per DIO è vero!
Voi avete scritto una storia sui vampiri assassini dello spazio profondo DELTA eppure c’è una scena presa pari pari da Harry ti presento Sally.

Come è possibile?
La spiegazione è semplice e non c’entrano né Castelli , né Bonelli che ovviamente non hanno nessun bisogno di venire a copiare le vostre idee.

IL fatto è che le idee GENIALI sono POCHE , adirittura POCHISSIME.
Spesso inaspettate e difficili da avere e soprattutto la vostra testa è talmente bombardata da libri, fumetti, TV e film che non riesce più a districarsi e ad accorgersi di ciò che ricicla e scopiazza anche involontariamente, ecco perché tutto ciò che vi frulla per la testa è spesso frutto di qualcosa che avete già visto, letto o ascoltato.

Come?
Non siete ancora convinti?
La vostra idea era veramente geniale?
Okay…allora vi dirò la verità.

Nel 1943 gli americani hanno messo a punto un apparecchio per le interazioni oniriche e costruito una fitta rete di neurostrasmettitori umani (scanner) allo scopo di intercettare le trasmissioni di pensiero del nemico.
Tale struttura (denominata Dream Project e dimenticata da anni) è ancora in funzione e cattura idee e sogni ogni volta che voi andate a dormire per poi distribuirle a caso durante la notte.

Così vi suona meglio?


D’altro canto il premio finale è immenso…non tanto il successo, i soldi o la gloria (ammesso che vi sia) quanto la soddisfazione di andare sotto casa di uno dei vostri vecchi clienti ad urlargli:

“quanto vendono le tue uova del cazzoooooo?!!!!!”

Dan Brown lo ha fatto di sicuro con gli editori che gli avevano dato “picche”prima del Codice da Vinci.

Comunque sia non demoralizzatevi mai, guardate molta televisione (quella buona) , leggete molti libri e prima o poi (da tutto quel grande minestrone) vedrete che qualcosa di buono uscirà fuori, fino ad allora pensate intensamente alle vostre idee geniali e poi andate a fare un riposino…vi farà sicuramente bene.

Anche io mi sdraierò sul letto , mi collegherò al mio piccolo dispositivo neuronale che tengo sul cuscino e aspetterò…

Sogni d’oro!

19 08.2006

Nota dell’autore:

l’idea della Dream Project è già registrata e vincolata , non vi provate neppure a toccarla perché è mia, è la mia GRANDE idea ed è assolutamente GENIALE…

11.10.06

COLUI CHE E'

Il POSTO: l’agenzia pubblicitaria di turno, l’Azienda di marketing, la Ditta di produzioni multimediali o la “ Qualsiasi Altro Cazzo Vi Frulli Per La Testa “ Srl.

IL TEMPO:
sempre troppo presto o troppo tardi, in un limbo del vostro cervello chiamato “NOIA”, mentre scivolate lentamente nel suo universo gemello “PARA-NOIA”.

Seduti su di una scomodissima sedia studiata da design nazisti osservate la sorridente fighetta tutta denti e tette che vi offre un caffè ad intervalli regolari.

“Posso aiutarla?”
“Posso farla accomodare?”
“Posso lucidarle le scarpe, masticarle i mocassini, cucirle una tenda di pelle di bisonte per lei?”

Foraggiata a 2000 euro al mese farebbe per voi qualsiasi cosa le chiedeste in orario di ufficio e il tutto sorridendovi come sta facendo ora.
Ad intervalli regolari, come un radiofaro impazzito.
Sorriso. Telefonata.
Sorriso. Appunto. Telefonata.

“Un caffè?”

Se la portaste fuori , (oltre il campo magnetico di erogazione del suo stipendio), riassumerebbe la sua classica conformazione di ghiaccio artico e la vedreste svanire sul primo SUV di passaggio,ma qui è una cioccolata calda che fuma solo per voi.

Colui che aspettate di incontrare (COLUI CHE E’) , perennemente in ritardo è intrappolato nel traffico, irraggiungibile al cellulare, sta facendo un’autopsia su alieno nell’area 51 e voi lo state aspettando da DUE ore.

Con la vista avete ispezionato tutto il ridondante ambiente , avete assaporato la trasudante opulenza della struttura, gli schermi ultrapiatti, le segretarie ultraformose, gli arredi in IKEA PRESTIGE di marca superiore ed avete risposto a tutti gli stolidi segnali di meccanico saluto dei presenti.

I grafici, i tecnici, i pubblicitari, gli occasionali, gli anonimi, i passanti e i fortuiti.
TUTTI col naso ad un centimetro dai loro computer, portatili, palmari, cellulari, tutti preda di innominabili e misteriose radiazioni che tra qualche anno verranno scoperte e che già ora ci rendono sterili, impotenti o solo un po’ stronzi.

E auricolari, suonerie che vibrano, palpitano , fibrillano e titilllano nelle loro tasche mentre protesi insettidi si annidano nei loro orecchi per farli parlare con invisibili interlocutori.

“Sì. No. Il file è troppo peso? Comprimilo. Scaricamelo sul server. Aumentami la RAM. Ho contratto l’ADSL …”
e così via all’infinito.

A tutto ciò voi reagite sfoderando il vostro blocco note di Snoopy e scrivete diciottomila volte:
“Il mattino ha l’oro in bocca" per darvi un contegno.

Rispondete al cellulare per finta 8 volte e una volta sul serio per dire a vostra madre che tarderete a cena: “ti prego mamma registrami l’Isola dei famosi”.

E dopo aver dato il meglio della vostra compilation di “Uomo di mondo Professionista Che non Deve chiedere Mai numero 69” sedete…inerte come un sacco di patate sfatte , meditate sui segreti dell’universo mentre osservate i ghirigori del tappeto IKEA Prestige che ricopre il pavimento.

“Caffe?” chiede per l’ennesima volta una nuova segretaria Fighetta che ha dato il cambio alla precedente.
E questa è ancora più fresca e scattante perché e stata appena tolta dal cellophane, ha capelli tirati all’indietro in una coda di cavallo e occhiali neri e un trucco morigerato che non riesce a smorzare il fatto che è più figa della precedente e guardando fuori dalla finestra vedete questa che esce e monta sul SUV di un vecchio tracotante arricchito che trasuda euro e cocaina.

“Caffè?”

“E dammi questo cazzo di caffè puttana!” pensate mentre la vostra bocca scatta meccanicamente nel vostro sorriso di rappresentanza numero 18.


Colui che attendete arriva dopo un ulteriore attesa di un’ora e trentacinque minuti primi.
Tra l’entrata e l’avervi raggiunto trascorrono ancora venti minuti mentre :
supera al soglia.
Si ferma.
Risponde al cellulare.
Tira fuori il palmare.
Si mette l’auricolare.
Riparte/si ferma.
Si toglie il soprabito, la sciarpa…SI FERMA….
Controlla il palmare….

Va avanti mentre le segretarie fighette gli volteggiano attorno come impazzite.
I feromoni riempiono l’ambiente mentre il maschio Alpha irrora l’ambiente dell’equivalente in crediti bancomat dell’ormone dell’accoppiamento.

Finita la danza , COLUI CHE E’ vi si raggiunge dandovi la mano a “doppia presa” , tipo Padrino, o Papa…vorra anche il “bacio cardinalizio”?

“Scusami.”
“Scusami.”
“Scusami.”

Lo ripete tre volte per dare enfasi , con fare biblico.
O forse è l’eco di quel santuario?

“Astrid!” esclama senza voltarsi ad una segretaria.
“ E la Benelli? Ha telefonato la Benelli?” chiede a una slanciata vichinga bionda dallo sguardo di ghiaccio con Master in economia e commercio.

“Ha parlato con Roby.” dice lei e le tette le ballano benchè sia ferma. Dice solo questo , il resto lo comunica telepaticamente a COLUI CHE E’.

“E’ molto che aspetti?” vi chiede LUI rivolgendovi lo sguardo mentre il cellulare gli suona e in mezzo ai suoi stanchi occhi (abbronzati pure quelli) gli si forma una ruga di stanchezza, rammarico, malinconia di tempi migliori quando la cocaina era uso di pochi elitari.

“Aulin” bisbiglia appena e un bicchiere gli si materializza in mano.

“Scusa un momento…” ed ecco che ha un telefono all'orecchio, capelli brizzolati che ondeggiano al vento.
“Comprare” vendere” , è Michael Douglas che fa il grande Geko in Wall Street è Nostrosignore Dio onnipotente che definisce la campagna promozionale delle patatite di Rocco Siffredi è COLUI CHE E’.

“Andiamo di la” vi dice e forse parla a voi, forse alla pianta di geranio che è al vostro fianco.
Lo seguite.
Si siede.
Controlla la posta.
Sospiro.
VENTI MINUTI DI ATTESA.

“Scusami.”
“Scusami”
“Scusami”.

“Tu non immagini….” vi dice e lo stress gli si legge negli occhi.

Niente a che vedere col vostro cazzo di affitto che a malapena pagate , niente a che vedere con le vostre cazzo di prospettive future, niente a che vedere con tutti i vostri stracazzo di cazzi.

Quest’uomo LAVORA e soffre.

“Volevo parlare con te del nostro progetto….”
E vi parla come se la Cappella Sistina fosse stata una sveltina fatta in ascensore.
Quisquilie. La roba grossa è qui. Ora. E la farete voi, con COLUI CHE E’.

Parla. Si ferma. Sbriga la posta di nuovo , telefona, comunica mentalmente con Astrid e il bello è che di fatto non dice un CAZZO.

“Abbiamo pensato di fare un progetto versatile per veicolare qualcosa che rispetti il BRAND…”

“AKUNAMATATA!” pensa il vostro cervello stanco…

Al tempo stesso lo osservate ipnotizzati mentre la vostra mente si strasferisce su ULTRAMARTE, un fantastico Mondo a 80000 miliardi di anni luce dove non esiste vita umana ,ma solo margheritine senzienti che si nutrono di Plum Cake.

“Noi crediamo molto in questo investimento” dice COLUI CHE E’ e vi spara cifre da capogiro di Virtual-euro.

Soldi, montagne di soldi del Monopoli che vi renderanno ricchi.

“Io vado” lo informano a turno le segertarie affacciandosi mentre fuori si accalcano SUV alternati a SMART 4 porte.


E lui le manda in libertà come doveva fare Giovanni Battista dopo ogni battesimo.

Astrid.
Asia.
Fannion.
Jasilia.

Avevano anche una Luigia ,ma l’anno licenziata perchè aveva un nome del cazzo.


A metà della conversazione entra Pider (sarebbe Pietro e parla con un accento incofondibile da milanese …SONO TUTTI MILANESI!) ,ma COLUI CHE E’ lo chiam “Pider” e PIDER sia!

E Pider sforna la sua filippica sull’Hard Disk-Drive, Il template, ONLINE, DEBUG,UPGRADE…SCREENMATE...

Voi immaginate Pider IMPALATO e questo vi rilassa.

“Disturbo? Una cosina veloce”

E’ Roby….(c’è sempre un Roby….).
E Roby sfodera la sua “cosina veloce” mentre voi MARCITE e strani funghi vi crescono addosso, si fa umido sotto la vostra sedia…vi si sono rotte le acque.

"Perderà il bambino!" urla qualcuno.

Ma no! E’ solo il latte che trasuda dalle vostre ginocchia.



Roby (e la sua mammina maiala) finiscono la “cosina veloce” dopo un’altra ora e alla fine COLUI CHE E’ vi guarda come Dio deve aver guardato Mosè dopo i primi tre comandamenti….
“Ci aggiorniamo” deve avergli detto anche lui.

“Astrid 2, quando sono libero?”
“Il 20” risponde una copia perfetta di Astrid 1.

“Il 20” Dice COLUI CHE E’.

“Il 20 no. C’ho le nomination dell’isola dei famosi” pensate.

“Il 20.” Annuite nel mondo reale…

Vi da la mano. A doppia presa e episcopale e poi risponde contemporaneamente a due cellulari, sbriga la posta e manda un fax .
Nella sua mente siete già un ricordo lontano….poiché egli è COLUI CHE E’…..

Decidete voi cosa.

1010.06



Nota dell’autore:
generalmente sono sempre attento all’uso dei termini “gergali” troppo coloriti cerco di non abusarne,ma a volte sono necessari. Ho meditato molto prima di decidere se scrivere o meno questo pezzo con la carica invettiva che lo caratterizza , perché la volgarità spesso appesantisce ed è gratuita ,ma poi ho lasciato tutto come mi era venuto perché è così che l’ho sentito e vissuto appena un giorno fa. Cazzo.

2.10.06

E' PIU' FORTE HULK O LA COSA?

In un’epoca in cui internet non esisteva ancora, in un mondo in cui l’unico modo per telefonarsi da fuori casa era munirsi di un gettone esistevano forme di vita che si ponevano domande a dir poco esistenziali:

“E’ più forte HULK o LA COSA?”.

Si chiedevano queste giovani e instancabili menti.

“Chi vincerebbe tra THOR e L’UOMO RAGNO?”
“Quando tornerà GALACTUS?”
“Gwen Stacy è veramente morta?”
“E come posso fare per avere il costume dell’Uomo ragno?”

Tali domande costituivano per l’epoca l’equivalente di oggi di sapere a chi l’hanno DATA questa settimana le veline o su chi diavolo verrà eliminato dall’isola dei famosi.

Col tempo tali individui CAMBIARONO e a causa delle responsabilità, del lavoro o semplicemente dell’inevitabile evoluzione MUTARONO in qualcosa di diverso ,e in un certo senso divennero DORMIENTI…

MA…(contrariamente a quanto la stessa teoria dell’evoluzione di Darwin sostiene) non si estinsero mai del tutto , bensì giunsero fino ai giorni nostri…

Vivendo a volte vite segrete o più spesso semplicemente DIMENTICHI di ciò che realmente erano, essi si mimetizzarono divenendo impiegati, docenti,operai, ingegneri , bidelli, tossici , e padri di famiglia (questi pochi perché riprodursi non era certo il loro forte…) , apparentemente NORMALI ,ma con ancora un piccolo tarlo che li tormentava e che li assillava nel loro sub conscio.

“E’ più forte Hulk o la cosa?”

E se potessimo rovistare nei loro cassetti, guardare nei loro armadi , (sotto le pile di film porno scaricati da internet) troveremmo probabilmente lettere mai spedite (o tornate indietro) con su scritto:
“Ho 54 anni e ancora non ho ricevuto il costume dell’Uomo Ragno…forse avete smarrito il mio indirizzo? Ve lo rimando?. Grazie”.

Perché la verità è che certe cose TI SEGNANO e se anche sembra di esserne guariti tornano a colpirti quando meno te lo aspetti.

Magari ascoltate per caso una sigletta che non sentite da anni , una suoneria particolare che vi evoca ricordi lontani e lì per lì non ci fate caso ,ma poi quella stessa notte (mentre siete a letto con la vostra compagna che ignora CHE COSA REALMENTE VOI SIATE) un dubbio vi assale:

“Perché Actarus prima di raggiungere la cabina di GOLDRAKE girava su se stesso?”

E lei vi dice “Tesoro ti sento teso. C’è qualcosa che non va nel nostro rapporto?”

“PERCHE’? PERCHE’ GIRAVA SU SE STESSO? Non c’era nessun motivo per farlo.”

“E’ qualcosa che ho detto o fatto?” insiste la vostra compagna.
“Qualcosa su come mi vedi? O su COME mi giudichi?”

E la vostra mente fa fatica a focalizzare la situazione perché all’improvviso, (dopo trent’anni di buio) vedete di nuovo la luce e qualcosa è scattato in voi.
E la vostra mente riepiloga affannosamente:

“Dunque: lui si buttava in quella specie di tritarifiuti con lo scivolo…poi faceva una capriola a mezz’aria, atterrava su quella specie di moto su binario, s’infilava , saltava, atterrava….”

“MA perché CAZZO GIRAVA SU SE STESSO?”

“Tu non mi ami più vero?!!!?” strilla la vostra compagna in lacrime.

All’improvviso quesiti rimasti sopiti per anni riaffiorano prepotentemente strappandovi dalla vostra normale esistenza ,ma con una sostanziale differenza , perché oggi siamo nel 21° secolo e fuori dal medioevo degli anni ’70 non ci sono più dubbi redattori che vi rispondono: “il Costume dell’Uomo ragno non te lo possiamo spedire.”

Oggi se lo volete LO POTETE AVERE…e se lo indosserete la notte (di nascosto) nessuno vi vedrà mentre fate con la bocca “TWHIP TWHIP!” lanciando immaginarie ragnatele (a meno che non vi possiate addirittura permettere il modello con i lanciaragnatele incorporati.).

Oggi potete AVERE, ESSERE E SAPERE OGNI COSA vi frulli per la testa!

Oggi c’è internet, oggi ci sono i forum , oggi c’è ROBB ANOFELE che ha una sua rubrica, un suo sito, una sua iconcina (con faccetta sorridente del cazzo) che vi dice tutto (ma PROPRIO TUTTO) su quello che volete conoscere.

VOLETE GOLDRAKE?
Potete averlo.
Non come quello che avevate da piccolo , di gomma, appena abbozzato e con i colori sbagliati.
OGGI POTETE AVERNE UNA PERFETTA RIPRODUZIONE, snodata, che sta anche in pose plastiche (e non impalato come se gli avessero infilato un palo didietro), oggi potete avere perfino il fottutissimo disco di ALCOR!


E in più 160 giga di sigle di cartoni animati in MP3 cantate da vostri coetanei che si guadagnano da vivere suonandole ancora.

“Ma …è perché non ti piaccio più?” borbotta la vostra compagna mentre voi ripercorrete la vostra infanzia televisiva…MAZINGA, CAPITAN HARLOCK…DAITARN 3!

“DAITARN 3…”

“Chissà se lo trovo in DVD?”

“Senti perché NON FACCIAMO UN FIGLIO!” esclama la vostra compagna attivando la sua procedura di emergenza standard.

“TUTTO NOSTRO, EH?!”

“Sì…” annuite voi rapito dall’idea…
“Un COFANETTO TUTTO MIO…con tutti gli episodi completi, così finalmente potrei anche vedere la fottutissima ultima puntata che non ho mai visto e sapere che fine fa DONZAUKER…”.

E il giorno dopo siete in un Negozio di fumetti pieno di gente e come ipnotizzati correte alle vetrinette e sbavando vi schiacciate il naso contro.

Modellini, soldatini, edizioni rare, riproduzioni, copie autografe, fotogrammi originali, tazzine dipinte a mano con la faccia dei vostri eroi e costumi perfetti nei minimi dettagli di Kirk, Spock, Thor e …e dell’ UOMO RAGNO naturalmente.

E mentre provate imbarazzo, mentre vi guardate intorno con aria confusa, incerta e titubante entra un ragazzino con i capelli color carota e si fionda verso il proprietario del negozio e tutto eccitato gli dice:

“avete notato che un sacco di personaggi di fumetti hanno le iniziali uguali?”

Lois Lane,. Lex Luthor, Peter Parker...

E tutti si mettono ad elencarli dimentichi di essere avvocati, studenti, bidelli, operai...

Bruce Banner, Matt Murdock...


Tutti uguali, tutti della stessa età...



Scott Summer, Dylan Dog, Martin Mystere, Brad Barron...


E all’improvviso mentre tutti dicono la loro e parlano e si pongono quesiti e domande amletiche , abbandonate ogni ritegno, correte in mezzo a loro (spintonando il pischello dai capelli rossi) e gridate a voce alta:

“Sentite me! Sentite me!”


“E’ più forte Hulk o la cosa?” chiedete in preda all’euforia…

e finalmente vi sentite a casa…

0210.06

P.s.

Per la cronaca:HULK.
E’ HULK IL PIU’ FORTE! POSSIBILE CHE ANCORA NON LO ABBIATE CAPITO?!

28.9.06

IL COLORISTA

Seduto al tavolo di cucina le mie gambe non toccano terra, il pennarello è enorme nella mia mano e Yoghi mi guarda mentre cerco di riempire gli spazi del mio album da colorare.Un piccolo lembo di lingua mi sporge dalla bocca e ce la metto proprio tutta per fare un buon lavoro. La vita è proprio bella!



Trentadue anni dopo...



Seduto davanti al mio PC gli occhi mi bruciano da impazzire , la schiena urla la sua protesta e intorno a me sembra che sia passato un uragano:
abiti accatastati, letto ad rifare, infinite cartine di merendine del Mulino bianco e una serie imprecisata di CD, fumetti e resti di ogni altro genere.
Allo specchio vedo la faccia di un malato di mente : volto bianco, borse sotto gli occhi tipo Samsonite e un ghigno da psicopatico.
Abbruttito da un estate di lavoro l’unico pensiero che riesco a formulare è “DOVETE CHIUDERE LE LINEE MALEDETTI!” e mentre per l’ennesima volta “verso” il colore con il secchiello (dopo aver chiuso le fottute linee APERTE) mi chiedo:

da quanto tempo non vedo la luce del giorno?
C’è ancora vita (intelligente) là fuori?


E subito la risposta mi arriva dalla TV (mia unica fedele compagna) che mi rimanda le immagini dell’ennesimo Reality.

Per un attimo accarezzo l’idea di spegnerla o cambiare canale , poi osservo il telecomando …infinitamente LONTANO…ben oltre la tastiera, forse perfino ad un metro di distanza…
E lascio perdere.

Ma com’è che mi sono ridotto così?
E allora ricordo…




Grazie all’avvento della tecnologia un nuovo mestiere si è sviluppato, o meglio un vecchio mestiere si è evoluto e rinverdito creando la figura del COLORISTA DIGITALE.

Esistono vari tipi di colorazione: quella DENTRO i bordi, SOPRA i bordi , SOTTO i bordi e SOTTO PAGATA che è la più diffusa.

Nel processo di colorazione è indispensabile la collaborazione con il disegnatore che può essere di vari tipi:

LATITANTE (la migliore)
Il disegnatore dice al colorista “fai tu”, poi sparisce e non lo sentite MAI più in vita vostra.
Lo ritrovano in Messico dove ha aperto un bar e vive felice con una rumena.

TELEGUIDANTE
Il disegnatore da’ delle indicazioni più o meno precise al colorista dicendogli come lui si immagina alcune scene. Voi lo accontentate ogni tanto e per il resto fate come vi pare, se crea problemi gli sollevate questioni tecniche relative al programma e lo zittite dicendogli “non è possibile. L’Hard Disk non me lo permette , vorrei accontentarti ,ma non ho abbastanza RAM e il deflettore principale è già al 60 percento…se lo faccio rischio di dover riallineare le armoniche ”.
Per disarmare ulteriormente il vostro collega fatevi sempre chiamare sul cellulare in modo che sia lui a pagare.

COMPETENTE
Pericolosissima. Il disegnatore con cui lavorate ha anch’egli competenza tecnica o velleità di coloritore. In tal caso non si può giocare la carta del techno-bubble (linguaggio tecnico indecifrabile) ,ma si può stabilire un rapporto di dipendenza nei vostri confronti.
Negatevi, adducete problemi di famiglia e contrattempi vari ,meglio se vicini anche al suo campo professionale , tipo:
“con questi tempi ristretti non so se ce la farò, mi sa che mollo tutto e torno a lavorare al supermercato.”
Il timore di un ritorno a lavori innominabili farà scattare nel vostro collega un sentimento di fraterna simpatia.
Man mano che passa il tempo mostratevi stressato, confuso, sull’orlo del collasso, mentite sulle date e sui tempi, convincete i disegnatore che non farete MAI a tempo a finire il lavoro.
Questo farà scattare in lui una sindrome di Stoccolma che lo metterà nelle vostre mani.
All’ultimo istante tirerete fuori le tavole colorate che lui accetterà senza fare storie e tutto andrà a posto.

COMPULSIVO OSSESSIVO
Il vostro disegnatore non ha una vita sociale.
Non esce , non mangia, non si riproduce e vive in funzione di questo lavoro che per lui e IL Lavoro (con la L maiuscola) della sua vita.
In questo caso il vostro collega vi manderà un dettagliatissimo file di Word (o Acrobat) in cui è illustrato ogni singolo millimetro che dovete colorare.

“La tazzina che ha in mano il protagonista è di vetro di murano, ti ho allegato 10 mega di documentazione fotografica di una gita che ho fatto a Murano con la mia ragazza e ti mando 5 mega di foto della mia ragazza prima che mi lasciasse nel’89 e ti mando 12 mega di foto dell’anno 1989 quando lei mi ha lasciato per un elettricista della bassa padana”.

Difficilissimo da gestire tale personaggio deve essere contenuto, assecondato e circoscritto, cercate di spostare la sua attenzione su altro , parlategli di Star Trek o di esperienze comuni.

“Sì, anche io mi sono vestito da Power Ranger l’anno scorso!”.

Ma sappiate fin dall’inizio che anche questi saranno palliativi.
Alla quinta tavola vi telefonerà di notte per dirvi che ha trovato finalmente la tonalità giusta di verde per la tappezzeria di tavola 6.
Il giorno dopo ve ne manderà uno scampolo per posta prioritaria.
Alla decima tavola mi spedirà un tessuto della sua epidermide per farvi capire il colore della carnagione che vuole per il protagonista e vi terrà interminabili lezioni sulla luce “rifratta e riflessa” , nonché sulla cosiddetta RADIOSITY.
Se volete liberarvene chiedetegli un aiuto per colorare la scena del ferimento del protagonista.
Lui vi manderà un flacone di plasma.
Ditegli che non è arrivato (“questa posta non arriva mai!”) e lui continuerà a mandarvene fino a dissanguarsi.

Lasciamo ora il colorista e il disegnatore a giocarsi la loro partita e facciamo un passo indietro andando a vedere COME il colorista ha ottenuto il lavoro.

LA PROPOSTA DI COLLABORAZIONE.

La proposta arriva via e mail (il telefono ormai serve solo per scaricarsi le suonerie dei mondiali) ed esordisce con questo tono:
“Salve! Sono Sal Panegirico! (nel settore del fumetto tutti hanno sempre nomignoli tipo cani…Robb, Maxx, Sal ecc. ecc.) io e Tom & Jerry Catafalano stiamo lavorando ad una mini intitolata OBLADI’OBLADA’ e vorremmo chiederti se sei disposto a fare una prova per noi…”

LA PROVA.
Un tempo i giovani venivano iniziati all’età adulta con una prova da superare e oggi (nel ventunesimo secolo) niente è cambiato ed un bravo colorista viene iniziato ad un nuovo lavoro superando una prova (rullo di tamburi).
Di solito Sal (o chi per lui) vi manda una tavola in bianco e nero (generalmente ad una risoluzione spropositata tipo 2000 DPI, solo perché gli ruzza di incepparvi il computer per due ore) e su questa voi dovete fare la vostra colorazione.
Breve testo di accompaganamento:
“SALVE sono di nuovo io ..SAL! (ci tengono a sottolinearlo) ecco la tavola.
Vai libero! Fai come vuoi perché vogliamo che tu possa dare il meglio di te! Buon lavoro.
Saluti (faccine del cazzo varie) firmato: SAL!

La tavola in questione è di solito scelta con cura per essere o la più incasinata o la più brutta (ma voi non avete visto le altre e forse sono tutte così).
Il disegnatore è tale MICK Atalanatano e non vi dice nulla ,ma SAL (Ciao!) vi dice che ha collaborato con alla realizzazione di STROLLO (?).

Vi mettete al lavoro sulla vostra tavola con molta calma e lo fate a tempo perso perché prima hanno la precedenza i clienti paganti, quelli sicuri ed in generale quelli che hanno avuto la decenza di chiamarvi prima per telefono , nonché di presentarsi con nomi completi (Alessandro, Giuseppe, Fabrizio) e non Axl, Giuss, Fabbr.

Vi mettete al lavoro sulla colorazione, decifrate tutti i ghirigori del disegnatore, vi inventate di sana piante se è giorno o notte (perché senza sceneggiatura non sempre è facile saperlo) e poi spedite il tutto.

Dopo due o tre mesi , quando voi state già pensando agli stracavolacci vostri (e non certo ai loro)ecco che come per magia riaffiorano.

“Ciao sono SAL!!!!!!! Abbiamo visto la tua colorazione ,ma ci sembra troppo chiara, scura, rossa, verde, strana, opaca, albina cinerea ecc. ecc.
Ti va di farci un’altra prova? Un po’ più Gimenez ,ma fai tu, eh?”

Gliene fate un’altra. Con calma. A tempo avanzato e senza perderci il sonno.
E dopo tre mesi …

“CIAO SONO SAAALLLLLL! (più passa il tempo e più peggiora…).
Gepy Antolofano (lo sceneggiatore) mi chiedeva se puoi fare la prova un po’ più BRUNITA….”

A questo punto potete scegliere due opzioni:
mandare Sal, Mick, Giuss, Gipy, e Tom & Jerry tutti quanti affanculo

(Modalità consigliata. Premi Y se accetti).

O fare il diplomatico e restar sul cortese “Vi ringrazio sarà per un ‘altra volta ecc. ecc.)

(Modalità avanzata per navigati figli di buona donna che si lasciano una porta aperta. Premete N).

Quasi sicuramente non lavorerete più con questi individui ,ma la vostra ulcera gastrica ne beneficera’.

Nei casi in cui tutto “fili liscio” (parola grossa) e la collaborazione diventi effettiva si inizia la colorazione e facendo lo slalom tra le indicazioni del disegnatore e le farneticazioni dell’editore (nonché di chiunque si senta in dovere di darvi un suggerimento incluso il pizzicagnolo e l’idraulico) si arriva alla fase cruciale.

LA FASE CRUCIALE.

Tale fase coincide con il momento in cui il vostro organismo ha il rigetto di qualsiasi cosa stiate facendo e corrisponde più o meno alla fine del vostro lavoro (a volte capita anche col rapporto di coppia).
In questa fase, (proprio mentre vi pregustate la meritata vacanza), ecco arrivare il fattore Murphy che si annida in ogni angolo e anfratto della realtà così come voi la percepite.
Il fattore Murphy è il computer che decide arbitrariamente di fulminarsi il giorno prima della consegna, il CD masterizzato male che non arriva a destinazione o semplicemente la VOCINA PAZZA e sibilante che vive nel vostro cervello e che simile ad un serpente tentatore vi suggerisce cose assurde tipo:

“Braaavo. Hai finitoooo. Perché ora non ssssovrassscrivi tutti i fileee in basssa
riss soluzione ssssopra quelli in ALTA? EH?”


Non chiedetevi “perché” la Vocina Pazza vi suggerisca queste cose e non cercate di combatterla perché se si è messa in testa di farvi fare qualche cazzata….VOI LA FARETE.

Tenete presente che per ogni tipo di pubblicazione esiste una scadenza assurda ed insensata , dettata dal capriccio di qualcuno che serve altre Vocine Pazze che gli dicono cose come

“Sssssenti, perché non gli anticipiii la consssssegna di un messsssse? Eh?”.


Tali scadenze ovviamente sono sacre. Perennemente a ridosso di qualche improbabile Mostra , Fiera o Convegno di cardiochirurgia in cui bisogna avere per forza l’ultimo numero (A COLORI!) di STROLLO.

“E’ una questione di vita o di morte! Altrimenti devo fermare le macchine!”

“Io le macchine le fermerei buttandoti giù da un cavalcavia.” pensate voi mentre lo ascoltate al telefono.

E per un attimo, (mentre impugnate la penna della vostra tavoletta grafica immaginando di piantarla nella carotide di qualcuno) rimpiangete la faccia sorridente di Yoghi e Bubu…quando ogni cosa era divertimento e non una gran rottura di balle.

FINE.



“Bravooooo. Ora perché non pubblichiii quessssta pagina in modo che tuttiiii i tuoiiii clienti la legganoo? Eh?”

2709.06



Questo post è dedicato a Jack che è stato pazientissimo e bravissimo ,ma che soprattutto NON rientra in nessuna delle categorie di disegnatori sopracitate.
(...forse...) °____°

16.9.06

IL VECCHIO E IL NUOVO


Tra le infinite tipologie di potenziali clienti e datori di lavoro che caratterizzano il pittoresco mondo del creativo (e che rendono la sua esistenza assolutamente NON noiosa) ne vanno citate almeno due che spiccano per originalità e interesse scientifico: IL VECCHIO e il GIOVANE Editore.

Il Vecchio Editore è una figura leggendaria del campo editoriale, emerso alla ribalta negli anni 40 o 50 pubblicando qualcosa di assolutamente innovativo , si è imposto sul mercato con pubblicazioni come “RICETTE OGGI”, “OROSCOPO PER TUTTI” o “REBUS POPULI”.
Sulla scia di questi successi ha costruito un piccolo impero che è poi finito nelle mani dei figli che (a seconda dei casi) lo hanno reinvestito in ristoranti o dilapidato in cocaina e transessuali.

Alla soglia dei 96 anni, il Vecchio Editore (ormai estromesso da qualsiasi decisione editoriale e affaristica) litiga con la figlia ,Maria Viraconda, perché lei lo obbliga a portare il pannolone e per ripicca decide di intraprendere un’attività individuale che lo riscatti agli occhi della società e della famiglia, indovinate un po’ che cosa vuol fare?

VUOLE FARE UN FUMETTO.

Il Vecchio Editore vi riceve in una villa sulle colline circondata da un infinito parco in cui sgambettano rarissimi Aironi e pascolano educati filippini incaricati di tenere in ordine i giardini. Sullo sfondo piccoli branchi di Dodo vengono nutriti da dei peruviani.
Man mano ce vi addentrarte nella folta vegetazione avete una claustrofobica sensazione da Vientnam e vi pare di essere Martin Sheen in cerca del colonnello KURZ sul fiume DA-NANG.

All’entrata una compunta e incartapecorita zitella vi accoglie con fare acido e le sue parole sono appena decifrabili tanto è rinsecchita e stizzita.

“DICAAAAAAA?” sibila quando entrate nell’edificio.
“Ho un appuntamento con Sua Eminenza Lord Baronìa”. Bofonchiate voi intimidito.
“ATTINDAAA.” Replica lei con aria disgustata e vi osserva le scarpe mentre arriccia il naso.

“C’E’ QUI IL SIGNORI…” di nuovo arriccia il naso e fa una smorfia “…PER QUEL COLLOQUI…”
(Non sono refusi…è la parlata della signora che è stretta e al plurale).
“ Sì. Sì. Certo…” annuisce facendo smorfie mentre vi guarda e poi conclude la telefonata con un
“ACCOMODISI! ” e vi guarda come se foste uno scarafaggio morto.

Attraverso il salone adornato da busti e quadri, superate una sala tappezzata di arazzi ed arrivate ad una stanza con un portone grande quanto uno Stargate presenziata da un paio di senegalesi.

“Permesso?”! Chiedete timidamente.

“Vengala! Vengala!” tuona una voce profonda.

La stanza in cui entrate è ricca di antichi oggetti antichi, quadri con cornici dorate , orologi a pendolo ed un enorme poltrona/trono su cui giace un omone vestito stile santone, accanto al quale due cingalesi sventolano grossi ventagli e sorreggono una flebo.

Un gufo vi osserva da un trespolo.

“Questo sarà un test Voight Kampf?” domanda una parte malata del vostro cervello.

Il Vecchio editore vi da la mano (che risulta essere priva di struttura ossea) , dopodiché si siede,alza gli occhi al cielo e inizia a delirare.

“Era il 58 quando alla mi moglie le dissi! VENDI! E LEI ALLA VIGNA CI SI FECE ‘ICCASTELLO.”

(Il vecchio Editore è palesemente toscano).

Pausa imbarazzata mentre voi osservate le iridi ingiallite del Vecchio.

“MA TE CHI SEI!?” vi chiede diffidente estroflettendo una dentiera degna della bocca interna di Alien.

“Sarei il dsegnatore per quel fumetto…sa…” borbottate voi reprimendo un conato.

“FUMETTOOOO!” grida lui e le orbite gli si rovesciano all’inidetro.
Uno dei due cingalesi posa il ventaglio e impassibile gli pratica un’iniezione.

Lo sguardo dell’Editore riaffiora dal nulla ed un ghigno gli si disegna sul volto.

“Quella gran MUCCA di mia figlia vuole che mi metta il pannolino ,ma ci pensi?!” vaneggia ricaricato da una botta di glucosio ed improvvisamente allunga il collo (tipo ET) e vi si avvicina minaccioso diffondendo una ventata di mentolo, borotalco e vicsinex.
I cingalesi mettono mano alla flebo e ne ricalibrano il dosaggio, il vecchio spalanca la bocca in un urlo muto alla Munch e vi fissa sorpreso.

“PINOCCHIO! “ esclama felice.
“Sei tornato Piccolo burattino, sei tornato dai ‘ttu babbo”.
Voi annuite confuso.
“O sei ATTILIO?” vi chiede improvvisamente sospettoso mentre estrae una vecchia roncola (falcetto da contadino) da sotto la vestaglia.
“Maremma! Eppure t’avevo fatto fuori e MURATO nella vecchia stamperia! O come mai tu sei tornato?”
Mentre cercate ancora una risposta la vecchia zitella si materializza dal niente con pillole e infermieri.
“LO AVETE FATTO AGITEREEEEE.” Esclama adirata e mentre il vecchio viene portato via di peso da due infermieri (albanesi) voi venite scortato gentilmente all’uscita da un nugolo di piccoli filippini-vestiti come gli gnomi di Willy Wonka.

IL FUMETTO LO VOGLIO BROSSURATOOOOOOO! Urla in sottofondo il vecchio Editore mentre lo sedano con del bromuro.

Tornato a casa ancora perplesso (se non sconvolto) per quello strano incontro, il peggio vi aspetta annidato nel vostro stesso computer.


Il NUOVO Editore vi attende infatti nella POSTA IN ARRIVO.

“Salve sono ROBB ANOFELE!” esordisce il GIOVANE sulla vostra e mail…

(Hanno sempre un nome tipo Robb, SAL, GIO’ o MAX….mai Mario, Marco o Alessandro).

Sono il titolare della PROMISCUOEDIZIONI (mai sentiti).
Abbiamo fatto RODDY VULVA (?)
PULCINELLI MASCHERATI una storia di supereroi ambientata in Italia)
E MAIALI NELL’ OSPIZIO (parodia…c’è SEMPRE almeno una parodia).

Ti piacerebbe COLLABORARE con noi? (leggi: non ti diamo un cazzo).
Perché sai noi siamo tutti giovani e lavoriamo PER PASSIONE.

“Per passione…”

Dal dizionario del fumettista: LAVORARE PER PASSIONE -

Acquisire capacità di nutrirsi di luce e calore , (vedi anche FOTOSINTESI), a contatto con la natura (in un vaso) e liberi da vincoli materiali (senza casa, affitti , mutui) in uno stato di totale libertà creativa (nudi, pianatati nel terriccio a volte bioluminescenti…).
Se si è fortunati: con AFIDI di proprietà.


ROBB vi spiega il tipo di pubblicazione,vi gratifica con complimenti che mai in vita vostra avete ricevuto, vi invia a visitare il loro sito su cui ha pubblicato anche Vinnie Marmotta (famoso disegnatore di STROLLO) e vi invita a leggere la loro pubblicazione edita da suo cugino e distribuita dalla sua sorellina a casa dei nonni.

“Presto contiamo di arrivare anche a casa dei miei zii” esclama Robb entusiasta.

Quando finalmente lo contattate per telefono , a metà della conversazione , udite sua madre che lo chiama in sottofondo e mentre lui tenta di coprire goffamente la cornetta dicendo “sto ricevendo un fax” lo sentitre urlare “Mamma non ora! SONO sono sul vasino!”

Qualche anno dopo ritroverete il GIOVANE EDITORE a Lucca ( intento a promuovere qualche improbabile versione multimediale di fumetto) ed avrete l’opportunità di conoscerlo di persona.
Generalmente dislessico vi accoglierà dicendo:

“Uh! Fumettolo, uh.Uh-windimmi la CD per la rete Windimmi in RETE MULTIMEDIALO – WINDIMMI!”.

E lo potrete ammirare generalmente accompaganato da una femmina (Windimmi pure lei) o da un Neurone al guinzaglio (il suo).


1609.06


“IL VECCHIO E IL NUOVO” di Max Guadagni, Edizioni Pangolino , distribuite da Promiscuoedizioni e disponibili anche in versione multimediale sul vostro WINDIMMI.

15.9.06

DAL BARBIERE

Indiscutibile baluardo dell'identità maschile , il barbiere rappresenta l’oasi felice del maschio medio, la stazione di porto dove ritrovarsi tra uomini di eguali vedute e interessi.
Che si abbiano 12 anni o 102 non fa nessuna differenza, il barbiere può trarre dalla sua bibbia qualsiasi argomento di conversazione , purchè questo rientri nelle Tre Grandi Categorie Madre:
CALCIO.
POLITICA
DONNE.

La prima è universale ed assoluta , non viene posta in discussione ne ipotizzato che possa non essere condivisa.

La seconda deve essere gestita con prudenza ed eleganza, il barbiere in quanto tale non mostra il suo vero orientamento politico ,ma vi danza intorno assecondando il vostro tra una frizione e l’altra.


La terza, ( relegata ad una sottocategoria borgatara) , perché abbia successo deve essere gestita in modo triviale, greve e sboccato.
Generalmente è d’uopo riferirsi agli attributi femminili con colorite metafore e sghignazzate collettive , la conversazione ha un valore catartico al fine di far scaricare il cliente dal peso della vita reale (moglie, fidanzata , compagna in generale che lo batterebbe contro un muro se gli si rivolgesse così).





Il barbiere all’esterno si presenta spazioso ed accogliente, munito di comodi divanetti ha un ‘aria invitante e rassicurante ,ma appena entrate vi rendete conto che lo spazio è in realtà minuscolo , ci sono più specchi che pareti e i divani sono in realtà striminzite poltroncine dove si accalcano i clienti.

“Cazzo-arbitro!” esclama Bubba seduto in un angolo.
“Eh, sì quel rigore non ci voleva proprio” replica il barbiere mentre tinge i capelli ad un Little Tony di 60 anni.
Ogni barbiere ha i suoi clienti affezionati, persone che non hanno realmente necessità di fruire dei servizi ,ma che stazionano nel negozio per fare “conversazione”.

Avete già cambiato idea e siete sul punto di andarvene quando una voce vi blocca sulla porta.

"Accomodarsi." Dice Deborah, l’assistente CUBISTA del barbiere con l’acca finale e gli autoreggenti che spuntano da sotto la minigonna e apparentemente si rivolge all'attaccapanni.

“Bè, magari ripasso...” tentate di replicare.

“ACCOMODARSI." Ripete Deborah (con un tono di voce simile ad un Robot con le tette a punta) fissando un punto indistint oalle vostre spalle.

Vi sedete.

Alla vostra destra c’è un bambino che sputacchia e sbava , sta cercando di ficcarsi un Power Ranger nel naso ed è sulla buona strada per riuscirci.

“Cazzo-palo!” esclama Bubba alla tua destra e intanto stropiccia la gazzetta dello sport.
“Già, proprio una sfortuna sennò gliene avremmo fatti almeno tre.” Replica il barbiere mentre cotona i capelli di Little Tony.

Il bambino vi tira una gomitata in un rene , poi fa volare il Power Ranger direttamente nella vostra milza.
“Vuuuuuuuuuuu!” sputacchia sbambettando.

Davanti a voi siedono altre 3 persone:
Un signore distinto con l’aria da avvocato .
Un giovane fighetto allampadato che da quando sei entrato sta smanettando con la suoneria del cellulare.
E un algerino di nome Megreit dall’aria incazzata che lancia occhiate deliranti verso Deborah.
“j vu vole castigar la femme!” borbotta tra i denti mentre passa la stangona.

“Pirupirupiiiiii!” trilla il cellulare dell’allampadato e lui ridacchia mandando messaggini.


Valutate l’ipotesi di uccidere il bambino ,ma la scartate perché c’e il rischio che sia il figlio di Bubba, vi spostate timidamente cercando di ricavarvi uno spazio vitale.
Il bambino vi si attacca alla maglietta e per qualche oscuro motivo inizia a sbavarci copiosamente sopra. “ARF! ARF!”

“Non dare fastidio al signore, GianGJacopo (con la J)” dice il signore distinto con l’aria da avvocato senza neppure alzare lo sguardo dalla sua copia di Focus.
GianJacopo per tutta risposta fa una pernacchia e vi pianta un piede sullo stomaco.
Sforzandovi generate un sorriso forzato (tipo paresi) poiché la convenzione vuole che i bambini siano sempre carini e teneri , anche quando sono dei grandi tritacoglioni.
Involontariamente vi spostate verso Bubba che si volta di scatto abbaiandovi contro “CAZZO- ALLENATORE!”

“Eh vedrai che se continua così dura poco…" risponde laconico il barbiere mentre spruzza la lacca sulla testa di Little Tony.
Vi fate piccoli piccoli…immobile come un criceto di fronte ad un T Rex…aspettate che lo sguardo vacuo di Bubba si sposti di nuovo sulla gazzetta…

“Cazzo-qualifica…” borbotta a bassa voce alla fine dimentico di voi.

“Ormai l’anno prossimo” conclude il barbiere e toglie il telo a Little Tony spazzolandogli le spalle.

Per darvi un tono allungate una mano verso le riviste, mentre lo fate Bubba sposta di nuovo lo sguardo sulla vostra mano…(evidentemente ha un accenno di vista perimetrale…).
Le riviste spaziano tra i generi universalmente riconosciuti dai maschi:
Quattro ruote.
Motori Oggi.
Tutto calcio.
Tutto Tope.
Topolino.

Vi chiedete quale genere susciterà l’attenzione di bubba ed opti per Topolino …

“MGRRRRRRrrrrr!” ringhia Bubba subito agguantate una copia di Motori Oggi.

Leggete le fantastiche prestazioni di un fuoristrada da 60.000 euro che non potrete mai permettevti e nella foto a fianco dell’articolo c’è anche una strafigona distesa sul cofano che somiglia terribilemente a Deborah…

“Frizione.” dice secca quest’ultima evocata dal nulla e si pianta davanti all’algerino fissando nel vuoto.
“Je te prende’ com la violence, bon puledre!” replica Megret seguendola in un’altra stanza.

“Si accomodi” dice all’improvviso il barbiere rivolgendosi a voi.

“C’erano prima i signori..” rispondete timidamente.

“Noi aspettiamo Deborah.” Rispondono all’unisono tutti gli altri …eccetto Bubba che borbotta qualcosa sui guardalinee.

Il barbiere è alto, abbronzato ed ha un rolex al polso che pesa un chilo, i suoi capelli sono folti come il pelo di un cane lupo, ha un sorriso splendente e l’orecchino.

Vi siedete sulla poltrona e subito il barbiere inizia a pomparla (per un quarto d’ora) per portarvi alla sua altezza…, alla fine temete che vi metta pure il cuscino sotto al sedere.
Vi passa invece il telo intorno al collo e mentre lo fa pensate seriamente che vi stia strozzando.

“Troppo stretto?” chiede sorridendo.
“Un pochino..” rantolate a fatica.
Lui sorride annuendo e lo stringe un altro po’.


"Allora..." vi chiede guardandovi nel riflesso dello specchio "...come li facciamo?".

"Non come l'ultima volta maledetto criminale!" pensate dentro di voi.
"Magari un pochino meno corti del solito..." gli rispondete invece cercando di essere diplomatico... "...ecco vorrei cambiare un pò e se possibile..."

Lui annusice soddisfatto , le sue forbici scintillano e sta già tagliando mentre state ancora cercando di dire qualcosa...

"Bella partita, eh?" esordisce il barbiere guardando l'ora sul rolex.
"Quale cazzo di partita?" vi chiedete voi come se saperlo facesse per voi qualche differenza.

"Hanno perso ,ma hanno giocato bene, no?" insiste il barbiere sferruzzando come un pazzo.

"CAZZO FUORIGIOCO!" urla Bubba dalla saletta d'aspetto.

"Eh, certo che anche loro hanno avuto fortuna, vero?" insiste il barbiere e parte sciorinando tutta una sequela di nomi che per voi non hanno alcun senso.
Voi osservate il vostro riflesso …terribilmente pallido e con aria sconsolata ...dopo 10 minuti di riferimenti a Totti, Del Piero e Vieri provate ad aprire timidamente bocca.

"Io non seguo il calcio." dite con un certo timore.

"CAZZO..." esclama Bubba dalla saletta.
Le forbici del barbiere si fermano a mezz'aria, il bambino resta immobile col Power Rangers in mano, il cellulare del fighetto tace improvvisamente e l'avvocato solleva la testa dalla sua copia di Focus.

"Lampada." dice la voce atona di Deborah spezzando l'incantesimo.
Il fighetto si alza e la segue nell'altra stanza.

"Hmmm..." mugugna il barbiere ripartendo a tagliare "...comunque sia se continua così anche il calcio lo faranno morire...ormai è solo una questione di soldi e politica." sentenzia riacquistando velocità.

"CAZZO-BERLUSCONI-CAZZO-PRODI!" commenta Bubba dalla saletta.

"Eh, certo che quando sono al potere destra o sinistra sono tutti uguali, vero?"
chiede il barbiere con un sorriso complice.
Annuite in silenzio, non ve ne potrebbe fregare di meno, la vostra unica preoccupazione è liberarvi dei capelli che vi si depositano sulla punta del naso.

"Certo che anche la sinistra ha le sue colpe..."dice il barbiere come sondando il terreno.

Tacete.

"Oddio anche quegli altri a loro tempo hanno fatto un bel casino, vero?" insiste il barbiere guardandovi nel riflesso...

Continuate a tacere.

"Radicali?" chiede a un certo punto il barbiere fermandosi di colpo.

"CAZZO-PANNELLA!" esclama Bubba in sottofondo.

"Ah...mi spiace ,ma io non mi interesso molto alla politica." gli rispondete alla fine stremato.

Un imbarazzante silenzio cala nella stanza.
"Andiamo." dice l'avvocato disgustato e si alza prendendo gianJacopo per mano.
"Torniamo un'altra volta, quando c'è meno gente." dice uscendo dal negozio...

Il barbiere riparte con fatica, fissa il vostro riflesso come se vi vedesse per la prima volta , taglia con un ritmo altalenante, sincopato, apparentemente impaurito...

"La Ferrari..." abbozza cautamente...

"Non seguo la formula uno" lo ghiacciate subito.
E lui vi sfiora l'orecchio con le forbici.

"Ha visto la nuova Panda…?."

"NO."
E lui vi becca l'orecchio di striscio...

Il barbiere si ferma come tremante...terrorizzato perchè non sa cosa è seduto sulla sua sedia...

"Cazzo-alieno..." commenta Bubba mentre sfoglia la copia di Focus...

" La figa..." borbotta il barbiere balbettando...

Voi lo guardate preoccupato, sul collo avete già una goccia di sangue , siete in seria apprensione per il vostro lobo e soprattutto non volete distruggere le sicurezze di qust'uomo.

"Sì, sì...quella cerco di seguirla il più possibile..!" lo rassicurate.

"Cazzoooo-topa!" esclama soddisfatto Bubba e tutti si rilassano, dopotutto non siete un Alieno proveniente dallo SPAZIO PROFONDO ,ma un uomo come tutti gli altri.
Il barbiere riparte come rigenerato e inizia a parlare degli organi genitali delle veline, poi passa a illustrarvi una sua scopata della sera prima e intanto vi manda occhiatine complici e strizzatine d'occhio.
Voi annuite , nonostante tutto vi snetite più rilassato perché FATE PARTE DI QUALCOSA…il Grande Universo Maschile.
L’ immagine riflessa cambia in continuazione, i vostri capelli sono un abominio, le forbici saettano e ogni tanto vi viene spazzolato il volto con un pennello che buca.

"A la prosceme , gran figon!" commenta Megreit riaffiorando dall'altra stanza con i capelli impomatati.

"CAZZO-FINITO!" commenta Bubba alzandosi e uscendo con l'amico algerino.

Deborah, ruota sui suoi tacchi vertiginosi e rispunta anche il fighetto allampadato, il suo volto è color aragosta, sul viso ha un sorrisino cretino.

“Pirupirupiiiiii!” fa il suo cellulare.

"Mio numero." gli dice Deborah ed estrae il suo cellulare da non si sa bene dove.

“Pirupirupiiiiii!” fa il cellulare di Deborah.

“Mio numero” replica il fighetto con lo stesso gesto.


"Fatto!" esclama il barbiere mentre vi fa gli ultimi ritocchi con la lametta.

Vi guardate...allo specchio vedete la solita faccia da deportato, i capelli vandalizzati, tagli e taglietti sul collo e la faccia felice del vostro barbiere che vi gira intorno con lo specchio.

"Perfetto." dite non vedendo l'ora di andarvene.

Scendete dalla poltrona rischiando di rompervi un piede, pagate velocemente il conto a Deborah e aspettate inutilmente che vi renda il resto.

"Mancia." dice rivolgendosi all'attaccapanni.


Ve ne uscite tutto sommato felice, non dovrete rimettere più piede qui dentro per almeno un mese e se non altro avete fatto un po’ di conversazione interessante.

"Arrivederci!" vi saluta il barbiere strizzandoti l'occhio e mimando atti osceni di accoppiamento.


Nota dell’autore:
da circa una decina di anni ho un nuovo barbiere. E’ muto o quanto meno si fa i cazzi suoi e non parla.
Non cerca di fare convesrazione ad ogni costo, non mi chiede cosa penso della Champions League , non mi racconta i suoi amplessi sessuali e grazie a Dio non mi chiede come fa sesso la mia donna.
Finalmente posso leggermi la mia copia di Topolino in santa pace.

Lo adoro.

1509.06

LA SBRONZA

"Bevi Amigo!" ti incita Il BARBA alitandoti addosso.

Il “Barba" ha occhi stretti , barbetta incolta da artista e sguardo vacuo perso nel vuoto, mentre versa vinaccia qualcuno suona la chitarra , qualcun altro brucia incenso e su tutte le pareti c'è un poster del CHE che vi osserva.

Domanda : “cosa ci fate qui ?”.

E allora la vedete : bionda come un campo di grano, con due occhi verdi che ti tolgono il fiato e con un aria prennemente distratta alla io “ce l’ho ,ma NON me la tiro perché quasi non mi accorgo di avercela”.
Il suo nome è Elise , ha la mamma francese , il nasino all’insù e le piace acquerellare.
I suoi quadri fanno pena ,ma a voi non frega niente di questo perché vi ha fatto girare la testa dalla prima volta che l’avete vista a scuola, seduta davanti al tavolo da disegno con la sua postura perfettamente DRITTA (tipo: “ho ingoiato un PALO ,ma mi fa bene alla schiena”).
Sfortunatamente ogni volta che vi avvicinate a Lei vi trasformate in Topo Gigio e riuscite a parlare solo di previsioni del tempo e formaggio.
“Fumi ?” , vi chiede all’improvviso il Barba strappandovi dai vostri pensieri.
Il vostro primo pensiero è “no” , Nnon fumo perché ai miei polmoni ci tengo. Coglione.) , ma poi la guardate (dolce, tenera) mentre svolazza in mezzo al fumo.
“Certo che fumo !” , rispondete al Barba col vostro tono da Uomo Che Non Deve Chiedere Mai.
Perché una sigaretta vi darà un tono e anche un pretesto per avvicinarla , offrirgliela ed avere dei figli con lei.

Il primo tiro è una ventata di fuoco nei polmoni, , il Barba vi comunica che è “roba buona” e voi annuite rantolando e facendo il segno dell’OKAY mentre sperate che qualcuno vi intubi in fretta.
Certo vi gira un po’ la testa e vi pare di vedere il Che che scuote la testa dalla parete, ma per il resto va tutto alla grande !
“Hasta la victoria!” grida uno con un rolex al polso.
Attraverso il fumo vi guardate di nuovo intorno e per la prima volta vi accorgete che sono tutti uguali al vostro Barba, hanno barba-pizzetti , barba-barbette e barbacapelli-rasta, nonchè probabilmente l’hobby della pesca perché non fanno altro che parlare di “canne” (passamela, rollala, dammela)...
E qualcuno dice “che botta !”. E qualcuno esclama “che flash !”.
“Il filtro” , “il tiro” e qualcuno versa altra vinaccia e qualcun’altro passa un cicchino....”FUMI?”
“FIGA PAURA!” esclamate voi usando l’unica frase che Elise riesce ad articolare di solito.




Due ore dopo...

Nonostante un leggero beccheggiare vi sentite in perfetta forma e se il capitano Achab (che vi pare di vedere seduto al vostro fianco) togliesse l’arpione che vi ha piantato in testa sarebbe tutto perfetto.
Il vostro unico problema è che di nuovo fate fatica a ricordare cosa ci fate qui.
Ricordate Elise.
Ricordate che l’avete seguita per fare la vostra dichiarazione e ricordate che nonostante i vostri sforzi siete circondato da Barba che continuano a ROLLARE…

Stati allucinatori :
il Che vi offre una sigaretta e Topo Gigio ve la rolla.
Signor Spock ! Sto per vomitare !
Diario di bordo : il pianeta è popolato da strani Fricchettoni indigeni…
“Apra il fuoco Signor Spock mentre io mi occupo delle indigene!”
Puntellandovi contro la parete (stranamente storta) raggiungete quello che vi sembra essere un W.C. ma che invece si rivela essere (troppo tardi) Ernesto , il cane Hippy con bandana al collo di uno dei Barba.
Sfuggito al cane inferocito raggiungete di corsa la toilette tuffandovi dentro tipo Anitra W.C .
Per la prima volta sperimentate di persona il fragrante odore di deodorante da tazza...
Allucinazioni televisive : “E' qui che si annida lo sporco impossibile!”

Lo specchio : il vostro colorito è un bianco latte andato a male con una inquietante venatura di grigio topo, in faccia avete dipinto un sorrisino da deficiente , la pupilla dilatata come quella di un gufo mentalmente disturbato.
“Faremo il test Voight Kampf per il cosiddetto responso rossore…” borbotta la vostra mente fuori controllo.



Dopo un altra mezz'ora di immersioni nella tazza ("Il water. Questo sconosciuto. Un programma di RAI educational) riaffiorate dal bagno, e riacquistata momentaneamente la memoria puntate verso Elise il vostro amore! Riattraversate la stanza barcollando e la vedete : indicibilmente bella e dolce, indicibilmente carina e tenera, indicibilmente romantica e indicibilmente occupata a farsi palpare le tette da un Barba-biondo.
Pensiero: "Forse è il suo ginecologo!" , cerca di rincuorarvi la vostra parte ottimista.
“Vedrai! Ora le fa il pap test.”

E entre il Barba le fa una visita completa (anche con ecografia a giudicare da come le sta sotto) i Barba intonano “Obbella ciao” costringendovi a partecipare goliardicamente.
“Li odio quando fanno così…” commenta Il Che dalla parete…

Mentre il Barba- Biondo sta praticando la respirazione bocca a bocca ad Elise (ah, vedi! Allora è un paramedico!) gli altri Barba sono già passati a “bandiera rossa”.
“Portami via con te ti prego!” insiste il Che…
“Hasta la victoria!” grida il solito mentre scatta foto col suo cellulare cellulare da 500 euro.
E mentre ascoltate i racconti di progetti Erasmsus e di improbabili viaggi a Cuba (pagati da mamma e papà) Elise se ne va col Barba biondo infilandogli una mano nella patta.
“Tranquillo.” Commenta la vostra parte ottimista…
“Credo che lei studi UROLOGIA….

Nota dell’autore:
ecco quello che ho imparato nei miei anni migliori all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

12.9.06

ANATOMIA DI UNA CENA

“Carina” commenta distrattamente il vostro cervello la prima volta che la vedete.

Due settimane dopo del vostro “distratto cervello” non resta più niente, solo un’ informe poltiglia che vi suggerisce frasi amorose.
Da almeno 6 giorni la incontrate “casualmente” nella scuola in cui insegnate e in ogni circostanza vi inventate motivi sempre nuovi e sempre meno credibili per essere li.
Passate ore a fotocopiare pagine bianche.
Date ripetizioni ad allievi che detestate e fingete di avere importanti affari da trattere sul cellulare:
“No! Digli che se non mi stampano a colori io in America non pubblico!” blaterate quando Lei vi passa vicino.
Lei sorride, è sempre gentile quando passa saluta tutti (incluse le piante del corridoio) .
Ha capito?
Non ha capito?
Nessuno lo sa.
Dopo quattordici giorni vi armate di coraggio e la invitate a una cena che non è una VERA CENA ,ma un appuntamento di lavoro di sera durante il quale si mangerà…insomma: UNA CENA.

Dal momento in cui Lei dice “sì” entrate in uno stato di fibrillazione, il cervello decomposto si ricompone e rigenera trasformandosi in un cervello da battaglia.
“Adesso rilassati ragazzo. Pensiamo noi a tutto!” esclamano i neuroni da combattimento.

Con un anticipo di una settimana iniziate i preparativi per la cena.

Mettete a posto tutta la casa ,la riordinate e spolverate fino ad arrivare là dove nessun aspirapolvere è MAI giunto prima.
“Ma cosa te ne frega di pulire sotto il divano?” vi chiede la piccolissima parte di cervello rimasta sana.
“Mica si infilerà a guardare la sotto?”
Ma voi ignorate il commento perché tutto deve essere pulito e perfetto per Lei.
Dopo aver pulito studiate la disposizione delle luci , scegliete la musica , comprate dieci chili di candele rosse profumate di muschio finlandese e fate le prove per accenderle senza bruciarvi le dita.
Poi passate al cibo vero e proprio e girate quattro gastronomie in cerca di qualcosa che vi ispiri , comprate antipasti , primi , dolcetti e fragoline fuori stagione per pagare i quali vi serve un leasing, poi dovete pensare al vino e ne dovete scegliere uno in mezzo a tredicimila diverse combinazioni.
Da pasto, tutto pasto, da pesce, rosso, bianco, da carni rosse , da carni bianche , importato , Romulano, stagionato , fresco a temperatura ambiente , imbottigliato a mano, nel fiasco , col cartone, col metanolo , senza metanolo e così via…
Alla fine chiudete gli occhi e ne scegliete uno a caso.
Il giorno della cena vi alzate alza alle cinque del mattino e iniziate a prepararvi studiando l’abbigliamento , facendovi , 12 docce e continuando a sorridere davanti allo specchio come uno psicotico.
A tre ore dall’ora X sistemate gli ultimi ritocchi , comprate una bellissima rosa e l’incenso.
La Rosa è avvolta in due chili di carta stagnola, fili di paglia e altre puttanate che la rendono simile a Platinette , buttate tutto il resto e vi infilzate con le spine scoprendo il perché di quella bardatura.
L’incenso ufficialmente è per profumare l’ambiente ,ma in realtà è per propiziarsi tutte le divinità ufficiali e pagane che conoscete.
“Oh grande Anubis, SLOGGOTH, CTHULU, DEA SCORPIONE e Mago OTHELMA! Fai che lei mi ami!”
L’arrivo di Lei è previsto per le ore 20 e alle 19 e 58 voi siete già davanti alla porta con il dito posato sul citofono e con un sorriso nervoso sul volto che sembra uno spasmo da colica.

Alle 20 e 05 Lei ancora non è arrivata ,ma voi siete ancora fiduciosi. Dito proteso e spasmo facciale.
Alle 20 e 10 iniziate ad andare avanti e indietro , il dito vi è calato , il sorriso/spasmo è ora una smorfia incrinata dall’ansia .
Alle 20 e 15 i dubbi iniziano ad assalirvi: benché vi ricordiate esattamente i termini dell’appuntamento, man mano che passa il tempo vi convincete che c’è stato un disguido.
Alle 20 e 20 siete ormai certi che Lei si sia è persa e che vaghi in una ignota regione a causa delle pessime indicazioni che le avete dato. La sudorazione è aumentata , il battito cardiaco preoccupantemente alto , le fauci sono essicate….(LASSIE STA MALE!) Mormora una vocina nella vostra testa. ( DEVI FARTENE UNA RAGIONE FIGLIOLO HA LA RABBIA! GLI SPAREREMO UN COLPO IN TESTA E…)

Alle 20 e 25 agguantate la cornetta e poi la riabbassate…per 16 volte…

Quando state per decidervi a chiamarla un’altra a voce vi richiama all’ordine.

DAL MANUALE DELL’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE MAI :
In nessuna circostanza ,MAI, l’uomo dovrà dare dimostrazione di eccessivo interesse per Lei o lasciar trasparire emozioni e sentimenti umani quali INSICUREZZA , ANSIA o DUBBI di alcun genere.
L’Uomo che Non Deve Chiedere Mai attenderà pazientemente sulla sua poltrona , bevendo birra , leggendo la gazzetta dello sport e possibilmente riparando un pezzo del motore della propria auto.
Quando Lei finalmente arriverà l’Uomo Che Non Deve Chiedere Mai dirà:
“Cazzo , sei già qui? Manco mi ricordavo che stasera venivi. Aspetta un po’ che finisco di pulire ‘ste candele!”.


Alle 20 e 30 la chiamate.

VOI: “Dove sei? (pensato ,ma non detto: “amore mio”).
LEI: “Sono qui sotto sto arrivando. (pensato ,ma non detto: “dove cazzo vuoi che sia? Imbecille!”)

Dopo un’ora arriva.

Voi nel frattempo si siete fatti un’altra doccia , vi siete ripettinati , cambiati d’abito e ripreso il controllo del sorriso/spasmo di un’ora prima.
Il campanello suona e voi scattate come una fionda ,ma…

DAL MANUALE DELL’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE MAI :
In nessuna circostanza , MAI, L’Uomo Che Non Deve Chiedere Mai dovrà dare dimostrazione di eccessiva premura o desiderio di vedere Lei.
Si trascinerà invece lentamente verso la porta con la sua birra , la gazzetta dello sport e un carburatore sotto braccio urlando : “e chi cazzo è che a quest’ora?!”


A stento riprendete il controllo e andate alla porta lentamente ,ma arrivando sempre troppo presto.
Ci riprovate e …Lei ancora non c’è.
Non volendo farvi trovare sulla soglia continuate ad andare avanti e indietro per cercare di arrivare alla porta in sincronia con Lei e…
E Lei arriva.
“E’ bellissima!” pensa il vostro cuore ululando.
Lei vi saluta . Voi sbavate sul pavimento come un partore tedesco e cianciate frasi senza senso da da ascensore.
“Non ci sono più le mezze stagioni. Hai trovato traffico? Ci sono sempre meno rondini. Si stava meglio quando si stava peggio.”
Lei ride assecondandovi come si farebbe con un malato mentale , infine vi chiede se può usare il bagno.
Voi vorreste dirle che può usare qualunque cosa voglia , anche Lui stesso ,ma riuscite solo a blaterare qualcosa tipo “seconda porta a destra”.
Lei vi ringrazia e mentre si dirige alla tolilette, (lasciando una magnifica scia di profumo) atroci dubbi vi assalgono.
“Hai pulito tutto? Gli chiede la vocina di Capitan Sfiga nella vostra testa.
“Hai tolto le copie di Tutto Topolino che tiene vicino alla tazza?”
“C’è la carta igienica?”
Tranquilli. E’ tutto a posto. Avete pulito il bagno per due giorni interi e da allora siete andato a fare i vostri bisognini al parco per non sporcarlo più.
Lei ritorna sorridente e vi dice “allora! Cuciniamo?!”.
Voi vi calate nel ruolo dell’Uomo Scapolo Teneramente Imbranato , rivelando insospettabili capacità di scongelare , sbustare e riscaldare quasi ogni cosa.
Lei vi guarda con tenerezza mentre siete alle prese con una busta di pasta che non riescite ad aprire.
Dopo pochi minuti la cena è pronta , finite di apparecchiare e Lei vi aiuta con le sue meravigliose ed eleganti mani da cui non riuscite a distogliere lo sguardo.

Le candele, (rosse come la passione), fanno la loro comparsa come per magia, vi chiedete se riuscirete ad accenderle senza incendiare niente.
Ci riuscite.
Le riempiete il piatto e poi vi lanciate nello stappo della bottiglia del vino.
Per evitare che il tappo gli si rompa dentro avete già infilato l’apribottiglie e già estratto mezzo tappo , è tutto pronto e l’operazione è di una semplicità tale che anche una scimmia ammaestrata potrebbe farlo senza intoppi.

Sfortunatamente la scimmia non è potuta venire. (Aveva un’altra cena)

Lo stappo è un travaglio peggio di un parto ed un inquietante pezzo di stagnola finisce per galleggiare nel bicchiere di Lei.
Voi, agili e scaltri come una volpe tibetana , scambiate rapidamente i bicchieri e il problema è risolto.
Ora dovete solo eliminare il pezzo di stagnola dal vostro bicchiere, un’operazione da niente che potrete fare in un battibaleno quando Lei non…
“Facciamo un brindisi!” dice Lei all’improvviso.

DAL MANUALE DELL’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE MAI:
Non ti azzaerderai mica a tirare fuori quel fottuto pezzo di stagnola dal bicchiere proprio mentre Lei ti guarda eh?!!!
Naturalmente no e allora sorridete e trangugiate un cm quadrato di carta stagnola da tappo.
Tutta salute.

Mentre cenate tutto scorre perfettamente , Lei parla e mangia , voi parlate e la guardate , Lei ride e mangia , voi ridete e la guardate.
Lei spazzola via tutti i piatti e fa la scarpetta , voi la guardate mentre sul suo piatto si accumulano chili di avanzi.
La musica in sottofondo scorre dolcemente.
“Quanti ricordi fa tornare in mente questa canzone , vero?” chiede Lei con i suoi meravigliosi occhioni.
Voi annuite anche se nella vostra mente c’è il vuoto pneumatico , non solo la canzone non vi rievoca un tubo ,ma non vi ricordate più neppure il vostro nome, tutto quello che sapete è che DOVETE FARE QUALCOSA!

“HOUSTON CHIAMA APOLLO 13. SE NON MANOVRATE ORA NON RIUSCIRETE MAI AD ENTRARE IN ORBITA!” gli comunica una voce nella mente.
E’ tempo di usare l’artiglieria pesante.
Prima distraete il tenero musetto di Lei con un astuto stratagemma (“Quella è la mia collezione di Dylan Dog!”)
Poi , con l’abilità di un prestigiatore , sfoderate la Rosa Rosso Fuego da sotto il tavolo.
“Oh, non dovevi!” esclama Lei sorpresa e imbarazzata.
Voi ridacchiate modestamente, continuando a borbottare frasi idiote e poi…e poi…

“VA BENE APOLLO 13. LA MANOVRA DI AVVICINAMENTO E’ ANDATA BENE MA DOVETE ACCENDERE I MOTORI O CONTINURETE A GALLEGGIARE NEL VUOTO!”.

Accendere i motori.

Lei lo guarda, voi la guardate, la folla trattiene il fiato, il tempo rallenta…e…

Per un istante tutto si ferma e si cristallizza.
Nella vostra mente cala un’improvvisa e mortale calma.
E’ la quiete che accompagna il tiratore scelto prima del suo colpo.
E’ l’attimo di stallo del falco che si libra in volo prima di piombare sulla sua preda.
E’ il vuoto mentale della mente di un Labrador con l’Alzheimer che fissa la sua ciotola vuota…
REALTA’.
stabilite il contatto visivo pupillare (AGGANCIATO APOLLO 13 AGGANCIATO!).
Lei vi fissa sorpresa.
Farneticate qualcosa mentre le vostre pulsazioni schizzano fuori scala (DOTTORE LO STIAMO PERDENDO! 12 mg. DI TORAZINA PRESTO!).
Lei cambia tonalità cromatica. (Rosso Pompeiano, Rosso Cremisi, Rosso Rossore…) indietreggia imbarazzata.
E LUI E’ LANCIATO E’ SUPER MAN , E’ KING KONG SULL’EMPIRE STATE BUILDING , E’, JACK KIRBY REDIVIVO DALLA TOMBA!
Immobilizzato dal terrore mentre le cingete la vita , la tirate a voi, la stringete e Lei…

Lei parla.
Vi dice che la faccenda è complessa, complicata , tutt’altro che semplice , intricata , difficile, particolare, incasinata , problematica …

“Insomma tutto bene! MI AMA!” pensa il vostro cervello che non ha capito UN CAZZO.
Con inaudita maestria la veicolate verso il divano e ve la fate accomodare con disinvoltura.
“Ho pulito anche sotto.” Le dite perso nel suo profumo.
“Complicata, complessa, difficile, incasinata …” continua a blaterare Lei.
Per le restanti tre ore continua ad accarezzarla e a guardarla , il ghiaccio è stato rotto , ora dovete solo avere pazienza e dimostrarle quanto tenete a Lei e tutto andrà bene…

“Ah, sono pure fidanzata!” conclude lei mentre vi sbatte la lingua in bocca…

“APOLLO 13, CI RICEVETE? APOLLO 13?


1209.06


P.s.

Nello spazio nessuno può sentirti urlare…

11.9.06

LA LIBRERIA PERFETTA

Il collezionismo da assuefazione.
Chiunque abbia perso la testa per fumetti, ovetti Kinder o tappi di bottiglie sa di cosa parlo e nessuno di voi avrà MAI pace finché non avrà l’edizione rara del grande Puffo (col cappellino rosso dipinto a mano dal Caravaggio), o l’action figure di Robin con le calze a rete (quelle smagliate, che valgono di più).
Per ottenere questi oggetti mentirete, spenderete il denaro che avete da parte per altri scopi (vacanze, studio, trapianto di rene) e in breve tempo vi troverete prigionieri della cosiddetta “DIPENDENZA DERIVATA”.
Se siete ossessionati dalla polvere e dal tempo diverrete dipendenti dalle BUSTE per fumetti, se siete fanatici dell’archiviazione diventerete dipendenti da etichette e database e se siete fissati con i soldatini avrete bisogno di plastici e ricostruzioni a grandezza naturale della battaglia di Waterloo o del mondo di Tattoine.
MA… (qualunque sia la molla che vi fa salivare come segugi in calore ) tutti voi avrete SEMPRE bisogno di un’unica cosa: PIU’ SPAZIO.

Per i FUMETTOFILI la battaglia inizia in famiglia , lottando con fratelli , sorelle e genitori per guadagnarsi un centimetro dopo l’altro per i vostri amati albi e ottantanni dopo siete ancora lì,(alle prese con la vostra badante rumena e Lord Alzheimer che vi dice strane cose nell’orecchio)ed anche se non saprete più distinguere un canguro da una tavola di Charest avrete quasi sicuramente migliaia e migliaia di numeri rarissimi e preziosissimi.

“TU ORA CALATI BRAGHE VECCHIO PAZZO!” urlerà la vostra badante mentre vi cambia il pannolone.

In mezzo a queste due estremi si trovano anni di dura battaglia e di astuta strategia tra voi ,i vostri familiari , coinquilini , amici, partner e soprattutto contro le leggi della fisica e dell’architettura.
Premesso che “due oggetti non possono occupare simultaneamente lo stesso spazio” la vita di un collezionista medio è esattamente la lotta per cercare di dimostrare il contrario.

Per comprendere a fondo ciò di cui parlo dovete considerare che il collezionista è paragonabile ad un ingordo Blob più o meno fluido il cui unico fine è INGLOBARE ed ESPANDERSI.
Il collezionista inizia la sua opera di colonizzazione in famiglia, prima consolida il proprio territorio, poi si spinge lentamente verso la metà della camera del fratello , quindi punta verso il soggiorno passando prima dal corridoio ed ASSIMILA tutto ciò che incontra trasformando spazi destinati ad enciclopedie, libri di cucina e album di foto di famiglia in SCAFFALI DI FUMETTI.

Da adolescente crea vere e proprie colonie sparse per il paese.
Ha la collezione madre a casa dai suoi ,ma ne ha anche una nell’appartamento in cui vive con altri studenti. Semina piccole SOTTOCULTURE di FUMETTI (miniserie varie) a destra e a manca , le presta (di rado) , le parcheggia (spesso) da parenti vari con l’unico desiderio un giorno di riunirle in un grande impero.
Se costretto da situazioni di emergenza a proteggerle le seppellisce in qualche cantina dopo averle avvolte in metri e metri di DOMOPAK e carta stagnola.

In maggiore età (e con maggiori disponibilità) il collezionista RIUNISCE finalmente le sue collezioni in un unico ambiente.
Se il collezionista vive da solo inizia un percorso di auto-cannibalismo che in pratica lo porta in ad avere quattro mura completamente ricoperte da librerie (e una seggiolina piccina, piccina in mezzo per sedersi e contemplarli) altro discorso è se il soggetto in questione divide l’appartamento con uno o più individui.
Nel caso che la compagnia sia femminile l’istinto del Blob è mitigato da tale presenza che lo controlla e tiene a freno impedendogli di eliminare la cucina , di riempire il bagno di librerie ( lì sono concessi solo copie da seduta sul water.) o di far volare dalle scale il polmone d’acciaio della nonna Camilla.

Costretto dai doveri di coppia (e soprattutto per mantenere il quieto vivere) il collezionista si dedica a studi e pratiche (quasi esoteriche) di “immagazzinamento” al fine di far convivere in un solo posto due oggetti distinti.

L’IMPILAMENTO è una delle prime manifestazioni del malessere di un collezionista che (a causa dei suddetti motivi) si trova costretto a distribuire in verticale (ed in improbabili punti dell'abitazione) pile su pile di albi a fumetti.
Da tenere presente che NON tutti i fumetti sono adatti a questo tipo di stoccaggio.
I Bonelli si prestano benissimo ,ma il formato americano (o spillato in generale) NO, a meno che non si proceda ad un IMPILAMENTO alternato (vedi “L’arte delle Cattedrali di Carta” di Leonard Whanhunsenn. Edizioni Pangolino).
In caso contrario la pila si inclina progressivamente fino a rovinare addosso al gatto di casa o allo zio claudicante venuto in visita a Natale.

Superfluo anche dire che con tale tipo di disposizione potete scordarvi di dare un’occhiata ad un vecchio numero di 5 anni fa che (approssimativamente) si trova sotto EONI ed EONI di stratificazioni fumettistiche.

Altra strada sempre discutibile è LA COMPRESSIONE.
In questo caso l’Impilamento avviene in senso orizzontale ed il principio è quello di spremere e schiacciare la vostra collezione fino a fare entrare in uno spazio di 50 cm. venti anni di onorate pubblicazioni.
Effetti collaterali: distorsione delle strutture portanti, imbarcamenti vari, cedimento strutturale, rottura del nucleo a curvatura e crollo sul vostro zio non vedente (in visita a Pasqua).

Se appartenete alla categoria più ingegnosa e creativa potete invece dedicarvi all’INCASTRO, disciplina che si basa non sulla forza bruta della compressione ,ma sull’astuzia dello sfruttare ogni spazio libero.
Tale soluzione può anche essere estremamente funzionale dal punto di vista estetico ,ma decisamente scomoda dal punto di vista pratico perché, (considerata la varietà di formati dei fumetti) non avrete MAI più di due numeri disposti in ordine sequenziale.
Il rischio è di perdere il numero in cui la pistola a raggi di Martin Mystere è sparita e non trovarlo MAI PIU’.

I più scellerati (o forse i più disperati) ricorrono alla soluzione estrema è finale che getta disonore su qualsiasi collezionista che si rispetti: LA DOPPIA FILA a cui naturalmente segue la TERZA FILA e tutte le altre soluzioni combinate (IMPILAMENTO SU DOPPIA FILA, COMPRESSIONE , INCASTRO A LISCA DI PESCE , ARCHIVIAZIONE DIAGONALE ecc. ecc.) e intanto Martin Mystere non ha più la sua fottuta pistola a raggi e voi non riuscite a farvene una ragione.

Per evitare tutto ciò (e per non essere definitivamente cacciato a pedate dal resto della famiglia) il collezionista fa un patto col diavolo e ricorre a delle cose pericolosissime chiamata MENSOLE.


La prima Mensola ci si fa da ragazzi…così, per scherzo tra amici…ci si dice “Ehi! Perché non andiamo in falegnameria e compriamo 1 metro di abete?”

Ed un battito di ciglia dopo avete quarant’anni ed avete acquisito una nuova Dipendenza Derivata:

IL BRICOLAGE.

Il Bricolagista Fumettista è una delle forme di vita più pericolose che esistano.
Parte lento all’avvio ed è impedito nei suoi movimenti ed intenti, pianta un chiodo nel muro e gli si piega in due, trova la pietra anche in una capanna , si martella le dita e si acceca con schegge di intonaco…ma POI IMPARA…
Inizia con qualche suggerimento da un amico più esperto, si esercita bucherellando casa come un groviera e va avanti così fino a che non riesce a piantare sul muro mensole più o meno dritte che inchioda brutalmente ad ogni altezza possibile ed immaginabile e fino a qui lo scenario (per quanto allarmante) è ancora tollerabile.

Il vero problema scatta quando il Bricolagista entra in un emporio leggermente diverso dagli altri e trova non il solito commesso scazzato ,ma un suo simile interattivo.

“Hai messo il turapori?” gli chiede il nerboruto proprietario dell’ Emporio
“FATTITI DA TE”
“Cosa?” replicate voi pensando che si riferisca a qualcosa che avete sul viso?”
“IL TURAPORI, SENNO’ GLENE VADENE DENTRO L’ACQUENE!” replica il l’esperto, spiegandogli (nel suo variopinto linguaggio) che una mensola NON trattata può prendere l’acqua e bagnarsi.
Perché poi dovrebbe piovere nel vostro soggiorno non è dato saperlo.
“GLIENE SCARTAVETRAGLIENE?”
“No.” Confessate voi. Non l’avete neppure scartavetrata.
“GLIENE COPPALEGLIENE?!
No, non gli avete dato neppure la coppale ed ecco che l’esperto sospira ,sputa per terra e pigramente (ma con fare soddisfatto da vecchio volpone) affiora da dietro il bancone e comincia ad agguantare prodotti su prodotti che sbatte sul tavolo gridandone il nome.
“TURAPORI!”
“NITRO!”
“COPPALE!”
“ACIDO FENICO!”
”DURANIO!…. e così via in un’infinita elencazione di prodotti tutti altamente infiammabili, tossici e velenosi solo a guardarli.

A questa esposizione segue una minuziosa e dettagliata spiegazione di come usare tali prodotti il tutto mimato con grande attenzione per i dettagli.

“DAGGLIENE! SPANDIGLIENE! SPENNELLAGLIENE!”

Alla fine della lezione avete speso 150 euro , avete comprato qualcosa come 10 chili di materiale esplosivo e non vedete l’ora di provarlo a casa vostra.

“Tessssssorrrroo sono a casa!” esclamate contento alla vostra eventuale compagna.

I prime esperimenti sono un disastro.
Vi ustionate le mani, perdete la vista per due giorni, intossicate voi e i vostri familiari, date fuoco al gatto.
Ma poi (lentamente) diventate BRAVO…
Scartavetrate sempre più velocemente , impiallacciate sempre meglio e grazie al vostro amico esperto avete sempre maggiori risorse tecnologiche.
TRAPANI, SEGHE, SMERIGLIATRICI, AVVITATORI ELETTRICI e pistole PHASER.

Dopo sei mesi avete la vostra prima MENSOLA…dritta.

La osservate come ipnotizzati state per porvi i vostri preziosi fumetti quando vi accorgete o meglio vi rendete conto che il resto della vostra libreria NON è stato trattato, o NON è perfettamente allineato o levigato.

“Bè… non ha importanza…” vi dite mentre un tremito vi sale dentro.
“Va bene anche così…” vi ripetete cercando di non pensarci.

E due giorni dopo vi svegliate alle 5 del mattino e buttate tutto giù perché OGNI COSA DEVE ESSERE PERFETTA!

Quando dopo una settimana (o un anno) avete finalmente smerigliato, levigato e lucidato ogni cosa inizia la parte più piacevole: la collocazione dei fumetti.

I Marvel da una parte, I Bonelli dall’altra , io cartonati in mezzo e…
E quando arrivate a KAMANDI della Corno vi accorgete che ogni albo ha un ‘altezza diversa.

Sì, bè…si sa. Quindi i Bonelli lì, i Marvel di là…ma un momento, com’è che non tornano lo stesso?

Non tornano ovviamente perché ogni edizione ha misure leggermente diverse.
A volte di poco, a volte di tanto, la prima edizione Star è più piccola, quella Marvel di mezzo è molle e si affloscia, quella nuova pesa come il marmo e ogni anno un simpatico Editor decide di accorciare, allungare, stringere, approfondire, aumentare o ridurre altezze e larghezze.

(E poi c’è il fottutissimo numero 195 di ALAN FORD ,che DIO lo strafulmini!, che non va da nessuna parte perché sbagliarono tutte le misure!).

La sensazione che ne deriva e che provate si chiama FRUSTRAZIONE e per comprendere il concetto dovete pensare ad una lettera che un lettore di Urania scrisse una volta alla redazione della popolare pubblicazione, in questa il poveretto si disperava per il cambio di formato che trovava inaccettabile e tragico poiché lui aveva già pronti oltre 5 metri di libreria fatta su misura per essere riempiti da lì a 10 anni.

Ora socchiudete gli occhi e immaginatevelo mentre si aggira tra le macerie di un mondo ormai distrutto...eccolo là che osserva la sua libreria (vuota) che affiora davanti ai resti della statua della libertà ed urla:

“MALEDETTI! MALEDETTI PER L’ETERNITA’! L’AVETE DISTRUTTA!”




Ricordate: il mondo non è perfetto e nemmeno la vostra libreria lo sarà mai.

1109.2006

8.9.06

SPAZIO 1999


Nell’anno di grazia 1999 (esattamente quando voi eravate occupati da mille problemi pratici tipo dare esami, pagare l’affitto o avere un figlio) nell’universo di Gerry e Sylvia Anderson l’umanità si è già stabilita sulla Luna in pianta stabile, ha risolto (non si sa come) il problema della gravita artificiale, ma non si è ancora liberata della moda anni 70 che imperversa indisturbata.
Ecco così che su Base Lunare Alfa abbiamo personale con pantaloni a zampa di elefante, pettinature maschili con riporti vari e occasionali baffetti da sparviero.
Comandante della base Lunare è John Koenig , uomo risoluto e determinato la cui esclamazione preferita , (tra lo stupore e l’irato con sgranamento degli azzurri occhi ) è e sarà per tutta la serie : “ALAN!”Grido che il comandante proferirà sia per comandare un decollo di emergenza che per ordinare un panino , il tutto sempre accompagnato da un espressione tra l’ansioso ed il terrorizzato.
“Mio Dio dove sono i miei calzini? ALAN?!”


Gli indispensabili membri del personale di Koenig sono:

IL FIDO KANO

Uno dei pochi uomini (vivi) di colore di Base ALFA, il fido Kano è l’addetto al computer , è l’uomo che comunica direttamente con il potente cervello elettronico ed è anche l’unico ad avere una Porta USB sulla nuca , accesso di cui è molto geloso e che rivela solo diversi episodi dopo l’inizio della serie.
Quello che David Kano ignora è che spesso i suoi goliardici compagni lo drogano per poi utilizzare la sua USB per collegarsi al computer per fare divertenti partitine con videogiochi anni 70!
(Per lo più tennis e vari con le stanghette in Bianco e Nero).

PAUL MORROW

Molto simile ad un imprecisato giocatore del Liverpool , Morrow è di fatto il secondo in linea gerarchica di Koenig ed è anche quello che si piglia le più sonore lavate di testa per i più futili motivi.
A volte finisce per essere menato da altri membri di Alfa per i più svariati motivi.

SANDRA BENES

Meglio conosciuta come l’insipida morettina dei Ricchi e Poveri, Sandra è l’addetta alle comunicazioni ed il suo compito principale è di stare seduta alla sua postazione a fissare atterrita il tabellone del Monopoli appeso sulla parete.
“Oh Mio Dio! Sono finita in prigione!” esclama terrorizzata dopo aver lanciato i dadi.

La domanda è che si pongono tutti è:
che fine hanno fatto gli altri membri dei Ricchi e Poveri?
Forse stavano girando un video sul lato oscuro della Luna al momento dell’esplosione o sono stati buttati nel vuoto spaziale dagli altri Alfani.


ELLEN RUSSELL

Vero nome “HELENA” (giudicato forse troppo da pornodiva nella versione italiana) , la Dottoressa mostra fin dal primo episodio le sue pruderie quando adocchia Koenig che arriva su Alfa.
Da allora in poche puntate si passa dal LEI a fare la doccia insieme e Koenig sposta il Fido Kano nel corridoio dicendogli “non puoi dormire più ai piedi del letto, Kano…ELLEN è allergica al pelo…”.
La RUSSELL è un elemento indispensabile di ALFA , cura malattie leggere, duetta con gli altri membri dell’equipaggio e salva la vita a tutti i membri fissi del cast infinite volte…
Non si può dire lo stesso con gli altri membri della base che gli muoiono tra le braccia, le si sbriciolano davanti , impazziscono, avvizziscono , si rivelano essere alieni o morti posseduto da alieni…
Insomma diciamo che il suo “pollice medico” funziona in maniera un po’ selettiva…

Infine abbiamo Il Dottor VICTOR BERGMAN (nessuna parentela con il regista palloso) vera e propria colonna portante delle base nonché scienziato di punta di BASE ALFA.
Bergman risulta essere plurilaureato e qualificato in ogni scienza possibile e immaginabile tuttavia in quasi 50 episodi la risposta che più spesso riesce a formulare è “non lo so , JOHN.”
Ma anche questo lo fa con un tale tono disarmante (da amabile nonnetto) che Koenig non riesce mai a chiedergli la domanda più ovvia “ma allora Victor cosa cazzo ci stai a fare qui su ALFA?” e fiinsce semplicemente per fissarlo con gli occhi strabuzzati per lunghi istanti…per poi gridare “ALAN! PRONTO AL DECOLLO!!!”
Dove vada Koenig in questi decolli improvviso non si sa…i più informati ritengono che vada sul lato oscuro della luna a menare ALAN. A lungo. E ripetutamente.

Victor dal canto suo non percepisce queste sfumature e si rimette a giocherellare con i suoi esperimenti ( il LEGO, il meccano), e fa una di quelle faccette sorridenti da nonno.

Al di là dell’affiattatissimo staff del personale la vera anima delle base Lunare è il suo sofisticatissimo cervello elettronico.
Tale computer è talmente evoluto e potente da aver richiesto una tecnologia avanzatissima che ha bypassato monitor , schermi al plasma o ologrammi per andare direttamente agli scontrini della spesa.
E’ così infatti che il computer della struttura comunica con i membri dell’equipaggio.
Una meteora punta contro la Luna?
Il computer fa uno scontrino.
Nave aliena precipita su Base Alfa?
Il computer fa un altro scontrino.
E così via.
Quello che tutti (incluso Koenig ignorano) è che per ogni scontrino ci sono dei punti e a fine mese si ha diritto ad un set di piatti, una aspirapolvere o dei sottobicchieri di peltro.
Ovviamente Kano non divide questa informazione con gli altri perché vuole vincere il TV color per cui ci vogliono 300.000 punti.
Eh sì, perché su base Lunare Alfa (per risparmiare sui costosissimi tubi catodici) non ci sono schermi a colori.
Neppure uno eccetto lo schermo centrale che però (a detta di molti )non è neppure uno schermo ,ma un tabellone del Monopoli in cui Koenig fa finta di vedere le cose.
(Nessuno ovviamente osa contraddirlo e perciò eccoli lì tutti col naso per l’aria a fissarlo).

Del resto che le cose siano state fatte un po’ al risparmio lo si evince anche dall’arredamento…
Tenete presente che le sedie del ponte di comando sono sedie bianche da giardino identiche a quelle della pizzeria che tutti noi abbiamo sotto casa o che anche il resto dell’arredamento proviene probabilmente dall’Ikea del futuro (o del passato…dipende dai punti di vista).

Ciò di cui invece su BASE ALFA non c’è mai penuria sono le astronavi e non sto parlando di astronavi qualsiasi ,ma delle versatilissime AQUILA.
Caratterizzate da una linea unica nel suo genere, simili ad insetti-rettiliformi acquattati, le AQUILA sono a mio avviso uno dei migliori modelli di astronave mai disegnati ,ma questo non impedisce agli ALFANI di sfasciarle nei modi più curiosi.
Si va dal sempre classico “ALFA NON VI RICEVO…” seguito da un BOOOM nella zona oscura del satellite.
A mille altre varianti tipo:
“ALFA E’ BELLISSIMO QUI!” spariti nel nulla.
“ALFA …vedo un gigantesco OH MIO DIO!” BOOM nello spazio ecc. ecc.

Tuttavia, nonostante il grande numero di perdite, l’interno della base risulta esserne ancora pieno e come testimonia anche l’indiscriminato numero di apparecchi che viene utilizzato… AQUILA, 3, AUILA 24, AQUILA 175…non si sa esattamente quante ve ne siano ,ma quel che è certo è che (vuoi che per motivi affettivi , vuoi per scaramanzia) Koenig ed ALAN prediligono sempre AQUILA 1.

Che (esplosa o distrutta infinite volte) ricompare puntualmente nell’episodio successivo.
(Koenig è convinto che gliela aggiustino ogni volta , in realtà gli cambiano numero e lui non si accorge di nulla…)

La popolazione di Alfa (mai esattamente censita) si dovrebbe aggirare intorno ai alle 300 persone, tuttavia quello che non viene mai dichiarato è che solo il 10% di tale cifra è composto da ufficiali di comando,tecnici, ingegneri , addetti alla sicurezza e così via mentre quello che resta è costituito da parrucchieri, visagisti e truccatori vari che si prendono cura del personale femminile di Alfa.
Solo così si spiega infatti l’impeccabile forma fisica ed estetica che caratterizza il femmineo della base.
Il che ci porta a segnalare che su Base Alfa non esistono donne racchie o anche solo bruttine e che l’unica definibile “matura” è proprio la Dottoressa Russell (anche grazie al filtro FLU che cameraman si ostina ad usare quando l’inquadra) , per spiegare questo stranissimo fatto esistono ipotesi:

1 Negli anni ’90 l’umanità ha raggiunto uno standard di bellezza unanime ed alla portata di tutti.
(Ipotesi improbabile perché nel ’95 io mi ricordo delle grandi bruttone che ancora circolavano.)
2 Al momento dell’esplosione e della conseguente fuoriuscita dall’orbita tutte le donne brutte erano
riunite sul lato oscuro della luna per una convention dello Star trek Club…
Ipotesi accreditata dai più.

In ogni caso la popolazione di Alfa è tenuta sotto un attento controllo numerico e , grazie alle mirabili operazioni di Koenig e del suo staff, sottoposta ad una continua diminuzione.
In media ogni puntata due o tre persone muoiono in qualche modo…il che significa che su Alfa non esistono problemi di sovrappopolamento e che le fette di dolce a disposizione aumentano ogni settimana per la gioia di tutti


Molto spesso ALFA entra in contatto con ALIENI che per vari motivi finiscono per:

Schiantarsi su Alfa
Essere attirati dalla gravità Alfa.
Materializzarsi su Alfa o fecondare le donne di ALFA per riprodursi.

Evidentemente la nostra Luna è molto popolare sulle guide turistiche della galassia.

Gli alieni hanno forme e colori sempre bizzarri, ma sono anche quasi sempre umanoidi con una perfetta pronuncia inglese, nonché spesso somiglianti a vecchi attori britannici.
La loro tecnologia è a base di palloni colorati e cilindretti di vetro (con l’aggiunta di psichedelici effetti sonori) e i loro mondi di origine sono spesso onirici, vaporosi e frutto di chi sa quale acido che gli sceneggiatori si sono fumati.

Le motivazioni che impediscono agli Alfani di unirsi a questi alieni o di insediarsi in un mondo abitabile sono varie:

Fanno tardi e perdono l’orbita giusta
Il pianeta non esiste realmente.
Il pianeta svanisce.
Il computer ha finito la carta degli scontrini e non li può avvertire.
Passano attraverso il pianeta (è accaduto! Andate a controllare!) ,oppure il pianeta è già abitato da loro stessi che sono pure un po’ incazzati.

Tutte queste situazioni imprevedibili creano molta tensione su ALFA portando a frequenti scontri trai membri della base ed in particolare tra ALAN e KOENIG, i motivi per cui i due si menano o vengono menati dai loro stessi compagni sono :


Uno di loro od entrambi sono impazziti.
Uno di loro od entrambi vogliono fare qualcosa di molto stupido.
Tutti gli altri sono impazziti e solo uno di loro sa cosa è giusto fare.
Uno di loro ha detto una cosa molto buffa e tutti gli altri lo menano goliardicamente.

Alla fine tutti tornano amici e la musichetta fa quattro note tristi e riflessive della serie “Oh! Cazzo. Siamo ancora davvero nello spazio!”

Dal punto di vista degli americani questa sigletta finale era troppo triste ed inquietante quando si ventilò la possibilità di una diffusione negli Stati Uniti , gli americani decisero di alleggerire la serie con il loro solito approccio: più fica.

Apparve così Maya , con le sue sopracciglia fatte di ghiaino da giardini e con le sue improbabili trasformazioni in ALIENI del MUPPET SHOW.
Comparsa Maya sparirono invece misteriosamente Bergman e Morrow ….dispersi nello spazio , dicono gli studiosi…più probabilmente fatti fuori in qualche missione da Koenig per avere una fetta di dolce in più.

Spariti capo scienziato e vicecomandante ecco comparire Tony Verdeschi che al posto del Lego si balocca con il Luppolo (nel tentativo di fare la birra…) e che porta nuovi capi di abbigliamento su Base Alfa tra cui Cardigan di vario genere.

Nessuno ha mai scoperto dove si trovasse o cosa facesse Verdesche durante tutta la prima stagione e anche in questo caso esistono varie ipotesi:
Era ancora a scuola.
Era in ferie pagate.
Si occupava dei bagni.
Era presente insieme a tutti gli altri ,ma non era mai inquadrato.

Mistero anche sulla sua rapida ascesa nella scala gerarchica, anche qui varie ipotesi alcune delle quali irriferibili.

Tra la tecnologia varia vanno segnalati i comunicatori simili ad accendigas che possono essere usati per aprire le porte, comunicare su piccoli schermi in Bianco e Nero o per stordire violentemente ALAN dandoglielo sulla testa.
Poi abbiamo i laser a forma di ferro di cavallo che possono essere usati per uccidere (magari i propri colleghi troppo noiosi) per stordire (ALAN) oppure come corpo contundente quando sono scarichi (sempre ALAN, in testa chiaramente e con FORZA!).

Una segnalazione particolare ai membri di base ALFA di origine italiana ossia Gianni Garko, Giancarlo Prete,Carla Romanelli e Orso Maria Guerrini (molto prima che facesse l’omino della birra Moretti) che impersonano vari personaggi che invariabilmente tirano il calzino o finiscono su pianeti disabitati.

Impossibile dire che cosa ci riservi il futuro o che cosa sia accaduto su ALFA una volta scomparso dai palinsesti televisivi.
A parte occasionali registrazioni fatte da Sandra a convenction varie (per arrotondare immagino e per tirare a campare…) del nostro satellite non si è saputo più niente.
Forse sono davvero atterrati su un pianeta abitabile (come sostiene il suddetto messaggio di Sandra) o forse sono tornati inidetro perchè si erano dimenticati qualcosa e ora sono ancora lassù…da qualche parte…con i loro pantaloni a zampa d’elefante che menano ALAN…


SIGLA FINALE:

“…c’è un mostro che distrugge tutte le astronavi…”

0809.2006

31.8.06

LA SCUOLA DI FUMETTO (Come allievo)

L’ambiente della scuola di fumetto si presenta allegro e colorato, le pareti sono costellate da disegni autografati e almeno una sagomona di qualche personaggio domina generalmente il corridoio d’entrata.
“CLICK - :CIAO!” esordisce la segretaria fighetta appena entri nella scuola di fumetto.
Il suo “ciao” è in puro stile MTV , il suo sorriso uno spot pubblicitario e perfino le sue misure sono perfette per mettere a loro agio grandi e piccini (tette coppa C).

Quando i genitori accompagnano il figlio minorenne a scuola per avere informazioni è proprio la segretaria che incontrano per prima ed è lei che invariabilmente rivolgono la stessa domanda:
“C’è possibilità di lavoro in questo settore?”
Che in realtà significa “per quanto ancora dovrò mantenere mio figlio?”

E la segretaria risponde sorridendo: “CLICK- CIAO!”
“Sì, salve signorina. Ci eravamo già salutati prima,ma le chiedevo: mio figlio avrà un futuro? Troverà un lavoro?”
“CLICK – CIAO! IO SONO TUA AMICA! MI VUOI CAMBIARE VESTITO SE VUOI! – CLICK –MRFFFF- CLICK – CIAO! MRFFFFF!”

E quando le segretaria s’inceppa interviene il Direttore della scuola che ha due possibilità:
dire la verità , (perdere il cliente e chiudere bottega…).
O essere diplomatico e senza mentire dichiarare:


“Vedete signori. Se vi dicessi che vostro figlio finita la scuola troverà subito lavoro mentirei ,ma posso garantirvi che finito questo corso la sua vita non sarà più la stessa.– CLICK –MRFFFFFF”.


La gerarchia della scuola è precisa e delineata.
C’è il Direttore che abbiamo appena citato (generalmente un professionista affermato che però si dedica alla scuola pensando anche al futuro e alla pensione), c’è una vecchia gloria del fumetto del passato che ti ricorda tuo nonno e c’è un numero imprecisato di giovani insegnanti di tutte le taglie e dimensioni, a pelo corto , lungo e medio.
Al di sopra di tutti costoro c’è generalmente un’eminenza grigia indefinita che vive in una bolla di plasma a curvatura e che fa parte di una collettività di misteriosi soci di un’altra dimensione e a cui “resistere è inutile”.

Le prime lezioni in una scuola di fumetto sono una cosa meravigliosa.
Ti viene spiegato che cos’è “la gomma pane” e perché non la devi mangiare , ti viene illustrato tutti i tipi di animale che si possono far fuori per fare un pennello ed in generale ti viene data la sensazione che a tutto si possa sopperire con la tecnica e la costanza.

“MA…mi scusi…” chiede sempre qualcuno “e il talento? Come si fa se non si ha talento?”

“Il talento ...” risponde lentamente l’insegnante mentre spinge ripetutamente il pulsante ROSSO sotto il tavolo.
“Il talento…”
“CLICK- CIAO! CI SONO LE BORSE RAGAZZI! –CLICK - CI SONO LE BORSE!” grida la segretaria entusiasta accorrendo in aiuto dell’insegnante.


Ogni scuola ha le sue borse.
Il modello varia a seconda di come se la passa la scuola.
Se è aperta da poco ti vengono date delle borse del supermercato con scritto a mano “SQUALI DI FUMETTO (non è un errore di battitura).
Man mano che le scuole si ingrandiscono e si arricchiscono la qualità delle borse migliora.
Plastica dura, tela, finta pelle, camoscio, camoscio bianco estinto , PELLE DI MAGNUS…

Insieme alle borse vengono dati gadget tipo squadrette, righetta, bussola , numero telefonico della segretaria e preservativi con il logo della scuola.

Tra gli insegnanti riconosciamo vari personaggi tra cui:

LA VECCHIA GLORIA
Trovato ibernato dentro un ghiacciaio e rianimato con un fulmine rappresenta la memoria storica e culturale di un tempo meraviglioso ormai andato. A tutti ricorda il nonno illuminato che avremmo voluto avere. (Non come il mio che mi diceva sempre : “ma che cazzo fai con quei BURATTINI?!”). Adorato dai più svegli che ne riconoscono il valore , viene ignorato dai pischelli presuntuosi ed arroganti destinati a lavorare nel reparto pesce dell’Esselunga.


L’ILLUSTRATORE
Esperto conoscitore di ogni tipo di peluria animale (e non), fine cesellatore di ricostruzioni ambientali e illustratore insuperabile è il Grissom dalla situazione.
Durante le sue lezioni illustra le ritrose pelviche della peluria dei mammiferi provocando il più alto tasso di narcolessia dell’intero corso.

IL MIRACOLATO
Disegnatore di seconda mano ,caduto in disgrazia verso la Casa Editrice Madre e per ciò condannato all’esilio in una prigione di energia nella zona negativa.
Liberato dalla sua prigionia da un esplosione atomica egli giura fedeltà ai cavalieri della scuola del fumetto e lavora per deprimere e demotivare gli allievi.


IL MERCENARIO

Determinato a sopravvivere a qualsiasi costo è appunto un SUPERSTITE , privo di morale o della ben che minima etica e pronto a fregare i lavori ai suoi stessi allievi per potersi pagare l’affitto.
Estremamente poco disponibile ad insegnare i trucchi della sua materia , dispensa invece perle di saggezza su come arrivare a fine mese.
E ci prova con le allieve maggiorenni.

E infine il DIRETTORE di solito insegnante e leader carismatico della scuola.
Ogni struttura ne ha uno che appartiene ad una scuderia diversa , a seconda dei live points e delle risorse energetiche variano in forma, altezza , resistenza alle carte magiche incantesimi ecc. ecc.
Su richiesta si può avere anche calvo, su sedia a rotelle e con poteri mentali.

Al di sotto di questi troviamo mano d’opera degli insegnanti ,free lance che ,di volta in volta, insegnano questa o quella materia a tempo determinato ricevendo in cambio una minestra calda, biada per il cavallo e unguenti per le piaghe.




GLI ALLIEVI

Tra questi individuiamo subito i pezzi migliori.

IL SIMPATICO

Qui da noi in Toscana è quasi sempre di Livorno e di conseguenza intercala le sue battute con uno sprezzante “DE’!” , ama infilare un paio di battute sul Cacciucco qua e la’ e non si separa mia dalla sua copia del Vernacoliere che considera come l’equivalente livornese della Divina Commedia.
Il simpatico ovviamente ama il genere umoristico ed ha sempre un personaggio dissacrante tipo “Tinca la trota” o qualche altro animaletto sboccato e volgare a cui fa dire cose tipo.

“De’! Quest’acqua è piena di pesci ci si potrebbe cocere l’Cacciucco! Ah! Ah! Ah!”

Di solito ha un’altra attività che lo mantiene e che lo occupa ,d’estate fa il bagnino, d’inverno affitta gli appartamenti dei genitori , la sera fa il disc jockey per locali alternativi dove si suonano sigle di cartoni animati e servono il Cacciucco.
Ogni tanto pubblica qualcosina su qualche rivistina per un editorino locale .
Timido di natura esibisce di solito tale fogliettino in treno gridando:

“De’BIMBE! Guardate che ho fatto! Altro che Cacciucco!”

Destinato a perdersi per strada lo ritroveremo vent’anni dopo proprietario di uno stabilimento balneare che dal suo patino commenta:

“DE! C’è un mare che è bello come il Cacciucco!”


LA DARKETTONA.

NERA, metalizzata come un coleottero ninja, ostenta unghie laccate color tenebra , occhi circondati da eyeliner a chili , rossetto altrettanto cinereo e un abbigliamento più o meno variabile che va dal vestitino di Mortisia ad un’infinta combinazione di abiti che comprendono obbligatoriamente solo alcuni accessori: anfibi, una o più catene/catenine, piercing e ninnoli vari.
(Una volta ne vidi una che all’occhiello aveva infilato un insetto enorme di gomma di quelli che si trovavano una volta nei distributori di palle per bambini.
Era una mosca…una bellissima mosca di gomma di 15 cm…FANTASTICA!).

Le Darkettone disegnano ricurve sul foglio, si agitano facendo scintillare i loro anelli con testa di morto ,masticano incessantemente gomme e i loro genere preferito è il porno.

Che disegnino Dylan Dog, Le Winx o Topolino il loro soggetto preferito è una tipa nuda che si aggira per un cimitero pieno di malintenzionati morti e superdotati.
Nota di colore: la protagonista somiglia sempre alla Darkettona stessa.
Fantasia ricorrente: fare sesso tra le lapidi di un campo santo.



IL DETERMINATO

Silenzioso e vestito come un impiegato statale, porta generalmente gli occhiali, Polo allacciate fino all’ultimo bottone ed esibisce sempre un sottile velo di sudore che gl’imperla la fronte.
Il Determinato si rivolge sempre all’insegnante dandogli del LEI , le sue palpebre non sbattono mai e i suoi occhi sono vitrei e vacui come calamari morti.

I determinati si mettono in un angolo all’inizio della lezione , sudano e disegnano per tutto il tempo prendendo misteriosi appunti su ogni cosa.
Alcuni sostengono che nel frattempo comunichino con Alan Moore telepaticamente



IL BONELLIANO.

Preciso , inquadrato, si riconosce perché pronuncia farsi tipo “peste e corna”, “diavoli dell’inferno” e se siete suo amico vi chiama “vecchio cammello”.
Se socchiudete gli occhi potete intravedere intorno a lui una gabbia stile Bonelli a sviluppo orizzontale di 6 vignette e se gli gridate “SPLAH PAGE!” evapora all’istante.

Tende per natura ad assumere le sembianze dei suoi personaggi ,ma con piccole imperfezioni.
Tipo: impermabile alla Nathan Never , basette perfette , cartellina con tavole copiate pari pari da De Angelis ,ma magari gli manca un dente , è grasso, storto o in generale “disegnato male”.


IL MANGOFILO

E’ quello a cui nessuno ha il coraggio di confessare che VIVIAMO IN ITALIA.
Fa domande tipo : “ma c’è modo di lavorare con i Giapponesi?”
“Certo. Come cavia per esperimenti genetici.” Pensa l’insegnante ,ma ovviamente non può dirglielo.
Per farlo contento la direzione della scuola è costretta a pagare immigrati clandestini cinesi che spaccia per autori giapponesi.
Gli autori preferiti del Mangofilo hanno tutti nomi con assonanze falliche:
Azzomoto, Kazzuchi ecc. ecc.
Il MANGOFILO sa contare in giapponese fino a dieci ed ha tonnellate e tonnellate di cartoni animati in lingua originale di cui non ha mai capito un benamato Kazzoki.
E’ generalmente odiato dal Superoista e dal Bonelliano.

IL SUPEREROISTA.

Ossessionato dalle grandi responsabilità che derivano dai grandi poteri vive in un universo in cui la biancheria intima viene portata SOPRA i vestiti , la sua sospensione dell’incredulità è tale da accettare che nessuno sappia che Calrk Kent e Superman sono la stessa persona.
“Quando ha gli occhiali è irriconoscibile” dichiara convinto.
E’ accanito spettatore di tutti i film tratti dai supereroi di cui poi critica scelte di trame ed attori con interminabili pistolotti logorroici che provocano rottura della acque e coliche renali.


L’IMMEDESIMATO

E’ colui che veste come il proprio personaggio a fumetti e che cerca di comportarsi come tale.
L’accessorio più gettonato è una giacca o meglio ancora un impermeabile di pelle nera accompagnato da guantini tagliati di pelle, Pantaloni di pelle, anfibi di pelle e occhiali scuri alla Matrix.

L’immedesimato si muove per la scuola anche in pieno Luglio convinto che inesistenti ventilatori facciano svolazzare il suo impermeabile ,ma per lo più appare simile una piattola nera con cartellina (di pelle) sotto il braccio.

Le varianti (femminili) Manga sfoggiano magliettine di Lamù , abitini strambi e tanta cellulite da sfamare il Burkina Fasu.



IL VOLUBILE

Simila ad una FALENA IMPAZZITA il volubile è attirato dalle sorgenti luminose, dalle copertine colorate e da tutte le novità che il suo cervello metepoatico capta sul momento.
Un giorno è accanito sostenitore del Bonelliano , il giorno dopo scopre il fumetto d’autore e venera Pazienza, la settimana di Natale si converte a Moebius e per l’ultimo dell’anno idolatra qualche anonimo fumetto underground disegnato da un suo amico fattone.
Quello che li caratterizza è però che appena trovato un nuovo interesse mandano al macero il precedente rinnegandolo totalmente al grido di “EHI RAGA’ DA NON CREDERE -IDIOZIA NUMERO 89- Avete letto quella minieserie ispirata sicuramente a – IDIOZIA NUMERO -90!” ecc. ecc.


LA BRUTTA

Allieva generalmente brutta che per compensare la sua inadeguatezza fisica ha sviluppato altre doti quali la capacità di disegnare e l’illusoria convinzione di ritagliarsi così un posto nella società femminile.
(No, aspettate! NON MI GIUDICATE MALE c’è il lieto fine!)
La Brutta si sposa o rimane incinta , smette di disegnare e vive felice e contenta.
(Dio esiste dopotutto)

LA STRAFIGA.

Determinata a dimostrare di non essere solo bella, raramente disegna bene ,ma finisce puntualmente per essere rimorchiata da quello SIMPATICO a cui poi fa “la punta alla matita”.

IL VISCIDO

Dotato di TRAPANANTE determinazione, ha dalla sua parte un’instancabile capacità di logorio e perseveranza che porta la direzione ad avvalersi della sua collaborazione a fine corso.
Serpeggiante e oleoso si insinua nei meccanismi interni della scuola fino a che ne diviene parte per diritto di successione.

IL RIDONDANTE

Presenzialista ed esibizionista , già frequentatore di FORUM e satellite a vario titolo è colui che al di sopra di ogni altra cosa DESIDERA ESSERCI.
E’ quello che fin dalla prima lezione da del tu all’insegnante e a cui tenta di anticipare il finale delle frasi per fare colpo.
Onnipresente in rete si occupa di duecentomila fanzine ed è assecondato in questo da suoi simili che lo intervistano e acclamano in rete.
Da segnalare la sua convinzione (e dichiarazione) di essere sempre ASSUNTO da improbabili case editrici o di collaborare con inavvicinabili autori del fumetto mondiale.
“Io e Moore facciamo la doccia insieme!” dichiara mostrando una foto scattata col cellulare di lui sotto la doccia con uno con la barba.

A tali tipologie di allievi (e ad infinte altre) si rivolge la scuola con il suo dettagliato programma finalizzato a farli divenire impiegati di negozi di scarpe, addetti ai call center o cassieri al MacDonald.
Per accompagnarli in questo lungo e difficile cammino agli studenti viene data anche l’opportunità di incontrare alcuni ospiti di alto livello (LE GUEST STAR!), tra cui meritano due righe:



L’UNO E TRINO

Autore di grossissimo calibro spesso dotato di triplo nome ed assistente/emule (di solito un disegnatore mediocre ) che tenta di somigliargli non solo come stile ,ma anche fisicamente e che parla in sua vece.
I disegnatori di questo livello si muovono , parlano e producono pochissimo ,ma in compenso guadagnano tantissimo, somigliano generalmente a vecchie foto sbiadite di Wild Bill Hicock.

LO SFIGATO.

Defenestrato da tutte le case editrici , vive di vecchi successi e cova immensi rancori che sfoga infilando i personaggi dei suoi nemici nelle sue produzioni (impiccati, torturati , morti…).
Incoraggia gli allievi parlando del suo matrimonio finito male, dei figli ingrati e delle piaghe di Egitto che hanno colpito la sua famiglia.

IL LANCIATO

Giovane di successo , generalmente dotato di carisma e simpatia, gratifica la truppa con aneddoti tratti dal suo “THE ART OF” numero 12 , ha una parola buona e una canna pronta per tutti.
Amante della musica , suonatore di buon livello di vari strumenti, viaggiatore, uomo di mondo , enologo e viticultore fai da te ,si diletta anche di cardiochirurgia vascolare e ginecologia.

E anche qui potremmo andare a lungo avanti...

Attraverso tutto ciò (coadiuvato da un ricco programma di lezioni) l’allievo viene traghettato nei 2/3 anni del corso ( la durata dipende dal livello di Sindrome di Stoccolma raggiunto dall’allievo in questione) fino a conseguire il tanto ambito PREMIO FINALE.
Un attestato in finta carta riciclata di papiro a quadretti, nessun valore legale, nessun valore sociale, IMMENSO VALORE PERSONALE.

“CLICK- CIAO RAGAZZI – CLICK - CONGRATULAZIONI! ECCO IL VOSTRO DIPLOMA! EHI PERCHE’ NON VI ISCRIVETE ANCHE AL CORSO DI ANIMAZIONE?! – CLICK-MFRRRRRR- ORA SE VUOI PUOI CAMBIARMI LE MUTANDINE!-CLICK”

E la vita continua….



3108.2006

Nota dell’autore.
Essendo stato prima allievo e poi insegnante mi sento di poter dare un paio di consigli degni dell’ “INSEGNANTE MERCENARIO” in cui mi identifico totalmente.

Frequentate una scuola di fumetto solo se:

avete un reale desiderio di imparare e/o
avete intenzione di pagarvela da soli.

Questo, abbinato ad un atteggiamento da VAMPIRO (ossia la volontà di SUCCHIARE la maggior quantità di conoscenza possibile), può far sì che tali scuole abbiano una loro più che onorevole utilità.
Se lo fate ricordatevi una parola : UMILTA’.
Non lasciatevi mai buttare giù se vi stroncano ,ma neppure siate arroganti o presuntuosi con chi fa questo lavoro da 50 anni e sa qualcosina più di voi.

Se invece andate a frequentare una di queste scuole solo per “fare qualcosa” ne esistono di molto più economiche e meno impegnative , sia per voi che per il portafogli dei vostri genitori.
Coltivate i campi, moltiplicatevi felici e comprate fumetti…
così io vi dico , andate in pace… AMEN.

26.8.06

IL DISGUIDO

Tra i tanti aspetti affascinanti del settore creativo quello che mi ha sempre colpito per la sua originalità è il “pagamento posticipato”.
A 30 giorni, a 60, a 90 e addirittura a 180 , il tempo di attesa per essere pagati ha evidentemente analogie con gli angoli della geometria ed in alcuni casi si arriva anche a 360…quando cioè non ti pagano e basta.
Che si tratti di fumetto, di illustrazioni, o di altre cose analoghe in nessuno di questi settori è contemplata quella barbara usanza detta “pagamento alla consegna”.
Io stesso un giorno ,in un impeto anticonformista, sono andato da un fornaio , ho comprato un chilo di pane e al momento di pagare gli ho detto “ci vediamo a 90 giorni.”

Lui mi ha detto “ma vaffanculo.”

Da ciò si evince che non tutte le regole di pagamento sono applicabili nel quotidiano.

Le motivazioni di tali pagamenti posticipati sono molteplici ,ma quella che più spesso mi è stata presentata dai miei clienti è la seguente: “prima dobbiamo aspettare che rientrino i soldi”.

Perché? Sono usciti? Dove sono andati? Li avete investiti in azioni della Parmalat?
Non ho capito. Cosa cavolo significa?

In realtà il significato è:
prima noi ti facciamo fare un lavoro di due o tre mesi, (durante il quale tu puoi nutrirti di bacche o andare a fare il viados) , poi (quando tu hai finito il lavoro, noi lo abbiamo stampato, distribuito, e ci siamo fatti una vacanzina per un altro paio di mesi per i cazzi nostri ) allora e SOLO ALLORA TI PAGHIAMO. (Forse).

“Ah… ecco come funziona!” pensai la prima volta che mi trovai in questa situazione.

Tenete presente che il caso che vi ho appena descritto è quello ottimale, ossia il caso in cui si ha a che fare con un cliente singolo e privato.
C’è poi l’eventualità di un coinvolgimento di un Ente Statale, quando cioè il compenso che voi dovete ricevere fa parte di un più cospicuo e sostanzioso finanziamento che viene stanziato dalla Regione, dal Comune o da strutture simili.
In questo caso ( a meno che voi non trattiate direttamente con l’Ente) c’è quasi sempre un TRAMITE o meglio una ditta di qualche genere che ha vinto l’appalto e che a sua volta ha richiesto i vostri servigi.
Ora dovete sapere che tali ditte hanno quasi sempre una conduzione familiare e una gerarchia tipicamente piramidale che ha al suo vertice il “grande” creativo (spesso meno grande di quanto voglia dare a credere) seguito a ruota dalla moglie (figura generalmente di secondo piano remissiva e trasparentemente inconsistente) e da un nugolo di figli , figlie e collaboratori vari cresciuti nella schiacciante ombra della personalità paterna.

Tale ditta usufruisce per prima dei fondi, compra materiali e attrezzature varie (generalmente dalla stessa ditta che guarda caso possiede un altro membro della famiglia) e successivamente arruola i vari creativi per fare il vero lavoro.
Quando ci si azzarda poi a chiedere gentilmente che fine abbiano fatto tali fondi arriva la risposta tipica che “se c’è di mezzo un ente statale non si sa mai quando i soldi arrivano ,ma prima o poi arrivano sempre…”
Che a me ha sempre saputo di un commento criptico alla Tolkien ,qualcosa tipo:

“Il premio finale che tutti quanti ci attende è sicuro ,ma la strada è impervia e piena di avversità…i Troll, gli Orchi , il Ritorno del Re ecc. ecc. aspetta e non rompere le palle.” disse Gandalf accendendosi una sigaretta e sputando per terra.

Per sopravvivere a queste fastidiose attese e tutelarsi un minimo i creativi sono ricorsi ad un’invenzione geniale quanto elementare: L’ ANTICIPO.

L’anticipo è quella sezione di tessuto umano che fa parte del vostro datore di lavoro e di cui lui non vuole separarsi se non tramite un intervento chirurgico ,una separazione che è un vero e proprio PARTO.
Il vostro cliente non riesce a darvi l’anticipo.
Non perché VE LO NEGHI ,ma perché proprio non può!
E’ un fatto clinico certificato: le braccia si fanno corte e artritiche, le dita si serrano attorno al portafoglio la memoria cede , si dimentica dove si è messo il libretto degli assegni e qual’ora lo si ritrovi una semiparesi impedisce di firmarlo.



Se poi (per intervento divino o per un taglio cesareo) si riesce ad ottenere un anticipo è bene tenerselo stretto e non dilapidarlo in auto veloci o libagioni varie , mettetelo in un’incubatrice ed aspettate perché non è detto che vediate il saldo.

Tra l’emissione dell’anticipo e la fine del lavoro può infatti accadere DI TUTTO.
Il cliente può fallire e svanire nel nulla, il cliente può essere arrestato e svanire in galera o semplicemente può cambiare idea fregandosene altamente degli accordi presi con voi e dicendovi “c’è stato un DISGUIDO”.


Il disguido varia e spazia di gravità e pericolosità.
C’è il disguido tra cifre LORDE NETTE.
C’è il disguido sullo zero in meno che non è uno zero ,ma una faccina smile.
C’è il disguido sul fruitore del bonifico che non siete voi ,ma un certo Nelson Procione.

Non sto scherzando.Capita. E’ colpa della segretaria , è colpa dell’aria rarefatta nell’ufficio che impedisce una valida propagazione delle onde sonore, è colpa di quei Topi Atomici che la notte emettono radiazioni gamma nella cantina del vostro datore di lavoro.
Le scuse sono molteplici e tutte validissime (anche quella dei Topi Atomici) e voi per una insana sindrome di Stoccolma crederete quasi a tutto perché l’alternativa sarebbe ammettere che (di nuovo) qualcuno vi ha violato sotto la coda.
Ma il disguido resta.

Voi mi direte: “ma abbiamo un contratto!”

E’ vero. E se ve lo siete letti bene , se siete sicuri che non ci siano postille ed errori di battitura siete proprio in una botte di ferro…pronti per essere buttati a mare con Nelson Procione.

Questo perché voi avete in banca sì e no 5000 euro mentre il vostro sedicente datore di lavoro ha già cambiato nome all’azienda 12 volte, ha un conto in svizzera codificato, un avvocato che nuota nel suo acquario personale soprannominato LO SQUALO ed ha tutto il tempo e i mezzi per farvi dissanguare lentamente.

Naturalmente non tutti i clienti sono così.

Non tutti sono spietate macchine per fare soldi o per sfruttarvi, spremervi come un arancio e poi buttarvi in un secchio della raccolta differenziata.
No. Ci sono anche quelli buoni.

Persone tristi, piccole, poco abbienti, che lavorano in strutture piccole, tenere e morbidose , nate da poco ,ma cariche di buoni propositi.

Sono i COCCOLONI-TENERONI e sono peggio degli squali.

Non hanno un euro ,ma vi vogliono bene , credono in voi e questo lavoro è per tutti un investimento. Hanno volti e facce da rassicuranti nonni, canuti come orsacchiotti vi trattano da nipotini, vi danno le caramelle e pacche sulle spalle, grattini sulla schiena e complimenti per i vostri lavori ,ma di soldi neanche l’ombra.

Vi garantiscono un futuro radioso, vi promettono improbabili edizioni rilegate , vi garantiscono percentuali oltre le ventimila copie vendute (peccato che ne stampino solo diecimila…) e vi parlano col cuore malati in mano delle loro disgrazie:

“Purtroppo questo è stati un anno duro anche per me…” vi dicono mentre accarezzando Django, il loro cane cieco dalla nascita.
“Dopo l’11 Settembre tutto è cambiato…”
“Mia moglie è morta l’anno scorso.”
“Devo operarmi di prostata…”

Ecc. Ecc. Ecc.

“Ma allora…”mi chiederete voi “…sono tutti così? Non esistono persone di cui fidarsi?”

No, certo che ci sono…quelli di cui vi potete veramente fidare e che a loro volta si fidano ciecamente di voi e delle vostre idee .
Persone che sanno apprezzare il vostro lavoro , sostenervi e infondervi coraggio e voglia di fare. Persone come queste esistono e si trovano tutte nello stesso posto , su una bellissima isola dove vivono felici insieme al signor Roorke e al piccolo Tattoo , sempre pronti ad accogliervi vestiti di bianco e con le ghirlande al collo per gridarvi: “BENVENUTI A FANTASILANDIA!”

(Sigla: naa naa na naaaaaaa… Na na nana naaaaaa…)

2608.2006

Dedicato a Pier e a tutti i miei colleghi creativi.

IL BLOGGER


Andy Warhol profettizzò che un giorno ognuno avrebbe avuto i suoi 15 minuti di popolarità, se mai fosse vissuto fino ad oggi avrebbe potuto vedere questa sua dichiarazione concretizzarsi ILLUSORIAMENTE nella figura del BLOGGER.
IL Blogger è un personaggio relativamente recente della fauna di internet che , più che un utente o un cittadino della rete, è una sorta di filosofo multimediale , un guru dell’adsl che si pone al di fuori di tutto, posizionandosi su una immaginaria nuvoletta da cui…PARLA, PARLA E PARLA ANCORA.
Esistono due grandi tipologie base di BLOGGER.

Il CUSTODE DELLE VERITA’ e IL DIARISTA.

Il Custode delle verità è colui che una bella mattina si alza, inciampa per caso sulla modalità “blogger fai da te” ed inizia a parlare di questo o quell’altro argomento.
Di cosa parli non ha importanza quali siano le sue credenziali neppure.
Che abbia o meno un riscontro di pubblico conta ancora meno.
Chiunque può improvvisarsi esperto di qualsiasi cosa…che si tratti delle dinamiche comportamentali delle falene d’estate (o di una dissacrante visione del mondo del fumetto e della vita in generale) , ognuno può salire su un immaginario podio e diffondere le sue (dubbie ) verità.
Il pubblico fruitore di tali perle di saggezza varia e va dagli amici / colleghi / parenti, agli occasionali e casuali lettori, fino agli assidui che (raramente) si fidelizzano al blog.
La tendenza di ogni blog in realtà è di spegnersi molto velocemente, via via cioè che i suoi lettori passano sul sito successivo in cui è possibile scaricarsi anche la suoneria dei mondiali di calcio (POO-POPPO-PO-POO-POOO!).
Al blogger questo non importa granché poiché è sempre convinto di rivolgersi al mondo intero , al quale declama frasi come: “in verità vi dico nostro Signore è risorto!”
E nel post successivo.
“IO SONO VOSTRO SIGNORE! INCHINATEVI DINNANZI A ZOD!”
Perché fondamentalmente il blogger ha manie di grandezza e cerca di dominare il mondo attraverso il cablaggio della TIM.
(Con INFOSTRADA non funziona…lo so perché ho provato…).

Naturalmente sto parlando in particolare dei BLOGGER pontificatori in cerca di proseliti e non di quelli tranquilli che si scambiano ricette o modi di imbalsamare i vicini di casa via internet..
Parlo di quelli che vi mettono in guardia con post tipo “il DVD è figlio del DEMONIO!” , chiamati anche i BLOGGER EVANGELIZZATORI.

Se il Blogger fosse una persona sana uscirebbe di casa , andrebbe al bar, parlerebbe di Totti , si prenderebbe un caffè, parlerebbe di Totti, si farebbe un pacchetto di sigarette, parlerebbe di Totti e poi andrebbe a casa a vedersi una partita di calcio (con Totti).
Ma il Blogger incallito è un individuo privo degli arti inferiori, con pseudopodi al posto delle mani che vive inchiodato davanti alla tastiera e si nutre di merendine del mulino bianco.
Naturalmente ci sono anche molte eccezioni come i BLOGGER politicamente impegnati:

“Ciao Raga’! Mi raccomando domani tutti alla manifestazione contro OBLADIOBLADA! Viva il Che! Hasta la victoria siempre! Figo Pazienza skiattato bravo lui era! ALE!”.

O i loro equivalenti speculari: “ La citta è nostra di ITAL’IANI , No di quelli altri ke NO sono ITAL’IANI e no sanno manko scrivere! EYA EYA”.

A cui si aggiungono i farneticatori senza bandiera:
“Vola libero col partito dei Tampax setificati con le ali!” ecc. ecc. ecc.



La seconda grande categoria è quella degli autoreferenziati, degli autocitazionisti ed in generale dei DIARISTI.

“Oggi ho perso la mia verginità” scrive Dolce Euchessina nella pagine del 20 Febbraio.

I DIARISTI come Dolce Euchessina vi rendono partecipe della loro vita quotidiana, vi illustrano che cosa hanno provato quando hanno visto un gatto morto, vi parlano del tramonto screziato di rosso e vi rallegrano con le loro poesie depressive.

A questa categoria che ,tutto sommato, può avere anche un suo fascino (speriamo che almeno Dolce Euchessina abbia messo qualche dettaglio sul suo debutto in società) si aggiunge poi quella specifica del DIARISTA CREATIVO.

Immaginatevi un Vincet Van Gogh a cui il fratello Teo ha regalato un computer per tenerlo buono, mettetegli in mano un mouse (No, Vincent non te lo devi cacciare in bocca. Ho detto in mano!) ed avrete un assaggio di blogger creativo:”Oggi: sperimentato nuove tecniche con painter. Solo una tavola ci separa dall’infinito.”scrive Logan 85 Rh + (i nomi usati sono sempre gli stessi e a volte non basta più la data di nascita per distinguerli…serve anche il gruppo sanguigno…).
I novelli Vincent del blog creativo scrivono con dovizia di particolari le loro giornate e ci deliziano con dettagli sulla tecnica usata e sulle loro sensazioni al riguardo.
A volte semplicemente elencano il loro successi in un infinito BLOGGURRICULUM con cose tipo.
“2002 – pubblicato per Edizioni Albertina numero due di gatti a pelo corto disegnati con pastello numero 8 di Contè , comprato da Gino il cartolaio in via Montedipalle 18.
Il tutto accompagnato sempre da frasi tipo “l’universo collassa intorno al mio essere. E il naufragar m’è dolce in questa ecolina”…

Il DIARISTA CREATIVO scrive soprattutto per fare autoterapia e per farlo felice ha amici e conoscenti che gli mettono commenti sul blog con scritto “Sei GRANDE! Sei unico! SEI UN GENIO!”.

Quindi se volete fare del volontariato, se volete aiutare qualcuno bisognoso di assistenza recatevi sul primo blog che trovate e lasciate un commento.

Non lasciare che d’estate muoiano abbandonati nella rete.
Adotta anche tu un Blogger.

(Post a cura del Ministero della Sanità).

26 08.2006


24.8.06

L' ESPERTO DI FUMETTI

In ogni settore e materia esiste una figura imprecisata di sommo conoscitore, critico e TUTTOLOGO di vario livello tale individuo è definito: L’ESPERTO.
Anche nel settore del fumetto (così come in qualsiasi altra materia) ritroviamo questa figura , che (non necessariamente predisposta alla creatività), è specializzata invece nel commentare, giudicare e più in generale OBLADIOBLADARE.

Tra i vari esperti del settore troviamo:

IL NECROFILO.


Critico affermato (talvolta anche a livello nazionale) predilige gli artisti ormai defunti (Bonvi, Pratt, Pazienza) meglio se morti da diverso tempo e se hanno avuto una vita movimentata.
Il necrofilo non disdegna altri autori purchè sempre in là con gli anni (quindi magari potenzialmente prossimi al trapasso ) ,ma ignora totalmente gli autori esordienti.


IL RIVISTISTA

Imperversa su riviste e pubblicazioni varie, auto accreditatosi esperto conoscitore della serie che di solito pubblica che è (guarda caso) migliore di tutte le altre ed imperdibile.
Gode di solito di presunti contatti privilegiati con autori stranieri con cui, però , ha un rapporto conflittuale.
Da citare quello che su una pubblicazione più o meno supereroistica era inviperito con un disegnatore perché non aveva ancora finito la serie che la sua testata stava pubblicando.
Interminabili redazionali contro la sua figura che finivano puntualmente con le scuse con i lettori per la chiusura anticipata della serie.
Nessuno evidentemente gli aveva mai parlato di una cosa chiamata “pianificazione editoriale”.

IL TELEVISIVO.

Di solito Editor personale o braccio destro di sedicenti editori “fai da te” , l’ESPERTO TELEVISIVO arriva alla Tv attraverso misteriosi meccanismi mediatici e viene utilizzato su emittenti giovanili ed alternative, (che fruiscono di avveniristici collegamenti multimediali raramente funzionanti) o su emittenti nazionali per coprire improvvisi casi di emergenza tipo il personale regolare ucciso da nube tossica , fuoriuscita di magma dai condotti idraulici o semplicemente : palinsesto estivo.
In tal senso è contemplata la trasmissione di programmi più o meno brevi creati per essere diffusi il 15 di Agosto , verso le 14 del pomeriggio, quando i curatori sanno che il pubblico è al massimo della sua ricettività.
(In alternativa , ogni quattro anni, è prevista una puntata speciale da trasmettere la sera della finalissima dei mondiali).
A tali programmi non viene mai data una veste seria o quantomeno credibile ,ma sono invece sempre contestualizzati in un atmosfera giovane, fancilullesca e a volte addirittura PUFFOSA.
Tipo: grandi scenografie colorate, una fighetta conciata da demente con antennine blu in testa o altre amenità, qualche animaletto buffo fatto di pezza ed animato da un impedito afflitto da artrite ed infine i veri e propri espert in materia.
Tra questi se ne individuano due: l’accreditato (già noto nel settore come curatore di OBLADIOBLADA e balzato alla Cronaca dell’Ernia come critico di OBLADI OBALDA) e QUELLO BUFFO.
L’accreditato si presenta sempre vestito come un laureando di Scienze Politiche ,sfoggiando camicine azzurre da impiegato bancario o polo a rassicuranti quadrettini.
Palesemente fuori posto e generalmente impacciato fissa un punto indefinito a 45 gradi dalla telecamera dove (si presume) si trovi il gobbo o qualunque altra cosa gli dica cosa dire.
Sfoggiando pettinature anacronistiche ed ATEMPORALI, l’Accreditato non risparmia saliva ed argomenta gesticolando con le sue (generalmente piccole) manine i pezzi o gli argomenti presentati.
In tal senso viene coadiuvato dalla valletta demente (unico esempio di limitate risorse televisive di Topina) che a malapena riesce a muoversi con le ingombranti ali posticce da FATINA che le sono state affibbiate.
Fortunatamente a risollevare il livello della trasmissione ci pensa QUELLO BUFFO che (generalmente barbuto ed ispido) si presenta simile ad un accattivante orsacchiotto , talmente TOFFOLO (aggettivo tipico degli Ewoks) che non si sa se “scarrufargli” il pelo o sparargli in pancia.

Le tematiche trattate durante tali trasmissioni spaziano da Dylan Dog , passando per Tex e poi arrivano al genere che (secondo l’Esperto Editor) è il più rappresentativo del genere italiano: IL MANGA.
A questo scopo vengono proiettati spezzoni su spezzoni di cartoni animati (?) accompagnati dalle irresistibili gag dell’esperto BUFFO!
(Lui che imita Goldrake, lui che fa i rumori delle lame rotanti con la bocca, lui che riporta un frisbee con la bocca e lui che fa la pipì in un angolo dello studio).

Durante tutta la puntata la Fatina-Fighetta di seconda mano assiste con una bacchettina in mano ed esibisce tutta una serie di faccine tenere e scarruffose interagendo nelle modalità in cui la sua SIM CARD le permette di fare , ossia: risatine, stridolini e commenti fuori luogo che (puntualmente) suscitano poi l’indignazione di interi FORUM dediti al culto di ONAN il barbaro (e NON è un errore di battitura) che altro non aspettano che poter intervenire con frasi come:

“Eh! No, come si può paragonare Romita jr. al grande Kirby!” Logan77
“Sfondi una porta aperta, ehi hai letto la mini di Chris! Figa!” Logan82
“CiaoRaga! (FACCINA) Come butta? (FACCINA CON OCCHINO STRIZZATO)Io sono nuovo dov’è il Forum Topic Clan News dei Procioni Volanti? (FACCINA PERPLESSA CON OCCHINO TRISTE e PROSTATA)”.

A tutto ciò l’ESPERTO sopravvive ed esce sempre sfavillante ed incolume, grazie al suo acume editoriale, al suo innato senso cromatico (che la daltonia congenita non limita minimamente) e all’incrollabile fiducia che i suoi simili e superiori “fai da te” gli danno.

24 08.2006

Dedicato A Wilma.
(Che bello avere un BLOG!)






22.8.06

LA SCADENZA

Dicesi scadenza (in campo editoriale così come in qualsiasi altro) quella data entro la quale non riuscite MAI a finire il lavoro che vi è stato dato.

James T. Kirk (era un comandate di astronavi , non un filosofo ) chiese una volta al suo primo ingegnere: “Signor Scott, come fa a completare sempre le riparazioni nel tempo concessole?”
“Mento sul tempo necessario moltiplicandolo per tre , Signore.” rispose l’ingegnere scozzese.

La filosofia del rapporto tra cliente e creativo è tutta qui.

Di solito il cliente si sveglia la mattina , chiama il suo creativo di fiducia e gli chiede la storia a fumetti, l’illustrazione o l’affresco della cappella Sistina per il giorno dopo, anzi …di solito viene usata la simpaticissima battuta “per ieri”.

A questo punto sta al creativo (più meno abile) convincere il cliente che il tempo necessario è il doppio di “ieri” moltiplicato per tre secondo la legge di Montgomery Scott.
Il cliente protesterà parlando di stampa, distribuzione, pubblicità , diffusione, recessione e dell’11 settembre (l’ 11 settembre c’è sempre di mezzo…).
E inizierà un balletto che durerà ore ed ore (anche Kirk e Scotty facevano così mentre la gente con le magliette rosse moriva davanti alle loro consolle).
Alla fine la spunta chi è più abile o chi è più potente.

Stabilita la scadenza a voi non resterà che cercare in ogni modo di perdere il tempo che vi è stato dato e di complicarvi la vita fino a ridurvi all’ultimo istante.

MODI PER PERDERE TEMPO:

Scrivere un blog.
Pensare a quanto sarà bello quando avrete finito il lavoro che NON state facendo.
Fantasticare ad occhi aperti sul vostro discorso d’insediamento alla Casa Bianca.


BALLE DA RACCONTARE AL CLIENTE:

“Ho dovuto formattare il computer ed ho perso tutti i dati. Non so neppure chi sia lei e cosa voglia da me”.
“Il mio cane si è ferito con un tagliola di un bracconiere e l’ho dovuto portare al più vicino villaggio”.
“Mi si è disperso il bestiame proprio mentre stavo masterizzando il CD con il lavoro”.
O la sempre attuale:
“un enorme crepa si è aperta nel mio pavimento e mostruose creature ne sono uscite guidate dall’Uomo Talpa”.

Se il vostro cliente è scettico e non si accontenta di una spiegazione scritta via e mail si può procedere telefonicamente con l’opportuno accompagnamenti di effetti sonori fatti con la bocca.





ESEMPIO:

CREATIVO: “Pronto? CLIENTE: “Ha finito il lavoro? Ha finito l’impaginazione? Insomma che sta facendo?
CREATIVO (RUMORI CON LA BOCCA) : “Alti più di due piani… Frrrzzzzz…BZZ VVVVV…Tentacoli…ENORMI…TRIPODI … raggi verdi…aiuto,….NON POSSO FRZZZZZZ…. Divorano… OHMIO DIOOOOOO! TU-TUUUU-TU-TUUUU.
Fine della telefonata.
Questa tecnica è molto diffusa e il giorno dopo dovrete solo spiegare al vostro cliente o datore di lavoro come mai i giornali non hanno riportato nulla su quei Tripodi Giganti e vi hanno impedito di rispettare le scadenze.

Se il cliente è un tipo alla mano potete giocarvi la carta della complicità maschile.
CREATIVO: “la mia ragazza sì…lei non ha idea del casino che mi ha piantato…devo accompagnarla a questo esame di abilitazione…Sì. Sa com’è no? Certo. Certo! Sono tutte uguali!
Ah, ah, ah… queste donne insicure e fragili!”
IMPORTANTE: (accertatevi che mentre dite queste cose lei non vi senta).

Appena finita la telefonata potrete così occuparvi della vostra dolce metà.
“Allora mi accompagni a fare la spesa?” vi chiederà lei.
E voi risponderete: “tesoro vorrei proprio venire ,ma ho questa scadenza e la devo rispettare!”

Una volta sistemata la vostra compagna e ottenuta la proroga dal cliente potrete mettervi immediatamente al lavoro sedendovi al tavolo da disegno o davanti al computer.
Prima però vi preparate un bel caffè.
Bevete il caffè. Vi sedete…no, aspettate , prima fumatevi una sigaretta.
Vi sedete…ah portatevi una bottiglia d’acqua , giusto!
Così se vi viene sete non dovrete rialzarvi.
Magari prima controllate la posta e vi ritrovate ad intavolare una discussione con Logan83 RH+ (il nome Logan è talmente usato che non basta neppure più la data di nascita e ci vuole anche il gruppo sanguigno).
Discutete per un paio di ore sui poteri di Magneto, commentate tutta la produzione di Chris Clearmont e poi siete pronto per lavorare.
Vi sedete , accendete la tv se vi piace un po’ di compagnia in sottofondo e …”MA GUARDA!”
Esclamate quando vedete che stanno dando “ULTIMATUM ALLA TERRA” (più o meno quello che avete ricevuto voi dal cliente)… vi fermate un attimo…solo un attimo per sentire pronunciare KLATU VELATA NIKTO e chiaramente vi vedete tutto il film.
Chissà se si trova il DVD su internet.
E Logan 83 RH+ vi dice come , dove e quanto costa ,ma vi spiega anche perché secondo lui era meglio il VHS.”Eh no, non sono d’accordo!” replica LA MARCHESA 68.
“Ehi raga! Ma che ne pensate di (FACCETTA SORRIDENTE), e di (FACCETTA CON SMORFIETTA), (FACCETTA CON LINGUACCIA) ecc. ecc. ecc.
Dopo altre due ore di faccette vi rialzate e andate in bagno , vi fate un altro caffè, sigaretta, panino ecc. ecc. fino alle 19 quando lei torna tutta felice ti ricorda che siete a cena dai suoi.
“Tesoro non vedi che sto lavorando!” la redarguite duramente “ Vuoi farmi saltare la scadenza!”

Questo meccanismo va avanti fino alla sera prima della consegna quando avete praticamente tutto il lavoro da fare, l’acqua alla gola e i creditori alla porta.
“Ti bruceremo dentro se sarà necessario! ESCI BASTARDO!” grida la tua coscienza sporca.
A quel punto scatta un meccanismo di frenesia perversa e lavorate ininterrottamente per 18 ore , vi riducete uno straccio e al mattino dopo strisciate dal vostro cliente (con occhiaie profonde come solchi ed alito alla caffeina) il quale vi dirà:
“Ah che bravo è già qui?! Sa però che c’è? Avremmo deciso che le pagina non le vogliamo rettangolari ,ma QUADRATE…si può cambiare vero? Tanto lo fa al computer!”.


22 08.2006

21.8.06

IL FAN DI STAR TREK

Nel 1985 mio padre comprò il suo primo videoregistratore e nello stesso periodo un’emittente privata ritrasmise per l’ennesima volta la serie di fantascienza più famosa del mondo: Star Trek.
Questa sinistra coincidenza mi proiettò nel vortice della registrazione compulsiva e senza neppure accorgermene mi ritrovai dipendente dai VHS.
In quei tempi bui (quando il DVD non era che una mera utopia) il costoso nastro magnetico era venduto a prezzo d’oro e per procuramene quantità sufficienti a registrare 79 episodi fui costretto a fare cose che “voi umani neppure immaginate”….

Fu uno stillicidio soprattutto perché dovevo togliere la pubblicità , il che mi costringeva a stare impalato per un’ora davanti allo schermo, teso come un gatto nevrotico e pronto a schiacciare pausa per evitare di ritrovarmi nel bel mezzo di una scazzottata di Kirk una pubblicità di un assorbente o di un prosciutto.
Come se non bastasse a quei tempi andava di moda fare scorrere in sovrimpressione cose come
“sei una bella ragazza tra i 18 e 25 anni? Hai un bel corpo? Vuoi partecipare al gioco delle coppie?”
Cosa che (come potete ben immaginare) mandava il tilt il mio ossessivo perfezionismo da collezionista.
Dato lo scarso risalto che veniva dato alla seria (a quella come a qualunque altra) mi convinsi di essere l’unico italiano appassionato di Star Trek e mi rassegnai a praticare il culto in solitudine.
Registrai gli episodi, feci incetta delle poche informazioni che (sporadicamente) spuntavano su qualche giornale e continuai a condurre una vita (quasi ) normale fino al giorno in cui un mio amico mi disse “guarda che ho visto Spock in edicola”.
Esclusa l’eventualità che Leonard Nimoy avesse aperto una rivendita di giornali corsi a verificare ed effettivamente trovai un romanzo di Star Trek (mi pare edito dalla Garden Pinco Pallino) con un bel Signor Spock in copertina con tanto di phaser in mano.
Potete immaginarvi la mia felicità!
La cosa più significativa non fu però il romanzo in se quanto un tiepido movimento nel settore , movimento che pochi mesi dopo (forse sulla stessa pubblicazione…non ricordo) mi portò a scoprire che esisteva addirittura un club italiano dedicato a Star Trek e chiamato STIC.
Sinceramente ricordo che il mio primo pensiero fu “Mio Dio che nome orribile!”
E ancora oggi penso che ci sarebbero state infinite combinazioni e scelte più significative di quello che ogni volta mi fa pensare ad un lucida labbra o a un tubetto di burro di cacao…
In ogni caso cacciai le 35.000 necessarie lire e mi iscrissi al club.
Mi arrivò quasi subito a casa la prima copia della pubblicazione dello STIC ed anche se era in bianco nero ed abbastanza spartana , io la trovai ugualmente bellissima perché per la prima volta si parlava di gente che condivideva la mia passione.
Mi misi subito all’opera , sfogliai l’elenco degli iscritti e decisi, per cominciare, di mandare un po’ di lettere.
Scrissi solo alle donne perché già che c’ero pensai che potevo unire l’utile al dilettevole ed anche perché (per quanto appassionato di fantascienza e fumetti) conservavo ancora un certo interesse per altre cose.
Mi risposero tutte in breve tempo e furono molto carine e disponibili, mi mandarono carta intestata con cuoricini, atronavi (disegnate male) e cosine simili , poi però dalle lettere cominciarono ad uscire inquietanti indizi.
Una era una quarantenne depressa che il marito considerava pazza proprio per le sue passioni, “lui non mi capisce e mio figlio mi tratta come un scema “mi scrisse una volta , “ti potrei esser mamma e vorrei avere le antenne blu come gli Andoriani…” dopo questa frase buttai via tutto e non le scrissi più.
Un'altra incominciò a scrivermi graziose storielline trek dove io ero uno dei personaggi e benché mi dipingesse come una specie di alieno buffo la lasciai fare per un po’.
Dopo venti lettere di me stesso che zampettavo sulle mie buffe zampe, con i miei buffi baffoni da buffo alieno mi ruppi definitivamente le “buffe balle” e tagliai corto anche con lei.

Un'altra ancora era innamorata di Spock e ci andava pure pesante e scriveva racconti in cui era tutta un’allusione erotica al vulcaniano .
Di nuovo cestinai il tutto rabbrividendo.
Questa fissa delle donne per l’aspetto romantico di Star Trek però era ricorrente cominciavo a preoccuparmi.
A me Star Trek piaceva per quando Kirk se ne sbatteva della Prima Direttiva e apriva il fuoco a destra e a manca e queste mi parlavano di amore cosmico e fusioni mentali tra anime gemelle…. Possibile che mi fossero sfuggite tutte ‘ste balle?
Provai con un altro paio di soggetti ,ma finiva sempre allo stesso modo “Kirk e Spock che si tenevano per la mano, Kirk che accarezzava Spock e così via…”.
Interruppi tutte le corrispondenze quando incominciai a veder dove andavano a parare… stavano facendo diventare i miei beniamini un edizione gay di harmony.

La corrispondenza con le Trekker non funzionava, tuttavia prima di metter una pietra sopra alla cosa mi concessi un paio di incontri di persona.
La prima era del sud ,ma viveva nella mia città, fissai un appuntamento e venne trovarmi a casa .
Mi vidi piombare nella stanza una siciliana che parlava un dialetto strettissimo di cui non capivo un tubo o il mio traduttore universale era guasto o il nostro gap culturale era eccessivo.
Misi una pietra anche sopra di lei (letteralmente per zittirla) e passai oltre.
Me ne concessi ancora una (l’ultima)e stavolta la contattai prima per telefono.
La voce si rivelò essere stupenda e non riscontrai nessun accento particolare (probabilmente era doppiata da Juppy Izzo) , in ogni caso questa almeno la capivo.
Arrivai a casa sua e lì mi ritrovai davanti una delle donne più brutte che abbia mai avuto modo di vedere. Gentile, simpatica…generosa …ma (che Dio mi perdoni) brutta come la fame!
“IL MUGATO!” (sapete cos’è un Mogato, vero?).
Fuggii ululando nella notte e se ora voi (eventuali Trekker PURISTI) state pensando che io sia uno xenofobo bastardo…bè avete ragione.

Tornai a riflettere a casa mia e riesaminai la cosa: avevo sbagliato tutto.
Questa fissa della donne era sbagliata, Star Trek era la mia passione, il mio hobby e doveva essere un piacere da condividere con qualche amico davanti ad una birra. Tutto qui.
Feci altre telefonate, trovai altri Trekker di sesso maschile nella mia città e fissai un appuntamento con uno di loro.

Quando arrivai all’appuntamento fui sorpreso di trovare il gemello della femmina da cui ero scappato.
Era possibile?
No, ovviamente ,ma questo le somigliava in maniera sorprendente…occhiali, sguardo vacuo, leggero strabismo, postura anomala, sindrome di Notre Dames, capello unto…un clone perfetto dell’altra.
Vabbè , come amico poteva andare, il mio razzismo non arrivava a tanto e si trattava solo di farci quattro chiacchiere, magari scambiarsi qualche libro o cassetta, così mi feci avanti , gli dissi il mio nome e lui iniziò e lui mi rispose:“CIAO MAXXXXXXXXSSS” esordì strabuzzando gli occhi.

Urlava. Non perché fosse pazzo, malato od altro…aveva semplicemente un timbro di voce leggermente fuori scala , gesticolava , agitava una busta di plastica (aveva sempre una busta di plastica) e SBAVAVA… non sto scherzando! Sbavava come un pastore maremmano.
Ma la cosa peggiore era che il mio Pastore Maremmano parlava SEMPRE e SOLO di Star Trek.
E continuò a farlo. A lungo e ininterrottamente in una profusione di schizzi di saliva che i miei scudi non riuscivano a fermare.
Il mio nuovo amico era fissato , ossessionato e totalmente FUSO per Star Trek.
“MAXXXXSSSSS , MAXXXSSSSS , E BLADI BLAD IBLAI PHASER, KIRKE MAXSSSS! MAXSS! E BLADI BLADI SPOCKKE! MAXSSSSSS!”

A ben pensarci sibilava pure…

Senza saperlo avevo appena conosciuto una significativa rappresentanza dei TREKKER più incalliti.
Per un po’ ci frequentammo ,ma quando notai che la gente per la strada ci scansava come dei pazzi furiosi mentre lui gridava “GLI SCUDI MAXXSSSSS DOVEVANO ALZARE GLI SCUDI MAXSSSSS” decisi che la mia vita sociale era già abbastanza incasinata senza aggiungere anche quel caso clinico.
Di nuovo se vorrete darmi del bastardo lo capirò ,ma sparii dalla circolazione e non rividi mai più il GORN. (lo sapete cos’è un Gorn, vero?...Sì che lo sapete!).
Tentai ancora un paio di volte.
Uno arrivò a casa mia con un paio di orecchie a punta sbilenche , un altro parlava il klingon e sputava peggio del primo.
Dopo il Klingon mia madre venne in camera mia e mi disse “ma perché non ti droghi come tutti gli altri?”
A quel punto compresi che era ora di farla finita, buttai via la tessera e tornai nella mia dignitosa solitudine di TREKKER xenofobo e asociale.
Dopo uno o due mesi mi arrivarono un paio di lettere dell’Ammiragliato che mi esortava a rinnovarla, lì per lì mi prese un accidente perché per la chiamata alle armi era troppo presto, poi realizzai che l’esercito italiano non aveva uniformi rosse e capii che l’Ammiraglio che mi scriveva altri non era che il sedicente Presidente dello STIC.
Non risposi all’Ammiragliato ed immagino di essere ancora infilato in qualche inquietante database del club, sotto la voce: disertore.
Anni ed anni dopo vidi un branco di Trekker alla mostra del fumetto di Lucca…brucavano felici ed entusiasti dentro le loro uniformi rosse (troppo corte o troppo strette mai della misura giusta) tutti esibendo una bella pancetta (sia uomini che donne) ,ma con un aria serena che gli ho sempre invidiato.
Oggi è passato tanto tempo…la pubblicazione che c’è in edicola è fatta veramente molto bene , l’Ammiraglio e Signora hanno pure scritto un po’ di storie per la Bonelli , Star Trek è stato diffuso e curato con professionalità proprio grazie al club e mi piace pensare che (in mezzo a tutti questi miglioramenti) anche il senso estetico dei Trekker sia cambiato e che ora ci siano iscritte tante sexy socie a cui io purtroppo non potrò mai accedere (a causa della prima direttiva ovviamente…).
A parte tutto ciò (e nonostante anni di terapia) ancora oggi mi capita di notte di sentire una voce sibilante , un richiamo osceno dal buio che mi dice:
“MAXXXXXXXSSSS! MAXSSSS! E BLADI BLADI MAXSSSSS! ALZIAMO GLI SCUDI MAXSSSSS”

21 08.1006

19.8.06

LA CENA A FUMETTI

Indette generalmente da fiancheggiatori o mecenati del settore, le cene dei fumettisti si tengono preferibilmente in ristoranti posizionati fuori mano e poco visibili, all’interno dei quali si accede solo dopo essersi scambiati strette di mano massoniche e parole d’ordine prestabilite.
“Lo spirito con la scure è giunto in città” .
Controparola: “Cico dorme bene.”
“Ayaaaaak!” sbadiglio di un passante.
Il proprietario del ristorante è quasi sempre un appassionato del genere che cova segretamente velleità creative e che conserva nei suoi cassetti improbabili avventure salgariane piene di feroci tigrotti di Mompracem.
Il prezzo che ogni commensale deve subire per beneficiare della cena è visionare (dopo il caffè) gli scritti deliranti del suddetto titolare.
Il locale all’interno si presenta invariabilmente tappezzato di quadretti con disegni vari e dediche pazientemente raccolte in anni ed anni di collezionismo compulsivo.
La fauna che anima questo tipo di cene è come sempre eterogenea e quanto mai pittoresca.
Abbiamo gli autori affermatissimi , che di solito si presentano accompagnati da mogli Matrone (piegate dagli anni e dai chili di oro ostentati) e da un numero imprecisato di figli/figlie, concubine , Delfini, pesci pulitori e guardie imperiali.
A questa configurazione base possono aggiungersi uno scribano ed un biografo (opzionale non di serie) che narra le gesta del suo signore in versi.

Le nuove leve si presentano invece singolarmente o piccoli gruppi ,claudicanti, accompagnati da campanacci al collo (per segnalare il loro arrivo) e a volte da femmine di vario genere:
interattive (con pile incluse e in grado di formulare semplici frasi) , decorative (carine ma mute), creative (specie protetta dalla LIPU) , politicizzate, lobotomizzate ecc. ecc. ecc.
Tutte sfoggiano un espressione più o meno rassegnata e l’unica loro preoccupazione è di trovare un posto vicino ad un muro sui cui poter svenire durante l’interminabile serata.
Le più scaltre si portano scarpe basse di ricambio, pigiamino e maschera per gli occhi.
Le giovane leve arrivano alla spicciolata e (benché ancora non del tutto sviluppati) , esibiscono le loro livree colorate, fanno la ruota e si aggregano in piccoli capannelli a parlare di lavoro.
I gruppi non sono ovviamente casuali ,ma si rifanno a schieramenti ben definiti.
Le varie scuole di fumetto che si sono divise il territorio si dispongono su fronti opposti e si salutano a malapena con un cenno della testa , tra di loro individuiamo i rispettivi Capi Mandamento, i Consigliori ed ovviamente i PADRINI, a seguire le segretarie fighette, gli scudieri con i vessilli e i portaborse (le borse delle varie scuole) con i rispettivi stemmi.
Presenti per documentare l’evento troviamo cantastorie e giornalisti vari appartenenti a riviste tipo “Fumo la Pina” , “Il canto del Gallo Frullo”. e “ Le Cronache dell’Acqua Calda” a cui spetta il compito di testimoniare e trasmettere ai posteri l’evento.

Negli angoli leggermente più bui si possono infine individuare i pusher di negozi a fumetti che anche in queste occasioni si presentano con preview elitari in cui è possibile ordinare oggetti particolari da collezione tipo le analisi delle urine di Pazienza o l’esame del sangue di Bonvi.
Per i medesimi titolari di negozi lavora anche il finto fotografo (ex agente della scientifica ) che si aggira con fare clandestino scattando foto ricordo e rubando campioni di dna dei presenti dai bicchieri sporchi (molto richiesti nel mercato nero dei feticisti del fumetto).

A questi personaggi più o meno fissi si aggiunge un numero variabile di amici , amici degli amici, parenti e imbucati vari che le cene a sbafo inevitabilmente attirano.



Tra i vari autori e disegnatori troviamo alcuni personaggi ricorrenti e caratteristici:

IL QUESTUANTE DI GRATIFICHE.
Perennemente in cerca di una pacca sulla spalla o di una carezza , lo si riconosce perché ha sempre con se la cartellina dei suoi lavori che esibisce ad ogni occasione in cerca di approvazione.
Quasi sempre assecondato dai suoi simili con una o più coccole misericordiose finisce sempre a scodinzolare riconoscente tra i tavoli.

L’INSODDISFATTO
Esatto opposto del primo è un creativo che è stato completamente prosciugato anni ed anni di lavoro seriale , inaridito nel cuore ama stroncare le aspettative dei giovani con frasi lapidarie del tipo “Perirete tutti di morte atroce tra le fiamme dello stige!”.
Spesso è invitato nelle scuole a tenere lezioni di autostima.

IL MIRACOLATO
Già visto in varie versioni di altri contesti qui si presenta come un disegnatore considerato scarso e mediocre dai suoi simili,ma che (inconsapevole di ciò) continua ad aggirarsi attorno a loro con fare zampettante al grido di “siamo amici, ah? Siamo amici, eh? Eh?”.

I BLUETOOTH
Generalmente in coppia sono disegnatore e inchiostratore, maestro e Delfino, Don Zauker e Kodos, si scambiano informazioni tramite tecnologia wireless, condividono proteine ed enzimi strusciando i gomiti tra di loro.


IL SIMPATICO.
Generalmente pasciuto e rubicondo è quello che fa ridere tutti con i suoi 180 chili di umorismo e bonaria volgarità, sollazza il pubblico con barzellette sporche o imitazioni di rumori gastrici vari.

L’INTELLETUALE
Metafisico di natura è il creatore di una serie introspettiva ed onirica imperniata sul difficile rapporto tra un’allucinazione post-virale ed una colica renale.
Di aspetto inquietante appare simile ad un NON morto ,ma sfortunatamente è vivo e loquace.

IL FRANCOFILO
Colui che è stato in Francia, che vi ha pubblicato e che ritiene che i francesi siano più intelligenti, più sensibili, più alti, più belli e perfino più educati perché a tavola non parlerebbero mai a voce così alta.

“PRRRRRRRRR!” urla sullo sfondo il disegnatore simpatico che intanto è salito nudo sul tavolo tra le risa del pubblico.

Una volta sbrigati i vari rituali di saluto, strusciatine di antenne , emissioni di feromoni, ruote varie e balletti rituali di delineamento del territorio i commensali prendono posizione e si concentrano sull’unica altra attività che li accomuna tutti oltre al fumetto: MANGIARE.

Alla base di tale voracità atavica vi è la natura stessa dei fumettisti legata da un passato di fame e miseria o alla sempre presente prospettiva di una futura indigenza.

Questa realtà scientifica è ben nota ai ristoratori che (per quanto animati dalla passione) non sempre sono nella condizione di soddisfare l’immane appetito dei Buchi Neri che hanno invitato a cena.
A questo scopo i più astuti hanno sviluppato menù specifici a base di carboidrati che anno lo scopo di riempire, appesantire e stordire gli apparati digerenti dei propri ospiti