30.10.07

L'INAUGURAZIONE

La notizia arriva via E Mail, per posta (tramite invito formale) o attraverso il consueto “tam-tam” della giungla fumettistica.
L’amico, (stimato professionista e compagno di infiniti eventi predatori) , vi comunica il luogo e la data in cui un nuovo negozio di fumetti apre i battenti nella vostra città e lo fa come se vi stesse rivelando un incontro segreto con gli alieni dell’Area 51.
“E’ per Domenica..” vi dice afferrandovi il gomito a mò di stretta massonica…
“Alle 17. Io ci vado con la mia ragazza…” aggiunge come per sottolineare la portata dell’evento.
Voi lo guardate negli occhi, lo tirate da parte e lo fissate bramoso.
“Ci sarà del cibo?” gli chiedete sgranando gli occhi.
“Certo…” replica lui … “perché credi che porti la mia ragazza? Così poi risparmio sulla cena”

Pochi giorni dopo (quando l’odore del cibo gratuito si è sparso per tutta la città..) vi ritrovate nei pressi dell’anonima viuzza , davanti all’anonima vetrina dell’anonimo negozietto in compagnia di altri 715 vostri simili.
“Ciao? Io sto scrivendo una storia per Roddy Vulva.” Esordisce il creativo di turno mentre si lecca freneticamente le labbra spaccate dal sole e dell’arsura (le inaugurazioni avvengono sempre in giorni di calura estiva , con il sole al picco nel bel mezzo di Agosto).
“Vulva è storia vecchia…” replica l’altro mentre annusa nervosamente l’aria.
“Io lavoro a PULPO.”
“Pulpo?” Replica l’altro incredulo.
“Sì. Johnny Pulpo. Una storia nuova che hanno chiesto di fare SOLO a me. Scritta DA ME e che verrà distribuita in edicola solo DA ME.”
“Da te MEDESIMO?” chiede incredulo il primo.
“Sì.” Annuisce l’altro grattandosi un’orecchio con la zampa.

Per un attimo i due si guardano fissamente nelle vuote palle degli occhi… poi (come obbedendo ad un atavico comando mentale) esclamano all’unisono:

“Il guaio è che da noi non ci sono editori seri!”.

E il confronto è finito.

Tra il folto pubblico accorso all’inaugurazione (oltre ai suddetti professionisti) si distinguono:

LE DONNE di quest’ultimi (tutte assolutamente fuori posto e con lo sguardo VACUO perso nel nulla) .

I SIMPATIZZANTI (amici degli amici degli amici), pesci pulitori, abitanti del sotto-sottobosco creativo muniti di UNA matita e Un blocco da disegno con le loro storie fatte da LORO (medesimi).

Ed infine la carne da cannone, il propellente biologico del settore fumettistico:
GLI ALLIEVI DELLE SCUOLE DI FUMETTO.

Questi (totalmente afflitti dalla sindrome di Stoccolma) seguono e venerano i loro giovani e sedicenti “professori”, gli insegnanti delle molteplici scuole STRIZZA PORTAFOGLIO che permettono ai suddetti professionisti di sbarcare il lunario e pagarsi le cure mentali.

Tra questi andiamo ad individuare:

QUELLO VESTITO DA IMBECILLE.
L’unico che in pieno Agosto (incurante della disidratazione incombente) sfoggia una pessima imitazione del cappotto di Capitan Harlock (e si è fatto pure uno sfregio VERO sulla faccia per essere più realistico).

QUELLO CHE NON SI SA SE E’ VESTITO DA IMBECILLE.
Amico intimo del primo , non si riesce a stabilire se sia vestito da qualche anonimo personaggio che solo lui conosce o semplicemente vestito a cazzo.

LA PRESUNTA TOSSICA
Non necessariamente tale ,ma di indubbie sembianze.
Ricoperta di piercing all’inverosimile, tatuaggiata nei punti strategico- erotici e con un’aria da NAVE SCUOLA nonostante i suoi 17 anni.

LA GRASSONA INTRAPRENDENTE
Ingorda di merendine , molesta l’insegnante della scuola dall’inizio del corso solo perché lui le ha detto “Buongiorno cara!”

IL GAY INTRAPRENDENTE.
Ingordo di doppi sensi e piccanti allusioni, molesta lo stesso insegnante dall’inizio del corso solo perché lui gli ha detto “il lapis devi appuntarlo meglio!”.
(Da allora mugola ogni volta che lo vede).

Tutti sono ovviamente ed indistintamente rapiti da un insano buonumore e si scambiano bacini sulle guance , strizzatine di gomiti , pacche sulle spalle e ameni convenevoli ,ma …

NESSUNO perde di vista il bouffet!

IL NEGOZIO.
Angusto, spoglio, arredato tristemente in puro stile IKEA è situato nella zona meno strategica della città, rintanato generalmente in un androne, in un antro o in un punto OMBRA nel quale nessuno lo vedrà MAI.
Sfoggia nomi altisonanti tipo “L’ARALDO A FUMETTI” , “L’EDEN DEI BALOON ” e così via… ma in realtà potrebbe tranquillamente chiamarsi “NATO MORTO”….stando alle possibilità di sopravvivenza che ha nel mondo reale.

A tale riguardo gli scommettitori sono agguerriti e spietati, secondo alcuni l’attività non arriverà ad un anno di vita.
I più cinici non gli danno un mese e più esperti sanno che a fine settimana il negozio sarà in perdita.
A questo riguardo alzando la testa si possono osservare grosse ombre nere che volteggiano sopra l’evento.

I vecchi predatori del settore (coloro che hanno un’attività in piedi da secoli e che sanno come sopravvivere nella giungla) sono del resto già allertati e quando il negozio fallirà piomberanno dall’alto per acquistare tutto il materiale al prezzo di un panino.

I PROPRIETARI DEL NEGOZIO.
Teneramente giovani e coccolosamente ingenui si strusciano tra di loro, si fanno scattare foto ed elemosinano disegnini …inconsapevoli che tra un paio di settimane si azzanneranno alla gola per un tozzo di pane.

Tra questi ritroviamo ed individuiamo alcune tipologie:

L’HARRY POTTER.
Con simpatici occhialini e l’arietta saccente da maghetto mancato, è la mente del gruppo.
Colui che ha concepito come e perché rovinare l’esistenza di lui e dei suoi amici.
Artefice di memorabili iniziative propagandistiche tra cui “la consegna a domicilio del fumetto” nel caso che (come dice il testo sul depliant) “abbiate un improvviso bisogno di leggere nella notte…”.

LE GRASSONE AMICHE
Coppia di balene over size, sono caratterizzate dalla simpatica e tenera timidezza di chi non ha la più pallida idea di cosa le aspetta. Verranno spolpate e divorate fino all’osso dall’Harry Potter durante il tracollo finale.

LE ANIME PIE
Genitori e parenti vari che (dissanguandosi) hanno finanziato questa scellerate attività…IGNARI per lo più di cosa esattamente il negozio venda o tratti.
Hanno ipotecato almeno una casa firmando misteriosi fogli ad un nervoso e sudato Harry Potter.

IL NEGOZIO.
Come già illustrato si presenta piccolo, angustamente opprimente e spoglio.
“Molto materiale non è ancora arrivato” mente spudoratamente una delle timide grassone…
Quel poco che è esposto tradisce la limitata lungimiranza imprenditoriale dell’Harry Potter.
Poche vetrinette popolate di statuette di tipine POPPUTE manga, soldatini Pupazzotoidi MANGA e scatoloni di ROBOTTONI MANGA.
Alla faccia della strategia di marketing il piccolo genio di turno applica il semplice concetto del
“vendo quello che piace a me…MEDESIMO”.

MA…

Ecco che in mezzo a tutto questo desolante panorama di FINE imminente …affiora l’unica concreta ragione del copioso afflusso di invitati…. IL CIBO.

Consistente di solito in una o più tavolate di tartine e sotto prodotti alimentari vari, IL CIBO emana un eccitante odore di PROTEINE e CARBOIDRATI che fa impazzire gli affilati nasi dei GIOVANI professionisti.
Tra i manicaretti più richiesti ed ambiti distinguiamo LE PIZZETTE, i BIGNE’ e le bibite varie ad alto contenuto di zucchero (i professionisti ne sono attratti come mosche).

Da segnalare in tal senso la cosiddetta DANZA DI AVVICINAMENTO…ovvero il balletto che i seri professionisti mettono in atto per guadagnare la pole position della tartina.
Tale balletto si compone di eleganti piroette , strette di mano, strizzatine di occhio e conversazioni irrilevanti per guadagnare (centimetro dopo centimetro) una buona angolazione verso il tavolo delle vivande.
Ovviamente in tale balletto conta anche l’eleganza.
Fiondarsi direttamente sul cibo è segno di cattiva educazione.
Arrivarci scivolando dolcemente tra gli altri affamati è invece indice di quanto smaliziato sia il predatore.
Ed ovviamente è lecito anche giocare sporco…come quando per liberarsi di un pericoloso concorrente si esclama “ora Lui vi fa un BEL disegnino!” e lo si mette fuori gioco per una buona oretta.

Una volta guadagnata la posizione ottimale inizia la fase di immagazzinamento.
La loquacità dei professionisti è inversamente proporzionale alla vicinanza del bouffet.
Una volta arrivati alla fatidica posizione X i professionisti smettono di parlare e perfino di PENSARE….e mangiano.

Anche l’assunzione del cibo ha modalità particolari ed individuali.
Ci sono coloro che preferiscono un ritmo serrato e costante di divorazione.
(Una pizzetta ogni 0,56 secondi).

I sostenitori della tecnica a piramide (che impilano più pizzette e tartine in una sola megalitica costruzione).

E i FREE STYLE che mescolano le due tecniche non disdegnando di infilarsi il cibo anche nelle tasche della giacca.


In questo senso è da notare una particolare conformazione anatomica dei professionisti ossia le cosiddette SACCHE ALIMENTARI.
Posizionate esattamente a metà lunghezza del collo.
Tali sacche si sviluppano generalmente negli esemplari adulti con almeno dieci anni di attività professionale nel settore ed hanno l’unica funzione di IMMAGAZZINARE il cibo per i periodi più difficili dell’anno per affrontare il lungo inverno.

“Affermati disegnatori “ di successo possono arrivare ad immagazzinare fino ad un terzo del loro peso nelle suddette sacche e riuscire a dissimulare i tutto con frasi tipo:
“Ho la gola un po’ infiammata.”

Questa distinzione tra giovani e vecchi predatori è molto significativa e diventa ancora più evidente allorché gli esemplari IMPLUMI ,di poca esperienza si avventano sul cibo con sacchetti di plastica dell’esselunga , grugnendo e ululando mentre si ingozzano di tramezzini.

Alla fase di procacciamento cibo si accompagna quella di documentazione storica , consistente nell’immancabile scatto di foto ricordo.
In queste i professionisti posano abbracciati (avvinghiati) dalle grassone timide ed esibiscono grandi sorrisi con resti di cibo tra i denti briciole sugli abiti e sguardi da PAZZI.

Terminata questa fase si passa alla successiva, ovvero i rito dei disegnino, piccolo prezzo da pagare per una sana scorpacciata di schifezze ad alto contenuto calorico.

I professionisti si prestano pazienti e disponibili a tale rituale mentre le loro ragazze li guardano con occhi pieni di amore e pensano:
“Dio ti ringrazio.Oggi ha mangiato. Forse stasera si degna di darmi una ripassata e non si mette a chattare sui soliti forum!”.

E l’evento sfuma e volge così lentamente verso la sua conclusione..mentre il sole si appresta a tramontare i professionisti riprendono una parvenza di compostezza e si abbandonano alle loro conversazioni brillanti.

“Così disegni PULPO da te MEDESIMO?”
“Sì. E mi danno anche due TOZZI di pane per farlo.”

“Pane umido?” chiede incredulo l’altro mentre tasta con la mano destra il panino secco che si è infilato in tasca.

“Umidissimo.” Replica il primo.

Per un attimo i due si guardano, poi telepaticamente concludono all’unisono:

“Ma il futuro è in Francia.”

6 Comments:

Anonymous Jack said...

Yes, proprio vero che il futuro è in Francia. Là i panini li fanno con la baguette, yummm :-D

2:29 PM  
Anonymous Wilma said...

Un giorno ti trovarai con una testa di cavallo nel divano letto dello studio. Le ciccione e i gay son permalosi... :)

3:52 PM  
Blogger MAX GUADAGNI said...

"Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale...", WILMA...

Ehmmmm....

MAX

(oppure potrebbero farmi saltare in aria con la bicicletta...la vedo più probabile!)

4:08 PM  
Anonymous Anonimo said...

mmmh sara' l'ora ,sara' che a forza di parlare di mangiare ma ho un certo languorino.....Wilma non hai mica un Ferrero Rocher per me?
Fonz!

3:26 AM  
Blogger Emi said...

be' forse non tieni conto dei vernissage di arte contemporanea... oltre alle tartine ci sono pure formaggi e frutta fresca che fa tanto snob. Per non parlare del vino...

8:36 AM  
Blogger ViValdo said...

...io ormai mi nutro solo alle inaugurazioni: ho speso tutto a lucca...

9:57 AM  

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