11.9.06

LA LIBRERIA PERFETTA

Il collezionismo da assuefazione.
Chiunque abbia perso la testa per fumetti, ovetti Kinder o tappi di bottiglie sa di cosa parlo e nessuno di voi avrà MAI pace finché non avrà l’edizione rara del grande Puffo (col cappellino rosso dipinto a mano dal Caravaggio), o l’action figure di Robin con le calze a rete (quelle smagliate, che valgono di più).
Per ottenere questi oggetti mentirete, spenderete il denaro che avete da parte per altri scopi (vacanze, studio, trapianto di rene) e in breve tempo vi troverete prigionieri della cosiddetta “DIPENDENZA DERIVATA”.
Se siete ossessionati dalla polvere e dal tempo diverrete dipendenti dalle BUSTE per fumetti, se siete fanatici dell’archiviazione diventerete dipendenti da etichette e database e se siete fissati con i soldatini avrete bisogno di plastici e ricostruzioni a grandezza naturale della battaglia di Waterloo o del mondo di Tattoine.
MA… (qualunque sia la molla che vi fa salivare come segugi in calore ) tutti voi avrete SEMPRE bisogno di un’unica cosa: PIU’ SPAZIO.

Per i FUMETTOFILI la battaglia inizia in famiglia , lottando con fratelli , sorelle e genitori per guadagnarsi un centimetro dopo l’altro per i vostri amati albi e ottantanni dopo siete ancora lì,(alle prese con la vostra badante rumena e Lord Alzheimer che vi dice strane cose nell’orecchio)ed anche se non saprete più distinguere un canguro da una tavola di Charest avrete quasi sicuramente migliaia e migliaia di numeri rarissimi e preziosissimi.

“TU ORA CALATI BRAGHE VECCHIO PAZZO!” urlerà la vostra badante mentre vi cambia il pannolone.

In mezzo a queste due estremi si trovano anni di dura battaglia e di astuta strategia tra voi ,i vostri familiari , coinquilini , amici, partner e soprattutto contro le leggi della fisica e dell’architettura.
Premesso che “due oggetti non possono occupare simultaneamente lo stesso spazio” la vita di un collezionista medio è esattamente la lotta per cercare di dimostrare il contrario.

Per comprendere a fondo ciò di cui parlo dovete considerare che il collezionista è paragonabile ad un ingordo Blob più o meno fluido il cui unico fine è INGLOBARE ed ESPANDERSI.
Il collezionista inizia la sua opera di colonizzazione in famiglia, prima consolida il proprio territorio, poi si spinge lentamente verso la metà della camera del fratello , quindi punta verso il soggiorno passando prima dal corridoio ed ASSIMILA tutto ciò che incontra trasformando spazi destinati ad enciclopedie, libri di cucina e album di foto di famiglia in SCAFFALI DI FUMETTI.

Da adolescente crea vere e proprie colonie sparse per il paese.
Ha la collezione madre a casa dai suoi ,ma ne ha anche una nell’appartamento in cui vive con altri studenti. Semina piccole SOTTOCULTURE di FUMETTI (miniserie varie) a destra e a manca , le presta (di rado) , le parcheggia (spesso) da parenti vari con l’unico desiderio un giorno di riunirle in un grande impero.
Se costretto da situazioni di emergenza a proteggerle le seppellisce in qualche cantina dopo averle avvolte in metri e metri di DOMOPAK e carta stagnola.

In maggiore età (e con maggiori disponibilità) il collezionista RIUNISCE finalmente le sue collezioni in un unico ambiente.
Se il collezionista vive da solo inizia un percorso di auto-cannibalismo che in pratica lo porta in ad avere quattro mura completamente ricoperte da librerie (e una seggiolina piccina, piccina in mezzo per sedersi e contemplarli) altro discorso è se il soggetto in questione divide l’appartamento con uno o più individui.
Nel caso che la compagnia sia femminile l’istinto del Blob è mitigato da tale presenza che lo controlla e tiene a freno impedendogli di eliminare la cucina , di riempire il bagno di librerie ( lì sono concessi solo copie da seduta sul water.) o di far volare dalle scale il polmone d’acciaio della nonna Camilla.

Costretto dai doveri di coppia (e soprattutto per mantenere il quieto vivere) il collezionista si dedica a studi e pratiche (quasi esoteriche) di “immagazzinamento” al fine di far convivere in un solo posto due oggetti distinti.

L’IMPILAMENTO è una delle prime manifestazioni del malessere di un collezionista che (a causa dei suddetti motivi) si trova costretto a distribuire in verticale (ed in improbabili punti dell'abitazione) pile su pile di albi a fumetti.
Da tenere presente che NON tutti i fumetti sono adatti a questo tipo di stoccaggio.
I Bonelli si prestano benissimo ,ma il formato americano (o spillato in generale) NO, a meno che non si proceda ad un IMPILAMENTO alternato (vedi “L’arte delle Cattedrali di Carta” di Leonard Whanhunsenn. Edizioni Pangolino).
In caso contrario la pila si inclina progressivamente fino a rovinare addosso al gatto di casa o allo zio claudicante venuto in visita a Natale.

Superfluo anche dire che con tale tipo di disposizione potete scordarvi di dare un’occhiata ad un vecchio numero di 5 anni fa che (approssimativamente) si trova sotto EONI ed EONI di stratificazioni fumettistiche.

Altra strada sempre discutibile è LA COMPRESSIONE.
In questo caso l’Impilamento avviene in senso orizzontale ed il principio è quello di spremere e schiacciare la vostra collezione fino a fare entrare in uno spazio di 50 cm. venti anni di onorate pubblicazioni.
Effetti collaterali: distorsione delle strutture portanti, imbarcamenti vari, cedimento strutturale, rottura del nucleo a curvatura e crollo sul vostro zio non vedente (in visita a Pasqua).

Se appartenete alla categoria più ingegnosa e creativa potete invece dedicarvi all’INCASTRO, disciplina che si basa non sulla forza bruta della compressione ,ma sull’astuzia dello sfruttare ogni spazio libero.
Tale soluzione può anche essere estremamente funzionale dal punto di vista estetico ,ma decisamente scomoda dal punto di vista pratico perché, (considerata la varietà di formati dei fumetti) non avrete MAI più di due numeri disposti in ordine sequenziale.
Il rischio è di perdere il numero in cui la pistola a raggi di Martin Mystere è sparita e non trovarlo MAI PIU’.

I più scellerati (o forse i più disperati) ricorrono alla soluzione estrema è finale che getta disonore su qualsiasi collezionista che si rispetti: LA DOPPIA FILA a cui naturalmente segue la TERZA FILA e tutte le altre soluzioni combinate (IMPILAMENTO SU DOPPIA FILA, COMPRESSIONE , INCASTRO A LISCA DI PESCE , ARCHIVIAZIONE DIAGONALE ecc. ecc.) e intanto Martin Mystere non ha più la sua fottuta pistola a raggi e voi non riuscite a farvene una ragione.

Per evitare tutto ciò (e per non essere definitivamente cacciato a pedate dal resto della famiglia) il collezionista fa un patto col diavolo e ricorre a delle cose pericolosissime chiamata MENSOLE.


La prima Mensola ci si fa da ragazzi…così, per scherzo tra amici…ci si dice “Ehi! Perché non andiamo in falegnameria e compriamo 1 metro di abete?”

Ed un battito di ciglia dopo avete quarant’anni ed avete acquisito una nuova Dipendenza Derivata:

IL BRICOLAGE.

Il Bricolagista Fumettista è una delle forme di vita più pericolose che esistano.
Parte lento all’avvio ed è impedito nei suoi movimenti ed intenti, pianta un chiodo nel muro e gli si piega in due, trova la pietra anche in una capanna , si martella le dita e si acceca con schegge di intonaco…ma POI IMPARA…
Inizia con qualche suggerimento da un amico più esperto, si esercita bucherellando casa come un groviera e va avanti così fino a che non riesce a piantare sul muro mensole più o meno dritte che inchioda brutalmente ad ogni altezza possibile ed immaginabile e fino a qui lo scenario (per quanto allarmante) è ancora tollerabile.

Il vero problema scatta quando il Bricolagista entra in un emporio leggermente diverso dagli altri e trova non il solito commesso scazzato ,ma un suo simile interattivo.

“Hai messo il turapori?” gli chiede il nerboruto proprietario dell’ Emporio
“FATTITI DA TE”
“Cosa?” replicate voi pensando che si riferisca a qualcosa che avete sul viso?”
“IL TURAPORI, SENNO’ GLENE VADENE DENTRO L’ACQUENE!” replica il l’esperto, spiegandogli (nel suo variopinto linguaggio) che una mensola NON trattata può prendere l’acqua e bagnarsi.
Perché poi dovrebbe piovere nel vostro soggiorno non è dato saperlo.
“GLIENE SCARTAVETRAGLIENE?”
“No.” Confessate voi. Non l’avete neppure scartavetrata.
“GLIENE COPPALEGLIENE?!
No, non gli avete dato neppure la coppale ed ecco che l’esperto sospira ,sputa per terra e pigramente (ma con fare soddisfatto da vecchio volpone) affiora da dietro il bancone e comincia ad agguantare prodotti su prodotti che sbatte sul tavolo gridandone il nome.
“TURAPORI!”
“NITRO!”
“COPPALE!”
“ACIDO FENICO!”
”DURANIO!…. e così via in un’infinita elencazione di prodotti tutti altamente infiammabili, tossici e velenosi solo a guardarli.

A questa esposizione segue una minuziosa e dettagliata spiegazione di come usare tali prodotti il tutto mimato con grande attenzione per i dettagli.

“DAGGLIENE! SPANDIGLIENE! SPENNELLAGLIENE!”

Alla fine della lezione avete speso 150 euro , avete comprato qualcosa come 10 chili di materiale esplosivo e non vedete l’ora di provarlo a casa vostra.

“Tessssssorrrroo sono a casa!” esclamate contento alla vostra eventuale compagna.

I prime esperimenti sono un disastro.
Vi ustionate le mani, perdete la vista per due giorni, intossicate voi e i vostri familiari, date fuoco al gatto.
Ma poi (lentamente) diventate BRAVO…
Scartavetrate sempre più velocemente , impiallacciate sempre meglio e grazie al vostro amico esperto avete sempre maggiori risorse tecnologiche.
TRAPANI, SEGHE, SMERIGLIATRICI, AVVITATORI ELETTRICI e pistole PHASER.

Dopo sei mesi avete la vostra prima MENSOLA…dritta.

La osservate come ipnotizzati state per porvi i vostri preziosi fumetti quando vi accorgete o meglio vi rendete conto che il resto della vostra libreria NON è stato trattato, o NON è perfettamente allineato o levigato.

“Bè… non ha importanza…” vi dite mentre un tremito vi sale dentro.
“Va bene anche così…” vi ripetete cercando di non pensarci.

E due giorni dopo vi svegliate alle 5 del mattino e buttate tutto giù perché OGNI COSA DEVE ESSERE PERFETTA!

Quando dopo una settimana (o un anno) avete finalmente smerigliato, levigato e lucidato ogni cosa inizia la parte più piacevole: la collocazione dei fumetti.

I Marvel da una parte, I Bonelli dall’altra , io cartonati in mezzo e…
E quando arrivate a KAMANDI della Corno vi accorgete che ogni albo ha un ‘altezza diversa.

Sì, bè…si sa. Quindi i Bonelli lì, i Marvel di là…ma un momento, com’è che non tornano lo stesso?

Non tornano ovviamente perché ogni edizione ha misure leggermente diverse.
A volte di poco, a volte di tanto, la prima edizione Star è più piccola, quella Marvel di mezzo è molle e si affloscia, quella nuova pesa come il marmo e ogni anno un simpatico Editor decide di accorciare, allungare, stringere, approfondire, aumentare o ridurre altezze e larghezze.

(E poi c’è il fottutissimo numero 195 di ALAN FORD ,che DIO lo strafulmini!, che non va da nessuna parte perché sbagliarono tutte le misure!).

La sensazione che ne deriva e che provate si chiama FRUSTRAZIONE e per comprendere il concetto dovete pensare ad una lettera che un lettore di Urania scrisse una volta alla redazione della popolare pubblicazione, in questa il poveretto si disperava per il cambio di formato che trovava inaccettabile e tragico poiché lui aveva già pronti oltre 5 metri di libreria fatta su misura per essere riempiti da lì a 10 anni.

Ora socchiudete gli occhi e immaginatevelo mentre si aggira tra le macerie di un mondo ormai distrutto...eccolo là che osserva la sua libreria (vuota) che affiora davanti ai resti della statua della libertà ed urla:

“MALEDETTI! MALEDETTI PER L’ETERNITA’! L’AVETE DISTRUTTA!”




Ricordate: il mondo non è perfetto e nemmeno la vostra libreria lo sarà mai.

1109.2006

5 Comments:

Anonymous putipu said...

è per questo che alle 5 hai tirato giù tutto, eh?!?... e intanto posto per me, il mio posto, si riduce sempre più...
ora torno a protocollare fax.
non dire niente...

8:38 AM  
Blogger Sheila D.R. said...

Sagace, come sempre..!
Mi viene in mente una cosa similare al posto dei fumetti: il trasloco! Quando sono venuta via da un appartamento dove ruotare il gomito era un problema, riempito da miliardi di cose accumulate durante gli anni (fumetti compresi), per entrare in una casa dove ci si poteva perdere, si è consumato il dramma. Dove vado a mettere tutte le mie cianfrusaglie? Oddio, com'è possibile che non ci sia posto qui, in questo ambiente enorme, se stavano in un centimetro cubo?!
E ti ritrovi a fare pile di cose (per lo più, inutili..!) chiedendoti stupidamente "ma... com'è possibile?"

3:31 AM  
Blogger MAX GUADAGNI said...

SHOCK da SPAZIO eccessivo.
Passa con un adeguata riabilitazione, bisogna essere presi per mano con qualcuno che ti dica "su!Non Impilare! Mattili là...dai!"
Può essere d'aiuto distribuire i fumetti per terra (ben imbustati s'intende) e rotolarcisi sopra.
Si chiama Albo-terapia ed aiuta a liberare le tensioni.

(Solo albi delle stessso spessore, sennò ci si fa male)...

MAX

3:41 AM  
Anonymous Anonimo said...

Fantasticoooooooooooooooo


M&R


PS: la mia seggiolina nel centro della stanza non serve solo per contemplare, quando c'è gente a cena la sposto in cucina .....

9:56 AM  
Anonymous Anonimo said...

Collezionatrice dipendente di qualsiasi cosa abbia formato più o meno rettangolare, una costa, una copertina e delle pagine (scritte o disegnate è lo stesso).
Morale della favola: non solo ho la tripla fila, ma anche la quadrupla... fortunamente un ingegnoso sistema di catalogazione mi ha salvato dal perdere i miei libri/fumetti preferiti.
E pensare che papà invece ha la sua collezione di Tex (tutti, dal primo orignale all'ultimo) belli sistemati e in unica fila... non vale!

3:09 PM  

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